Utilità e danno della psicostoria


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Francesco D'Isa
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Ven 29 Gen, 2016 09:25    Oggetto: Utilità e danno della psicostoria   

Vi segnalo questo saggio breve su L'INDISCRETO, "Utilità e danno della psicostoria", dova si parla dei capolavori di Isaac Asimov e il controllo sociale http://www.indiscreto.org/asimov/

orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Ven 29 Gen, 2016 09:52    Oggetto:   

Articolo interessante.
Non concordo molto sulla conclusione, così come non mi è piaciuta la scelta di Asimov per la chiusura del ciclo della fondazione (inteso come quello allargato dai Robot fino al ritorno sulla Terra e poi Gaia...o era viceversa?).

Non concordo perché una delle cose che mi ha sempre dato fastidio nella speculative fiction è quella di voler dare per forza una risposta agli interrogativi che la speculazione apre. Le opere che maggiormente apprezzo sono quelle che non forzano questo aspetto.

Va bene chiudere la trama, ma se si tratta di speculazione lasciate che la mente di chi legge possa formarsi la sua idea. Se poi i quesiti saranno risolti dalla storia reale, in quel caso si potrà analizzare a posteriori quanto l'autore ha fatto.

Ad ogni modo grazie della segnalazione, è stata una lettura interessante e utile, non avevo mai legato nella mia mente i robot e la psicostoria in questi termini.
Fabio Olivaw
Cylon Cylon
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MessaggioInviato: Ven 29 Gen, 2016 12:01    Oggetto:   

prima Gaia e poi Terra, sempre che non mi confonda pure io, è da molto che nn li rileggo.

mah, ho sempre pensato che la psicostoria fosse una gran c...ta, ma nel contesto della caduta dell'impero e incertezza del futuro ci stava bene.
chip65C02
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 01:11    Oggetto:   

Bell'articolo, assai lungo da leggere, ma comunque piacevole. Esaustivo e profondo nell'analisi di tutta la saga di Asimov (che io ammetto che non ho letto per intero, ho letto solo per metà, perché come autore imho Asimov non piace, ebbe a stufarmi, in quanto troppo prolisso ed acquoso, riguardo al plot principale).

Un paio di appunti al post:

Citazione:
L’idea di questi pensatori era che studiando la storia dei secoli trascorsi, senza perdersi troppo nei dettagli ... Peccato che in genere chi si è lanciato in previsioni, a volte nel tentativo di accelerare e anticipare un cambiamento ritenuto comunque inevitabile, abbia quasi sempre fallito.


Questa affermazione é falsa, probabilmente l'autore non é ben informato.

Le scienze sociali affrontano problemi aperti, non i problemi chiusi di fisica, chimica, medicina, e non hanno ancora inventato una "psicostoria". La difficoltà delle scienze sociali che operano con problemi aperti, consiste proprio nel chiuderli, onde costruire un modello qualitativo e/o quantitativo, per applicarvi il metodo scientifico, tipico dei problemi chiusi.

Nonostante il limite dei problemi aperti, vari eventi umani (che io sappia) sono già stati predetti, con ragionevole successo.

Nel 1898 M. Robertson previde il naufragio del Titanic, scrivendo una classica distopia per il pubblico dell'epoca, un libro SciFi di breve periodo dal taglio catastrofico in inglese, non riusci' a cambiare la normativa del tempo, sul numero delle scialuppe sulle navi.
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_naufragio_del_Titan

Giulio Douhet nel 1921 previde tutta la battaglia d'Inghilterra, i bombardamenti aerei alleati sulla germania, per certi versi anche l'atomica sul giappone oltre a tutto il ruolo del potere aereo nella guerra fredda. Manco' nella previsione dei missili terra-aria SAM che iniziarono ad essere un problema per la forza aerea dai primi anni settanta. Il testo di Douhet non é un testo di fantascienza, ed il volume non era per tutti all'epoca, ma il suo libro é certamente una distopia, descrisse i campi di battaglia (futuri per Douhet), sotto l'influenza del potere aereo che negli anni venti, ancora non esisteva.
https://www.youtube.com/watch?v=-wio6M4WtKs&feature=youtu.be

