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HappyCactus
Horus Horus
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Località: Verona
MessaggioInviato: Mar 16 Mag, 2017 09:39    Oggetto:   

E mi sono anche preso e ho iniziato giusto ieri il tomo "Marta Russo, di sicuro c'è solo che è morta" di Vittorio Pezzuto. 660 pagine documentatissime sul delitto della Sapienza del maggio 1997.
In un paio d'ore mi sono fumato le prime 70 pagine, dove dubbi e certezze si accavallano, facendo nascere una rabbia e una delusione profonda.
Consigliatissimo per chi allora era all'università e sotto sotto si sentiva intimamente coinvolto.
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mer 17 Mag, 2017 08:45    Oggetto:   

Finito un regalo di Natale, "viaggiare con un Salmone" di Umberto Eco.

Raccolta di Bustine di minerva (trafiletto che Eco scriveva su l'espresso in tanti anni) di tono satirico se non proprio comico, con nqualche punta finale un po' moralistica. Molto piacevole, pur breve.
jonny lexington
Genio del Male Genio del Male
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Località: Quasi polare
MessaggioInviato: Gio 18 Mag, 2017 15:15    Oggetto:   

letto "warbound", terzo e ultimo capitolo delle "grimnoir chronicles". l'ho detto in precedenza e lo ripeto ora: larry correia è un fottutissimo genio. come riesce a descrivere le scene di pura azione lui, l'ho visto fare solo a robert howard ed i suoi racconti di conan il barbaro. 
Antha
Horus Horus
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MessaggioInviato: Dom 21 Mag, 2017 20:23    Oggetto:   

Letti due thriller di Dennis Lehane: "La casa buia" e "Buio prendimi per mano".
Entrambi hanno come protagonisti una coppia di investigatori - un uomo e una donna - presenti in una mezza dozzina di romanzi loro dedicati.
Per me Lehane scrive bene e in maniera tutt'altro che dozzinale. Orchestra ottime storie; prova ne sono due belle pellicole tratte dai suoi libri:"Mistic River" con la regia dibEastwood e che valse a Penn e Robbins l'oscar come migliori attori protagonisti e "L'isola della paura" con Di Caprio (Scorzese alla regia? Non rammento).
Detto questo, dei due libri letti La casa buia mi è piaciuto di più, mentre Buio prendimi per mano l'ho trovato un tantino eccessivo
orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Lun 29 Mag, 2017 07:34    Oggetto:   

Sull'onda de "mio figlio si è visto N volte di fila Il Pianeta del Tesoro", ho scoperto di non aver mai letto L'Isola del Tesoro. Così me lo sono preso in originale (capirai lo sforzo, 0€ sul Kindle) e me lo sono letto.

Termini marinareschi inglesi arcaici a parte, devo dire che risulta tuttora scorrevole e piacevole. Certo non mozzafiato, ma ha il suo perché.

Trovare i dettagli di collegamento al film d'animazione è stato un'aggiunta divertente alla lettura. Penso che il personaggio più fedelmente riportato, per vari aspetti, sia proprio quello di Long John Silver.
HappyCactus
Horus Horus
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Località: Verona
MessaggioInviato: Lun 29 Mag, 2017 08:35    Oggetto:   

Se ti è piaciuto, ti consiglio di leggere il ciclo dei pirati di Evangelisti!
A me manca il terzo, ma i primi due sono più che piacevoli.
E se vuoi ci sono anche un paio di saggi interessanti e curiosi...
orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Lun 29 Mag, 2017 09:02    Oggetto:   

Uh, se metto in coda anche quelli...
Però grazie dell'informazione, chissà che non mi riavvicini a Evangelisti.
Tobanis
Antinano Antinano
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Località: Padova
MessaggioInviato: Lun 05 Giu, 2017 10:08    Oggetto:   

Ho terminato il quarto volume su Sherlock Holmes, Le memorie di Sherlock Holmes, una serie di racconti pubblicati in precedenza e poi riuniti in un unico volume nel 1894.

Devo dire che tra i quattro volumi, lo ritengo il migliore. Siamo al top per Sherlock e il suo autore, se non che nell'ultimo racconto, come spiega Watson, il celebre investigatore sarebbe ...morto, durante una collutazione con il geniale nemico Moriarty (che appare qua per la prima volta). Anche il nemico, pare, sarebbe morto, entrambi precipitati vicino a una cascata, i corpi mai ritrovati.

