Da molto tempo, come un fastidioso prurito, in chi vi scrive cresceva la voglia di preparare un vasetto "sotto spirito" contenente l'imitazione beffarda di
Nathan Never. Ma l'impresa sembrava invero difficoltosa: come imitare, in forma narrativa, un'opera a fumetti? L'impossibilità quasi tautologica di tale compito fungeva da autosomministrato sedativo ogni qualvolta la voglia di cui sopra si riaffacciava prepotente. Eppure, essa rimaneva. Insoddisfatta
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