The OA


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Kobol77
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 22 Dic, 2016 15:37    Oggetto: The OA   

Abbiamo finito la visione ieri sera. Sono otto puntate, ciascuna delle quali non ha una durata uniforme. Possono capitare puntate da un'ora e passa o da 45, in un caso anche da 30 minuti. Questa cosa inusuale per una serie tv si riflette anche sull'impronta generale data alla stessa. Si esplorano un po' tutti i generi, dal thriller/horror con richiami a Misery non deve morire, a quello fantascientifico (Stranger Things), a quello fantastico/religioso (The Leftovers), senza che uno di questi generi prevalga sull'altro o crei confusione. La forza della serie sta nella capacità di mettere al centro dell'attenzione la narrazione sia nei confronti dei protagonisti che negli spettatori: entrambi si ritrovano a essere partecipi della vita di una ragazza misteriosa e l'empatia e il legame che si creano con le vicissitudini di Prearie da parte dei personaggi immaginari e degli spettatori decretano il successo di questa serie, almeno da parte nostra. I protagonisti, 4 ragazzi e un'insegnante, ogni sera si riuniscono in una casa abbandonata e ascoltano, sedendosi in cerchio, la storia di Prearie, una ragazza cieca scomparsa misteriosamente 7 anni prima dalla comunità e poi riapparsa all'improvviso su un ponte con il dono della vista riacquistato. I 5 dovranno aiutare Prearie in una missione vitale per la salvezza di alcuni suoi amici con un esito finale che per certi versi è legato più alla realtà che all'ambito fantastico in cui si muove la serie e che porta a una probabilissima seconda stagione.

E la speranza è che ci sia da parte nostra perché l'autrice della serie e protagonista della stessa, Brit Marling, ha creato e interpretato un personaggio di forte impatto emotivo attorno al quale si sviluppano tutte le vicende narrate; ha realizzato una serie molto interessante per l'impronta originale che le è stata data, cosa sempre più difficile ultimamente, davvero intensa e diversa rispetto a quanto abbiamo visto finora e come ciliegina sulla torta recita davvero bene. Promossa a pieni voti da parte nostra. Altra ottima serie targata Netflix,a discapito di una concorrenza che per ottenere successo è sempre più disposta a rischiare ingenti risorse, a volte riuscendovi (Hbo ad esempio con Westworld) altre fallendo (vedi Vinyl) o riducendo drasticamente le aspettative e le stagioni.
Mark Silver
Trifide Trifide
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MessaggioInviato: Sab 24 Dic, 2016 16:03    Oggetto:   

Sono al secondo episodio...serie già promossa a pieni voti
jetscrander
Horus Horus
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MessaggioInviato: Dom 25 Dic, 2016 16:34    Oggetto:   

Ho terminato di vederla ieri sera, un buon prodotto anche se sinceramente non mi ha entusiasmato, ne consiglio comunque la visione.
crazy diamond
*Foffomante* *Foffomante*
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MessaggioInviato: Mer 11 Gen, 2017 10:44    Oggetto:   

bella, bella, bella.
vista tutta d'un fiato durante le vacanze natalizie, mi ha intrigato ed appassionato.
vedo difficile un proseguo...secondo me, va bene così: andare avanti rischia di compromettere un ottimo prodotto.
Nirgal
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Mer 11 Gen, 2017 22:14    Oggetto:   

Termina questa sera.
Bella, interessante anche se il finale lascia un po' così.
Classica serie che non sai se accettare il finale che lascia decidere la realtà allo spettatore o sperare in una seconda stagione con le risposte ... 
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 12 Gen, 2017 02:55    Oggetto:   

ok bella e' bella, coinvolgente, diretta con i tempi giusti ecc
di solito non faccio il pelo su storie di questo tipo: non ne vale la pena e non serve ne' ad aggiungere ne' a togliere.