Nel 1922 il colonello Billy Mitchell previde il potere aereo e l'attacco aereonavale a Pearl Harbour da parte dei giapponesi. Non scrisse un libro distopico ma un report sul potere aereo, non era una pubblicazione per il pubblico. Nel suo dossier distopico, descrisse uno scenario di guerra con l'uso del potere aereo.
https://en.wikipedia.org/wiki/Billy_Mitchell#Promoting_air_power

Nel 1947 fu formulata la teoria del contenimento, coinvolgere l'URSS in una rincorsa negli armamenti, fiaccando il sistema produttivo ad economia collettivista che non avrebbe retto come modello economico, alla rincorsa degli armamenti. Non é un testo di Fantascienza, ma certamente una distopia che descriveva come difendersi con successo dall'espansionismo comunista della guerra fredda.
https://en.wikipedia.org/wiki/NSC-68#Content_and_meaning

Innumerevoli sono gli autori che hanno fatto centro, indovinando la dissoluzione dell'URSS
https://en.wikipedia.org/wiki/Predictions_of_the_dissolution_of_the_Soviet_Union

Qualcosa che puo' "rassomigliare ad una bozza di psicostoria" la si ritrova qui:
https://www.youtube.com/watch?v=SFM5jTuIQp0

ma a parte le simulazioni sul traffico, o locali sotto incendio con la creazione di vie d'uscita ed il design ottimizzato per ridurre le code, le scienze sociali per lo più brancolano nel buio, anche a causa del caos e dell'effetto farfalla, per cui marginali cambiamenti nel contesto, determinano forti divergenze in termini di dinamiche.

Una disciplina scientifica, che é certamente utile alla storia é la parte del caos deterministico. Una teoria matematica che é formulata sull'osservazione di problemi chiusi, viene applicata con qualche successo anche a problemi aperti.
https://youtu.be/jBN-z-dPaGw

La verità é che i fenomeni storici, sono processi, sono studibibili in fasi e variabili e mutabili. ed hanno il passo lungo, come il climate change che di certo produrrà vari effetti sul pianeta terra perché sovrapopolazione e produzione di energia da carburanti fossili, sono due problemi irrisolti sulla Terra.

C'é poi un altro profeta, che potrebbe essere definito uno "psicostorico" se Asimov fosse vivo. Egli predice la WWIII tra USA vs Cina e le sue considerazioni poggiano su assunzioni che si basano rigorose sull'osservazione della storia ossia delle guerre passate.
https://www.youtube.com/watch?v=V3M3RxzJSfU

La scienza anche di fronte ai problemi aperti, procede: piu' lentamente dei problemi chiusi, ma procede.

Gli unici a non imbroccarne piu' una, e questo da molto, molto tempo, sono gli autori di fantascienza e la ragione sta nel fatto che gli autori difettano di pensiero scientifico. E' per questo proliferano le sterili ucronie, le minkiate fantasy, cozzando con la definizione (commercialmente obsoleta) di Gernsback circa di cosa, dovesse ragionare la Scienti Fiction.
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 10:18    Oggetto:   

A me sembrano più previsioni di applicazioni ingegneristiche, e non è che ci voglia molto.
L'articolo lo mette molto bene in vista fin dall'inizio, le "scienze" sociali potrebbero essere tranquillamente considerate pseudoscienze citando Hayek, uno dei capostipiti della scuola economica Austriaca, assieme a Mengel, i quali erano pragmatisti e disillusi. L'individuo non può essere trattato alla stregua di un meccanismo, in quanto le pulsioni ad agire e l'inventiva lo rendono imprevedibile. E l'analisi statistica parimenti non funziona, o meglio funziona (male) in media e sbaglia previsioni appena ci si discosta poco poco dalla media.
E lo stesso Asimov ne era cosciente, l'episodio del Mulo ne è la dimostrazione più esplicita ma la necessità di una seconda fondazione prima e dei controllori del pensiero dopo lo riaffermano.
Del resto, farei umilmente notare come l'economia stessa che è una minima porzione delle c.d. "scienze" sociali, è fallata ed ha dimostrato di non poter fare alcuna previsione utile.
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 10:22    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:

Gli unici a non imbroccarne piu' una, e questo da molto, molto tempo, sono gli autori di fantascienza e la ragione sta nel fatto che gli autori difettano di pensiero scientifico. E' per questo proliferano le sterili ucronie, le minkiate fantasy, cozzando con la definizione (commercialmente obsoleta) di Gernsback circa di cosa, dovesse ragionare la Scienti Fiction.


