Definiscimi "fantascienza"


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Alastor Luce
Scaraburra
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MessaggioInviato: Mar 24 Gen, 2017 23:35    Oggetto:   

aaha mi aspettavo di più una frase come 
 
cit : "Eh insomma, il tuo ragionamento è pura fantascienza !"  :Smile

ma effettivamente è neologismo ....psichiatrico, 
più o meno so di esser pazzo  , Wink  

comunque ,tanto per esser "pignoletto " lo dicevo poco fa che nessuno mette in dubbio che il termine nasce associato ad un evento,   Wink Smile  ,e attenzione , non è   
cit : " scienza fantastica ",nel mio esposto,   alcun aggettivo , 
 sono semplicemente 2 concetti che si fondono , formandone uno solo ,
una sola identità.
Semplice neologismo ,

p.s.
ci aveva già pensato lo stesso Gernsback , con il termine scientifiction ,
ma probabilmente suonava cacofonico .  ciao Davide , grazie della piacevole chiacchierata , a presto Smile 
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mer 25 Gen, 2017 08:47    Oggetto:   

Tra l'altro, se possiamo appunto espandere il gioco semantico dal significato ad una interpretazione non solo più libera ma più ampia per coprire declinazioni legittime, forse pur minori?, della FS, io userei il termine scienza con la S minuscola.
Innanzi tutto perché non esiste una Scienza, ed un problema epistemologico non indifferente, poi perché se si usa il termine con la volontà di scientia, per cui un sapere in generale, si pone l'accento sulla speculatività della narrazione. Non solo un "cosa accadrebbe se", ma spesso una catena intera di presupposti e di conseguenze.

Nel fantasy di Howard, il mondo è quello che è, così come in quello di Tolkien. Ci sono popoli e terre e dei. Hanno la loro coerenza e quindi una certa "prevedibilità" (i maghi sanno fare magie, i guerrieri combattono ecc. - nel fantastico puro invece la conseguenza logica non è affatto scontata).
La FS invece prende delle situazioni e fa crescere attorno ad esse (essendo essenzialmente una letteratura di idee). I mondi di Ballard sono delle estremizzazioni di quello che vedeva (dal feticismo automobilistico ai disastri ambientali), Dune presuppone che esista una droga speciale, e quindi la nascita di società e culture che orbitano attorno ad essa, una distopia prevede una forzatura voluta della società, vista come un bene sul momento, fino ad imporla come regola assoluta, schiacciando il resto.

Quindi si basa sulle conseguenze più che sulla coerenza. Si trovano storie di FS non particolarmente coerenti (dove ci sono robot antropomorfi avanzatissimi ma niente cellulari o televisori - come i primi racconti di Asimov!), ma il fatto sta che, posto il viaggio spaziale, i robot e questo e quello, cosa accade dopo.

In genere nella narrativa abbiamo un MacGuffin, il motore dell'azione, la vexatio questio, la quest, attorno cui girano i protagonisti (in genere come una spirale, come il gioco dell'oca, dove ci sono ostacoli verso il desiderata finale, al centro).
A mio avviso se il primum mobile è una conseguenza di questi presupposti fantastici, allora abbiamo un intreccio genuinamente fantastico e quindi FS vera e propria (alcuni direbbero, che non si può estrarre l'elemento fantastico dalla storia senza snaturarla).
Altrimenti, se il motore dell'azione è altro, l'accezione fantastica tende a diventare più che altro scenografico, e quindi di contorno, estetico, un semplice accessorio.
E qui sta alla sensibilità del singolo se percepire questa patina "staccabile" come elemento essenziale e quindi la storia come fantastica o meno.
Alastor Luce
Scaraburra
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MessaggioInviato: Mer 25 Gen, 2017 11:23    Oggetto:   

Ottimo , è proprio questa la strada  Smile 

Quella della "S" è acuta osservazione , Wink  ricordiamo anche che nei primi del '900 il linguaggio era differente da oggi ,
per questo motivo mi sono concentrato sull'etimologia delle parole , appunto radice greca e latina ,

e trovo altrettanto corretto il ragionamento di ragion di causa , 
però a mio avviso si deve uscire dai canoni della letteratura ,o la fuorviante narrativa , 

come dicevo poco fa il concetto è più amplio ,

sempre a mio avviso considerare il termine un prodotto della scrittura è un errore , 

anche se capisco bene che è associato con molta evidenza ad essa, ed a quanto sappiamo ad oggi , è stata la sua prima donna Wink,

certo il primo amore non si scorda mai ,
per quanto comprendo che non è facile probabilmente non associarle il termine .

