Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Mar 07 Nov, 2017 12:11    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   

Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare della fantascienza italiana

All'Università di Bologna un corso affronta la fantascienza prodotta in Italia. Ma nessun autore del genere viene menzionato, e metà del corso è dedicato a un romanzo sconosciuto



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mikronimo
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Mar 07 Nov, 2017 12:11    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   

Probabilmente parlare di "vera" sci-fi italiana, comportava doverla leggere e conoscere (fare ricerca letteraria) e ho come il vago sospetto che il Prof. Weber non sia molto al dentro della materia, cioè non abbia realmente letto nulla di sci-fi, ne italiano, ne tradotto; pare abbastanza chiaro che il vero nucleo della sci-fi (il sense of wonder tipico e da sempre motore principale del genere), non sia stato minimamente compreso dal professore, che cala dall'alto opinioni e affermazioni, che non lo considerano; poi, va bé, l'operazione pseudo commerciale...
"E' tutto un gran casino, ma nel mondo reale va molto meglio" parafrasando Isaac Asimov, nelle presentazioni ai Premi Hugo.
Anna Feruglio Dal Dan
Scaraburra
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MessaggioInviato: Mar 07 Nov, 2017 12:16    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   


Che il genio incomparabile che ha scritto Dai Cancelli Del Cielo sia stato il suo relatore?
giulio mozzi
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Mer 08 Nov, 2017 14:45    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   

"Dai cancelli d'acciaio" è un romanzo assai bello. (E lo dice uno che per diversi anni ha lavorato gomito a gomito con Sandro Sandrelli).
Lello Voce
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Mer 08 Nov, 2017 19:02    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   

Concordo con Giulio Mozzi: Cancelli d'acciaio è un gran romanzo ed anche un gran romanzo di fantascienza. Perché, invece di scrivere di ciò che non conoscete, non provate a leggerlo? Scoprirete un gioiello...
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 08 Nov, 2017 22:48    Oggetto:   

Tutte queste sleccate giovano molto alla causa, soprattutto se provenienti da ameboidi amorfi.
mikronimo
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Gio 09 Nov, 2017 00:03    Oggetto: Re: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlar   

Lello Voce ha scritto:
Concordo con Giulio Mozzi: Cancelli d'acciaio è un gran romanzo ed anche un gran romanzo di fantascienza. Perché, invece di scrivere di ciò che non conoscete, non provate a leggerlo? Scoprirete un gioiello...

Non si è contestato il romanzo, ma l'operazione smaccatamente commerciale di chi in realtà poco sa di sci-fi; questo emerge anche da una superficiale lettura dei post...
claudia caserini
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Gio 09 Nov, 2017 09:53    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   

mikronimo ha scritto:
Lello Voce ha scritto:
Concordo con Giulio Mozzi: Cancelli d'acciaio è un gran romanzo ed anche un gran romanzo di fantascienza. Perché, invece di scrivere di ciò che non conoscete, non provate a leggerlo? Scoprirete un gioiello...

Non si è contestato il romanzo, ma l'operazione smaccatamente commerciale di chi in realtà poco sa di sci-fi; questo emerge anche da una superficiale lettura dei post..

In realtà l'acquisto del romanzo (gran romanzo, davvero) non è necessaria, come giustamente segnala la correzione in fondo al post; è possibile prenderlo in prestito o fotocopiarlo, basta leggerlo. Proporre in un corso universitario un'opera notevolissima ma poco conosciuta come il libro di Frasca è un'operazione culturale, non commerciale, e rientra a buon diritto tra le attività di un docente.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 09 Nov, 2017 12:50    Oggetto: Re: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlar   

claudia caserini ha scritto:

In realtà l'acquisto del romanzo (gran romanzo, davvero) non è necessaria, come giustamente segnala la correzione in fondo al post; è possibile prenderlo in prestito o fotocopiarlo, basta leggerlo. Proporre in un corso universitario un'opera notevolissima ma poco conosciuta come il libro di Frasca è un'operazione culturale, non commerciale, e rientra a buon diritto tra le attività di un docente.