Ops, questa perla me l'ero persa Smile
No scusa, ma la scifi è narrativa o saggistica? Che poi manchino di pensiero scientifico, potremmo chiederlo a persone come Alastair Reynolds per esempio.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 11:15    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:

Gli unici a non imbroccarne piu' una, e questo da molto, molto tempo, sono gli autori di fantascienza e la ragione sta nel fatto che gli autori difettano di pensiero scientifico. E' per questo proliferano le sterili ucronie, le minkiate fantasy, cozzando con la definizione (commercialmente obsoleta) di Gernsback circa di cosa, dovesse ragionare la Scienti Fiction.

La previsione non e' un obbiettivo della fantascienza.
Semmai la fantascienza esamina gli aspetti grigi delle scienze, sociali e hard a seconda degli interessi e dello stile dello scrittore.

"La mano sinistra delle tenebre" e' antropologia e mostra una societa' composta da persone sessualmente non definite che tipo di relazioni sociali ed economiche potrebbe costruire (sessualmente non definite significa che sono prive di sesso fino al periodo dell' anno della riproduzione durante il quale, senza possibilita' di preverdene l' esito, mutano fino ad assumere un genere).
"Permutation City" esplora il significato potenziale di "clonazione virtuale" spiegando in maniera molto efficace cosa vuol dire replicare una mente e perche' una copia adeguatamente completa di una mente e' una mente autonoma con un evoluzione autonoma e ne studia le dinamiche.
"Little Brother" di Doctorow mostra come paura di attentati terroristici ed uso delle tecnologie di comunicazione e controllo informatiche vadano a scontrarsi con immediate reazioni sociali (e per altro ha pure anticipato alcuni eventi, nella sostanza).
"Luce dell' universo" di Harrison racconta una complessa storia di follia, fisica ed adattamento personale e sociale in un mondo in cui alcune teorizzazioni fisiche hanno concreta realizzazione.

Nulla di tutto cio' che citi, il limite sta nelle capacita' del singolo scrittore e nei "gusti" del lettore.
La pura speculazione scientifica e' lavoro degli scienziati ed il risultato viene pubblicato nelle apposite sedi.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 11:18    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:

E lo stesso Asimov ne era cosciente, l'episodio del Mulo ne è la dimostrazione più esplicita ma la necessità di una seconda fondazione prima e dei controllori del pensiero dopo lo riaffermano.

Si certo.
Non e' che Asimov credesse che realmente fosse possibile costruire una scienza che possa compiutamente e completamente prevedere ogni singolo evento.
Pero' era un spunto interessante per poterci scrivere sopra dei romanzi e lo ha fatto.
chip65C02
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 14:26    Oggetto:   

@ HappyCactus
La scuola storica nacque per affossare Marx che non a caso é ritenuto un economista classico (critico dei classici) cioé il pensiero economico classico, un'era in cui l'economia era ancora in una fase embrionale di proto-scienza. Di acqua sotto il ponte dell'Economia ne é passata: Microeconomia, Macroeconomia, Ragioneria, Bancaria... E difatti ebbero ragioni gli austriaci, dato che il sistema capitalista di ebbe ad evolvere nell'economia di mercato. Marx che profetizzava il collasso del sistema capitalistico, descrivendo la soluzione: l'economia collettivista, ha creato solo un'incubo economico e sociale, che non stava in piedi: non a caso la sua creatura cadde per implosione nel 1989. Quindi Marx fu certamente smentito dalla storia.


