La rosa quantica

Catherine Asaro, La rosa quantica (The Quantum Rose, 2000) - FANTASCIENZA - Armenia - Nuova Galassia - 2007 - traduttore: Salvatore Proietti e Silvana Varlec - pagine 448 - prezzo 15,00 euro - giudizio: buono

Autrice di numerose opere ambientate nell'universo dell'Impero Skoliano, Catherine Asaro sta iniziando a farsi conoscere anche in Italia, dopo Un ponte tra le stelle (Odissea n. 10) e Aurora a quattro voci (racconto contenuto nell'antologia Strani universi 2, Cosmo Nord n. 302) a essere pubblicato è ora La rosa quantica, romanzo vincitore del premio Nebula 2001.

 

Sono trascorsi duecentosettanta anni dai nostri giorni, siamo sul remoto pianeta Balumil, una volta parte dell'Impero Ruby ma in seguito dimenticato dopo il crollo degli antichi dominatori, ora povero e arretrato, sede di una società contadina che sopravvive a fatica in un ambiente ostile.

Kamoj Quanta Argali è la governatrice della misera provincia di Argali, e il suo destino è di andare in sposa a Jax Ironbridge, irrequieto signore di una ricca provincia confinante; il carattere impetuoso e violento di Ironbridge spaventa la giovane, ma l'unione è il solo modo di garantire la sopravvivenza ai propri concittadini, duramente provati da gelo, tempeste di neve e carestie, e Kamoj sente fortissima la responsabilità del suo ruolo.

La situazione cambia bruscamente quando Havyrl Lionstar, uno straniero stabilitosi nel Palazzo di Quarzo, l'antica e ormai abbandonata residenza della casa Argali, presenta una ricchissima dote per sposare Kamoj.

Per la legge solo superando l'offerta è possibile rifiutare la "fusione", che oltr al matrimonio comporta anche il dominio della provincia, ma né le misere risorse di Argali né quelle superiori di Ironbridge possono avvicinarsi al tesoro offerto da Havyrl, e così Kamoj accetta, compiendo un salto nel buio per il bene della sua gente.

Ben presto molti misteri iniziano a svelarsi, non solo quelli nascosti dietro la maschera indossata da Havyrl, ma anche quelli relativi all'origine della pacifica società Balumiliana.

La verità, in entrambi i casi, non è certo piacevole, gli antenati degli abitanti di Balumil erano stati selezionati per essere schiavi ideali, e Havryl, pur rivelandosi un tenero amante, ha seri problemi di dipendenza dall'alcol.

Kamoj, con tenacia e acume, inizia un metodico lavoro per migliorare la situazione, cercando alleati tra l'entourage del suo sposo, del quale inizia a innamorarsi.

Ma proprio quando le cose iniziano a mettersi a posto Jax Ironbridge fa la sua mossa per riavere quello che ritiene essere suo, la situazione diventa drammatica e apparentemente senza speranza, riuscirà Kamoj a tornare padrona del suo destiono o, per salvare il suo popolo, sarà costretta a sacrificarsi accanto a una persona complessa e violenta?

 

Sebbene La rosa quantica appartenga al ciclo dell'impero Skoliano è perfettamente leggibile come romanzo a se stante, le minime conoscenze necessarie per inquadrare la storia sono contenute nella cronologia in appendice.

A dispetto della copertina che richiama il fantasy, la vicenda narrata nel romanzo è una miscela tra storia d'amore, fantascienza e fisica quantistica, dato che l'autrice ha cercato di legare la storia a una teoria sullo stato dei quanti, cosa che probabilmente farà la felicità dei laureati in fisica, mentre presumo che il resto del mondo potrà saltare le spiegazioni fornite dall'autrice senza troppi problemi.

Il romanzo è senza dubbio riuscito, una trama forse non originale ma solida, un discreto stile e colpi di scena che aiutano a mantenere una discreta tensione narrativa, tuttavia credo non piacerà a tutti, che una discreta potatura avrebbe giovato non poco, quattrocento e passa pagine mi sono sembrate troppe.

La storia d'amore tra Kamoj e Avryl contribisce ad appesantisce La rosa quantica, e non mi ha particolarmente appassionato, mia madre invece ha amato proprio questo aspetto (no, mia madre non legge romanzi rosa, legge fantascienza), mi chiedo se il pubblico femminile valuterà in maniera differente da quello maschile questo aspetto del romanzo.

Altro piccolo difetto è la tendenza di Kamoj ad ascoltare conversazioni o vedere cose che non dovrebbe ascoltare o vedere, e dopo la terza o quarta volta che questo accade la cosa inizia a sembrare forzata.

 

Catherine Asaro è nata a Oakland, in California, nel 1955, ed è cresciuta in un paesino a nord di Berkley, El cerrito.

Dopo aver conseguito il dottorato in chimica e fisica a Harvard ha lavorato come insegnante di fisica e ricercatrice, sviluppando nello stesso tempo la sua passione per la danza sia come ballerina che come direttrice artistica.

