ecosistema - sostenibilità


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Utente rimosso 59e9d8ad30618
Blobel Blobel
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 06:00    Oggetto:   

Quaoar ha scritto:
 Paolo Saltamonti ha scritto:


il meglio è nemico del bene... non c'è un'unica soluzione, dobbiamo implementate tutte le alternative che siamo capaci di escogitare, intanto questa permetterebbe di avere dei carburanti con un impatto minore rispetto ai biocarburanti di vecchia generazione.



E' proprio qui il punto: non è possibile continuare a vivere come viviamo ora, ma in modo sostenibile. In un prossimo futuro le automobili personali, ob torto collo, ce le dovremo scordare. Cibo e beni di consumo saranno prodotti localmente, si viaggerà a cavallo o in bicicletta e per le lunghe tratte si useranno treni elettrici e velieri.[/quote]non credo, il problema del cavallo a new York si faceva sentire con circa 10000 capi che circolavano in città, direi che centinaia di milioni di cavalli siano più inquinanti e depauperanti del loro equivalente di auto elettriche...
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 08:51    Oggetto:   

Quando cominceranno a scarseggiare le risorse energetiche, ognuno penserà per sè, un po' come quando l'impero Romano cessò di difendere i confini lontani....e le popolazioni laggiù (anche laggiù erano diventati cittadini romani)? Si arrangiassero.

Di conseguenza cesserà ogni forma di aiuto ai Paesi meno fortunati, o meno previdenti. Non è difficile ipotizzare che le condizioni catastrofiche in quei Paesi porteranno a ondate migratorie che le attuali in corso saranno come torrenti di montagna rispetto alla corrente del Golfo.

Col definitivo collasso delle economie occidentali, incapaci sia di contrastare nei numeri le ondate, sia di sostenere l'enorme numero di persone in arrivo. Non è impossibile un ritorno alle condizioni medioevali.

Poi volendo si può pensare anche a un quadro meno ottimistico.
Quaoar
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 09:18    Oggetto:   

 Tobanis ha scritto:


Di conseguenza cesserà ogni forma di aiuto ai Paesi meno fortunati, o meno previdenti. Non è difficile ipotizzare che le condizioni catastrofiche in quei Paesi porteranno a ondate migratorie che le attuali in corso saranno come torrenti di montagna rispetto alla corrente del Golfo.
.


Questo non è detto: un paese povero, magari ha un'agricoltura già localizzata e poco meccanizzata, con catene di distribuzione corte e gente abituata a lavorare fisicamente, per cui probabilmente risentirà molto meno dell'interruzione dei trasporti. Pensa invece cosa potrebbe succedere in una megalopoli occidentale quando la lunga catena di distribuzione del cibo si interrompe bruscamente. Forse dovremmo preoccuparci per noi.
Paolo7
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 10:43    Oggetto:   

Già. 
Paolo7
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 11:11    Oggetto:   

[...]Before civilization became universal, the consequences of decline and fall may have been catastrophic for a particular society and for many or even most of its inhabitants, but they were not fatal to civilization itself. There were always others to keep the flame alive. Or a lurking horde of barbarians poised to bring fresh blood to a tired and moribund society.


But now that a highly interdependent, global, industrial civilization extends its monopoly to the ends of the earth, there are no others to pick up the baton, nor any barbarian reservoirs to replenish its élan. “Collapse, if and when it comes again, will this time be global,” says Tainter. It will also be uniquely devastating. Given the enormous growth of populations and the extent of ecological devastation and social dislocation caused by industrialization—as well as the degree to which the methods and materials of traditional agriculture have been abandoned in the rush to ramp up yields by converting fossil fuel into food—a gradual and gentle transition to a viable agrarian civilization capable of supporting large numbers of people and a reasonable level of complexity is extremely unlikely. In fact, says Tainter, the collapse of today’s highly developed societies “would almost certainly entail vast disruptions and overwhelming loss of life, not mention a significantly lower standard of living for the survivors.” Wright’s metaphor perfectly captures our plight: “As we climbed the ladder of progress, we kicked out the rungs below,” leaving ourselves with no non-catastrophic way back to a less complex mode of existence.


http://energyskeptic.com/2017/why-civilizations-fail-excerpts-by-william-ophuls/
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 17:05    Oggetto:   

Quaoar ha scritto:
 Tobanis ha scritto:


Di conseguenza cesserà ogni forma di aiuto ai Paesi meno fortunati, o meno previdenti. Non è difficile ipotizzare che le condizioni catastrofiche in quei Paesi porteranno a ondate migratorie che le attuali in corso saranno come torrenti di montagna rispetto alla corrente del Golfo.
.


Questo non è detto: un paese povero, magari ha un'agricoltura già localizzata e poco meccanizzata, con catene di distribuzione corte e gente abituata a lavorare fisicamente, per cui probabilmente risentirà molto meno dell'interruzione dei trasporti. Pensa invece cosa potrebbe succedere in una megalopoli occidentale quando la lunga catena di distribuzione del cibo si interrompe bruscamente. Forse dovremmo preoccuparci per noi.

L'evenienza dovrebbe essere ritardata dal momento che l'Occidente ha i soldi, se hai i soldi, le cose (crisi, emergenze...) solitamente le vedi solo sui TG.
Certo, rimandata ma non evitata.
Quaoar
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 17:24    Oggetto:   

 Tobanis ha scritto:

L'evenienza dovrebbe essere ritardata dal momento che l'Occidente ha i soldi, se hai i soldi, le cose (crisi, emergenze...) solitamente le vedi solo sui TG.
Certo, rimandata ma non evitata.


Sono finiti i tempi dell'equivalente in oro: la gran parte dei nostri soldi, ormai non sono neanche carta stampata, sono solo dei bit che girano sui computer delle banche. 
Che fine fanno quando manca la luce?
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 06 Giu, 2017 23:12    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
...
Poi volendo si può pensare anche a un quadro meno ottimistico.

Dici ritorno al medioevo per collasso economico e successive ondate migratorie? Io temo invece un possibile ritorno all'età della pietra causa decisioni scellerate, tipo pensare di risolvere il problema economico/demografico con la guerra (troppo facile ci scappi l'escalation) oppure si potrebbe ipotizzare una deriva autoritarissima e quindi un ritorno alla ghettizzazione/sfruttamento coloniale/sfoltimento demografico coatto.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mer 07 Giu, 2017 08:21    Oggetto:   

L'unica cosa da fare sarebbe anticipare e gestire l'emergenza, per limitare i danni, ma quelli che lo sanno fare, di solito, non fanno i politici.
Quaoar
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MessaggioInviato: Mer 07 Giu, 2017 11:56    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
L'unica cosa da fare sarebbe anticipare e gestire l'emergenza, per limitare i danni, ma quelli che lo sanno fare, di solito, non fanno i politici.

Comporterebbe una riforma radicale della società con sacrifici notevoli che nessuno accetterebbe, visto che ancora tutto sommato viviamo ancora discretamente. Fai conto una nave da crociera con alcune falle, per il momento tamponate dalle pompe, e i passeggeri sui ponti superiori che ancora ballano e cenano ai ristorati: fino a quando non hanno l'acqua alla gola non abbandoneranno mai le loro cabine lussuose per delle scialuppe. Ma a quel punto non ci sarà più tempo.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mer 07 Giu, 2017 12:44    Oggetto:   

Ecco. servirebbe un buon capitano e un equipaggio bravo, che cominciasse a fare salire la gente sulle scialuppe....I politici mondiali sono più schettiniani, per dire, mentre Trump sembra una specie di Bush jr ma ancora più idiota, non penso capirebbe ciò di cui stiamo parlando, lui quella nave probabilmente la comprerebbe e penserebbe di avere fatto un affare.
Paolo7
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MessaggioInviato: Mer 07 Giu, 2017 12:49    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
Ecco. servirebbe un buon capitano e un equipaggio bravo, che cominciasse a fare salire la gente sulle scialuppe....I politici mondiali sono più schettiniani, per dire, mentre Trump sembra una specie di Bush jr ma ancora più idiota, non penso capirebbe ciò di cui stiamo parlando, lui quella nave probabilmente la comprerebbe e penserebbe di avere fatto un affare.

Ah, però bushetto (e non solo lui) si è sistemato bene:

http://energyskeptic.com/2017/how-the-rich-are-prepping-for-collapse/
Quaoar
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MessaggioInviato: Ven 09 Giu, 2017 18:27    Oggetto:   

Quaoar ha scritto:
 Davide Siccardi ha scritto:
di costo energetico: se una soluzione apparentemente "ecologica" per poter essere attuata necessita' di un' apporto di energia/costo in termini di utilizzo di energia o inquinamento superiore a quello che produce allora si sta continuando a ragionare in maniera sbagliata.


Un tipico esempio di eco-idiozia sono i biocarburanti: per produrli si usano fertilizzanti prodotti a partire da idrocarburi e poi sottraggono prezioso terreno agricolo alle colture alimentari, contribuendo all'erosione del suolo.

Ecco un'altro esempio di eco-idiozia, o meglio un'eco-manipolazione per mascherare interessi di altro genere:

http://notizie.tiscali.it/economia/articoli/bollo-auto-pesante-possessori-vecchie-automobili/

prima di tutto non c'è una grossa differenza tra le emissioni di un'auto euro3 o una euro6 perché i motori a scoppio sono ormai molto vicini ai limiti del massimo rendimento termodinamico e i miglioramenti sono dell'ordine di 0.01%. Invece il processo di trasformare una macchina in rottami e produrne una nuova è fortemente inquinante.


Ultima modifica di Quaoar il Sab 10 Giu, 2017 07:47, modificato 1 volta in totale
Paolo7
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MessaggioInviato: Ven 09 Giu, 2017 19:01    Oggetto:   

Il problema è quello del comparto auto in generale. Pur di tenerlo in vita si creano regole eco-idiote, si crea una bolla di debito che non sarà mai pagata, s'inquina e si sprecano preziose risorse che andrebbero indirizzate altrove.
Paolo7
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MessaggioInviato: Sab 10 Giu, 2017 10:33    Oggetto:   

YDal blog di ASPO, una notizia che credo costituisca una doccia fredda  per le speranze di certi ecologisti che credono di poter continuare a far girare l'economia attuale con le rinnovabili:


EROEI dei grandi progetti eolici. L’entrata in funzione del parco eolico Gemini ad 85 Km dalla costa dei Paesi Bassi (150 turbine per una potenza massima di 600 Megawatt) il parco eolico off-shore più grande del mondo, ha immediatamente scatenato la discussione sulle stime di EROEI degli esperti della materia. Per ora ho letto i pronunciamenti di due specialisti, ma non sono autorizzato a pubblicarli perché i risultati dei loro calcoli non sono ancora ufficiali. Questi risultati parziali però parlano di un valore abbastanza deludente fra 8 e 2 il che significherebbe che l’off shore è al limite di convenienza in termini di energia netta.
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