Citazione:
L'individuo non può essere trattato alla stregua di un meccanismo, in quanto le pulsioni ad agire e l'inventiva lo rendono imprevedibile. E l'analisi statistica parimenti non funziona, o meglio funziona (male) in media e sbaglia previsioni appena ci si discosta poco poco dalla media.

La microeconomia, con il problema del consumatore fornisce tutti gli strumenti utili alla comprensione razionale delle dinamiche di mercato, assieme al marketing domina il consumatore. Il marketing funziona cosi' bene, che é stato applicato come metodo di formazione del consenso per conquistare menti, cuore, pancia dell'elettorato. 


Citazione:
Del resto, farei umilmente notare come l'economia stessa che è una minima porzione delle c.d. "scienze" sociali, è fallata ed ha dimostrato di non poter fare alcuna previsione utile.

Milioni di persone (nel settore privato nel mondo) ogni anno redigono budget, in genere raggiungono i propri obiettivi altrimenti le consequenze sono spiacevoli. Anche la macroeconomia ha raggiunto un ragionevole livello di sicurezza entro i 12 mesi, grazie ai modelli di Leontief, ed al piu' complesso IS-LM. Certo, oltre i 12 mesi le previsioni econometriche hanno solo valore di tendenza, sono da intendersi come rappresentazioni di scenari sotto le ipotesi di contesto, perché é ovvio che se le ipotesi attorno contesto mutano, cambia anche la sua rappresentazione.

Quello che mi premeva sottolineare era che da quello che sto leggendo dalle riviste di Amazing Stories FREE che ebbi a linkare, emerge che ad esempio, 
assai prima che fosse concepita la Macchina di Turing, gia' nel 1926 su Amazing Stories si teorizzavano dei traduttori (meccanici) automatici

Hackensaw segrets
anche se con un tono ironico poi nella seconda parte del racconto si cazzeggiava di dispositivi per stimare l'eta delle donne Smile

Oggi il numero di mikiate Fantasy e ucronie SciFi prodotte dalla Fantascienza ultimamente é stratosferico, praticamente si puo' dire che guardando al fatturato, oggi c'e' solo il Fantasy e le Ucronie che tirano quello che resta della SciFi, se si escludono le distopie che sono le ambientazioni dei videogames d'azione.
Ucronie, Utopie, Distopie: 3 specie di SciFi
Steampunk un'ucronia da delirio nata dall'immaginario WWI


@ Davide Siccardi

Citazione:

La previsione non e' un obbiettivo della fantascienza. 

Non direi proprio. In origine Gernsback, poneva tra gli argomenti di cui la SciFi si sarebbe dovuta occupare, proprio anche la previsione di eventi e/o problemi e/o contesti futuri. Poi la definizione di SciFi di Gernsback fu allargata dai direttori di Amazing Stories (i quali aprirono a dimensioni narrative che non erano gradite a Gernsback come il Fantasy, Ucronie, Utopie). Ma é fuori di dubbio che la SciFi abbia una grande porzione del suo essere nella dimensione delle cose a venire, ed é fuori di dubbio che la SciFi dovrebbe essere intrinsecamente legata anche alla previsione di macro-eventi (non micro-eventi) a venire.

Definizioni di SciFi, questione di lana caprina
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 14:55    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:

Non direi proprio. In origine Gernsback, poneva tra gli argomenti di cui la SciFi si sarebbe dovuta occupare, proprio anche la previsione di eventi e/o problemi e/o contesti futuri.


E qui ti citerei dicendoti che di acqua sotto i ponti ne e' passata. Wink
Ma insomma hai corretto il tiro dopo anche te: e' vero che alcuni autori di sf immagino il futuro, ma per usare piu' o meno le parole di Matt Ruff immagino il futuro "presente" ovvero il futuro alle precise condizioni (e cognizioni) del presente.
E' un esercizio narrativo, che ha la sua utilita' non come strumento di previsione ma come strumento di analisi del presente (anche rispetto alle previsioni fattibili alle presenti condizioni).

