Pirati da orbita bassa


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Quali pirati preferite?
Pirati d'altura operanti ai confini del sistema solare 75%  75%  [ 9 ]
Pirati da orbita bassa che colpiscono, rientrano e atterrano 25%  25%  [ 3 ]
Voti Totali : 12

Autore Messaggio
jonny lexington
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MessaggioInviato: Sab 23 Mag, 2009 16:32    Oggetto: Re: Pirati da orbita bassa   

Quaoar ha scritto:
Vero però telecomandare un missile per quanto fosse imponsabile 50 anni fa non richiedeva l'invenzione di nuove leggi fisiche. Una nave invisibile, richiederebbe di azzerare completamente le leggi della termodinamica e riscriverle da capo.

nah... non è detto. probabilmente ci sono scappatoie e scorciatoie per ottenere i risultati desiderati - ma ancora non ci abbiamo pensato, perché comunque non viaggiamo a piacimento nello spazio.

abbi fede, Q. Smile
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Paolocosmico
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MessaggioInviato: Sab 23 Mag, 2009 21:39    Oggetto:   

beh tutto il discorso dipende dal tipo di motore e dal carburante... poniamo il caso di cargo provenienti da giove trasportanti carichi di idrocarburi, metalli e composti organici e basi pirata sparse per la fascia di asteroidi. I cargo lunghi centinaia di metri composti per lo più di serbatoi dispongono di molto carburante ma devono percorrere circa un miliardo di km, mentre i pirati, con navi piccole e basi relativamente vicine, (milioni di km) potrebbero ben raggiungere velocità molto maggiori e abbordare i trasporti Smile
" La verità resiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta. "
Nestor
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MessaggioInviato: Sab 23 Mag, 2009 22:07    Oggetto:   

Discorso veramente interessante quello dei pirati in orbita bassa che ispira scenari mica da ridere.
Intanto, un futuro di intenso sfruttamento commerciale dell'orbita bassa. Fabbriche orbitali per la produzione di materiali a gravità zero, laboratori farmaceutici o bio tecnologici che utilzzano la possibilità di lavorare sotto vuoto, paradisi fiscali per miliardari che contano sulla mancanza di gravità per allungarsi la vita.

In questo contesto perchè non ipotizzare anche una tortuga orbitale? Vecchi satelliti e moduli di stazioni in disuso uniti e saldati insieme che accolgono gli ultimi ribelli che vedono nell'orbita l'ultima via di scampo alla sottomissione al feudalesimo capitalistico terrestre oppure, semplicemente, tecnici e operai bloccati in orbita con le struttura che li ospitano dall'improvviso fallimento delle ditte che ce li avevano spediti.
Shuttle rattoppati e Soyutz, impossibilitati ad affrontare un riantro in atmosfera ma ottimi per agganciarsi ai laboratori delle multinazionali o agli shuttle che portano rifornimenti. L'unico modo per rifornire la Tortuga di materiali provviste e apparecchiature.

All'arrembaggio fratelli dell'orbita!

A proposito, come si abborda uno shuttle?
E una volta dentro come si combatte (se proporio dsi deve)? Non mi pare che mettersi a sparare sia una grande idea (non lo è su un aereo, figuriamoci in uno shuttle od in un modulo orbitante).
Quaoar
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MessaggioInviato: Dom 24 Mag, 2009 08:59    Oggetto:   

palsottino cosmico ha scritto:
beh tutto il discorso dipende dal tipo di motore e dal carburante... poniamo il caso di cargo provenienti da giove trasportanti carichi di idrocarburi, metalli e composti organici e basi pirata sparse per la fascia di asteroidi. I cargo lunghi centinaia di metri composti per lo più di serbatoi dispongono di molto carburante ma devono percorrere circa un miliardo di km, mentre i pirati, con navi piccole e basi relativamente vicine, (milioni di km) potrebbero ben raggiungere velocità molto maggiori e abbordare i trasporti Smile


Altro piccolo errore dovuto alla trsposizione nello spazio delle nostre esperienze terrestri: sulla Terra, una macchina o una barca consuma un quantitativo di carburante proporzionale al chilometraggio percorso.
Non così nello spazio, dove non ci sono attriti e il consumo di propellente non dipende dalle distanze percorse ma esclusivamente dalla velocità raggiunta. Una volta che la nave ha raggiunto la velocità desiderata, ad esempio 200 km/s, il resto del viaggio è in volo inerziale, il propulsore è spento e non si consuma più propellente: lasciata a se stessa, la nave continuerebbe sulla sua rotta fino a raggiungere l'altro capo della galassia in qualche miliardo di anni.

