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Ispirato ad un fatto storico realmente accaduto, L'intrigo della collana descrive il mondo della Francia prerivoluzionaria attraverso la storia della contessa Jeanne de la Motte-Valois che pur di vedere restituite i possedimenti ingiustamente portati via a suo padre, tesse un pericoloso intrigo al centro del quale si trovano una preziosissima collana e le ambizioni di un cardinale smanioso di diventare Primo Ministro di Luigi XVI. Il resto è quello che ci si aspetta da un film in costume con le apparizioni di un tanto carismatico quanto imbroglione Conte di Cagliostro e di una Maria Antonietta più falsa e fatua che mai. Come si ostina a ripetere la voce fuori campo, lo scandalo che vide coinvolta la corona di Francia è stato uno dei motivi scatenanti la Rivoluzione, ma — quello che risulta più interessante per lo spettatore — è seguire i protagonisti della trama in quel ginepraio di arroganza, presunzione, prevaricazione e supponenza che costituiva la nobiltà prima del 1789 a Versailles e in particolare l'entourage dei regnanti. Dal punto di vista cinematografico, senza particolari momenti di coinvolgimento L'intrigo della collana è un film storico interessante che si segue bene nonostante le due ore di durata. Se Jonathan Pryce porta — come al solito — il risultato di interpretare al meglio un ambizioso uomo di chiesa, Christopher Walken è un Cagliostro straordinario, l'anello debole della catena / collana è proprio la protagonista Hilary Swank. Simil — clone di Julia Roberts, la Swank che sembra non avere nulla della grazia che ci si attenderebbe dalla protagonista sembra una sorta oblunga Clarabella impacciata e per niente commovente o sensuale. Una donna monoespressiva premiata inverosimilmente già con un Oscar per la sua discutibile interpretazione in quella sceneggiata di vicoli e malafemmene texane che si intitolava Boys don't cry. Nonostante l'attrice protagonista, il film si può dire abbastanza riuscito nel suo intento storicistico, anche se proprio non si riesce ad amarlo...
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