Vivere per sempre o quasi


Autore Messaggio
jetscrander
Horus Horus
Messaggi: 5472
MessaggioInviato: Mer 30 Ago, 2017 09:19    Oggetto: Vivere per sempre o quasi   

120 anni non bastano. Adesso il sogno è la quasi immortalità

http://www.lastampa.it/2017/08/30/societa/anni-non-bastano-adesso-il-sogno-la-quasi-immortalit-nKP1JfjvGB4Uy8z0PAGwwL/pagina.html

Quando leggo questi articoli mi vengono i brividi
Paolo7
Horus Horus
Messaggi: 3113
MessaggioInviato: Mer 30 Ago, 2017 09:41    Oggetto:   

A me sembra un incubo. Ma dubito che si realizzerà.
Nirgal
Ghem-Lord Ghem-Lord
Messaggi: 1701
MessaggioInviato: Mer 30 Ago, 2017 11:13    Oggetto:   

Il problema non è vivere più a lungo ma come si vive, per diventare rimbambito a 80 e viverne altri 100 o 1000 poco cambia.
Che poi come la mettiamo con le pensioni ? e le risorse per vivere (cibo, spazio, etc...) ? e la politica ? 
Direi che è uno scenario da incubo con la società attuale ...
Senza contare che alla lunga l'immortalità è un noia mortale Devil
L.MCH
Horus Horus
Messaggi: 5854
Località: non pervenuta
MessaggioInviato: Gio 31 Ago, 2017 01:05    Oggetto:   

Nirgal ha scritto:
Il problema non è vivere più a lungo ma come si vive, per diventare rimbambito a 80 e viverne altri 100 o 1000 poco cambia.
Che poi come la mettiamo con le pensioni ? e le risorse per vivere (cibo, spazio, etc...) ? e la politica ? 
Direi che è uno scenario da incubo con la società attuale ...
Senza contare che alla lunga l'immortalità è un noia mortale Devil

Paradossalmente, le risorse non sono un problema, il vero problema è nella testa delle persone.
Nel senso che già ora la fame nel mondo esiste essenzialmente per problemi logistici e di mancanza di pianificazione a livello personale e sociale.
Poi c'e' tutto il discorso sui limiti della mente umana, probabilmente se si trova il modo di vivere a lungo preservando le capacità mentali diciamo di quando si hanno 20 anni, con il trascorrere dei decenni si finirebbe con il "dimenticare gradualmente chi si era" (nel senso che i ricordi ontani tenderanno a svanire gradualmente) senza contare i problemi a livello di innovazione tecnologica e di dover "ritornare a scuola" ogni tot. decenni (o qualcosa di equivalente) per riportarsi al passo con i requisiti lavorativi e cose simili.
HappyCactus
Horus Horus
Messaggi: 4912
Località: Verona
MessaggioInviato: Gio 31 Ago, 2017 08:35    Oggetto:   

Primo, un parere sull'articolo della Stampa:

"un 25enne ha lo 0,1% di probabilità di morire prima dei 26 anni, estendendo questo concetto..." 

Lo scienziato, o l'articolista, sanno veramente molto poco di teoria della probabilità, evidentemente. Una probabilità condizionata P[A|B] non ha sempre la stessa distribuzione a prescindere da A e da B. Pertanto per un 120enne la probabilità di morire prima del 121esimo anno è molto alta[1]. E l'aspettativa di vita (ma più in generale la probabilità condizionata) è una bestia controintuitiva: può essere di 65 anni quando ne hai 50, ma 70 quando ne hai 65, e via così. Ma più in generale la teoria della probabilità e di conseguenza il rischio sono da maneggiare con cura (aka bisogna conoscere molto bene la materia).

Secondo, un parere sull'articolo (e le deduzioni) alla luce dello studio specifico. 
Ovviamente invertire i processi di invecchiamento non esclude tutti i fattori di morte non legati all'invecchiamento stesso; ad oggi non mi sentirei di escludere che le cause di morte non legate all'invecchiamento siano maggiori di quanto si sospetti. E poi ci sono i fattori non-medici (incidenti). La probabilità di morire per incidente è maggiore per uno stile di vita da 30enne che da 80enne. Pertanto nell'arco della vita il rischio suppongo tenda a calare; viceversa prolungando la vita "attiva", si sostiene il rischio, che è più alto per archi temporali maggiori.
E i fattori ambientali? 