Anche un fantathriller tecnologico come Cryptonomicon, ampliamente superato dai tempi, mantiene intatto tutto il suo interesse: storico, rispetto alle polemiche tra accademici ignoranti e presunti ",tecnocrati", ma anche rispetto all' attitudine alla lettura "scientifica" dei processi sociali, all' intreccio tanto storico quanto ipotizzabile (all' epoca) tra economia e tecnologia, ecc

C'e' qualche autore di fantascienza che davvero vuole provare a indovinare sul futuro: ma quanti sono?
E comunque anche quando sbagliano (o indovinano ma vengono poi superati dal tempo) perdono di interesse?
Non direi, anzi.
chip65C02
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 16:45    Oggetto:   

@ Davide Siccardi


Citazione:
immagino il futuro, ma per usare piu' o meno le parole di Matt Ruff immagino il futuro "presente" ovvero il futuro alle precise condizioni (e cognizioni) del presente. 
E' un esercizio narrativo, che ha la sua utilita' non come strumento di previsione ma come strumento di analisi del presente (anche rispetto alle previsioni fattibili alle presenti condizioni). 



Discutere il presente, collocandolo nel futuro é stupido, direi che mi dai ragione Wink in un ragionamento cosi', anche un proto-rudimento di metodo scientifico é assente. L'assenza di metodo scientifico spiega perché da molto tempo gli autori di scifi non ne kiappino piu' una. L'assenza di metodo scientifico, spiega anche perché la stragrande maggioranza degli autori di SciFi oggi, produca solo minkiate fantasy oppure ucronie da manicomio.

Se un autore vuol scrivere del presente su problemi quotidiani che sono percepiti come grandi dalla società contemporanea occidentale, imho non ci dovrebbe girare intorno sul tema, ma dovrebe andare dritto al punto e quindi:

-scrivere un romanzo ambientato all'oggi, evidenziando i problemi di cui vuol argomentare. 

oppure

-puo' scrivere un romanzo storico, evidenziando gli stessi problemi del presente (si presume grandi problemi percepiti dall'opinione pubblica) ma focalizzandoli su come furono vissuti nel passato (che erano percepiti come piccoli problemi marginali per la società) ossia Macchiavelli con il suo principe é illuminante sulla dinamica dei falsi problemi e veri problemi.

Discutere il presente, collocandolo nel futuro é da analfabeti incompetenti: se c'e' una costante nella storia é che tutto cambia e che niente é per sempre. Questa idea di discutere il presente collocato nel futuro, quasi scrivendo una metafora, é lo stesso retropensiero della "new wave".

E non mi pare che abbia fruttato molto la "new wave" in termini di fatturato, dato che il pubblico si rivolse alla televisione, la Fantascienza nella narrativa estinse, nemmeno il cyberpunk ristornò il trend di encefalogramma piatto.


Citazione:
C'e' qualche autore di fantascienza che davvero vuole provare a indovinare sul futuro: ma quanti sono? 


A naso, direi che potenzialmente sono tutti gli autori che assemblano distopie: in vari c'hanno provato, ma la differenza nell'essere stati predittivi, sta nella qualità dell'autore.


Citazione:
E comunque anche quando sbagliano (o indovinano ma vengono poi superati dal tempo) perdono di interesse? 


le distopie non azzeccate sono trasformate dal trascorrere del tempo in ucronie. A me non pare che Metropolis, 1984, the shape of things to come, fahrenheit 451, dalla Terra alla Luna, siano dei best sellers oggi.

Metropolis, 1984, the shape of things to come, fahrenheit 451, dalla Terra alla Luna (per citare grossi autori) non mi pare che contengano i semi dei problemi dell'umanita' nel XXI secolo (sovrapopolazione, produzione d'energia da carburanti fossili e quindi climate change e con tutto quello che ne consegue). 

La distopia meno insulsa, é "the shape of things to come" almeno per la parte inerente la WWII (certamente scopiazzata da Dohuet & Mitchell perché poi Wells ebbe a pisciare fuori dal faso nella sua visione di WWII) c'e' da dire che Wells ebbe a chiapparci (ma non per merito suo). Sarò duro, ma obiettivamente é un po' cosi': "the shape of things to come" é una patacca non aderente alla storia ed alla tecnologia, tanto quanto Metropolis, 1984, dalla Terra alla Luna.