pero' c'e' qualche pero': l' autrice che e' anche l' attrice vedo essere la compagna dello sceneggiatore (nonche' protagonista) di Another Earth (a proposito... i film tutti uguali e privi di originalita' e le serie televisive al contrario assolutamente originali e fatte meglio) ed in effetti tornano parecchie cose.
Evidentemente un certo soggetto e' nelle sue corde ed intende esplorarlo in diversi modi ed ok.
Se pero' si puo' sorvolare sulle tante cose che non tornano, sopratutto in relazione al finale (per altro ben raccontato e con un evento finale che nella sua violenza ha una quasi quotidianita' spaventosa molto ben raccontata), ma non su altre e non su alcune scelte.
L' ingenuita' dei coprotagonisti (nel senso di domande non poste), i sogni, la vista, la sua prigionia sopratutto.
C'e' anche meno attenzione per alcuni dei coprotagonisti che invece avrebbero avuto molto da raccontare e che economia della storia sono lasciati ai margini: non solo nel senso dello sviluppo del personaggio, talvolta spariscono dalla narrazione o proprio dal campo visivo senza una particolare ragione quasi per una certa insicurezza in fase di sceneggiatura o regia.

Detta cosi' non sembra comunque e' una gran bella serie con un mucchio di spunti che vale la pena seguire.
Non saprei dire se c'e' da augurarsi un proseguio e completamento della storia oppure no.
boh

Ah: ma a qualcuno e' venuto in mente di mettere in relazione la forma del romanzo ottocentesco con quelle di alcune delle nuove serie televisive degli ultimi anni?
Kobol77
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 12 Gen, 2017 14:19    Oggetto:   

Senza dubbio le serie tv seguono di pari passo l'evoluzione formale del romanzo ottocentesco. È proprio un tratto distintivo delle stesse. Nello specifico quando si parla di feuilleton, di romanzi d'appendice o a puntate, che coinvolsero tanti romanzieri russi e francesi dell'epoca, questa analogia formale divenne ancora più evidente.

Per quanto riguarda la questione originalità che hai sollevato, tieni conto che i film hanno budget mediamente superiori a quelli delle migliori serie tv (con qualche rara eccezione) e mi riferisco ai film di budget medio, perché quelli con budget altissimo le superano di gran lunga; che personalmente faccio fatica a individuare più di 5/6 film tra il mediamente buono e l'ottimo e ancor meno diventano se il riferimento è alla Fantascienza filmica; che sempre più spesso si vedono grandi colossal fare flop per mancanze di idee e di pubblico; che pure quando riscontrano il successo di pubblico ripropongono sempre i soliti canovacci triti e ritriti, vedi alla voce supereroi, il  genere più in voga del momento; che la sfornata di grandi registi degli anni '60 e '70 non si è ripetuta nei decenni successivi. All'epoca ce n'erano molti e buonissimi. Attualmente sono pochi quelli davvero validi. Non c'è stato un grande ricambio.

Per quanto riguarda le serie tv invece il ricambio è continuo. C'è un modo diverso di raccontare e scrivere storie; di proporre protagonisti, attori che un tempo avevano solo ruoli marginali nei film. Mi riferisco alla categoria dei cosiddetti caratteristi. Un Bryan Cranston questo era: un caratterista. Questo avrebbe continuato a essere in un film. Grazie a Breaking Bad è diventato altro. Ruoli che per lo più venivano nei film assegnati a celebrità bellissime quasi perfette, vengono assegnate a persone comuni, ad attori sconosciuti che si rivelano bravissimi in serie tv. Una Claire Danes di Homeland, una Carrie Coon di The Leftovers non le vedresti mai recitare in una grande produzione filmica col ruolo di protagoniste, eppure non hanno niente da invidiare in quanto a recitazione e bravura rispetto a molte colleghe di Hollywood.

Insomma c'è un modo nuovo di proporre storie, protagonisti, di puntare su attori conosciuti o marginali del cinema. C'è più coraggio e qualità nella scrittura e ci sono più rischi che si prendono gli stessi sceneggiatori e produttori esecutivi. Se il secolo scorso è stato quello del Cinema, in questo sono le serie tv ad aver superato il cinema e a proporsi come nuovo mezzo di intrattenimento. Sarebbe interessante aprire un topic apposito per confrontarsi su produzioni cinematografiche e seriali. Ci sarebbero molti spunti di riflessione.