Sempre con rispetto , 
per l'appunto 
il mio principio è semplice ,
prendere il concetto essenziale delle 2 parole , ed unirle , fonderle con effetto di causa ,dandole senso compiuto :

  
La Fantascienza o Scientifiction o Sci-fi 

è la Fantasia che apre nuove visuali a Conoscenze ancora non introdotte 
oggetto 

Lasciando il dubbio per Possibilità concreta di una realizzazione
causa
 
Illustrando precisamente la Conoscenza in questione 
effetto

il risultato armonico dell'equilibrio si può definire un concetto visionario 

e se prendiamo questo principio essenziale come definizione ,a mio vedere ci accorgiamo che è obiettivamente congruente a qualsiasi evento e può descrivere con carattere proprio ogni situazione . 

Manifestando per l'appunto la propria Anima .


----------------------------

Di conseguenza una più che plausibile descrizione sintetica da dizionario tascabile può esser la seguente 
 
 
Fantascienza :

concetto visionario , che descrive concretamente una nuova e precisa scienza , illustrandola attraverso l'immaginario     




(poi si può parlare della genesi storica )
   
Associata prevalentemente e inizialmente per definire una gamma letteraria e successivamente cinematografica .. ecc..        
 
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 25 Gen, 2017 13:59    Oggetto:   

Alastor Luce ha scritto:
Fantascienza :

concetto visionario , che descrive concretamente una nuova e precisa scienza , illustrandola attraverso l'immaginario     


Cosi' escludi moltissima fantascienza.
Per fare qualche, non esaustivo, esempio: Sturgeon, buona parte del Ballard fantascientifico, la fantascienza che parte da scienza attuale semplicemente ingigantendone gli effetti (Crichton, per farti un esempio), la space opera, la militar sf, buona parte della sf sociologica...
Oltertutto anche seguendo il tuo filo logico piu' che illustrandola attraverso l' immaginario direi "illustrandone sviluppo e/o effetti sulla societa' nell' immaginario".
Cambia tutto.
Tra l' altro la percezione della scienza e' uno dei tratti che uniscono la letteratura precedente all' ufficiale riconoscimento della fantascienza alla nascita del genere.

Suvvia un po' di autosbrodolamento http://www.intercom.publinet.it/2002/futurismo.htm   un esempio tra gli altri.
Davide Siccardi
Horus Horus
Messaggi: 5532
MessaggioInviato: Mer 25 Gen, 2017 13:59    Oggetto:   

belin quanti anni sono passati...
Alastor Luce
Scaraburra
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MessaggioInviato: Mer 25 Gen, 2017 15:01    Oggetto:   

si Davide ,proprio per questo  dicevo sinteticamente Dizionario tascabile ,e per quanto , espandibile ,Wink 
 è corretto dire che si può espandere una scienza già presente,
di fatto poi , diventa una conoscenza ancora non introdotta come dicevo ,  
 e  trovo corretta la definizione più dettagliata e precisa che non confonde con l'immaginario collettivo  
"illustrandone sviluppo e/o effetti sulla societa' nell' immaginario "
questo concetto lo ritrovo come dicevo ,nella causa effetto , 
 
lasciando il dubbio per Possibilità concreta di una realizzazione , illustrando precisamente la conoscenza in questione
 

Concordo anche che la scienza è il sistema di cognizione ricavato da studio e meditazione , ma non per forza da testi , anche se di tratto giustamente sono compresi 
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Gio 16 Feb, 2017 22:00    Oggetto:   

Posso dire che il termine "speculativo" è assolultamente non pertinente, generico, un po' assurdo, un tantinello paraculo e del tutto privo di significato, riferito al contesto della fantascienza?

Comparve su questi schermi il noto autore di Mechardionica per dire -se non ho capito male- che in una sorta di super-mega summit dei critici di fantascienza, è stato partorito questo termine: "Speculative fiction", cioè una narrativa che specula sul significato del genere umano, della sua esistenza e dei miliardi di perché che ci attanagliano.
Devo confessare che ebbi una delusione notevole, unita a un certo sentimento di... come dire, presa per i fondelli?
Stiamo sul serio definendo la fantascienza come "narrativa speculativa"?
In questo caso credo che "Lord Jim" sia uno tra i migliori libri di fantasicnza mai scritti, come "Delitto e castigo" o "La lettera al padre" di kafka.

