Quel che si intende per fantascienza italiana


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Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Mer 09 Dic, 2015 21:30    Oggetto: Quel che si intende per fantascienza italiana   

Mettiamola così. Nel corso dell'ultimo anno sono usciti un certo numero di romanzi italiani che potremmo definire di fantascienza, se non altro perché si svolgono tutti nel futuro.
Anna, di Nicolò Ammaniti; XXI Secolo, di Paolo Zardi; Le cose semplici, di Luca Doninelli (grandioso); L'uomo verticale, di Davide Longo. Ce ne sarebbero altri ma mi limito a quelli che ho letto.
E' una mia impressione o nei forum di fantascienza come questo non se n'è parlato?
Eppure dovrebbe essere ben noto che i migliori romanzi di fantascienza italiani sono stati scritti da autori non di genere (con la nota e discutibile eccezione di M. A. Miglieruolo): Lo Smeraldo, di Mario Soldati; la trilogia del povero Guido Morselli, Roma senza Papa, Contro-Passato Prossimo e Dissipatio H.G.; L'anno dei dodici inverni, di Tullio Avoledo; Cinacittà, di Tommaso Pincio (e ci aggiungerei Alan Altieri, che non è molto raffinato ma quando ci si mette...). Senza dimenticare che Italo Calvino è stato candidato al Premio Hugo per, se non sbaglio, le Cosmicomiche, e che Le Città Invisibile è, a suo modo, fantascienza (senza dimenticare che Calvino ha anche scritto la miglior fantasy italiana).
Insomma, non saremo mica rimasti alle vecchie etichette? 
il_Cimpy_spinoso
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MessaggioInviato: Mer 09 Dic, 2015 21:47    Oggetto:   

Epperò non scordiamoci di questo, eh?
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 09 Dic, 2015 21:48    Oggetto:   

Non sempre i lettori italiani di sf sono sensibili ed attenti alle qualita' della fantascienza italiana. Decisamente discutibile la tua osservazione sulla qualita' della fantascienza prodotta dagli autori mainstream in relazione a quella prodotta dagli scrittori italiani di fantascienza.
Si puo' dire un po' di tutto, ma Vittorio Catani, Vittorio Curtoni, Lino Aldani, Prosperi tra gli "anta" Dario Tonani, Luca Masali, Zunic, Vitiello cosi' presi a mani piene tra oggi, ieri e l' altro ieri hanno prodotto probabilmente la miglior fantascienza letta tra quella prodotta in Italia.

Altieri, poi, e' otlretutto ai vertici della direzione di Urania: la sua e' quasi sempre sf, ovviamente si parla di una branca ben identificata.

Tommaso Pincio gioca, alla fine il suo Spazio sfinito d' esordio era con tutti i suoi limiti da opera prima il suo "meglio" e di Avoledo si puo' dire che e' sopratutto un esercizio di stile, per quanto interessante.

Dovessi votare il meglio della fantascienza prodotta negli ultimi due decenni citerei ben altri titoli: Il quinto principio di Catani, Infetca di Tonani, Progetto Michelangelo di Vitiello, I vicoli del tempo di Fabriani e comincerei da questi.
il_Cimpy_spinoso
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MessaggioInviato: Mer 09 Dic, 2015 22:37    Oggetto:   

Che poi, è noto che metà (beh, magari un po' meno) della fantascienza scritta da autori con nomi stranieri in realtà è....italianissima ma scritta con pseudonimi esterofili - che col nome straniero vendi di più (!) 
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 09 Dic, 2015 23:09    Oggetto:   

il_Cimpy_spinoso ha scritto:
Che poi, è noto che metà (beh, magari un po' meno) della fantascienza scritta da autori con nomi stranieri in realtà è....italianissima ma scritta con pseudonimi esterofili - che col nome straniero vendi di più (!) 


Questo vale sopratutto per il passato.
Ormai gli scrittori italiani esibiscono con un certo orgoglio il proprio nome ed hanno anche un loro, piccolo e meno piccolo, spazio di pubblicazione all' estero.
Di getto mi vengono in mente Evangelisti, Altomare, Masali e Tonani ma in realta' l' elenco e' piu' esteso, sebbene magari per alcuni autori si tratti di exploit piu' che di consuetudini.

Pseudonimi se ne usano ancora ma gli ultimi due "esterofili" che ricordo in ambito fantastico sono quelli di Di Marino (per il fantasy orientaleggiante) e Arduino (per l' horror, ma in realta' usa una gran quantita' di pseudonimi a seconda dello stile narrativo che intende utilizzare).
il_Cimpy_spinoso
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 01:42    Oggetto:   

Del passato. Perché  invece Calvino sarebbe il fututo?

(Okay, non eri tu che lo citavi - a volte però  mi domando se qualche anonimo italiano non sia rimasto un po' più  anonimo - anche come scrittore ombra di qualche nome straniero per dire - saranno mica tutti indiani, no?)
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 01:57    Oggetto:   

Sarei veramente curioso di leggere un romanzo "sf" di Eco...