The OA nello specifico è realizzata, sceneggiata, interpretata da una coppia che all'attivo ha qualche apparizione da attore e attrice in film indipendenti ed è alla prima scrittura di una serie. Ha un budget davvero risicato. Non ha avuto proprio nessuna promozione a livello pubblicitario, cosa peraltro voluta dagli stessi co-autori, una forma decisamente insolita e rischiosa di non promozione/promozione, ma paradossalmente indovinata perché la serie è già diventata d culto in rete. Il modo insolito in cui è strutturata, con puntate dalla durata variabile è altro elemento apprezzabile. Addirittura la prima è strutturata per 45 minuti sotto forma di lungo prologo e la puntata effettiva inizia negli ultimi 15 minuti con i titoli che scorrono: di forte impatto visivo e originalità. Infine il protagonista principale in questa serie è la narrazione, il rendere credibile e soprattutto avvincente agli occhi dei protagonisti e degli spettatori una storia che ha dell'incredibile e dell'improbabile come tratti distintivi. Per quanto riguarda il resto resto del gruppo, che comunque ha una storia propria (dallo studente modello con madre alcolizzata, a quello problematico con eccessi di rabbia, al transgender, all'insegnate che ha perso il fratello fino ai 4 rinchiusi con Prairie), non mi pare che sia stato trascurato.

Sul finale: sono sempre stato un avversario deciso dei cosiddetti "spiegoni". Non voglio sapere tutto per filo e per segno e questo aspetto non decreta certo l'approvazione o meno di una serie da parte mia . Non mi interessava prima e non mi interessa certo ora. C'è molto simbolismo in questa serie. Ci sono passaggi oscuri propedeutici a livello narrativo a una seconda e per me molto probabile stagione. Non mi stupirei nemmeno del fatto che l'annunciassero pochi giorni prima della messa in onda su Netflix.

La mia impressione su finale è questa. Senza spoilerare, propendo più per una spiegazione legata al fantastico. Apprezzabile è il fatto del finale auto conclusivo ma aperto all'interpretazione, alla chiave di lettura dello stesso. Il recupero della vista, la capacità di premonizione di Praerie, l'ultima immagine della stessa (fateci caso) mi fanno pensare a una conclusione non scientificamente spiegabile.
jetscrander
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 12 Gen, 2017 17:04    Oggetto:   

Premetto che questo prodotto non è il genere che prediligo in ambito fantastico, ho comunque apprezzato la serie nel suo tentativo di creare una trama originale e a tratti anche affascinante.
Tuttavia mi è parsa appesantita per alcuni tratti da un'eccessiva verbosità, se alcuni dialoghi sono risultati coinvolgenti e interessanti altri mi sono parsi francamente forzati così come alcune scene (vedi la sparatoria nella scuola) comunque rimane un giudizio complessivamente positivo.
Indovinata anche la scelta di dipanare la storia su 8 puntate perchè a mio parere non avrebbe funzionato nell'arco narrativo di una serie classica.


Ultima modifica di jetscrander il Ven 13 Gen, 2017 11:32, modificato 1 volta in totale
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 12 Gen, 2017 21:58    Oggetto:   

Kobol77 ha scritto:
Senza dubbio le serie tv seguono di pari passo l'evoluzione formale del romanzo ottocentesco. È proprio un tratto distintivo delle stesse. Nello specifico quando si parla di feuilleton, di romanzi d'appendice o a puntate, che coinvolsero tanti romanzieri russi e francesi dell'epoca, questa analogia formale divenne ancora più evidente.


ok, ineccepibile.
pero' non mi riferivo a questo.
Ormai e' piuttosto forte il filone di telefilm dove le digressioni, la caratterizzazione dei personaggi, l' atmosfera prevalgono sul senso della trama e sui tempi della narrativa piu' recente.
Un po' per i temi trattati, un po' per il linguaggio scelto, un po' per il comportamente dei personaggi e per come si dipanano le storie mi sembra che complice i mezzi attraverso cui vengono prodotti le serie (tv a pagamento , internet ecc) stiano andando verso una narrazione piu' tipica del romanzo ottocentesco che non delle serie televisive "generaliste" o dei romanzi contemporanei (parlo di narrativa, ovviamente non considerare avanguardie, beat, postmoderni ecc).
Ma magari e' solo un pippone un po' semplicistico mio.
Ero curioso di sapere cosa ne pensa la critica.