E' comparsa sulla scena fantascientifica nel 1994, e in breve tempo ha conquistato una buona popolarità, sugellata nel 2001 dalla vittoria nel premio Nebula, proprio con La rosa quantica, opera che fa parte del ciclo dell'Impero Skoliano, un universo dove la razza umana, espandendosi tra le stelle, trova i discendenti di un popolo trasferito a forza dalla Terra millenni prima.

Chaterine Asaro è sposata con un astrofisico che lavora con la NASA e ha una figlia, che coltiva la passione per la scienza dei genitori ma anche quella della danza della madre.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 26 aprile 2008

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Commenti

1 L'opinione del pubblico femminile?..Beh, per quanto mi riguarda, le telenovelas travestite da fantascienza mi fanno incazzare a morte. Come la moda di usare il tecnobabble quantistico per riempire il vuoto di trame insignificanti.

» postato da (Alessandra ) alle 00:36 del 27-04-2008

2 « Come la moda di usare il tecnobabble quantistico per riempire il vuoto di trame insignificanti.» Solide, si dice solide. :D Anacho PS: comunque puoi votare il romanzo

» postato da Anacho alle 09:21 del 27-04-2008

3 Il libro tutto sommato non è male, solo la parte romantica non i è piaciuta, non so perchè ma mi pareva di passare da un romanzo sci fi ad un harmony

» postato da ICamaleonte =^_^= alle 10:37 del 27-04-2008

4 «L'opinione del pubblico femminile?..Beh, per quanto mi riguarda, le telenovelas travestite da fantascienza mi fanno incazzare a morte. Come la moda di usare il tecnobabble quantistico per riempire il vuoto di trame insignificanti.» per quanto riguarda me, invece, il romanzo è piacevole e divertente nel primo livello di lettura, stimolante e interessante nel livello più profondo (una lezione sulla teoria dei quanti travestita da romanzo). Ma forse tu non hai letto il saggio finale dell'autrice e ti sono sfuggite alcune 'spiegazioni'. In effetti io ho trovato qualche difficoltà nel saggio ma presumo che una persona informata abbia goduto nel leggerlo. La fantascienza? certo che c'è! possiamo metterla così: fantascienza travestita da telenovela oppure fisica travestita da fantascienza travestita da telenovela.

» postato da doralys alle 10:45 del 27-04-2008

5 L'ho già votato il romanzo: zero stelle. :-)

» postato da (Alessandra ) alle 00:02 del 28-04-2008

6 Doralys, un romanzo che ha bisogno di un saggio in coda per "spiegarsi" a dovere, io direi che è un romanzo fallito. Specialmente se il saggio risulta la cosa meno noiosa da leggere :-)

» postato da (Alessandra ) alle 00:34 del 28-04-2008

7 «L'ho già votato il romanzo: zero stelle. :-)» In effetti S* dovrebbe mettere oltre alle stelle, i buchi neri. Ovvero le zero stelle. Non è una idea peregrina. Comunque di storie romantiche la fantascienza è piena dal Figlio della notte a Guerra nella Galassia, da Cristalli sognanti a La spada di Rhiannon, solo per citare i più antichi. E questo mi è piaciuto. Ma la lista è lunga. Dirac Angestun Gesept

» postato da Ernesto VEGETTI alle 11:31 del 28-04-2008

8 ««L'ho già votato il romanzo: zero stelle. :-)» In effetti S* dovrebbe mettere oltre alle stelle, i buchi neri. Ovvero le zero stelle. Non è una idea peregrina.» In effetti non è male. «Comunque di storie romantiche la fantascienza è piena dal Figlio della notte » Però lei era cattiva, infatti il romanzo va a finire male. :cry: Anacho

» postato da Anacho alle 21:55 del 28-04-2008

9 ««L'ho già votato il romanzo: zero stelle. :-)» In effetti S* dovrebbe mettere oltre alle stelle, i buchi neri. Ovvero le zero stelle. Non è una idea peregrina.» Qualunque sia la scala di voti disponibil non andrà mai bene. Ci sarà sempre chi vorrà dare un voto inferiore al minimo perché è troppo brutto o superiore al massimo perché è troppo bello, e voti intermedi ("noooo, non potrei mai dargli 60, troppo, ma neanche 59,9, troppo poco!!"). Perciò beccatevi le cinque stelle e rassegnatevi. S*

» postato da S* alle 23:13 del 28-04-2008

10 Vegetti, il problema non è che ci sia una storia d'amore, ovviamente quella c'è spesso, Sturgeon ha scritto alcune delle sue pagine migliori proprio sull'amore, e anche i personaggi di Philip K. Dick soffrono (a volte soprattutto) per amore. Il problema è che questa storia sia essenzialmente *convenzionale*, cosa che non si può certo dire di Cristalli sognanti, o dell'amore dei personaggi di Gibson per l'aidoru Rei Toei. La differenza tra fantascienza che - giustamente - esplora relazioni e sentimenti umani, e telenovela travestita da fantascienza, secondo me è questa.

» postato da (Alessandra ) alle 00:02 del 29-04-2008

11 «Vegetti :( <taglio>La differenza tra fantascienza che - giustamente - esplora relazioni e sentimenti umani, e telenovela travestita da fantascienza, secondo me è questa.» Ogni tanto, una storia così può anche andar bene, signora. L'aspetto romance mi sembra leggerissimo. Ma io sono un signore.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 16:36 del 29-04-2008

12 Non capisco la faccina triste dopo il suo nome, sig. Vegetti :-) E' riferita a quello che ho scritto? E' riferita al suo nome?... Ho cominciato il mio commento col suo nome solo perché rispondevo a lei, e come ospite non posso quotare. Ma come ricordarlo, ora?... Non sono una signora.... una con tutte stelle nella vita.... :-D

» postato da (Alessandra ) alle 00:55 del 30-04-2008

13 « come ospite non posso quotare.» Scusa, ma perché non ti registri? Potresti partecipare meglio al forum, mi sembra che cose interessanti da dire ne hai. S*

» postato da S* alle 08:53 del 30-04-2008

14 Era la mancanza del sig. che mi rattristava :D Adesso va meglio. Ma di solito, anche quelli che non ho il piacere di conoscere di persona, mi chiamano Ernesto. Sono iscritto a questo forum dalla nascita o quasi, anche se non ho mai partecipato attivamente alle discussioni. La facilitazione di citazione (quotazione dicono i gerghisti) dovrebbe convincere un ospite che interviene di frequente a registrarsi. È ben vero che la riservatezza può sembrare a rischio, ma anche gli ospiti posson essere tracciati nella stessa misura degli utenti registrati. L'unica alternativa sarebbe quella di accedere come ospite con nomi ed indirizzi diversi ogni volta. Un po' una noia; inoltre è possibile che qualcuno non utilizzi un proprio collegamento per connettersi, ma anche a livello locale, accedere in forma anonima alla rete, non garantisce, anzi, che non si possa essere monitorati dal gestore della rete. Si riusciva a farlo 20 anni fa, figuriamoci adesso. Inoltre il continuare a cambiare soprannome fa perdere un po' di senso ai vari discorsi ed il peso dell'opinione medesima è più leggero. Certo si evita il rischio di essere minacciati attraverso i messaggi personali, una risorsa, come la zona chiacchiere (chat per i gerghisti) poco usata su questo sito. I messaggi personali possono servire a dissipare equivoci, rispondere a questioni di interesse personale, segnalare errori sulle pagine (senza usare a questo scopo le pagine del forum, a meno che non si voglia far risaltare la propria competenza o dimostrare l'incompetenza altrui); tutti sbagliano. Io le segnalazioni le faccio in privato qui, come altrove, usando è vero, qualche volta i recapiti personali (piccolo privilegio che mi concedo), ma spesso i canali ufficiali. Anch'io sbaglio, naturalmente. Ogni giorno correggo alneno un errore sul Catalogo, spesso su segnalazione. I mie recapiti sono pubblici, naturalmente.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 09:05 del 30-04-2008

15 S*, Ernesto :-) grazie per l'invito, non mi sono registrata solo perché finora sono intervenuta pochissimo, ma se mi capiterà di intervenire ancora, penso che mi registrerò. p.s. La riservatezza su Internet non esiste ;-)

» postato da (Alessandra ) alle 09:53 del 30-04-2008

16 «Vegetti, il problema non è che ci sia una storia d'amore, ovviamente quella c'è spesso, Sturgeon ha scritto alcune delle sue pagine migliori proprio sull'amore, e anche i personaggi di Philip K. Dick soffrono (a volte soprattutto) per amore. Il problema è che questa storia sia essenzialmente *convenzionale*, cosa che non si può certo dire di Cristalli sognanti, o dell'amore dei personaggi di Gibson per l'aidoru Rei Toei. La differenza tra fantascienza che - giustamente - esplora relazioni e sentimenti umani, e telenovela travestita da fantascienza, secondo me è questa.» Sono iscritta al forum da anni ma intervengo pochissimo, spesso per mancanza di tempo. Il ciclo della Asaro l'ho letto da tempo in inglese e mi è piaciuto moltissimo. Quello che non capisco è perchè si sia iniziata la pubblicazione in italiano da un libro non centrale, dove in effetti l'aspetto sentimentale è predominante e dove non si capisce nulla della storia principale, questa sì prettamente fantascientifica, dello scontro fra diversi potentati con la terra come terzo incomodo. Forse è solo perchè a suo tempo vinse un Nebula che sarebbe stato certamente più indicato per altri romanzi dello stesso ciclo. Emme

» postato da emme alle 10:20 del 05-05-2008

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