Insomma Conan Doyle decide di sbarazzarsi della sua creatura, si era forse rotto i maroni o voleva fare altro, non so, non ho indagato, certo che lo sconcerto e le proteste dei lettori furono ai massimi livelli.
O forse aveva esaurito la vena creativa; sia come sia, il quinto volume uscirà solo dopo 7-8 anni.
HappyCactus
Horus Horus
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Località: Verona
MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 09:03    Oggetto:   

Doyle aveva provato a cambiare genere, senza grossa fortuna. 
Non so se hai già avuto modo, ma ti consiglio di seguire le prime stagioni di "Sherlock", la serie scritta da Steven Moffat... Soprattutto le prime puntate traggono ispirazione dai racconti , con grandissimo profitto secondo me.
Poi vira nel lisergico, as usual.
HappyCactus
Horus Horus
Messaggi: 4903
Località: Verona
MessaggioInviato: Mer 07 Giu, 2017 09:44    Oggetto:   

Ho finalmente terminato "fooled by randomness" di N.N.Taleb ("Giocati dal caso") e i "Racconti della Kolyma" si Shalamov.
Il primo è un bel trattato sul caso, sulla statistica, e sulla fortuna, il primo della lunga serie, denominata "incerto", di Taleb sul tema del caso e della resistenza agli eventi inattesi. Scritto mi pare nel 98, ossia prima del terrorismo, prima del crash delle .com, è un bel trattato che dovrebbe metterci in guardia sul confondere il rumore con il "segnale". La fortuna e il caso giocano un grandissimo ruolo nella nostra vita, e spesso non ce ne rendiamo conto. In questo primo libro Taleb cerca di focalizzare il discorso su questo aspetto, mentre nei successivi (Il Cigno Nero, Il Letto di Procuste e Antifragile) invece focalizzerà l'attenzione più sugli eventi estremi, sulla nostra cecità agli eventi del caso e alla resistenza agli eventi inattesi. Una lettura piacevole, divertente, che piano piano passa dalla matematica e dalla psicologia fino alla filosofia (e Antifragile è forse quello di impronta più filosofica e polemica).
Taleb è uno scrittore poliedrico, fortemente polemico e dalla vastissima cultura (su Twitter discetta senza fare una piega di Statistica, di Matematica, di Storia antica e di glottologia Mediorientale). I suoi scritti non sono mai noiosi.

I "Racconti della Kolyma" sono una raccolta minimale dei racconti che Shalamov ha scritto negli anni successivi al suo rientro nel mondo civilizzato dopo 13 anni di prigionia in un Gulag in Siberia. La sua liberazione avvenne il giorno successivo alla morte di Stalin, e riuscì a far pubblicare i racconti in Occidente, divenuti in realtà famosi dopo la pubblicazione di "Arcipelago Gulag" di Solženicyn, con cui ebbe una discreta polemica avendolo accusato di eccessiva "dolcezza" nel raccontare la vita nel Gulag. 
In verità mi aspettavo qualcosa di ben più duro, ma è fuori di dubbio che i racconti diano molto da pensare. 


Citazione:
Non vorrei ritornare dalla mia famiglia. Là non mi capiranno mai, non potranno capire. Quello che a loro sembra importante, per me è un mucchio di sciocchezze. Quello che sento importante per me è il poco che mi è rimasto e loro non possono capirlo, provarlo. E poi aggiungerei una nuova paura, ancora una nuova paura, alle mille paure di cui è piena la loro vita. Quello che ho visto io, un uomo non lo deve sapere, né vedere.


Essendo un detenuto politico, fu ripudiato dai familiari. Morì nell'82, senza aver guadagnato alcun ché dalla pubblicazione dei sui racconti, con grande rancore.


Citazione:
quando c’è fame, freddo e non si dorme, non si fa amicizia e Dugaev, nonostante fosse giovane, capiva tutta la falsità del detto secondo cui l’amicizia si vede nell’infelicità e nella disgrazia. Perché l’amicizia sia amicizia occorre che siano già state gettate salde fondamenta quando le condizioni non sono ancora arrivate al limite estremo al di là del quale nell’uomo non c’è più nulla di umano, ma c’è solo diffidenza, rabbia e menzogna. Dugaev capì molto bene un proverbio del Nord: non credere, non temere, non chiedere: i tre comandamenti del detenuto.


Forse questa è la citazione che più riassume i racconti della Kolyma. Nonché quest'ultima, terribile per quanto vera (e la storia dell'URSS ne ha dato tristemente conferma...)