Gli italiani li sto approcciando da pochissimo, e già mi sto pentendo di non averlo fatto prima.
il_Cimpy_spinoso
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 02:00    Oggetto:   

Ma invece magari ti leggi un romanzo fs di John Smith, che però  ha scritto Giova Rossi della 5° (superiore) B...
Stefano M. Trucco
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 08:15    Oggetto:   

Il mio genere è la fantascienza non di genere, se così possiamo dire.
Sia quella scritta prima dell'autoreclusione nel ghetto, con le riviste pulp americane degli anni Trenta, sia quella scritta da autori 'non di genere', che c'è sempre stata ma che negli ultimi anni è in enorme espansione.
Quando un autore 'serio' decide di usare temi fantascientifici i risultati possibili sono due: uno, frequente, è il disastro. L'autore 'serio' usa come se l'avesse scoperti lui temi vecchi di decenni e li tratta con ridicola pretenziosità, scrivendo roba che un praticone da un tanto a pagina ti tira giù durante il weekend ed è pure più divertente.
L'altro risultato, invece, è che lo scrittore 'serio' da al vecchio tema una profondità e un pathos che il praticone non potrebbe raggiungere nemmeno con l'automutilazione. L'esempio classico è paragonare la dittatura futura descritta da Orwell in '1984' con 'Slan' di Van Vogt o 'Rivolta 2100' di Heinlein. Il primo graffia l'anima e ci fa temere per il futuro; i secondi occupano un tot di pagine più o meno piacevolmente e i lasciamo come ci hanno trovato.
Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 08:50    Oggetto:   

Comunque se penso che sulla pagina di Wikipedia italiana dedicata al fantasy c'è scritto che la narrativa fantasy (e per estensione tutta la narrativa di genere) in Italia non è rispettata per colpa di Benedetto Croce e Antonio Gramsci... 
E' chiaro che un ambiente disposto a credere roba simile ben difficilmente darà vita a qualcosa di buono...
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 08:58    Oggetto:   

Stefano M. Trucco ha scritto:

L'altro risultato, invece, è che lo scrittore 'serio' da al vecchio tema una profondità e un pathos che il praticone non potrebbe raggiungere nemmeno con l'automutilazione. L'esempio classico è paragonare la dittatura futura descritta da Orwell in '1984' con 'Slan' di Van Vogt o 'Rivolta 2100' di Heinlein. Il primo graffia l'anima e ci fa temere per il futuro; i secondi occupano un tot di pagine più o meno piacevolmente e i lasciamo come ci hanno trovato.

Il discorso e' piu' ricco. La profondita' di analisi del tema fantascientifico raramente viene sviscerata meglio che dall' autore di genere. Cristalli sognanti di Sturgeon avra' sempre una profondita' di analisi del rapporto con l' alieno che un autore mainstream neppure immagina. L' antropologia non sara' mai usata bene come da Ursula Le Guin.
Detto questo certametne il punto di vista di Thomas Pynchon e' notevole e chiaramente esterno al genere.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 09:00    Oggetto:   

Stefano M. Trucco ha scritto:
Comunque se penso che sulla pagina di Wikipedia italiana dedicata al fantasy c'è scritto che la narrativa fantasy (e per estensione tutta la narrativa di genere) in Italia non è rispettata per colpa di Benedetto Croce e Antonio Gramsci... 
E' chiaro che un ambiente disposto a credere roba simile ben difficilmente darà vita a qualcosa di buono...

Be' ma guarda che c'e' del vero.
E' un po' un discorso lungo e tortuoso ma effettivamente l' elite culturale italiana del novecento aveva un rifiuto quasi "politico" del tema fantastico (per varie ragioni) ed in generale di puzza sotto il naso rispetto ai generi.
Moravia arrivo' a disconoscere Luce D'Eramo per aver scritto di alieni.
Fedemone
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 12:49    Oggetto:   

Non avendo letto i romanzi citati, mi limito alla domanda: questi autori prendono temi fs o solo scenari? 
Personalmente trovo che spesso il fantastico sia solo di facciata per così dire, giusto uno sfondo. È come dire, differenza tra romanzo storico e racconto in costume. 
Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 19:28    Oggetto:   

Intendi cose tipo Star Wars, in cui l'elemento fantascientifico potrebbe essere tranquillamente sostituito con uno magico/fantasy?

Del resto i 'temi' della fantascienza come genere precedono di un bel po' la nascita della fantascienza come 'genere', che si fa risalire agli anni Venti e Trenta del Novecento.
Per tutto l'Ottocento e primo Novecento erano usciti romanzi ambientati nel futuro e che mettevano in campo le nuove scoperte scientifiche e invenzioni tecnologiche. Il citato H.G.Wells inventò da solo parecchi dei temi futuri del genere, dall'invasione aliena al viaggio nel tempo alla manipolazione genetica alla guerra apocalittica.
Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Gio 10 Dic, 2015 19:35    Oggetto:   

@Davide

Croce non disse mai nulla sui generi letterari 'superiori' o 'inferiori'. Quale grande ammiratore del Pinocchio di Collodi e riscopritore/traduttore del Cunto de li Cunti, per esempio, non può certo passare da nemico del fantastico.
Croce disse una cosa molto più interessante. Disse che non hanno senso le distinzioni fra diverse arti, se non a fini di comodità classificatoria. Pittura, scultura, architettura, musica, prosa, poesia - sempre e solo arte, da giudicare secondo gli stessi criteri.
Una posizione un po' estrema, ti dirò. Ma credo che un romanzo di fantascienza o fantasy o giallo sia in primo luogo un romanzo, e in questo senso va giudicato esattamente come tutti gli altri, senza dire 'ma sono le regole del genere!' quindi qualcuno ti dice che gli pare una stronzata.
Ogni volta che parli di un libro e film che 'è bello, se ti piace il genere', dici automaticamente che ti può piacere solo se hai letto il libretto delle istruzioni su come si bisogna considerare il 'genere' e che il parere di un lettore 'normale' non conta.
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