Mi sembra che -sempre che abbia inteso bene- i critici siano decisamente con l'acqua alla gola, e abbiano tirato fuori dal cilindro una definizione che più generica non si sarebbe potuto.

Inoltre io ritengo che i generi, sempre che esistano, non siano determinati dalla trama o dall'ambientazione, ma dallo stile e dalla interazione dei personaggi. Così, per me, commedia e tragedia hanno un senso, oppure hanno un senso libri o film che si incanalano in una certa ideologia, verismo, surrealismo magico, ecc.
Non ha alcun senso per me il pretesto tecnologico o l'ambientazione aliena, o lo sparatutto tra navi spaziali.
ha senso un'interazione bilanciata di questi ed altri elementi, unita alla speculazione. Ma nonnc'è un unico elemento caratterizzante che inequivocabilmente collochi un film o un libro nel genere.
Ad esempio non me lo sognerei neanche di notte di dire che "Ritorno al Futuro" è un film di fantascienza, perché lo svolgimento degli atti è quello di una commedia.
Su questo forum avete definito "Guerre Stellari" un western.

Io credo che la fantascienza viva due vite distinte: quella dei libri, in cui è un po' più se stessa (qualunque cosa sia) e quella del cinema, molto più piegata ai "generi" già noti, conosciuti, spertimentati, amati e venduti.

Di certo non accetto "Speculative Fiction" a nessun titolo.
Sembrerò tassativa, ma ci ho riflettuto molto. È davvero ora che qualcuno si metta a pensarci davvero bene a questo fatto. Non credo basteranno tre pipe.
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Ven 17 Feb, 2017 11:25    Oggetto:   

Interessante posizione, spero tu la voglia approfondire il più possibile.

Nel mio piccolo, vorrei riportare alcuni concetti chiave riportati nei post precedenti ossia la difficoltà di estrapolare cosa fa della narrativa non mimetica fantastica proprio fantascienza rispetto ad altri tipi.
L'estetica? O il tema? O il rapporto tra personaggi?

Se posso dare un'opinione, per me conta più il tema della veste (anche se l'estetica pesa molto, ovviamente diventa quasi tutto nei film e narrazioni per immagini). E il tema come lo si distingue da un fantastico generico?
Sempre a mia opinione è il fatto che parta da presupposti e li sviluppi in maniera logica. Mentre altrove ci sono elementi estranei subitanei (tipo nel fantastico in generale) o altrove ci sono mondi preconfezionati (come nel fantasy, ma qui rientrarebbero tutte le opere di estetica tecnologica ma con elementi così disparati da essere arbitrari, come imperi galattici immensi e via dicendo), nella FS è la speculazione, il "cosa accadrebbe se... ", lo svolgimento di un presupposto fondante, che è una devizione dalla realtà a noi nota.
In questo senso è "speculative fiction", o almeno così la intendo io, per dare vincolo realistico o comunque logico (e come vedi è diverso come lo intendono altri). Per questo "fanta" e "scienza" (dove si usa la s minuscola per la seconda parola, avendone un senso molto lato). Potrebbe essere un cambiamento minimo, o di sfondo, ma tutte le interazioni dei personaggi sono vincolate a ciò.

Certo una definizione, che dovrebbe essere tomistica, in realtà soffre di un primo difetto che per essere veramente esauriente sarà così precisa e dettagliata da calzare solo a pochissime opere, mentre per poter abbracciare più opere percepite in un certo modo deve essere vaga e con meno limiti. A cui si aggiunge un secondo limite, che una definizione non esaurisce magari una descrizione.
Potremmo avere fantascienza horror, o commedie FS, o un giallo-rosa tecnologico e via dicendo.
Quindi hai perfettamente ragione quando fai i tuoi ragionamenti, che vedo riconducibili al binomio estetica e atto: e.g. quando parli di ritorno al futuro, dove estetica di FS veste atti da commedia o quando dici che libri e film vivono due vite differenti (perché i secondi che vivono di estetica possono essere percepiti di FS in maniera subitanea, ma anche erronea).

