Il Tob si avventura nella letteratura di oggi


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Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 22 Apr, 2014 11:38    Oggetto: Il Tob si avventura nella letteratura di oggi   

Oh dunque, metto da parte la mia consueta snobberia, e mi decido a leggere qualcosa di quanto pubblicato in questi anni.

Perchè, ho sempre ritenuto che non puoi leggere Volo se non hai letto Hugo, ma povero Volo, non solo lui, se insomma non leggi i classici, il resto, quasi tutto il resto, può attendere.
Però anche no, dai.

E allora, poichè non ho la minima intenzione di leggere ciò che è SOLO popolare e in classifica di vendita (o Volo), da dove iniziare? Insomma, come distinguere la nutella dalla cacca? Senza magari annusare o assaggiare?

Mah. Poi mi sono accorto che ogni fine anno, la Repubblica pubblica la top ten di quelli che, a loro parere, sono i 10 libri (di tutti i generi) più belli dell'anno.

E la scelta è capitata su Il senso di una fine, di Julian Barnes, a me totalmente sconosciuto. Ma è secondo con questo libro nel 2012 e primo con un altro nel 2013.



E allora?

- il libro è breve, 150 pagine scritte comode
- il libro è molto bello, sarei per un 9, forse un 9,5
- ATTENZIONE: la quarta di copertina è da denuncia. Qualche coglione all'Einaudi (altri termini non mi vengono) ha scritto la descrizione di circa il 75% del libro, là dietro. Per fortuna non leggo MAI le quarte di copertina, e l'ho letta solo a fine libro.
- lo stile è eccellente, ottima letteratura
- la leggibilità è notevole
- molto notevole
- si seguono i pensieri del protagonista, e come gli stessi evolvono, e le sue considerazioni, e le sue azioni
- spesso c'è un fine umorismo...il giusto comunque
- lo consiglio a tutti
- la quarta la faccio io ora. Il protagonista è di mezz'età, ricorda la sua adolescenza (per circa metà libro) perchè ora è capitata una cosa che lo costringe a farlo, e che non si aspettava proprio.
- il libro è stato eletto il migliore dell'anno in Inghilterra.

Tra i migliori 10 del 2012? Probabilmente ci sta.
Antha
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 22 Apr, 2014 13:50    Oggetto:   

Grazie "Tob", una recensione che invoglia.

In questi giorni mi trovo in zona Duomo. Domani faccio un salto o alla Feltrinelli o alla Mondadori e lo acchiappo.

P.S.
E andiamo con la lista di roba da leggere....non riuscirò mai MAI a mettermi in pari
"Grandi erano gli Antha: così è scritto nell'Unico Libro della Storia; più grandi forse di ogni altro Popolo Galattico..."
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mer 11 Mar, 2015 16:28    Oggetto:   

Ho letto infine il 6° migliore del 2012, per Repubblica, e cioè El especialista de Barcelona, di Aldo Busi.

Che dire.

Ce ne sarebbe da dire, perchè l'opera è quantomeno spiazzante, ed è un complimento. E come lui nel libro, anche io andrò in ordine sparso.

Prima di tutto, non avevo mai letto Busi. Secondo, è ovvio, scrive molto bene, padroneggia la lingua e anzi ci gioca pure.

Poi, dopo un po' ti chiedi: ma se scrivesse un romanzo "normale", cosa ne verrebbe fuori? Ne sarebbe capace (domanda maliziosa)? E soprattutto, ne avrebbe la voglia (meno maliziosa)? O magari l'ha anche già fatto, che ne so.

Perchè questo è un romanzo che dire sui generis, è dire poco. La trama è talmente esile che non c'è, in pratica. Romanzo autobiografico, narra di come il Nostro vada a Barcellona per il matrimonio (ma ho capito giusto?) di questa personcina che l'Autore deve avere a suo tempo amato o ama ancora o amò o amerà, matrimonio omosessuale, claro.
Chi è poi lo Especialista del titolo e in cosa sia especialista, questo non l'ho capito, ma sicuramente è un limite mio.

Il piccolo tipo in questione non è una bella persona, al di là dell'affetto odio che Busi prova per lui. MOLTO ma molto meglio la/il dirimpettaia/o, malgrado la sua perturbante potenza.
Il matrimonio non si farà, e non capiterà molto altro.

