Robot 72


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Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Ven 17 Ott, 2014 17:14    Oggetto: Robot 72   

Letto anche il nuovo numero di Robot! Mi spiace che non in molti commentino i numeri che escono, peccato.
Comunque, Aliette De Bodard è un'ottima scrittrice (dovrò recuperare quanto è stato pubblicato su Odissea) che integra le idee moderne (il peso di un retaggio culturale, incontro sconrtro tra civiltà) con i toni classici della space opera: il recupero di una nava spaziale senziante che fa parte di una famiglia di discendenti dei vietnamiti, in parallelo con le vite di due bambine che no nriescono a integrarsi nella società adottiva.
Convince il riferimento etnico al Viet Nam, con la sua ricchezza e le sue peculiarità, e lascia margine alla fantasia pur con pochi riferimenti. Ora, non so quanto sia progredito come paese e quanto la sua storia pesi sulla spalle inconsce dei suoi cittadini, ma credo sia ancora arretrato. Per cui, chissàche anche l'Italia - che ha più pssato che presente - potrebbe proiettarsi nel futuro mantenendo il peso delle sue tradizioni.
Insomma bello, ricco di spunti e personaggi solidi.
Il racconto di Kij Johnson lo lessi in lingua tempo fa, e no ncredevo proprio che sarebbe stato mai tradotto, ed invece eccolo qua! Un racconto minimalista, ambientato in una scialuppa di salvataggio nello spazio profondo piccolissima, e con pochissimo a disposizione. Un racconto di "alienazione" in tutti i sensi, con una trama ridottissima dove le sensazioni sono tutto, letetralmente. Molto particolare lo è di sicuro.
La sezione italiana è molto corposa come sempre, ma non sempre tutta dello stesso livello, anzi. Gli Anni di Vetro non riesce a rendere il suo personaggio interessante e la vicenda scorre senza catturare l'attenzione, mentre Il Castello e Il Viandante è davvero troppo un incipit per la serie pubblicizzata poi in quarta di copertina. Ci sono ampi stralci didascalici e pochissime promesse che stuzzichino la curiosità, mentre la vicenda in sé è decisamente banale (non una cosa malvagia a priori ovviamente, ma serve molto dinamismo), un fantasy medioevale/post apocalittico.
Survival, con la sua ricerca di salvezza disperata da un attacco a scala planetaria, riesce a far intuire emergenza e tensione, grazie alle sue punte ciniche, ma rimane purtroppo la sensazione che si potesse dare un po' di più. Comunque, interessante.
Il Peso del Mondo è Amore ha una struttura più complessa (con punti di vista alternati tra marines allucinati nella guerra del vietnam) e la vicenda si dipana miseteriosamente, anche se la sostanza più interessante rimane solo nelle note finali (!). Tutto il racconto è un lungo preambolo che porta al culmine della "rivelazione" nel finale a sorpresa che però è affidata a poche righe esterne. peccato perché se certe idee fossero state integrate e sviluppate un poco di più il raconto ne sarebbe uscito strepitoso.
Mutuo Soccorso è una satira fantastica di cui probabilmente la letteratura Italiana eccelle e qui si riconfrma. E' un ritratto semiserio dell'Italietta che si fa furbetta nelle difficoltà, e quindi figuriamoci quando diventano catastrofi globali da far cadere la civiltà come la conosciamo. Mi è sembrata esserci dell'indecisione su quale direizon e prendere, spostando il baricentro della storia su diversi personaggi e su temi differenti (prima era la casa, poi il giro di amicizie e la finanza creativa dal basso, poi "la lotta"; è una satira o un'utopia?) anche se un qualche svisceramento ulteriore al linguaggio che modela i comportamenti lo avrebbe impreziosito ulteriormente. Molto gustoso, e un plauso all'autore.

Ottimi i redazionali come sempre, che danno spessore e senso di rivista al contenitore di racconti. Nello specifico dispiace senza sorprendere la posizione amara dei traduttori, anche se la polemica pare giusto in fondo alla lista dei milioni di problemi e ingiustizie che si vivino nel nostro paese.
La visione politica di urania vista dall'interno viene affiancata da una interessante imbeccata sulle possibili evoluzioni del diritto nell'era digitale/artificiale, trasformandosi in una panoramica sulla fantascienza tra libri e film. Strano che non venga citato il fumetto Ghost in the Shell che dopo 20 anni è ancora l'opera di FS che mette più a fuoco la materia con profondità ineguagliata (è giusto uccidere per ribellarsi, anche se a farlo è una macchina? Il problema non è tanto l'identità artificale, ma il diritto del creatore che su di te di poterti manipolare? Esiste tale diritto? L'evoluzione spirituale delle macchine, che cosa è?).
Un buon numero, come sempre. E scusa te gli errori di batittura, mi ci son voluti parecchi giorni prima di trovare tutti i ritagli di tempo per scrivere...
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