No.
Proporre uno studio su una materia con una storia oggettiva, la fantascienza italiana, ignorandone interpreti, romanzi, collane, editori e compagnia cantando arrampicandosi sugli specchi cercando in autori che di altro si sono occupati ed altro hannos critto oltretutto approfondendo un unico libro per altro sconosciuto e'  tempo sprecato.
L' insegnante deve insegnare non inventare contesti culturali.
Al termine del ciclo di studi cosa dovrebbe pensare uno studente?
Che la fantascienza italiana e' quella descritta nel corso di studi che ha seguito?
Che il romanzo proposto ha influenzato la narrativa italiana, fantascientifica e non fantascientifica?

Quando si lavora in questa maniera e' inevitabile che a qualcuno venga il sospetto che si tratti solo di tempo impiegato per fare pubblicita' ad un amico/conoscente che non si fila nessuno.

E per inciso sono proprio operazioni come queste che finiscono inevitabilmente per far finire in coda alla lunga lista della spesa un libro che magari diversamente si sarebbe pure comprato o comunque letto.
mikronimo
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Gio 09 Nov, 2017 18:22    Oggetto:   

Vorrei chiudere il discorso anche con un concetto; la sci-fi è tale (famosa, di grande successo, ampiamente utilizzata in molto cinema di successo, pur spettacolarizzata eccessivamente), perché resa tale da un'enorme diffusione nei paesi anglofoni; salvo tempi più recenti, il grosso della produzione nota è americana e inglese; quella abbiamo letto a profusione, ne è il 99%; come minimo, sarebbe stato il caso di proporre il corso con un piccolo gruppo di testi "noti", di origine anglofona, facendone un'analisi delle caratteristiche che l'hanno resa così popolare (nonostante la critica di contrasto), per tornare alla produzione italiana, con alcuni esempi nostrani; quindi cosa ha essa tratto in bene e in male, cosa ha innovato, cosa ha proposto di più aderente al contesto socio culturale italiano; insomma, pur non sapendo come sia strutturato nei dettagli il corso, pare avere notevoli lacune, sia concettuali, che strutturali.
HappyCactus
Horus Horus
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Località: Verona
MessaggioInviato: Gio 09 Nov, 2017 18:29    Oggetto:   

Citazione:
Gabriele Frasca, opera magna uscita nel 2011 e destinata a diventare, se riconosciuta, uno dei pilastri della narrativa del nuovo secolo



"Se riconosciuta".
Ok.

Continuiamo in questo modo a rendere l'università italiana una barzelletta, mi raccomando.
luigiweber
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Gio 09 Nov, 2017 18:59    Oggetto: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlare de   

