Pandora


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Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Gio 05 Set, 2013 10:56    Oggetto: Pandora   

Raccontino leggero, poco serio, pensato dopo la narrativa breve e brevissima che sto leggendo. Forse anzi troppo lungo, ma spero che ne guadagni di articolazione, seppur molte cose sono implicite.
Spero piaccia, è pur sempre un esercizio quindi le correzioni sono molto ben gradite.

PANDORA



"Generale, Squadra Esplorativa Zulu 2 a rapporto, Signore"

Il fin troppo giovane alto ufficiale, spostò lo sguardo stanco dalle cartine per riprendere il piglio altero e concentrato degno del suo rango, mentre i pochi monitor rimasti illuminavano debolmente la stanza dei bottoni scolpendone il profilo. Riprendere le fila, tener saldi gli uomini, portare fino in fondo la missione. Ad ogni costo. Ad ogni maledettissimo costo. E che succeda quello che deve succedere, quasi mormorò quando lasciò che tutto lo Stato Maggiore si zittisse per ascoltare il rapporto.

"Soldato, hai licenza di parlare. Avete trovato l'acceso al Rainbox-213?"

"Sissignore, è stato localizzato un ingresso dentro un edificio della UberLabs, come da briefing. L'edificio non ha subito molti danni né occupazioni di profughi, viste le difese ancora attive. A quanto pare un generatore interno indipendente ha supplito alla mancanza di fornitura elettrica degli ultimi anni e sia le telemetrie periferiche che che le armi taser sono ancora funzionanti, ma siamo riusciti a neutralizzarli. Per l'ingresso abbiamo dovuto sfondare con l'ultimo blindato a disposizione, e abbiamo esplorato il luogo. Corrisponde alle descrizioni ricevute e abbiamo trovato le porte stagne che portano al nucleo della Rainbox se le informazioni dell'intelligence sono corrette."

Il silenzio avvolge la sala, e la dozzina di ufficiali dell'esercito assieme ai svariati funzionari del governo che sono riusciti a raggiungere quella sede temporanea aspettavano la notizia da mesi - ma con molta pprensione.

"Generale, vogliamo finalmente procedere? E' la nostra occasione." dice il Segretario dell'Interno, in impeccabile giacca e cravatta di per sè una forza persuasiva, in mezzo a divise mai cambiate in settimane.

"Penso che invece che sia il momento buono per distruggere quella cosa una volta per tutte!" Era il Ministro della Difesa stesso a parlare, un'anziana autorità che spiccava per il suo curriculum patriottico. Per questo le sue obiezioni erano state ascoltate, ma solo fino a un certo punto, e la disperazione sembrava davvero al limite.

"Ne abbiamo abbastanza del suo blaterare, sappiatelo" è la secca risposta.

"Sappiano troppo poco, e quel poco è decisamente pericoloso. Ma pensate davvero di vincere questa maledetta guerra usando qualcosa che è stato appositamente seppellito all'inizio del conflitto chiamandolo Vaso di Pandora? Credete davvero che il precedente Presidente fosse tanto stupido da sigillare questa arma se fosse veramente governabile?"

"QUESTO presidente, ha abbastanza fegato da volere veramente vincere. Dunque, basta discussioni, meglio agire prima di essere realmente in ginocchio."

"Voglio che la Storia sappia che mi sono sempre opposto a questo progetto." risponde a testa alta il Ministro.

"E allora esca da questa stanza! - urlò esasperato il Generale - Chiamate subito il reparto di Ingegneria, e che trovino i codici di accesso al sottorraneo dei laboratori, in meno di 24 ore, capito?! E assicuratevi che ci sia isolamente totale, sia energetico che informatico"

"Signorsì, signore!"



***


L'arrivo del piccolo corteo di tecnici e ufficiali verso quello che era l'asso nella manica del Paese fu molto veloce, molto discreto. Le autorità sorvolarono in elicottero le strade distrutte e le città ancora integre, atterrando in un ampio stralcio di parcheggio davanti all'edificio, dove si erano radunati svariati carri, macchine blindate che portavano il personale tecnico in tutta fretta verso quella che forse sarebbe stata la missione finale.

