patate e carote


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Autore Messaggio
orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Mar 28 Feb, 2017 10:42    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:
Come si debunka una ricerca nel campo delle scienze umane? Nell'economia, nella sociologia, nell'antropologia, nella filosofia?

Uh, bella domanda.

Già è difficile farlo nelle scienze fisiche, ma almeno lì dovresti poter riprodurre il risultato o fare una controprova.

La filosofia la prenderei a parte però. E' da lì che tutto è partito, dal puro amore per il sapere, la conoscenza.
Uno studio, una ricerca in quel campo non credo sia smascherabile se non da controargomentazioni, mi viene in mentre solo il caso dei sofisti.
Ma non mi ritengo filosofo, non nel senso moderno del termine. Se qualcuno è del campo sarebbe carino un intervento.
Fedemone
Asgard Asgard
Messaggi: 1441
MessaggioInviato: Gio 02 Mar, 2017 12:05    Oggetto:   

Questa domanda apre le porte dell'epistemologia, ossia la filosofia della scienza (mentre i inglese epistemology equivale a gnoseologia, filosofia della conoscenza, cioè sul sapere in generale).
Karl Popper definì una scienza una disciplina dalle teorie falsificabili, ossia che si possono definire false in qualche modo (quindi si torna proprio in argomento). Se una teoria non riesce a raggiungere lo stato in cui si può dire "OK quello che è stato detto è falso" non è una scienza. La psicoanalisi viene quindi tenuta fuori da questa definizione ad esempio, perché non è possibile confutare in assoluto una teoria.
Purtroppo una deifnizione così rigida non funziona perfettamente ma fa capire come molte pseudoscienza funzionano: OK non è che sia proprio falso, è che [scusa n.1] oppure no sei tu che non [scusa n.2].
In realtà molte scienze lavorano per correzioni successive, senza invalidare in toto tutto il lavoro precedente. Ma di sicuro una disciplina che non ammette nessun tipo di falsaficabilità non può rientrare nelle scienze.

E' un altro di speculaizone, di conoscenza, ma non Scienza con la S maiuscola.

https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper

https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_falsificabilit%C3%A0
Quaoar
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 12 Giu, 2017 14:39    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:
Due componenti, anzi tre: ignoranza di base, un paese in cui bisogna assolutamente sempre sbattersi per sopravvivere, e un paese che è fortemente convinto della supremazia culturale degli studi umanistici su quelli scientifici.

Questo comincia con Benedetto Croce che le materie scientifiche, non essendo in grado di comprenderle, le relegava al rango di materie per "ingegni minori".
Paolo7
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 12 Giu, 2017 15:30    Oggetto:   

Sull'annosa questione umanesimo vs. scientismo, segnalo quanto detto dal Bardi in una recente intervista:

... many people speak about there being two cultures, humanist culture and scientific culture. And in my modest opinion, this is completely wrong. There are no two cultures, there is only one culture. And so a scientist should be within the limits as much as possible, should be a humanist as much as possible within the limits, should know something about hard science such as thermodynamics and physics, and so on. But unfortunately our world has fallen into the trap of overspecialization, which means that a lot of people study so much that eventually they know everything about nothing—which is the definition of a specialist. So we have specialists who know absolutely everything about nothing, which is a little useless in my opinion. So we need a modern view of science, and this is a concept that some of us are working on. It’s a new conceptualization that tends to deemphasize what we call “reductionist science”. To emphasize what we call “systemic science”, which looks at changes at the whole-system level. Because if you are a reductionist, you would say: What is the problem? I’m slowly running out of fuel for my car. So you say, No problem, hydrogen will fix everything. If you follow a systems approach, you say well, okay, maybe hydrogen is a way to change the system, but how will the system react? 

Il prof insomma ritiene che la cultura umanistica potrebbe aiutarci a pensare sistemicamente; a mio avviso, non è detto che basti.
Quaoar
Horus Horus
Messaggi: 3039
Località: Fascia di Kuiper, 6 miliardi di km dal Sole
MessaggioInviato: Lun 12 Giu, 2017 22:35    Oggetto:   

Paolo7 ha scritto:
Sull'annosa questione umanesimo vs. scientismo, segnalo quanto detto dal Bardi in una recente intervista:

... many people speak about there being two cultures, humanist culture and scientific culture. And in my modest opinion, this is completely wrong. There are no two cultures, there is only one culture. And so a scientist should be within the limits as much as possible, should be a humanist as much as possible within the limits, should know something about hard science such as thermodynamics and physics, and so on. But unfortunately our world has fallen into the trap of overspecialization, which means that a lot of people study so much that eventually they know everything about nothing—which is the definition of a specialist. So we have specialists who know absolutely everything about nothing, which is a little useless in my opinion. So we need a modern view of science, and this is a concept that some of us are working on. It’s a new conceptualization that tends to deemphasize what we call “reductionist science”. To emphasize what we call “systemic science”, which looks at changes at the whole-system level. Because if you are a reductionist, you would say: What is the problem? I’m slowly running out of fuel for my car. So you say, No problem, hydrogen will fix everything. If you follow a systems approach, you say well, okay, maybe hydrogen is a way to change the system, but how will the system react? 

Il prof insomma ritiene che la cultura umanistica potrebbe aiutarci a pensare sistemicamente; a mio avviso, non è detto che basti.

Gli scienziati hanno tutti un'ottima base di cultura umanistica, il problema sono gli umanisti che sono a zero come cultura scientifica (uno per tutti Benedetto Croce) e hanno la pretesa che non sia importante.
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