E ti capisco quando pensi che se per finzione speculativa si intenda speculaizone sul genere umano, beh si finisce fuori strada ben presto.
Ma se per speculazione si intendesse la generazione di un mondo alternativo dovuto alla speculazione su certi presupposti (ossia deviazione esplicita dalla realtà, quindi narrativa non mimetica, che invece vuole farsi passare per vera)?

A questo punto vorrei sentire le tue obiezioni - nella speranza in realtà che ci siano per mettere alla prova il ragionamento proposto.

Perché come avrai capito, penso che sia l'amore per il ragionamento che faccia amare la FS; così come l'amore verso il meraviglioso faccia amare il fantastico e l'amore per l'umanità faccia amare l'esplorazione dell'animo umano in situazioni non banali (o anzi fantastiche) o come parallelo per vicende note, mettendo in risalto universalità dei temi.
E a volte, tutti e tre convergono, perché uno dei maggiori pregi della FS è quella di non essere un genere "unico", ma molte cose assieme - non privo di elementi suoi propri che lo contraddistinguono.
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Ven 17 Feb, 2017 21:35    Oggetto:   

Ti dico come la penso, senza troppe filosofie e senza la pretesa di aver ragione:
1) ho la netta sensazione che tu mi stia prendendo per i fondelli e punzecchiando, e che mi abbia sottilmente dato dell'incompetente, il che probabilmente è vero e non ci tengo a controbattere.

2) credo che tu abbia un'idea un po' distorta del concetto di Estetica. Io sono ben lontana dall'essere teorica della narrazione o della cinematografia, ma come disse Inigo: non credo che vuol dire quello che pensi tu. L'estetica è una disciplina assai complessa, che non abbraccia solo l'immagine, come raffigurazione.

3) "speculativo". Sì, leggendoti mi convinco di quanto paraculo sia questo termine. E ora capisco che se è stato davvero partorito in questo mega-summit di critici di fantascienza, è stato partorito a ragion veduta, perché non fa altro che confondere e rimescolare acque già torbide.
Speculativo nel senso di "cosa accadrebbe se...?". Non so, mi vengono in mente un sacco di esempi, sai? Cosa accadrebbe se uno si svegliasse trasformato in scarafaggio? Cosa accadrebbe se esistesse una balena bianca e un cacciatore di balene senza una gamba? Cosa accadrebbe se il comandante di una nave si gettasse in acqua, abbandonando il suo equipaggio? Cosa accadrebbe se andassimo a ricostruire con fedeltà storica la dimensione della nobiltà russa ai tempi delle guerre napoleoniche? Ogni narrazione è la narrazione di un mondo alternativo, personale e sociale, storico, o quel che vogliamo. I romanzi non raccontano la realtà, neanche "Guerra e pace" o "I Malavoglia".
Per favore, vi prego. "Speculativo" ci sta benissimo, è ideologico, chic e molto commerciale, non sposta la S di SF, che però acquista una dimensione letteraria elevata, in barba ai critici blasonati che l'hanno sempre classificata come narrativa di genere. Operazione di fino, che tra l'altro permette discussioni a non finire, e anche un po' fini a sé stesse (come questa mia).

4) Ho paura che alla fantascienza, narrativa speculativa, o speculative fiction, come si deciderà di chiamarla, verranno riconosciuti i meriti enormi che le spettano solo quando sarà divenuta così banale e amorfa da risultare comprensibile ai più disattenti.

5) io non so cos'è la fantascienza e come si possa definire. Non ho risposte in tasca, non ho pipe da fumare e violini da strimpellare. Però ho capito che "speculative" è un po' la "casa delle libertà" dei fantascientologi. Questo potrebbe anche essere un bene. Quel che è certo, e su cui ti firmo col sangue, è che non definisce un accidente di niente.
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Lun 20 Feb, 2017 12:17    Oggetto:   

Ed io ti ringrazio per la schiettezza Smile

1) Mi spiace parecchio di aver dato questa sensazione... Sinceramente, mi indichi una frase che ti ha infastidito? Così capisco dove ho sbagliato. Nel frattempo, le mie scuse, spero di sembrare come minimo sincero stavolta. E ci tengo a dire che l'opinoine altrui a me interessa.