Kobol77 ha scritto:


Per quanto riguarda la questione originalità che hai sollevato, tieni conto che i film hanno budget mediamente superiori a quelli delle migliori serie tv (con qualche rara eccezione) e mi riferisco ai film di budget medio, perché quelli con budget altissimo le superano di gran lunga; che personalmente faccio fatica a individuare più di 5/6 film tra il mediamente buono e l'ottimo e ancor meno diventano se il riferimento è alla Fantascienza filmica; che sempre più spesso si vedono grandi colossal fare flop per mancanze di idee e di pubblico; che pure quando riscontrano il successo di pubblico ripropongono sempre i soliti canovacci triti e ritriti, vedi alla voce supereroi, il  genere più in voga del momento; che la sfornata di grandi registi degli anni '60 e '70 non si è ripetuta nei decenni successivi. All'epoca ce n'erano molti e buonissimi. Attualmente sono pochi quelli davvero validi. Non c'è stato un grande ricambio.
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The OA nello specifico è realizzata, sceneggiata, interpretata da una coppia che all'attivo ha qualche apparizione da attore e attrice in film indipendenti ed è alla prima scrittura di una serie. Ha un budget davvero risicato. Non ha avuto proprio nessuna promozione a livello pubblicitario, cosa peraltro voluta dagli stessi co-autori, una forma decisamente insolita e rischiosa di non promozione/promozione, ma paradossalmente indovinata perché la serie è già diventata d culto in rete. Il modo insolito in cui è strutturata, con puntate dalla durata variabile è altro elemento apprezzabile. Addirittura la prima è strutturata per 45 minuti sotto forma di lungo prologo e la puntata effettiva inizia negli ultimi 15 minuti con i titoli che scorrono: di forte impatto visivo e originalità.



Sulle qualita' della serie non discuto: condivido e me la sono gustata con piacere (tra l' altro visto che e' il mio periodo lavorativo piu' "molle" ne sto approfittando per recuperare un po' di cose. Mr Robot, The OA, Orphan Black e fra poco The Man in the High Castle che di queste e' quella che mi appassiona di meno secondo me bella ma fuori dai tempi narrativi del romanzo di Dick, molto piu' coinvolgente).
Pero' ti faccio notare come gli autori di OA siano in realta' gli stessi autori / attori di Another Earth, film di qualche anno fa, e come moltissimo del telefilm sia ripreso dagli spunti e dallo stile di quel film.
Film indipendente si (passo' al Sundance) ma insomma, all' epoca piu' di un fan lo vide come un melo' mascherato da sf nato sull' onda di una certa moda filmica.
D' altro canto e' innegabile come il tema, lo stile, e lo spunto narrativo nascano nell' altro media e semmai vengano sviluppati in questa serie televisiva attraveso la maturazione e le riflessioni degli sceneggiatori.
Ma non e' che inetndo sminuire le qualita' e l' innovativita' delle serie televisive contemporanee: i mezzi tecnologici, in particolare la possibilita' di vendere online i telefilm senza passare per la televisione (ma in realta' gia' HBO e Starz, per tacere delle piccole case televisive con nulla da perdere che si sono reinventate sulla schiena di anche solo una serie televisiva, tanto per riportare al BB che citavi), concedono il raggiungimento della massima platea possibile tra quella esigua interessata e la possibilita' di rendere visivamente credibili ed interessanti storie che proprio non potrebbero essere dirette con i mezzi a disposizione venti anni fa.
Semplicemente coglievo, di passaggio, l' occasione per farti notare come il cinema produca di continuo storie quanto meno interessanti e seminali, basta sapere dove e volere guardare.
The OA e' figlia del cinema.
Il numero di film di alto livello per anno che immagini ragionevole semplicemente non lo reputo tale.
Sono della vecchia scuola: il novanta per cento di qualunque cosa e' spazzatura.
Solo particolari coincidenze astrali di breve durata possono far accadere il contrario.