Busi nel libro si mette a nudo senza problemi e senza reticenze. Leggendo il libro sappiamo dei suoi guai fisici, di cosa pensa (su tutto, direi), di cosa ha fatto, di cosa non ha fatto...
Le digressioni sono innumerevoli, il saltare di palo in frasca, continuo. Questo dà fastidio? No, perchè il pensiero dell'autore non è MAI correct, ma però pensa sempre con la sua testa (condivisibile o meno, altro discorso), ed è sempre interessante.
Busi, per farla breve, è un simpatico senzadio. Specchio di onestà e forse anche di ingenuità (ma la fonte è lui medesimo, e altro non abbiamo), ne ha per tutti e spesso a ragione. E' capace di scrivere "come si chiama quell'isola...sì quella...boh mi verrà in mente" (vado a memoria, mi si perdonerà, è per fare un esempio), frase che è una sfida a qualunque editore, eppure la frase rimane lì, immodificata, per darti la piacevole sensazione di una conversazione, lunga centinaia di pagine.
A me sembra che ogni tanto dica una cosa, e poi faccia o dica il contrario, magari qualche decina di pagine dopo, ma anche qua magari non ho capito io, o magari è bello così, tutto più vivo e meno noioso.

Si può consigliare un libro così? Sinceramente, boh, anche se gli darò 4*su 5.
Direi che però un Busi va letto, prima o poi, col senno del poi.

Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mer 15 Apr, 2015 15:22    Oggetto:   

Mi sono letto il n.6 del 2013 secondo i giornalisti di Repubblica, cioè questo di Tabucchi:




E' un libriccino di un centinai0 di pagine e si legge rapidamente in un weekend. E direi:

1) è postumo, cioè il Nostro autore era purtroppo già deceduto, lo hanno trovato tra i vari appunti.
2) Tabucchi non lo avevo mai letto: scrive bene, ma molto bene. Ogni tanto facciamo gli esterofili, come se in Italia non si sapesse scrivere. Tabucchi, almeno qua, può confrontarsi senza problemi con tutti gli altri contemporanei, stranieri e non.
3) il libro è molto bello, e dunque grazie per il consiglio. Il mio voto finale è tra l'8 e il 9.
4) di che parla...non voglio svelare troppo. Diciamo che c'è questo tizio che sta cercando Isabel, e fa una ricerca. Ad ogni capitolo, incontra qualcuno che l'ha conosciuta, che sa qualcosa della vita di lei, che gli dà una traccia per il prossimo incontro, da qualche parte del mondo.
Come un Mandala, andiamo sempre più verso il centro dell'opera, in mezzo a storie, consigli, false piste, menzogne vere.
5) man mano scopriamo il perchè della ricerca, e che il tipo che la sta cercando non è....quello che si pensava all'inizio.
6) il tutto è calato nel reale, ma potremmo dire che è surreale, onirico, sognato, ma molto molto vero.

Insomma un gran bel libretto, specie se come me l'ho pagato € 0,00 grazie al prestito bibliotecario.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Lun 08 Giu, 2015 13:47    Oggetto:   

Il libro più bello del 2013, sempre per le classifiche che seguo, fu questo:



di un grandissimo autore arrivato secondo l'anno prima, e ora primo.

Libro che ho preso in biblioteca e ieri sera mi sono letto. E' molto breve, 128 pg mi pare, ma poi ci sono le bianche, è scritto grande, insomma 1-2 orette e lo fai fuori.

Dunque che dire. Primo, sì è vero è molto bello, direi un 8.
Secondo, è diviso in tre parti.
Una, descrittiva, o narrativa di fatti avvenuti, più precisamente si parla dei mongofolli, i primi viaggianti in mongolfiera, nel concreto 3 di loro, e le loro avventure.
Nella seconda parte, si immagina una liason tra due di loro, una famosa attrice francese e un ufficiale inglese.
Nella terza, il libro diventa profondamente autobiografico, e capisce perchè diamine fino a quel punto l'autore avesse parlato della rava e della fava (ma non era a caso).

Diciamo una cosa bella e una meno. Julian Barnes è uno scrittore tecnicamente fenomenale. Del suo scritto, non cambieresti nulla. La precisione della sua scrittura è maniacale, totale. Ogni frase, è perfetta. La sua costruzione è priva di difetti. Non c'è nulla che dici, beh, poteva dirlo prima, o boh, qua va di palo in frasca, oppure, qua manca qualcosa, qua poteva essere più preciso, qua dimentica qualcosa, qua secondo me non era ispirato, etc..
Nulla, è uno scrittore perfetto.
Non solo, ma il corso dei suoi pensieri è perfetto pure, tanto che ti dici che, frase dopo frase, potrebbe farti capire facilmente anche la natura dell'Universo, tanto è abile a costruire e a portarti dove vuole.

Ma..ma secondo me, questo libro dipende dal lettore. Non voglio dire di cosa parla, ma secondo me non è universale, o meglio, dipende molto da chi lo legge.
Lui , in questo libro, scrive verità definitive. Sta al lettore coglierle, ma per farlo, serve un certo tipo di lettore, che abbia attraversato alcune esperienze di vita.
Se no, troverà meno vicino l'autore e magari non darà un 10, come faranno tanti, ma un 7, o un 8.

Detto questo, data la sua brevità, e se lo trovate tipo in biblio, da non perdere. Però l'altro di cui ho parlato in precedenza era IMO superiore.
ammazzatopic
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 08 Giu, 2015 20:17    Oggetto:   

molto interessante, grazie tobanis.

Smile
if i were you and you were me i would stand and pee.

Fidati della volpe, della lince, del tasso, ma non della donna dal culo basso.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 01 Set, 2015 16:11    Oggetto:   

Oh, ho finito quello che è stato premiato come il migliore libro del 2012, dalla giuria di cui parlo qui sopra, e cioè questo:





Da dove cominciare? L'autore, Emmanuel Carrere, un francese che sa bene il russo, uno scrittore valido, che sa catturare l'attenzione e che nel libro parlerà sempre in prima persona.
Il libro in pratica tratta della sua ammirazione per Limonov, ammirazione mista a disgusto, quasi, se si può dire.
Il libro è infatti una biografia di Eduard Limonov, persona reale, ancora in vita e ancora in salute, scrittore russo che ha già avuto una vita avventurosa e movimentata a dire poco.

Attraverso le sue vicende, possiamo seguire la recente storia dell'URSS prima e della Russia poi, in maniera vera ma molto poco convenzionale, vedendo soprattutto come sono realmente ritenuti i vari leader russi dal loro popolo. E come le loro decisioni, a volte incredibili, hanno influito sulla vita russa.
Possiamo anche addendrarci nell'orribile conflitto jugoslavo, e nelle sue varie contraddizioni.

Per farla breve, Limonov, autore dotato fin da giovane, dalla provincia arriva a Mosca, espatria a New York in cerca di fortuna, fa la fine dei topi, divenendo un barbone, inculato da ubriaconi, passa per vari matrimoni con belle donne (veramente belle, basta cercare le loro foto da giovani, tante sono ancora in vita), sale alle stelle, ritocca il fondo, torna in Europa, torna pure in Russia, che non gli piace più, partecipa al conflitto nei Balcani, torna in Russia, finisce in galera, ritocca le stelle, fraternizza con Kasparov per poi mollarlo, insomma ne fa più di Bertoldo.

Il libro funziona e mi è piaciuto, anche se non mi ha fatto stravedere. E' una specie di L'insostenibile leggerezza dell'essere degli anni '10, in quanto a fama dell'opera (ma non ha nessuna somiglianza, se non forse le scene di sesso); direi un 7/8 perchè si perde un po' verso la fine, forse anche un 8, dai.

Consigliato? Beh, è agile, per scrittura, sono 3-400 pagine, direi consigliato per chi vuole dare un'occhiata alla Russia degli ultimi 50-60 anni, la qual cosa è molto molto molto più interessante di come credete e di cosa credevo.
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 02 Set, 2015 09:17    Oggetto:   

mooolto interessante, grazie Tob Smile
BTW, hai letto "la scopa del sistema", a proposito di letteratura contemporanea? Smile
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mer 02 Set, 2015 10:10    Oggetto:   

Devo dire di no, ho un po' gloogato e mi pare interessante. HC, visto che ne sai di informatica, ma se per ipotesi ora io volessi darti Limonov e quell'altro libro di economia che ho comprato sul Kindle, si può?
Cioè, metterli su una pennetta USb, ok, fatto, e poi? E tu (tu generico, ma se vuoi anche tu inteso tu) riesci a leggerli sul tuo Kindle o ravanando con Calibre?
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 02 Set, 2015 14:28    Oggetto:   

uuuuhhh. che comande che fai!!! Queste cose NON si fanno, è brutto, ma ravanando ravanando, beh, ci sono dei plugin che i DRM li scardinano. Per questo, brava Delos che NON mette i DRM Smile 
Se però facciamo uno scambio, che ho un ebook che ho comprato per errore, le cose sono più accettabili? Parliamone Smile

Per la Scopa del Sistema, ti dico solo che una mia amica, prof di semiotica all'univ. di Lione, non è arrivata in fondo perché ha sbottato "ma questa è una cazzata!". 
In realtà secondo me è uno di quei libri che in un certo senso lasciano il segno, io sono contento di averlo letto pur ammettendo che è davvero troppo per la mia testa. Poi non avendo letto Wittgenstein, beh, mi son perso gran parte dei riferimenti.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 05 Apr, 2016 11:49    Oggetto:   

Ho finito il secondo più bel libro del 2013, sempre a parere della giuria di Repubblica. Ed è questo




In copertina questo oggetto, da me sempre considerato di particolare bruttezza, che mi ero sempre chiesto che cavolo fosse.
Per i pochi come me che non lo sapevano, è un acchiappasogni, un dreamcatcher insomma, in uso tra gli Indiani del Nord America, con significati completamente diversi (era una specie di insegna, per loro).

Ma vabbè. Allora, da dove iniziare? Non lo so, e allora vado in ordine sparso.

- La scrittrice, tale Louise Erdrich, uan bella signora che ha avuto una vita quasi tragica, è spesso molto vicina alle tematiche indiane americane, qua scrive direi piuttosto bene; la lettura è stata semplice, agevole, scorrevole, senza problemi;
- il libro è...discreto direi, tra il 7, magari anche 7,5 . Eccessivo metterlo come secondo migliore del 2013? Probabilmente sì.
- Philip Roth ne ha parlato come una specie di capolavoro;
- narra le vicende, raccontate con l'ottica di un ragazzino indiano, all'interno di una riserva, dove sua madre viene violentata e quasi uccisa, a inizio libro, da un tizio che si saprà presto chi è (non è un giallo), ma che per gli intrighi legali tra diritto indiano e diritto USA, al momento è in libertà;
- inciso: in questo periodo mi capitano solo libri dal punto di vista di adolescenti, strana coincidenza;
- i protagonisti del libro li ho trovati, come dire, non delle cime. Non degli idioti, questo no, ma non proprio dei geni. Tutti: il ragazzino protagonista, i suoi amici, suo padre, sua madre, gli innumerevoli parenti, etc...
- spesso anzi si prova un po' di disprezzo per alcuni protagonisti, alcuni li definirei meschini (la gnocca della tribù, per dire)
- questo non migliora il giudizio sull'opera, non a molti piace identificarsi con gente non sveglissima;
- alla fine, nella post fazione, si intuisce che il libro vuole essere anche una denuncia della situazione che patiscono gli indiani, ancora oggi (il lilbro è però ambientato a fine anni '80);
- questa denuncia secondo me sminuisce il libro, che senza aveva un valore più universale;
- la casa tonda del titolo è una costruzione indiana dove la tribù ogni tanto svolge qualche rito particolare;
- è un libro inevitabile, fondamentale? No, secondo me no. Non lo metterei mai tra quei libri che DEVONO essere letti, neanche in una lista di soli recenti.
- al di là delle critiche... una lettura piacevole, non faticosa, interessante, si fa seguire fino alla fine perchè prende abbastanza.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 27 Set, 2016 10:39    Oggetto:   

Ho finalmente terminato il migliore libro del 2014 (sempre secondo i pareri della redazione di Repubblica), cioè questo:





La prima questione: è un librone di quasi 900 pagine. Esiste ancora qualcuno che legge libri di 900 pagine?

Io sì, chiaro, il numero delle pagine è un dettaglio che mi interessa poco, ma l'impressione netta, vedendo in giro le recensioni, è che più di uno abbia dato dei giudizi senza averlo concluso, sia tra i lettori (alcuni lo ammettono), sia tra i critici (che non lo ammettono).