2) Verissimo, l'Estetica come ramo della filosofia è una cosa molto complessa. Ma possiamo almeno concordare che estetica (con la minuscola) nel linguaggio comune possa voler dire, apparenza, se non addirittura effetto che l'immaigne e l'aspetto esperiore fa sulle nostre coscienze? QUello che vorrei dire è che, più che convincere l'altro, la mia idea è quella di un territorio comune di scambio di idee, anche combattuto, ma un qualcosa alla pari.
A questo punto direi che a seconda del gusto personale, può rientrare nella FS o meno qualcosa che "assomigli" a fantascienza (astronavi sì ma che planano nello spazio, esplosioni nel vuoto, spade laser, alieni sì ma rigorosamente antropomorfi ecc.)

3) Mi vorrai scusare, ma questo punto non è un attimo qualunquista? Quando ho parlato di narrativa non mimetica, ho specificato che intendo il tipo di narrazione di fantasia che non mira a fingersi realtà. Mentre storie di balene bianche e capitano zoppi, per quanto sappiamo non esistere, sono state "vendute" come plausibili e quindi credibili e quindi "vere". Tutta la narrativa è finzione, ma alcune fingono di non esserlo (per maggior coinvolgimento? Per amore della verosimiglianza? Per una adesione maggiore alla sensibilità e quindi percezione che la sorte di uno sia la sorte di tutti, che nessun uomo è un'isola?) e altre invece no, non ci tengono. Ed io volevo riferirmi ai secondi (a meno di esperimenti metaletterari).
Quindi la questione è un'altra, non se sia cronaca o finzione, ma se riguarda il fantastico o meno. Ed io dico, a differenza di chi presiede i mega summit (che manco vedo con il binocolo... ), che la differenza sta se il fantastico è una irruzione (un tipo si sveglia ed è uno scarafaggio. Il perché e percome non importano, no? La storia è un'altra) se è una cosa consolidata e data per buona (il mondo degli elfi o Cimmeria di Conan o che altro) oppure se è conseguenza di qualcosa (ho una intelligenza artificiale - che attualmente non esiste - e adesso che accade? Il mondo si è trasformato in una dittatura come avrebbe potuto accadere in passato ma non è successo - e adesso che accade? Se il mondo finisse le risorse oggi, non fra cento anni, ma oggi, cosa accadrebbe?)
Ecco penso che la FS (preferisco sempre l'acronimo italiano) ricada nella terza opzione; capisco che il termine speculativo ti fa drizzare i capelli, ma ti posso dare ragione ampia che quanto detto nei summit non mi vede d'accordo, ma non trovo dialogo su questa possibile definizione alternativa.
Oh, non sto scrivendo il vangelo, sto solo pensando che alternativa sia valida. Che ne pensi?

4) Secondo me gli si riconosceranno i meriti solo quando venderà a palate. Vedi cinema o l'ampio credito che si dà oggigiorno al fumetto (pardon "il graphic novel", come qualcun si ostina a chiamarlo... brrr... )

5) Io so cosa è la fantascienza, la riconosco sempre quando la pesto.
Scherzi a parte, le quesitoni di lana caprina come queste servono sia a farsi nuovi amici sui forum (scherzo! sai che ti odio e ti credo un essere inferiore! Razz) sia riflettere su cosa stiamo leggendo, sul perché, sul loro valore, su come funziona la nostra mente, su cosa accettiamo come definizione o meno, sulle nostre capacità logiche, sul problema delle definizioni stesse. E se si può spezzare una lancia a favore di Finzione Speculativa anziché FantaScienza, potrebbe essere che la seconda - se proprio deve starci la scienza - roba come 1984 non ci entra (e lo dico io che penso che 1984 non sia FS! Essenzialmente Qerché non era quella l'intenzione dell'autore, nonostante abbia preso i meccanismi della FS).
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 20 Feb, 2017 14:33    Oggetto:   

Fedemone, stante l'ultima parte del tuo punto 5, quella su 1984, se si vanno a vedere le intenzioni dell'autore, allora poi vanno analizzati pure i desiderata del curatore/editore e infine si casca sull'approccio del lettore.
Questo è relativismo. Atteggiamento che, per essere sinceri, è l'unico forse possibile per non venire stritolati dal quanto sopra e quello che io prediligo, come pure scritto altrove. In maniera ellittica, eccola qua: fantascienza, per me, è quello che io ritengo fantascienza (e ciascuno si crei la propria, mercato permettendo).