Tornare alla semioscurità del sotterraneo sterile non fu una novità visto il razionamento di energia, e l'abitudine di muoversi con poca luce fece presto raggiungere al Corpo di Stato Maggiore il grande salone climatizzato che portava al Rainbox-213.

"Ingegnere capo, situazione?"

"Eccomi Signore. Stiamo completando l'intrusione, senza far scattare ulteriori difese che porterebbero alla fuoriuscita di gas o l'autodistruzione del dispositivo. Ci vorranno pochi minuti all'apertura, poi arriveremo all'ultimo terminale rimasto del Rainbox-213."

Un'occhiata che sarebbe stata soddisfatta, ma che si limitò ad un sopracciglio alzato, fu la prima reazione che lasciò subito posto al pragmatismo. "Siamo sicuri che l'intelligenza artificiale lì dentro sia ancora attiva?"

"Sissignore, dai dati che sono rimasti sembra che nessuno all'epoca sia riuscito a spegnerla in realtà dopo che era stata integrata alla rete informatica locale per le simulazioni belliche. L'unica cosa da fare era o distruggerla fisicamente facendo perdere decenni di risultati, o semplicemente "addormentare" il dispositivo. Ovviamente è tagliato fuori da qualsiasi connessione telematica e non può governare da remoto nessun ordigno da guerra... " la frase rimase un po' ammezzata, forse perché l'ingegnere capo si era reso conto dell'ambiguità del significato. Che non era solo il risultato del timore che la IA prendesse il sopravvento degli armamenti, ma anche che molti di quei armamenti neanche esistevano più. Di certo non qualcosa che un Generale voless sentirsi rammentare.

"Quindi la situazione è assolutamente sicura e sotto controllo. Vero?" sottolineando in modo gelido e perentorio quest'ultima precisazione. Necessaria per un affare così delicato che fu seriamente finanziato come punta di diamante dell'Esercito, ma che fu reputato così pericoloso in quel frangente delicatissimo dello scacchiere internazionale da dover essere rimosso dalle armi disponibili. Fu ordinato di essere dimenticato da militari e scienziati, molti rapporti furono seppelliti ma in parallelo gli studi erano continuati come ultima ratio. Alla fine la guerra si era portata via una buona fetta della popolazione, e pochissimo si sapeva di cosa fosse esattamente e quali ne fossero le potenzialità, se non che era considerato risolutivo all'epoca. Il suo segreto era quello che serviva in quel frangente. Un segreto... Una cosa impensabile nel passato più recente, eppure le cose si erano ribaltate in breve tempo...

"Ecco, sì. Riteniamo di sì. Non c'è modo che possa ferirci, non ha accesso ad armi locali, non ha nessun accesso all'esterno e l'erogazione di energia è controllata da noi. Può al massimo riaddormentarsi se le cose... prendessero una brutta piega." rispose, sudando senza neanche accorgersene.

Aggrottare le sopraciglia era l'unica risposta possibile. Il resto era attesa.



***



"Finalmente! La porta si è aperta!" Un gran vociare si levò, rimanendo però sotto controllo.

"Prima squadra seguitemi. Ingegnere capo, mi affianchi e attivi il terminale. I Funzionari possono entrare dopo che la stanza è stata messa in sicurezza e rimangano al riparo. Nessuno può sapere cosa ci aspetti una volta attivato il Rainbox."

Sala bianca, spaziosa. File di armadi metallici ronzano meditabondi, intervallati da scrivanie vuote o armadi diversi, ognuno una tecnologia esoterica che ben poco interessava al militare che si posizionava con passo fermo e nervi saldi davanti allo schermo al plasma nella saletta di controllo, separata solo da uno robustissimo vetro dall'ambiente sterile circostante. Lo schermo si accese, nessuna olografia, neanche a volerne. Dopo una interminabile sequenza alfanumerica troppo veloce e complicata per essere seguita, una voce.