Tieni presente poi che gli asteroidi distano mediamente l'uno dall'altro circa 16 milioni di km e che intercettare un cargo che solca la cintura a 200 km/s non dev'essere un'operazione semplice: si parte dall'asteroide, si accelera su una rotta parallela fino a portarsi alla stessa velocità, impiegando circa 10-20 giorni, poi si neutralizzano le difese a colpi di lase, si esegue l'abbordaggio, si prende il carico e si ritorna alla base. Durante tutte queste fasi, però siamo perfettamente visibile e anche il cargo può modificare la sua rotta.

Un saluto
Quaoar
L'uomo che ha raggiunto il successo e l'uomo che ha fallito sono esattamente nella stessa posizione. Entrambi devono decidere cosa fare dopo.


Ultima modifica di Quaoar il Dom 24 Mag, 2009 09:38, modificato 1 volta in totale
Quaoar
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MessaggioInviato: Dom 24 Mag, 2009 09:08    Oggetto:   

Nestor ha scritto:


In questo contesto perchè non ipotizzare anche una tortuga orbitale? ).


Si può fare, ma una tortuga orbitale, una volta identificata come covo di pirati, sarebbe un bersaglio facile. Viceversa spaziolani idrovolanti occultati tra le mangrovie delle lagune sudamericane sarebbero un persaglio più difficile.

Nestor ha scritto:


All'arrembaggio fratelli dell'orbita!

A proposito, come si abborda uno shuttle?
E una volta dentro come si combatte (se proporio dsi deve)? Non mi pare che mettersi a sparare sia una grande idea (non lo è su un aereo, figuriamoci in uno shuttle od in un modulo orbitante).


Hai sollevato un problema interessante: l'uso delle armi da fuoco è sconsigliabile all'interno di abitacoli pressurizzati. Data anche la corta distanza, credo che sia più pratico battersi all'arma bianca: ed eccoci al classico pirata col coltello tra i denti.

Un saluto
Quaoar
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Ultima modifica di Quaoar il Dom 24 Mag, 2009 09:40, modificato 1 volta in totale
Quaoar
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MessaggioInviato: Dom 24 Mag, 2009 09:35    Oggetto: Re: Pirati da orbita bassa   

jonny lexington ha scritto:
Quaoar ha scritto:
Vero però telecomandare un missile per quanto fosse imponsabile 50 anni fa non richiedeva l'invenzione di nuove leggi fisiche. Una nave invisibile, richiederebbe di azzerare completamente le leggi della termodinamica e riscriverle da capo.

nah... non è detto. probabilmente ci sono scappatoie e scorciatoie per ottenere i risultati desiderati - ma ancora non ci abbiamo pensato, perché comunque non viaggiamo a piacimento nello spazio.

abbi fede, Q. Smile


Impianti, personale, generatori e propulsori producono calore e il calore lo puoi disperdere solo in tre modi: conduzione, convezione e irraggiamento. Quando sei isolato nello spazio non puoi disperderlo per conduzione, né per convezione perché non c'è aria, quindi resta solo l'irraggiamento e se lo irradi i sendori IR d'una nave ti rilevano: per darti un'idea, il vettore principale dello Shuttle è visibile dall'orbita di plutone, mentre i piccoli motori di anovra orbitali lo sono dalla cintura di asteroidi.

Certo possiamo immaginarci navi Klingon occultate, balzi nell'iperspazio o generatori a particelle di Minosky di Gundam, ma per fare ciò dobbiamo inventarci nuove leggi fisiche e quindi uscire da un contesto "hard fiction", per entrare nel classico "space opera", che ha regole molto meno stringenti, e va benissimo lo stesso a patto di avere una buona trama.

Un saluto
Quaoar
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Vogon Vogon
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MessaggioInviato: Lun 25 Mag, 2009 12:02    Oggetto:   

Suvvia, il nome della navetta? Idroshuttle o idronavetta. Inutile cercare parole italiane, tanto noi inglesizziamo tutto.
Anche spazionave.
Combattimenti all'arma bianca... si. Ma con un semplice scudo di kevlar non ce la fai.
Immagino invece reti o armi a getto di schiuma e simili. Anche sistemi elettronici per comandare a distanza il veicolo da assalire.
La spacetortuga, copme dicevo prima, può anche essere palese. Luogo d'incontro per affari sporchissimi troppo prezioso per distruggerlo. Perché la Spagna non ha mai attaccato direttamente la Tortuga? Questioni di scenario politico.
Alias Starcruiser.
Quaoar
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MessaggioInviato: Lun 25 Mag, 2009 14:37    Oggetto:   

Ares Cosmos ha scritto:
Suvvia, il nome della navetta? Idroshuttle o idronavetta. Inutile cercare parole italiane, tanto noi inglesizziamo tutto.
Anche spazionave..


.
Idrosplan: potrebbe derivare dalla contrazione di idrospazioplano, da tradurre in inglese come sea-splan. Gli spazioplani in gergo potrebbero benissimo chiamarsi splan.
Grazie, mi hai dato una buona idea.


Ares Cosmos ha scritto:
Combattimenti all'arma bianca... si. Ma con un semplice scudo di kevlar non ce la fai.


