Darkest days

Stanley Gallon, Darkest days. I giorni della fine (Darkest days, 2006) - THRILLER - Mondadori - Urania Speciale - 2008 - traduttore: Silvia Castoldi - pagine 362 - prezzo 4,50 euro - giudizio: discreto

Il thriller fantapolitico ha una solida tradizione, la fine dell'Unione Sovietica e la nuova, minacciosa, dimensione del terrorismo internazionale hanno dato ancora più vigore a questo genere, Stanley Gallon è un autore esordiente che con Darkest days prova a cimentarsi in questa affollata arena.

 

In un prossimo futuro la morte di Donald Harrison, presidente degli Stati Uniti, è solo il primo di una serie di avvenimenti che proiettano la nazione nell'incubo.

Il suo sostituto, il vicepresidente Nathan Greeley, è in combutta con il Wilshire Group, una potente corporazione operante principalmente nel campo degli armamenti, niente di strano che ci si prepari a estendere il conflitto, che vede impegnate le truppe statunitensi nel Sudan, anche ad altri paesi.

L'occasione per scatenare una serie di rappresaglie e attacchi, che permetterebbero di impadronirsi delle ricche regioni equatoriali e delle risorse petrolifere del medio oriente, è un grave attentato al parco naturale di Yellowstones, dove l'esplosione di due atomiche causa una devastante eruzione.

Mentre gli intrighi del nuovo presidente e del suo entourage si dipanano assistiamo alle vicende di Adam Burch, militare di stanza in Sudan, e di suo padre Julian, che per motivi misteriosi sta scappando per evitare di essere catturato dalle forze speciali, quale segreto nasconde il fuggitivo?

Le fosche ombre dell'inverno nucleare, causato sia dall'eruzione di Yellowstones che dall'impiego di atomiche in una gigantesca rappresaglia, si allungano sul mondo, e sembra che l'intero pianeta stia precipitando verso la catastrofe, forse sono arrivati davvero i giorni della fine.

 

Classico nella struttura, un thriller raccontato per scene, e con un tema altrettanto classico, quello di un malvagio presidente che insegue il potere incurante delle conseguenze, Darkest days è un romanzo che non riesce a convincere completamente.

Pur essendo scritto discretamente ci sono ingenuità che impediscono alla vicenda di essere credibile, l'autore è un avvocato e non un militare o uno scienziato, quindi non possiamo pretendere che conosca le dottrine di impiego dei cannoni atomici o le modalità di eruzione di un supervulcano, ma in quei punti la scorrevolezza nella lettura si perde.

Anche la scoperta che a Washington c'è uno strapiombo di tremila metri sul Wendy Run lascia perplessi, ma questo è dovuto a un banale errore, forse di traduzione.

I veri punti deboli della storia sono comunque altri, la mancanza di spessore dei personaggi, troppo stereotipati per essere credibili, e una mancanza di uniformità nella narrazione, molti avvenimenti non sono raccontati, probabilmente sarebbe bastato inserire qualche parte, anche di poche righe, dedicate alla gente comune per capire come questa vedesse lo svolgersi degli eventi.

Probabilmente aspettarsi che un'opera prima raggiungesse il livello dei romanzi di Tom Clancy o di Larry Bond era decisamente troppo, tutto sommato si tratta di una lettura che agli appassionati del genere potrebbe piacere, aspettiamo l'autore a una seconda prova, sperando che prenda l'abitudine di consultare gli esperti.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 13 giugno 2008

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Commenti

1 Letto in vacanza... bruttino, confuso e ingenuo...mi è sembrato anche mal tradotto.

» postato da katy alle 14:49 del 07-07-2008

2 «Letto in vacanza... bruttino, confuso e ingenuo...mi è sembrato anche mal tradotto.» Quasi finito. Ha tutti gli stereotipi possibili e immaginabili e nulla mi toglie l'idea che sia stato scritto pensando già a un possibile film (oppure sia stato scritto avendo in mente un possibile film). Malgrado questa debolezza d'impianto e tutte le esagerazioni, malgrado una serie di episodi "già visti" e tratte da libri/film/telefilm già esistenti (da Stranamore a Jericho a Tucker a King a Kim Stanley Robinson...), conserva alla fine una sua logica nello svolgimento che non lo rende poi così brutto. Forse la cosa più interessante è la riunione di tutti questi luoghi comuni/paure del cittadino americano, in eterna ambasce per il suo ruolo da sceriffo del mondo in bilico tra difesa degli ideali (i suoi, non quelli degli altri, ovviamente) e fiducia/sfiducia di chiunque vesta una divisa o venga eletto in una carica pubblica. Alla fine il quadro generale è talmente "ingenuo" da fare tenerezza... ma si sa che governanti eletti che si pongono al di sopra delle leggi, sono solo fantascienza

» postato da Otrebla alle 15:36 del 07-07-2008

3 :D :D :D ...comunque dire ingenuo è dire poco e poi non c'è un'idea originale in tutto il libro. Forse avrebbe dovuto continuare a fare l'avvocato... anche se dopo aver letto il suo libro me lo immagino un po' come quello che compare nei simpson... non so se hai presente. :)

» postato da katy alle 16:47 del 07-07-2008

4 «:D :D :D ...comunque dire ingenuo è dire poco e poi non c'è un'idea originale in tutto il libro. Forse avrebbe dovuto continuare a fare l'avvocato... anche se dopo aver letto il suo libro me lo immagino un po' come quello che compare nei simpson... non so se hai presente. :)» Mi veniva più in mente Harrison Ford in Air Force One...

» postato da Otrebla alle 17:06 del 07-07-2008

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