Allora, siccome errare è umano ma perseverare è demenziale, e i vostri toni sono offensivi, una risposta ve la meritate.
Primo: che cos'è questo corso? Non è una storia della fantascienza italiana. Bella scoperta. Non lo è e non lo voleva essere. E' un corso di Letteratura Italiana Contemporanea per studenti della laurea triennale del DAMS, ossia per studenti che non hanno un curriculum di italianistica, e che devono quindi ricevere un insegnamento che tocchi autori correnti e opere significative della letteratura del nostro Novecento. Non mi interessava fare un percorso sul genere SF e sui suoi pur abili artigiani; mi interessava, al contrario, vedere come grandi autori (che comunque spesso gli studenti non incontrano nei programmi delle scuole superiori) abbiano elaborato temi, idee, modi dell'immaginario fantastico e fantascientifico.
Secondo: niente X-Men, mi dispiace ma avete preso un abbaglio. Il titolo giocava con quello del blockbuster per alludere ad altro: giorni (cioè episodi, tappe, stazioni) di un pensiero letterario del futuro che oggi è passato. Per questo c'è un Salgari 1907, un Alvaro 1938, un Landolfi 1950, un Levi 1966 e così via. E' un viaggio attraverso il XX secolo.
Terzo: "Le meraviglie del possibile". Datata? Ma scherzate? A me importava parlare ai miei studenti di Sergio Solmi, di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, altri nomi importantissimi del nostro 900, che però quasi più nessuno delle giovani generazioni conosce. E naturalmente anche di "Urania", che di F&L fu una creatura. "Le meraviglie del possibile" è stata un episodio culturalmente rilevantissimo, in Italia.  
Quarto: chi è questo sconosciuto Frasca? Ma davvero se voi non avete mai sentito nominare il maggior studioso (e traduttore) italiano di Ph. K. Dick, per tacere delle altre tante cose che Frasca è, dovrebbe essere un problema mio e del mio corso?
Per inciso: Frasca non è stato il mio relatore, guarda un po'. Non siamo nemmeno amici. Non l'ho mai nemmeno incontrato di persona. Pensa tu, quando uno crede di saperla tanto lunga...
Quarto bis: mettetevi d'accordo con voi stessi: prima mi stroncate perché inserisco in programma solo autori "sdoganati" da altri - e il fatto che per nomi come Primo Levi, Alvaro, Landolfi, etc., abbiate usato una parola così vile, dovrebbe imbarazzarvi almeno un po' - poi mi stroncate perché dedico metà corso a un'opera di sicura eccellenza ma pochissimo nota? Questo è l'unico argomento su cui in parte avete ragione: è pochissimo nota, ed è appunto per questo che bisogna, a mio parere, studiarla e analizzarla. E siccome è molto densa e complessa, non mi limito a metterla in programma e dire "leggetevela", ma ritengo mio dovere accompagnare gli studenti passo passo dentro questo testo, come farei con l'Ulisse di Joyce se insegnassi Letteratura Inglese. 
Quinto: L'operazione "smaccatamente commerciale". A parte il fatto che mai, nei miei corsi, di nessun libro si è imposto l'acquisto, anzi io spesso inserisco in programma libri non più in catalogo per esortare all'uso delle biblioteche e per far uscire gli studenti dalla logica commerciale che vuole che un libro esista solo quando è acquisitabile, ma a parte questo, davvero voi credete che se io fossi riuscito a far vendere venti, trenta, anzi esageriamo, cinquanta copia del volume, questo avrebbe avuto una qualche ricaduta economica per Frasca (o per me, visto che si è ipotizzato anche che io ci lucrassi)?
Quinto bis: la storia dei "sottoscrittori" interpretata come una "mailing list" mi ha regalato qualche minuto di buonumore. Se studiaste un po' la storia dell'editoria del Sette e dell'Ottocento, vedreste diversi altri casi significativi di simili "mailing list"...
Sesto: qualcuno si è accorto, alla fine, del libro di Iannuzzi, e ha ammesso che quello, sì, parla di fantascienza "vera". E' in programma proprio perché il corso non è sulla fantascienza come genere, ma mi pareva giusto che fosse completato da uno studio recente, puntuale, aggiornato, sulla fantascienza italiana.
Ultima cosa: qualcuno di voi ha liquidato come "ameboidi" (elegante insulto nerd) rispettivamente Giulio Mozzi, ossia uno dei massimi scrittori, editor e scopritori di talenti del nostro tempo (mai sentito nominare Tullio Avoledo de "L'elenco telefonico di Atlantide"? Se la risposta è ancora no, avete un bel po' di problemi) e Lello Voce, uno dei più notevoli poeti e performer italiani. Entrambi estimatori di Frasca, che è, lo ripeto ancora, uno degli intellettuali più originali del nostro paese fin dagli anni Ottanta. Ma non andate a cercare notizie su tutti e tre Amazon. Anche l'ultimo dei pigri può far meglio di così.
Albacube reloaded
Horus Horus
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Località: Un paesello in provincia di Padova
MessaggioInviato: Ven 10 Nov, 2017 00:16    Oggetto:   

Primo: luigiweber, se avessi letto il titoletto onorifico che voi tutti neoiscritti acquisite all'atto del vostro primo post in questo forum, ti saresti accorto di essere tu stesso un ameboide amorfo; ecco, non si tratta perciò di un "elegante insulto nerd", questo sì tono vagamente offensivo, bensì della verità (tutti qui sono stati ameboidi amorfi una volta).

Secondo, riguardo i difensori sbeffeggiati: chi sa chi si nasconde dietro un nickname in rete? Io stesso potrei essere il papa o zio vladimiro. Che poi un neoiscritto non si presenti nei dovuti modi (esiste la sezione apposita) e parta a spron battuto a fare il cavaliere bianco, ciò espone il neofita del forum a non far una bella figura: quindi mi permetto di definire tale comportamento quantomeno censurabile e vagamente "demenziale" in quanto, tra l'altro, ottiene esattamente l'effetto contrario di quel che si propone.