Non si puo' dire la stessa cosa degli altri autori (vedi sopra) che seppero prevedere eventi umani, in un futuro vicino (Roberton) quanto piu' lontano.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 20:17    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:
@ Davide Siccardi




Discutere il presente, collocandolo nel futuro é stupido, direi che mi dai ragione Wink in un ragionamento cosi', anche un proto-rudimento di metodo scientifico é assente. L'assenza di metodo scientifico spiega perché da molto tempo gli autori di scifi non ne kiappino piu' una. L'assenza di metodo scientifico, spiega anche perché la stragrande maggioranza degli autori di SciFi oggi, produca solo minkiate fantasy oppure ucronie da manicomio.

Se un autore vuol scrivere del presente su problemi quotidiani che sono percepiti come grandi dalla società contemporanea occidentale, imho non ci dovrebbe girare intorno sul tema, ma dovrebe andare dritto al punto e quindi:

-scrivere un romanzo ambientato all'oggi, evidenziando i problemi di cui vuol argomentare. 

oppure

-puo' scrivere un romanzo storico, evidenziando gli stessi problemi del presente (si presume grandi problemi percepiti dall'opinione pubblica) ma focalizzandoli su come furono vissuti nel passato (che erano percepiti come piccoli problemi marginali per la società) ossia Macchiavelli con il suo principe é illuminante sulla dinamica dei falsi problemi e veri problemi.

...
le distopie non azzeccate sono trasformate dal trascorrere del tempo in ucronie. A me non pare che Metropolis, 1984, the shape of things to come, fahrenheit 451, dalla Terra alla Luna, siano dei best sellers oggi.

Metropolis, 1984, the shape of things to come, fahrenheit 451, dalla Terra alla Luna (per citare grossi autori) non mi pare che contengano i semi dei problemi dell'umanita' nel XXI secolo (sovrapopolazione, produzione d'energia da carburanti fossili e quindi climate change e con tutto quello che ne consegue). 

Il quoting fa schifo, lo so, ma ormai il piu' delle volte il forum non mi consente di quotare decentemente le risposte.
Prova lo stesso a seguire la risposta.

Qualita' della materia: fare della critica del presente attraverso il romanzo storico o attraverso qualunque altro strumento della narrativa mainstream vuol dire fare della narrativa mimetica.
Ovvero esprimere opinioni mascherandole da giornalismo utilizzando riferimenti precisi mescolati ad opinioni o rielaborazioni dei fatti.
Il limite piu' grande della narrativa mimetica, ovvero della narrativa non fantastica.

La differenza la fanno le sfumature, ovviamente: un fantaThriller cammina sulla linea tra fantastico e giornalismo, per dire.
Ovviamente stiamo enfatizzando per rendere piu' chiaramente i concetti.

Ma non e' finita qua: dire che il futuro espresso dalla fantascienza e' il futuro del preciso presente non vuol semplicemente dire che si sta mascherando il presente da futuro, ma che si sta speculando sulle possibilita' che il presente offre ampliandole oltre i limiti tecnici, tecnologici, scientifici e temporali del preciso momento in cui la storia viene scritta.
Un qualunque cambiamento nel contesto presente puo' cambiare se non la sostanza quanto meno la forma del contesto futuro.
E questo itpo di storie non si riduce a distopie ed ucronie: per questo ti citavo Doctorow e Stephenson che scrivono ben altro,non scrivono fantasy, e sulla sostanza dei loro discorsi ovviamente centrano pienamente l' obbiettivo oltre ad essere interessantissimi da leggere quali che siano le conclusioni che il lettore trae dalla loro lettura.
In effetti hai risposto in senso vago, senza entrare nel dettaglio dei romanzi che ho citato e che, immagino, da buon lettore di sf conoscerai a memoria.