In sintesi: articolo dai toni molto ottimistici, da prendere con le dovute cautele.
La reale esistenza eterna potrà essere raggiunta solo con il mind scanning e uploading. In pratica un futuro alla Takeshi Kovach.




[1] sempre che non intendesse "fissato B", nel qual caso la probabilità di morire prima dei 26 anni cala inevitabilmente a zero una volta compiuti i 26 anni. Ma è un nonsense, ovviamente.
Albacube reloaded
Horus Horus
Messaggi: 3865
Località: Un paesello in provincia di Padova
MessaggioInviato: Gio 31 Ago, 2017 13:42    Oggetto:   

Si pone inoltre per la specie il problema della fissazione delle caratteristiche genetiche e della non evoluzione.
Pure la sovrapopolazione da riproduzione allegra non è da sottovalutare, rimanendo confinati nel nostro angolino di sistema solare.
Paolo7
Horus Horus
Messaggi: 3113
MessaggioInviato: Gio 31 Ago, 2017 15:17    Oggetto:   

Vorrei vedere inoltre se una vita tanto lunga porta anche a una vera evoluzione della propria mentalità, o non ci si trascina dietro i soliti preconcetti e paraocchi fino alla morte...
HappyCactus
Horus Horus
Messaggi: 4912
Località: Verona
MessaggioInviato: Ven 01 Set, 2017 09:07    Oggetto:   

Beh, per tornare in tema SciFi, nell'ultimo libro di Iain M. Banks, "The Hydrogen Sonata", non tradotto ahimè in italiano, questo argomento è trattato in modo molto interessante.
In verità Banks ci stava lavorando da un po'. In Matter il problema è toccato indirettamente (si parla lì di Mind Upload), ma a voler bene è in tutta la saga della cultura l'umanità è liberata dalla schiavitù della Morte e della Scarsità. Pertanto l'umanità è diventata una civiltà edonistica e distaccata dalle preoccupazioni di tutti i giorni, che quindi si abbandona totalmente al piacere e alle esperienze "estreme".
In The Hydrogen Sonata sono tutti alla ricerca dell'essere umano più vecchio dell'universo, che ha voluto scomparire lasciando meno tracce possibili dietro di sé. Il perché si intuisce, l'immortalità ti rende più insensibile alle esperienze e alle emozioni, e rende la tua mente refrattaria. 
Più estesamente, l'autore ci suggerisce che la possibilità di fuga (principalmente per le civiltà intere) sia quella della trascendenza, che viene citata in molti romanzi ma trattata specificatamente nell'ultimo, ossia il salto ad un universo fisicamente multidimensionale (le "pieghe" del multiverso, nelle attuali teorie fisiche) che garantirebbe una esistenza di estasi e di piena soddisfazione.
Al di là dell'interpretazione mistica, personalmente ritengo che questa ricerca di un piano di esistenza ulteriore, già umanamente naturale, diventi ancora più imperativo quando allungandosi l'esistenza a dismisura fino ad anestetizzare le menti dalle esperienze e dalle emozioni, quasi che la "vita eterna" induca una noia esistenziale la cui unica fuga possa essere il piano di esistenza ulteriore. Che Banks chiamava trascendenza, Papa Francesco lo chiama paradiso.
Insomma, molto meno prosaicamente mi sono fatto l'idea che la nostra morte dia un senso alla nostra vita.
Certo, avere una "data di scadenza nota e ravvicinata" è di certo una condanna maggiore, certo più di quella di non averla proprio, ma insomma, chi può mai dire? Grazie al cielo non abbiamo ancora possibilità di scelta.
L.MCH
Horus Horus
Messaggi: 5854
Località: non pervenuta
MessaggioInviato: Ven 01 Set, 2017 21:50    Oggetto:   

C'è anche il ciclo corrente di Schlock Mercenary (A Little Immortality) che fornisce molti spunti a riguardo seppur in tono umoristico.
Neil
Krell Krell
Messaggi: 734
MessaggioInviato: Lun 04 Set, 2017 17:51    Oggetto:   

A vivere per sempre o quasi come i miei amati Protoss piacerebbe ( a patto però di vivere BENE )
Mostra prima i messaggi di:   
   Torna a Indice principale :: Torna a Scienza Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora

Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum