Perfect Stranger

THRILLER, id., Usa, 2007 - regia di James Foley - scritto da Todd Komarnicki - con Halle Berry, Bruce Willis, Giovanni Ribisi, Gary Dourdan, Patti D'Arbanville, Clea Lewis - durata: 105 minuti - distribuito da Sony Picture Releasing - giudizio: mediocre

Se non ci fosse Halle Berry con la sua bellezza carismatica e il suo fascino unico, sarebbe molto difficile arrivare alla fine di questo thriller convenzionale, diretto da un James Foley, suo malgrado, costretto a curare più l'ambientazione che la narrazione.

Rowena Price è una reporter alle prese con un'indagine sulla morte di un'amica . Durante le ricerche la donna viene a conoscenza di molti segreti che la ragazza non le aveva mai confessato, che la portano a sospettare che nel delitto sia implicato Harrison Hill, un ricco e potente uomo d'affari che aveva avuto una relazione con la ragazza. Rowena decide di mettersi in gioco e di portare avanti le indagini da sola e in prima persona. Per prima cosa si cala nei panni di Katherine, e diventa la nuova provocante assistente dell'imprenditore, e nello stesso tempo diventa anche Veronica, un'intrigante seduttrice che flirta con quest'ultimo via chat. Il mondo dell'erotismo online diventa il suo terreno di caccia. Per rendersi conto di non essere la sola ad aver cambiato la propria identità, che tutto non è come sembrava essere. E con il dubbio assillante di aver imboccato la strada giusta per incastrare il colpevole oppure per farsi ammazzare?

Elegante e sexy, Perfect Stranger è un film costruito per dare vita ad un finale a sorpresa tanto poco credibile, quanto , di fatto, scarsamente sorprendente.

Costruito su una serie di scatole cinesi, il film 'perde' i suoi momenti migliori con un andamento non originale che tende a dilapidare la qualità delle interpretazioni in nome di un cinema di maniera, né coinvolgente, né pauroso.

Una sensualità che non supera i livelli di guardia del politicamente corretto è quella che anima un thriller fondato su un'ambiguità che vorrebbe depistare lo spettatore senza, di fatto, riuscirci davvero.

Un prodotto confezionato in maniera elegante, ma privo di una vera identità e — soprattutto — di un'idea originale e convincente.

Da vedere e dimenticare. Halle Berry a parte, ovviamente per bellezza, fascino e bravura.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 17 aprile 2007

Altre recensioni di Perfect Stranger

  • Perfect Stranger: recensione di Sergio Gualandi su ThrillerMagazine (voto: discreto)

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