I romanzi che citi sono tutt' ora dei best seller, o meglio dei long seller: sono continuamente ristampati e presenti in catalogo, e periodicamente risalgono la classifica.
Quindi direi che l' osservazione non e' riuscita.
Aggiungerei, se proprio vuoi andare cosi' indietro nel tempo, che Wells continua ad essere tremendamente interessante praticamente su ogni storia, sempre fatta salva la liberta' di trarre le conclusioni che si preferisce.
Non lo citano sempre, ma ad esempio ti suggerisco di rileggerti Il paese dei ciechi. Quanto a Verne l' invito e' per Caccia alla meteora.

Ma sono solo esempi, tanto per rendere l' idea.
chip65C02
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Dom 31 Gen, 2016 11:34    Oggetto:   

prima di -the midwich cuckoos- J.Wyndham (1957) era -the country of the blind- (1904) H.G. Wells Smile Il plot di un uomo normale (quasi superuomo per dei non vedenti) che entra in contatto con un villaggio di ciechi sara' permutato da J.Wyndham nel 1957 in bambini alieni con superpoteri, non a caso dai particolari colori degli occhi. I figli dell'invasione, porteranno al villaggio dei dannati ed al suo remake della stirpe dei dannati, con un altro remake nel 1995 di Carpenter.
E' pianificato in Maggio nel piano editoriale del mio blog Smile

Il bello delle riviste di SciFi vecchie é che si leggono, oltre ad avere ottimi racconti, aprono la porta alla conoscenza, mostrando chi ha copiato o permutato plot, senza nemmeno omaggiare l'autore da cui ha preso l'idea!

Non c'e' dubbio che Wells sia stato un fervido scrittore di SciFi, un'importante radice della Fantascienza, da cui sono stati portati avanti plot con remake e/o varianti e/o permutazioni di plot ma su the shape su things to come, Smile Wells ha pisciato fuori dal vaso, non ha saputo predirre la tecnologia futura, la dinamica di WWII l'ha proprio cannata, l'unica cosa che ha azzeccato sono stati i bombardamenti del potere aereo, che l'ha scopiazzato da Dohuet e da Mitchell Razz 

Apprezzo di piu' "the 2nd deluge" di G.P. Serviss (1926) fu pubblicato su Amazing Stories tra il 1926-1927 pur con tutti i suoi limiti della scrittura degli anni venti, che era lenta ad andare al sodo, ;-P con troppe divagazioni, "the 2nd deluge di Serviss" specie nella prima puntata, non ha niente ad invidiare all'hollywoodiano -the day after tomorrow- La crescita del livello dei mari é anche un problema attuale del XXI secolo, dato che per i prossimi 100 anni, il livello del mare é atteso in salita.
https://www.youtube.com/watch?v=TAtCQ7REXAc

Gli altri due autori che citi non li conosco: non sono mai stato un lettore forte di SciFi.

Iniziai da Asimov, che era a prezzi molto economici e quotato e dopo Fondazione anno zero, che faticai a finire perché la trama era acquosa, noiosa e con divagazioni utili solo a fare patine, l'ho messo da parte non comprando piu' niente di Asimov
;-P
I racconti invece di Amazing Stories + in attesa ho Wonder Stories, IF worlds of science fiction, invece sono ciliegie, una tira l'altra!
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Dom 31 Gen, 2016 15:25    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:


Non c'e' dubbio che Wells sia stato un fervido scrittore di SciFi, un'importante radice della Fantascienza, da cui sono stati portati avanti plot con remake e/o varianti e/o permutazioni di plot ma su the shape su things to come, Smile Wells ha pisciato fuori dal vaso, non ha saputo predirre la tecnologia futura, la dinamica di WWII l'ha proprio cannata,
Gli altri due autori che citi non li conosco: non sono mai stato un lettore forte di SciFi.
...
Iniziai da Asimov, che era a prezzi molto economici e quotato e dopo Fondazione anno zero, che faticai a finire perché la trama era acquosa, noiosa e con divagazioni utili solo a fare patine, l'ho messo da parte non comprando piu' niente di Asimov

(solito quoting da paura...)

Ok ma non e' che puoi prendere solo gli "errori" per giudicare le potenzialita' e il meglio espresso da un genere (ma insomma da qualunque cosa).
Tieni sempre a mente la Legge di Sturgeon: il 90% della sf e' merda, d' altro canto il 90% di qualunque cosa e' merda.