Terzo, su Frasca "maggior studioso (e traduttore) italiano di Ph. K. Dick": mi potresti cortesemente parlare di quello che ha scritto su Dick? Aver tradotto per fanucci "Un oscuro scrutare" e averne scritto un saggio non ne fa automaticamente quello che hai affermato e, visto che Dick è uno dei miei autori preferiti, avrei piacere di leggere altri contributi che non siano di provenienza straniera e che non riguardino esclusivamente un singolo romanzo; il giudizio di "più grande" mi riservo di assegnarglielo a lettura avvenuta.

Quarto: sarebbe bello capire come un'opera così poco nota come quella presentata giovi a "studenti che non hanno un curriculum di italianistica, e che devono quindi ricevere un insegnamento che tocchi autori correnti e opere significative della letteratura del nostro Novecento". A prima vista è una contraddizione, poi magari ci sono tutte le spiegazioni di questo mondo, certo è che l'ambiente di riferimento è molto elitario e ristretto, non quello dei pur abili "artigiani" italiani della sf che, per quanto poco, sono stati pubblicati da editori più noti e di maggiore diffusione. Avrei capito più facilmente un Miglieruolo (il primo che mi viene in mente e che andrebbe maggiormente valorizzato) oppure qualche recente italiano, meglio se pubblicato all'estero.

Quinto: la risposta piccata alle critiche mi fa tornare alla memoria la classica frase di Andreotti su chi pensa male e fa peccato, ma siamo vicini a Natale, quando siamo tutti più bastardi, quindi meglio soprassedere Smile (aver usato una lista in risposta a una lista fa parte dello spirito del momento).

Ps: mi sta venendo la voglia di leggere tale tomone, io adoro i tomoni. Non subito però: potrei risentire del periodo Natalizio Very Happy


Ultima modifica di Albacube reloaded il Ven 10 Nov, 2017 14:15, modificato 1 volta in totale
mikronimo
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Ven 10 Nov, 2017 00:53    Oggetto:   

Grande... si prende un testo sconosciuto "che merita", lo si propone, accompagnando passo passo il corsista, come testo "sacro", esemplificativo di un genere che dell'impatto immediato (ribadisco il "wow", il "sense of wonder") ha fatto la sua principale caratteristica... è come spiegare le barzellette (buone o pessime lo stabilisce chi ascolta/legge); una nota, personalissima, finale: l'"insegnamento" della letteratura è e rimane un'operazione del tutto arbitraria, dato che propone, come testi adatti/migliori/sommi/etc., testi così ritenuti da alcune persone (critici, ministri, elaboratori di corsi, etc.); è il solito discorso, opinioni personali come leggi divine; dove si dovrebbe dare uno spettro, quanto più vario possibile, di un panorama letterario, ci si inceppa su di un unico testo; dove si dovrebbe elencare e contestualizzare le particolarità, gli stili, le ambientazioni, per dare la possibilità di capire e scegliere, si dice: "questo è un capolavoro... perché si!"; non funziona neanche per i testi sacri propriamente detti, salvo avere davanti menti deboli, che si accontentano di essere indottrinate: mi accorgo di essere in minoranza, dato che ce ne sono miliardi di persone così...
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 10 Nov, 2017 06:44    Oggetto: Re: Un corso sulla fantascienza italiana, evitando di parlar   

luigiweber ha scritto:
Allora, siccome errare è umano ma perseverare è demenziale, e i vostri toni sono offensivi, una risposta ve la meritate.
Primo: che cos'è questo corso? Non è una storia della fantascienza italiana. Bella scoperta. Non lo è e non lo voleva essere. E' un corso di Letteratura Italiana Contemporanea per studenti della laurea triennale del DAMS, ossia per studenti che non hanno un curriculum di italianistica, e che devono quindi ricevere un insegnamento che tocchi autori correnti e opere significative della letteratura del nostro Novecento. Non mi interessava fare un percorso sul genere SF e sui suoi pur abili artigiani; mi interessava, al contrario, vedere come grandi autori (che comunque spesso gli studenti non incontrano nei programmi delle scuole superiori) abbiano elaborato temi, idee, modi dell'immaginario fantastico e fantascientifico. 

Autori correnti ed opere significative.
Pur abili artigiani.
Mai letto Aldani, Curtoni, Catani, Vitiello, Tonani?
La questione e' tutta qua e se non ne cogli la piena portata c'e' poco da fare.
Quanto ad Avoledo ti basta fare una ricerca in rete per vedere in che maniera e' stato accolto dai lettori dei generi che ha sfiorato.
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