Citazione:
La cosa essenziale è sopravvivere a Stalin. Tutti coloro che sopravviveranno a Stalin vivranno.


Consigliato, assieme ad un bel libro di fotografie della Siberia (su Marco Polo trasmettono in questo periodo una serie di documentari... da inserire come compendio, eventualmente...)
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Ven 09 Giu, 2017 12:13    Oggetto:   

Iniziato Sorgo Rosso, del premio nobel Mo Yan.

Per adesso un intreccio inestriacabile di ricordi, personaggi imparentati e natura, alle prese con i Giappi che invasero la Cina.
Vediamo che accadrà.
Prosa non banale, lievemente ossessiva.
Tobanis
Antinano Antinano
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Località: Padova
MessaggioInviato: Ven 09 Giu, 2017 15:02    Oggetto:   

Ce l'ho anche io in lista!
Jabbafar
Principe Azzurro Principe Azzurro
Messaggi: 19385
MessaggioInviato: Ven 09 Giu, 2017 21:13    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Iniziato Sorgo Rosso, del premio nobel Mo Yan.

Per adesso un intreccio inestriacabile di ricordi, personaggi imparentati e natura, alle prese con i Giappi che invasero la Cina.
Vediamo che accadrà.
Prosa non banale, lievemente ossessiva.

Su consiglio di mio padre non lo leggerò.
Cito:
Pesantissimo - lascia perdere
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Lun 12 Giu, 2017 08:55    Oggetto:   

Guarda, oramai non riesco più  a distinguere esattaemnte cosa sia pesante e cosa non lo sia, leggo roba ostica per puro divertimento e più le cose sono arzigogolate e più mi interessano (che riescano poi a piacermi è una cosa del tutto scollegata).
Figurati che all'epoca riuscii - con enorme fatica, lo ammetto - a sciropparmi i DUE mammuth della Newton con l'opera omnia di Virginia Woolf. Roba da spararsi sui cosidetti.

Cmq, direi che è pesante per due motivi:
- non dice nulla.
Ossia, manca veramente di una trama e una prefazione con due paroline (che ho intravisto in una rece amatoriale in rete e che ho trovato illuminanti) sarebbero state d'uopo. Ossia il paragone con i racconti di resistenza che erano famosi all'epoca di Mao, che qui riecheggiano e dopo (a quanto sembra) verranno smentite.
Il narratore descrive sia la propria storia di famiglia che quella della resistenza, quindi è un racconto generazionale e un racconto mitico allo stesso tempo, ma di un mitico che non riesce ad alzare lo sguardo oltre le cose terrene, alle meschine guerre di persone o le piccolezze delle persone. E' la negazione stessa di mitico che abbia un vero afflato di infinito o spirituale o anche solo di vera fantasia (come il pantheon greco).
Il narratore poi va fortemente sospettato: non può conoscere certi fatti, es quando parla della nonna morta prima della sua nascita. Una volta dice che un particolare fatto gli è stato raccontato, unpaltra volta dice che "preferiva pensare che non fosse successo nulla tra sua madre e lo zio". Quindi quello che ci dice è una sua rappresentazione. E conferma la duplice natura di una narrazione a prima vista sommamente banale.
- Il flusso di coscienza è decisamente stranente.
Qui non manca la punteggiatura come in Joyce, ma manca il senso orizzontale del tempo. Che va in ogni direzione, con una bulimia, una esigenza esasperata di dire, di raccontare, di non perdere dettagli. Se mi ci si fa pensare, mi ricorda un poco L'amante di Marguerite Duras (la versione originale eh, non quella rimaneggiata, male, anni dopo), con quelle frasi che sembravano un rigurgito doloroso ma insopprimibile.
Qui non è secca la prosa, il lirismo non manca, ma da una parte è un artificio quasi da teatro, da propaganda, dall'altro è la prosaica, limitata e ossessiva poesia del contadino, che vive a contatto con la natura, per essa, con essa, da essa, fino al proprio esaurisi, così ripetuto per generazioni.

Nonstante tutto a me scorre bene. Sono a pag 170 su circa 450. Settimana prox sarà già finito.
Antha
Horus Horus
Messaggi: 5153
MessaggioInviato: Dom 18 Giu, 2017 18:05    Oggetto:   

Letto un po' di Mann.  Morte a Venezia (sai subito come andrà a finire); Tristano (sai subito come andrà a finire); Tonio Kroger (sai da subito dove andrà a parare).
I decadenti parlano, parlano, parlano.
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