Ed il bello e' che non e' neppure necessario essere concordi su cosa e' "merda", la definizione regge comunque . Wink

Quanto al non essere un forte lettore di sf... e' questo l' errore! Very Happy
Rimedia!

(fai bene a goderti il brodo primordiale delle pubblicazioni di genere e troverai molti "semi" ma ti garantisco che si e' andati molto oltre, seppur senza dimenticare gli spunti positivi originali. gia' che siamo in tema con i giorno che corrono, ma ti prego non facciamone l' angolo dell' opinione personale che me le hanno sfracassate tutti Smile , il buon Vittorio Catani negli anni settanta scriveva Tre per uno: cercati sul catalogo delos cosa e' e di cosa parlava e vedi bene come si tratti di fantascienza del presente Wink )
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 01 Feb, 2016 09:53    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:

La microeconomia, con il problema del consumatore fornisce tutti gli strumenti utili alla comprensione razionale delle dinamiche di mercato,


che però non riescono a prevedere le crisi che loro stessi creano (fanny mae e freddy mac anywone?).
Incredibile, vero? Sarà che nessuna teoria economica tratta i c.d. cigni neri, ossia le "code grasse" (fat tails) del rischio. Funzionano benissimo "in media", salvo poi fallire miseramente quando il comportamento si sposta dalla media. Sarà che il sistema stesso è fragile, altamente non lineare e dunque fragile alla diseguaglianza di jensen.
No, le teorie economiche sono ben lungi dall'essere in grado di spiegare nulla, tranne quella austriaca che, guarda caso, neppure ci prova.


Citazione:

assieme al marketing domina il consumatore. Il marketing funziona cosi' bene, che é stato applicato come metodo di formazione del consenso per conquistare menti, cuore, pancia dell'elettorato. 



Che però non riescono a spostare l'elettorato per più di una elezione, fosse come dici tu, vincerebbe sempre lo stesso partito, e invece non accade neppure negli USA.
(Farei anche notare che la maggioranza degli americani non vota)


Citazione:

Milioni di persone (nel settore privato nel mondo) ogni anno redigono budget, in genere raggiungono i propri obiettivi altrimenti le consequenze sono spiacevoli. Anche la macroeconomia ha raggiunto un ragionevole livello di sicurezza entro i 12 mesi, grazie ai modelli di Leontief, ed al piu' complesso IS-LM. Certo, oltre i 12 mesi le previsioni econometriche hanno solo valore di tendenza, sono da intendersi come rappresentazioni di scenari sotto le ipotesi di contesto, perché é ovvio che se le ipotesi attorno contesto mutano, cambia anche la sua rappresentazione.


Funzionano talmente bene che si perdono appena si esce un po' dallo schema. Non riescono a prevedere una cosa come il pil neppure manipolando i tassi in questo modo selvaggio come stanno facendo da un decennio (in realtà dal 67, ma il discorso si farebbe un po' lungo).

A me sembra che i modelli econometrici funzionino malissimo come predittori, forse un po' meglio come strumenti di analisi, ma solo forse, scambiano spesso epifenomeni per fatti reali.



Citazione:

Quello che mi premeva sottolineare era che da quello che sto leggendo dalle riviste di Amazing Stories FREE che ebbi a linkare, emerge che ad esempio, 
assai prima che fosse concepita la Macchina di Turing, gia' nel 1926 su Amazing Stories si teorizzavano dei traduttori (meccanici) automatici


Guarda che è abbastanza semplice ipotizzare la creazione di strumenti artificiali per risolvere problemi reali. Retrospettivamente puoi far assurgere a ruolo di previsione qualunque desiderio. Io ho al polso un orologio cui posso parlare e ottenere risposte, ma non si può dire certo che i fumetti di IronMan o Batman possano essere considerate delle previsioni del futuro.

Citazione:

non sono mai stato un lettore forte di SciFi.


Scusa, allora non capisco, di cosa stiamo parlando?
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