Quanto ai colossal... i flop sono parte integrante dell' investimento.
Inetndo dire che le case di produzione usano i colossal come traino e motore di tutte le produzioni.
Per questo cercano filoni: perche' se funziona uno hanno un bacino di storie per un decennio.
Se pero' escono chiaviche inenarrabili ti invito a ricrederti fortemente sui film tratti da fumetti super eroistici.
La qualita' con cui sono ormai costruiti unisce la meraviglia tipica degli anni settanta alla visivita' sorprendente dei novanta alla malizia dei novanta e le sottotrame dei duemila.
Gli Avengers, comunemente considerati "leggerini" sono invece un brillante esempio di evoluzione della trama tra i film.
Il tentativo di Thanos di impossessarsi del cubo cosmico (uno dei pilastri della cosmogonia Marvel), l' ossessione di Stark per il controllo, la caduta degli dei, l' aspetto dimensional-mistico di Strange si evolvono in maniera sottile di film in film fino a quello che sara', penso, un finale dai toni epici e drammatici che portera' in un nuovo univeso narrativo i personaggi Marvel cinematografici con cambio della guardia per gli attori.
Scommetto per gli ultimi due film l' entrata in scena dell' Osservatore e mi pare anche di aver capito chi sara' l' attore scelto per interpretarlo.


Infine il protagonista principale in questa serie è la narrazione, il rendere credibile e soprattutto avvincente agli occhi dei protagonisti e degli spettatori una storia che ha dell'incredibile e dell'improbabile come tratti distintivi. Per quanto riguarda il resto resto del gruppo, che comunque ha una storia propria (dallo studente modello con madre alcolizzata, a quello problematico con eccessi di rabbia, al transgender, all'insegnate che ha perso il fratello fino ai 4 rinchiusi con Prairie), non mi pare che sia stato trascurato.

Kobol77 ha scritto:

Sul finale: sono sempre stato un avversario deciso dei cosiddetti "spiegoni". Non voglio sapere tutto per filo e per segno e questo aspetto non decreta certo l'approvazione o meno di una serie da parte mia . Non mi interessava prima e non mi interessa certo ora. C'è molto simbolismo in questa serie. Ci sono passaggi oscuri propedeutici a livello narrativo a una seconda e per me molto probabile stagione. Non mi stupirei nemmeno del fatto che l'annunciassero pochi giorni prima della messa in onda su Netflix.


Ma neppure io sonoun fan degli spiegoni, pero' la storia e' proprio zoppicante.
E non e' la cosa peggiore: il fatto e' che un paio dei cinque ragazzi, almeno una dei cinque originali, svariati aspetti interessanti della vicenda sono sviluppati in maniera superficiale.
Non inmaniera drammaticamente superficiale, pero' nell' ottimo insieme la differenza si sente.
Si sembra ci siano porte aperte per il prosieguo e condivido l' opinione che esprimi in altro punto del commento sul finale (aggiungo che Praire utilizza un tono interrogativo che suggerisce come lei stessa sia stupita, cosi' come durante gli episodi ad un certo punto ribadisca come non voglia dimenticarsi di Homer e di come e' facile credere che non sia mai esistito non avendolo piu' vicino), pero' e' un campo minato. TEmo, ma avro' torto, che l' autrice non destreggi ancora abbastanza bene i suoi mezzi per portare la storia ad una conclusione all' altezza.
Ma non e' detto, magari mi sbaglio.
Nirgal
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Gio 09 Feb, 2017 19:15    Oggetto:   

Netflix ha annunciato la che la seconda stagione è prevista per fine 2017.
Kobol77
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 10 Feb, 2017 14:58    Oggetto:   

Ottima notizia! C'è ancora molta carne al fuoco per questa che per me è la serie più originale e sperimentale del 2016.
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