Via dall'incubo

THRILLER, Enough, USA, 2002 - regia di Michael Apted - scritto da Nicholas Kazan - con Jennifer Lopez - Juliette Lewis - Bill Campbell - Noah Wyle - durata: 115 minuti - distribuito da Columbia TriStar - giudizio: buono

Dopo Colpevole di innocenza il cinema torna ad avere a che fare con moglie moderne e il loro rapporto con i mariti violenti. Una questione che era presente, seppure a livello embrionale, anche nel precedente film con Jennifer Lopez Angel Eyes. Cameriera orfana, con i sogni di una vita migliore al college messi da parte per mancanza di fondi, Slim conosce un uomo meraviglioso: affettuoso, gentile, tenero, innamorato. La ricchezza di lui la mette al riparo dalla fatica del lavoro e la ragazza dopo il matrimonio si dedica alla cura della loro figlioletta. Un giorno, però, Slim viene a sapere del tradimento sistematico che il marito porta avanti a suo danno. Interrogato a tale riguardo l'uomo non solo non nega, ma continua a comportarsi così adducendo giustificazioni del genere maschilista: "Io porto i soldi a casa e ti faccio fare la signora...avrò diritto a sfogarmi.." Slim non ci sta, tenta di scappare e dalle parole si passa ai fatti facendo cadere la donna in una spirale di violenza dai toni criminali. Il marito tanto amato si rivela un pazzo pericoloso: metodico e con molte conoscenze negli ambienti criminali...insomma, un incubo, fino a quando la donna non dice a se stessa di averne abbastanza. Intrigante e intenso (la regia di questo thriller è di Michael Apted, autore di uno 007, di Enigma e di altri film interessanti) Via dall'incubo rappresenta non solo un'esortazione a non lasciarsi sopraffare dalla volgarità di una violenza senza limiti, ma — soprattutto — è un ritratto di una donna forte con una Jennifer Lopez che — sorprendentemente — rinuncia ad accentuare le caratteristiche sensuali della sua recitazione, per trasformarsi in una macchina da guerra rivolta a difendere fino all'ultimo i propri diritti che la giustizia sembra non essere capace di difendere per colpa di una serie di cavilli. Sebbene non privo di una serie di difetti (troppo semplicistico e al tempo stesso troppo articolato in alcuni momenti) Via dall'incubo è coinvolgente e riuscito nel suo teorema di rifiuto dell'arroganza e della sottomissione.

Autore: MS - Data: 3 dicembre 2002

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