Si capisce che sto confrontandomi per la prima volta nella mia vita con Vonnegut? Very Happy
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Lun 20 Feb, 2017 16:44    Oggetto:   

Massì, il relativismo va benissimo! Ma anche perché l'ho già detto, come ad esempio sta ad uno se una cosa che "sembra" FS lo sia o meno, ma facendo così mi rovini tutta la mia aria di superiorità intellettuale. E adesso come faccio a tirare fuori il Propp con la sua analisi della fiaba, che non si basa sui personaggi (scheletro, strega ecc) sui loro atti (aiutante, avversario ecc.)?

Uffa Sad
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Mar 21 Feb, 2017 00:50    Oggetto:   

Allora, guarda che io sono una tipa simpatica che sta allo scherzo, non volevo certo additarti come malevolo.
sul punto 2 non mi trovi, l'Estetica è maiuscola ed è una disciplina precisa, se vogliamo parlare di raffigurazioni, forme, stili, figure, fattezze, apparenze, comnformazioni, cliché, ecc, facciamolo, ma con i termini giusti.
Sul punto 3 ancor meno. Forse mi sono accalorata, ma il termine "speculativo" non mi disturba né mi piace. Mi è totalmente indifferente, poiché generico e assolutamente amorfo, in grado di accogliere porcherie e grandi romanzi. L'hanno scelto, gli piace? bene. Si vuole ribattezzare Speculative Fiction, occhei, mi basta saperlo e mi adatto senza problemi.
Capisco ciò che vuoi dire sulla natura mimetica o no del romanzo, ma per me è una balla di una tale colossalità da poter diventare l'ottava meraviglia del mondo. Ciò che dici tu non è una qualità del racconto fantascientifico o fantaspeculativo, ma è una "quantità". Ogni racconto NON è mimetico (altrimenti semplicemente non sarebbe un racconto, ma un saggio), e questo lo sa ogni lettore, con cui l'autore stringe il famoso patto d'intesa. La NON mimesi può essere lieve, quasi impercettibile (la maggior parte della narrativa italiana,  "Anime nere" ad esempio), o consistente (buttiamo lì "La compagnia dei Celestini" o che ne so, "Il bar sotto il mare", in cui non c'è neanche la pretesa di rendere plausibile il racconto, cosa che la SF non fa, cioè vuole l'opposto). Un altro esempio di romanzo con elevatissima NON mimesi è "meridiano di sangue", nonostante l'ambientazione e i dettagli verosimili. Insomma, per stringere, il fatto che il romanzo non sia un'ipostasi della realtà non è per me una qualità della struttura del romanzo di fantascienza.

Tutto ciò per ribadire che la scelta del termine -me ne rendo sempre più conto- è solo dettata da ragioni editoriali e di mercato librario.

detto ciò, ti devo ringraziare, perché per risponderti ho dovuto applicarmi ad una procedura analitica cogente. Sono una figlia della logica, e ho usato una procedura logica per definire gli elementi salienti, caratterizzanti, ontologici, della fantasicienza. Mi pareva di esserci riuscita, anche perché saranno circa 20 anni che ci rifletto (se sembra che parli a vuoto è solo perché ho molto bisogno di imparare, non perché mi piace dare fiato alle trombe). Disgraziatamente ho una sorella assai più intelligente di me, che ha porto alla mia ttenzione altri elementi, che non ho potuto rigettare.
Perciò mi affido alla saggezza dei critici e attendo speranzosa ma poco fiduciosa.
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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Località: Regno delle Due Sicilie
MessaggioInviato: Mar 21 Feb, 2017 00:52    Oggetto:   

Insomma, sono finalmente riusciata a capire quali sono gli elementi dei racconti di narrativa speculativa (...) che interessano a me. Prima di due giorni fa lo sapevo ma non li avevo ben chiari. Quindi grazie.
Fedemone
Asgard Asgard
Messaggi: 1435
MessaggioInviato: Mar 21 Feb, 2017 16:32    Oggetto:   

Bene a questo punto mi incuriosisci Wink
Quali sono questi punti essenziali - visto che stranamente (?) non trovi che la deviazione della realtà non sia una qualità della FS?
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