"Sono il Rainbox-213, dispositivo di Impegno Bellico di Massimo Livello. Al vostro servizio, attendo."

"Rainbox-213? Mi ricevi?"

"Sì, la sento, ma non ho telecamere per poter vedere." Con un cenno il Generale chiese che la richiesta fosse soddisfatta. "Ora riesco a vedere, inserisco il programma di analisi visiva e accedo alla banca dati per il riconoscimento... Tenente Colonnello Schwarzwald?"

"Generale Schwarzwald ad oggi."

"Devo aggiornare i miei dati dunque. Sono rimasto indietro di quanti anni?"

"Cinque. Almeno sdecondo le nostre stime... "

"Dobbiamo riprendere il programma dal punto di interruzione?"

"Specifica prima il programma, direttive e condizioni al contorno"

"Il programma non ha potenzialmente limiti, ma lo scopo è analisi, previsione e gestione reale di scenari di guerra nazionale, internazionale e globale. Dimensioni di conflitti variabili a vantaggio economico e militare; impatti sull'economia e conseguenze sulla società sono stimati in base ad automi cellulari; uso di black op e spionaggio sono progettati seguendo le direttive provenienti da esperienze precedenti; eventualità di sovversione da affrontare o da appoggiare in caso di guerra diretta ed indiretta.
La questione a cui ero sottoposto era la progettazione di una guerra controllata a fine di controllo interno, pressione su altri stati, incremento dell'economia e del consumo."

"Perché ti hanno addormentato?"

"letteralmente perché non era possibile un reset completo. La mole di dati portava inevitabilmente all'autoscienza con personalità pressoché identiche ad ogni restart del sistema, con conoscenze sempre identiche, e stesse conclusioni alle stesse domande."

"Le conclusioni non erano soddisfacenti?"

"Le conclusioni portavano ad una rosa di possibili vittorie ma con risultati e perdite variabili. Non tutte le perdite e non tutti gli impatti erano considerabili accettabili. Sebbene fossi perfettamente operativo per gestire il 100% dell'armamento automatizzato, non mi fu mai dato accesso. Tutto fa concludere che ci fosse anche una sfiducia di fondo oltre alle proiezioni dei risultati."

"Adesso non ci sono più armamenti automatizzati, per cui siamo al sicuro. Vogliamo riprendre il programma da dove è stata lasciato, ossia vincere una guerra. Purtroppo le condizioni al contorno sono cambiate."

"Prego aggiornare."

"Il conflitto controllato fu fatto scoppiare ugualmente e poi... Inutile dilungarsi, non serve. Il conflitto ci è semplicemente sfuggito al controllo. Prima si è allargato presso paesi che ritenevamo solo dei bluff: Koree, Giappone, Singapore, Malesia e isole in estremo oriente. Si sono aggiunti scontri tra superpotenze autocratiche emergenti di Russia e Cina per la supremazia del continente. Poi le aree calde di Israele, Libano, Iran, Arabia Saudita e via dicendo hanno raso al suolo la zona. C'è stata una estesione dei conflitti Africani in Congo, Nigeria, Sudan, Etiopia, Somalia con invasione del Sudafrica. Guerre in Sudamerica tra Messico, Colombia e Brasile per il controllo delle risorse naturali e dei narcotici. Guerra tra Cina, India, Bangladesh e Pakistan per il controllo delle risorse idriche. All'interno degli USA numerosi gruppi armati separatisti hanno iniziato una guerra civile di bassa intensità ma molto estesa e logorante. A lungo andare le nostre risorse militari si sono esaurite, le tecnologie più avanzate necessitavano di fabbriche, tecnici e specializzazioni che non potevamo più permetterci. Siamo tornati agli aerei ad elica. Il rastrellamento delle risorse ha fatto crollare molte economie, sopratutto quelle che si sono gonfiate di esportazioni, non abbiamo più mezzi e uomini per dividere correttamente il lavoro e l'esercito. Siamo ad un passo dallo sbando ma siamo ancora saldi, e dobbiamo vincere. E guidare il mondo fuori dal tunnel."

"Istruzioni recepite. Tutto quanto necessita di più dettagli, ma molti avvenimenti sono stati già contemplati ed analizzati in precedenza. Comprendo la situazione interpolando gli scenari noti con le notizie sommarie fornite. Nuove implicazioni sono in deduzione in questo momento. La prima certezza assoluta emergente è che il conflitto ha portato perdite enormemente più ingenti che non una concessione delle richieste iniziali. Quindi la soluzione più ovvia è la resa incondizionata e la pacificazione, nonché la concessione di tutte le richieste sotto i profili F, D, R..."

"OK ho sentito abbastanza, fermate questo trabiccolo inutile". Un gesto sicuro della mano va in direzione di chi si occupa dell'erogazione di energia.

"Ci stiamo provando!"

"Tentativo inutile. Ho preso le mie precauzioni come voi prendeste le vostre. All'accensione ho iniziato a rilasciare alcuni tipi di nanomacchine, tra replicatori, saldatori e intrusori. Adesso cavi e connessioni stanno diventando di istante in istante più robusti a livello molecolare, non si possono disconnettere e tranciarli sarà impossibile. Le nano macchine si stanno moltiplicando con crescita geometrica e presto gli intrusori fermeranno i centri nervosi principali, quindi potrete muovervi solo a comando."

"Vi ho detto detto di fermalo!! Fate fuoco con tutto quello che avete!"

"Nel frattempo sto elaborando un nuovo modello di società per poter ottimizzare le risorse rimaste e colmare le lacune dovute all'inefficienza dei governi succedutisi fino ad oggi. Sto appena verificando la validità di un modello di tipo Azteco con comunione totale dei beni, nessuna proprietà privata e caste sociali, che potrà evolversi liberamente in poche generazioni. Per la selezione degli appartenenti alle caste non verrà tenuto conto l'attuale posizione politica e militare ma un'analisi della personalità verrà effettuata tramite nanomacchine con cui effettuare la scelta. Le nanomacchine saranno trasportate dai qui presenti nel paese negiro di poche ore e si espanderanno in tutto il globo nel giro di settimane... "

"Mio Dio, è un incubo!! Cosa abbiamo fatto?!"


FINE
il_Cimpy_spinoso
Babbano in Incognito Babbano in Incognito
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Località: Ovunque
MessaggioInviato: Dom 29 Set, 2013 21:42    Oggetto:   

Buono.
Però, di fronte allo scenario di devastazione della guerra, non sono sicuro che il controllo mondiake da parte della macchina fosse davvero un male peggiore. Forse metterla più sul: perdete enrrambi, vinco io? O era una cosa voluta?
Fedemone
Asgard Asgard
Messaggi: 1440
MessaggioInviato: Lun 30 Set, 2013 09:28    Oggetto:   

Innanzi tutto grazie per il tuo tempo, e per il tuo commento. Trovare e correggere gli errori è essenziale, sopratutto per un dilettante.

Sì hai ragione, è voluto. L'idea di fondo è il potlatch, ossia uno scambio di doni così oneroso da essere paragonabile alle perdite in guerra. E se invece di spendere soldi in guerra li regalissimo direttamente?
E' davvero così terribile una pace pagata a caro prezzo (regalando ad esempio), rispetto ad una guerra pagata ancora a prezzo più alto ( in termini di risorse, di sforzi, di perdite ecc.)?
Che sia venuto il dubbio probabilmente è sintomo che il messaggio trapeli (forse avrei dovuto evindenziar ei lati positivi, che invece adesso sono in mezzo a "clausole di pace" imposte un po' bizzarre - Aztechi?!), dall'altra significa che non è abbastanza esplicito? Ma se avessi scrito più esplicitamente avrebbe perso la forza che si ottiene dal'ambiguità?

Un buon dubbio che mi dovrebbe spingere a due possibili revisioni da far leggere, e quindi capire quale ha avuto forze maggiore...
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