Sia come sia, lo stile di scrittura è talmente elevato che non è affatto una lettura difficile (parlo per me, non per il lettore medio, che come noto non legge un libro all'anno). Ma sinceramente, è uno stile semplice, diretto; il libro è scritto in prima persona, quella del protagonista, pertanto ci sono poche o nessuna "menate del torrone", cioè pagine scritte oer fare numero, anzi, oso: su 900 pagine, non saprei proprio cosa tagliare, il libro ha la sua lunghezza, giusta e adatta per quanto racconta.

Che si racconta. Non faccio spoiler perchè sono veramente le prime pagine. Il protagonista è un ragazzino che visita un museo a New York con la madre (il padre è un simpatico delinquente, ma poco simpatico, e chissà dove è, da tempo). Un attentato lo priverà della madre (perdita che in definitiva non assimilerà mai, per tutto il libro, e con cui non farà mai pace); nel caos pre-soccorsi, avrà modo di dialogare con un uomo morente e impossessarsi, senza malizia, del dipinto amato sia da quest'uomo che da sua madre, Il cardellino, di Fabritius, quadro realmente esistente e noto capolavoro. (pure per me, è incredibilmente bello).

Il resto del libro è un romanzo di formazione, come si dice, con la crescita del ragazzino, che diventa uomo, sempre con questo fardello nascosto accuratamente, nei posti più strani; ha modo di conoscere almeno due-tre figure fondamentali, e le sue vicende si seguono sempre con grande interesse.

Detta così, mah...aggiungo che il ragazzo non è un genio, che diverrà drogato e alcolizzato (ma non dipendente, per entrambe), che scoprirà l'arte e ne diverrà cultore, che si innamorerà, che conoscerà l'amico di tutta la vita...insomma, ne succedono ogni. Impossibile immedesimarsi in qualche personaggio, come però è stato impossibile non appassionarsi alla vicenda intera.

Il libro ha vinto il premio Pulitzer; per me è un 8/9. L'autrice è Donna Tartt, autrice che scrive un romanzo ogni 10 anni (è il terzo, e il primo che leggo); ha una grande maestria nello scrivere, nel raccontare, nel creare personaggi veri e indimenticabili, almeno in questo romanzo.

Più bel libro del 2014, non lo so; libro che "VA" letto? Penso di sì.
jonny lexington
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MessaggioInviato: Gio 29 Set, 2016 13:29    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
L'autrice è Donna Tartt, autrice che scrive un romanzo ogni 10 anni (è il terzo, e il primo che leggo)

il primo che ha scritto è un libro che ho consigliato un po' a tutti quelli che conosco, un debutto con le contropalle, bellissimo. il secondo è stato invece una delusione quasi della stessa magnitudine - scritto sempre bene, per carità, ma senza capo nè coda. per cui sono stato un tantino restio a dare una chance a questo terzo libro, ma se dici che ne vale la pena, magari.... hmmm....
Ermm
Tobanis
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MessaggioInviato: Gio 29 Set, 2016 13:36    Oggetto:   

Mah credo che se ti è piaciuto tanto il primo, questo mi sa che devi leggerlo. Per me e non solo, è molto bello; il Pulitzer non so se è garanzia assoluta di qualità, comunque per vincerlo lo ha vinto, è stato un best e un long seller....ti direi di metterlo in coda. Certo, è un librone, non si spazzola in poco tempo.
Tobanis
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MessaggioInviato: Ven 28 Apr, 2017 07:44    Oggetto:   

Ho terminato il terzo libro della serie dell' "Amica geniale" della Ferrante:




che è forse ma forse il minore dei tre.

Ribadisco però quanto già detto: la Ferrante è una narratrice formidabile, la lettura è godibilissima, malgrado la minima antipatia che mi suscita la protagonista.
E' anche vero che le ultime 100 pagine me le sono bevute in un attimo; è anche vero che verso quasi la metà non mi attirava più di tanto (eppure, quando ti metti, non ti accorgi e hai già letto 20-30 pagine).

Per la Redazione di Repubblica e amici, era il terzo migliore libro dell'anno 2013.
Battuto da Livelli di vita di Barnes (ci sta) ma anche da La casa tonda, della Erdrich, e questo non ci sta, secondo me quello della Ferrante è meglio e mica di poco.

Poi mi sono accorto che tutti e tre i libri e anche il quarto hanno in copertina delle persone riprese di spalle, chissà perchè.
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