Nel caso si indossino armature corazzate in kevalr o in carbonio, l'arma migliore dovrebbe essere il trapano: immagino un trapano lungo circa un metro, con un impugnatura anatomica a pistola e una bella elsa, che si manovri come un fioretto. Una volta appoggiato il bottone sull'armatura entra in azione la trivella che perfora la piastra e magari una volta giunta a contatto con la pelle tramortisce il malcapitato con una scarica elettrica.
Tieni presente che lo scontro avviene in caduta libera. Un bel duello all'arma bianca in assenza di gravità lo puoi vedere tra Amuro e Char nell'ultimo episodio di Gundam 0079.



Ares Cosmos ha scritto:
Anche sistemi elettronici per comandare a distanza il veicolo da assalire.


L'hackeraggio è pure una tattica interessante, ma le contromisure sarebbero molto semplici: basta avere il computer di bordo non collegato alla rete.

Ares Cosmos ha scritto:
La spacetortuga, copme dicevo prima, può anche essere palese. Luogo d'incontro per affari sporchissimi troppo prezioso per distruggerlo. Perché la Spagna non ha mai attaccato direttamente la Tortuga? Questioni di scenario politico.


Diciamo che una navetta ha bisogno d'un quantitativo di propellente pari a circa 1.5-2 volte il suo peso e quindi partendo dal mare userebbe l'acqua e risolverebbe il problema. Se però la fai partire da una space tortuga, trovandosi già in orbita bassa, avrebbe bisogno d'una frazione di propellente molto più piccola. Quandi andrebbe bene lo stesso, solo che verrebbe a cadere la necessità di avere spazioplani idrovolanti: basterebbero navette squadrate, prive di appendici aerodinamiche e non adatte ai rientri. In fondo è una questione di gusti e dipende esclusivamente dalle esigenze della narrativa: se vogliamo portare l'azione a terra, allora scegliamo gli idrosplan e ci tuffiamo nelle lagune di mangrovie sudamericane, e berremo rum nelle bettole caraibiche. Se invece vogliamo l'azione in cielo possiamo pensare a una space tortuga, come la Zingaria di Leigh Brackett.

Un saluto
Quaoar
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MessaggioInviato: Lun 25 Mag, 2009 14:59    Oggetto:   

Decisamente pirati d'altura: preferisco chi opera ai confini Rolling Eyes
Ipsa dixit!Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di comprendere sempre la differenza
Nestor
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MessaggioInviato: Lun 25 Mag, 2009 17:37    Oggetto:   

Intanto, a proposito del combattimento all' interno di una navetta vorrei ricordare che il Kevlar è difficile da bucare, in quanto disperde lungo una superficie la pressione ad alta velocità di un proiettile a punta conica, ma non da tagliare. Una freccia da caccia, a punta affilata (non conica come quelle per uso sportivo), ne ha facilmente ragione. Quindi, paradossalmente, direi pistole out, balestre in, e così le armi da taglio.
Quanto alla tortuga orbitale, ricordate che ipotizzo un orbita particolarmente affollata e la nostra base pirata puà ricorrere a contromisure elettroniche per cammuffarsi, farsi passare ora per un agglomerato perfettamente legale, ora per una serie di depositi per pezzi di ricambio. Oppure, male che vada, cambiare orbita con mezzi propri e mettersi in geostazionaria su un qualche stato neutrale o compiacente (ipotizzo che in una fascia orbitale molto sfruttata, il diritto all'inviolabilità di uno sapzio aereo si estenda all' orbita bassa). Insomma, il modo si trova.
Rimane sempre il nocciolo della questione per l'effettivo atto di pirataggio, ovvero: Come lo abbordo uno shuttle?
Ricordo un Nathan Never dove se ne parlava (L'abbordaggio faceva parte dell'addestramento di un fante spaziale), ma non ricordo se l'autore entrava in particolari.
E se conosci te stesso e non ti sei neanche simpatico?
Quaoar
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 25 Mag, 2009 18:33    Oggetto:   

Nestor ha scritto:
Intanto, a proposito del combattimento all' interno di una navetta vorrei ricordare che il Kevlar è difficile da bucare, in quanto disperde lungo una superficie la pressione ad alta velocità di un proiettile a punta conica, ma non da tagliare. Una freccia da caccia, a punta affilata (non conica come quelle per uso sportivo), ne ha facilmente ragione. Quindi, paradossalmente, direi pistole out, balestre in, e così le armi da taglio..


Infatti un fiorettista che indossava un giubbotto di kevalr fu ucciso dal troncone del fioretto dell'avversario, che si ruppe durante un affondo e lo prese dritto al cuore. Direi comunque arma binaca, con o senza armature.


Nestor ha scritto:
Quanto alla tortuga orbitale, ricordate che ipotizzo un orbita particolarmente affollata e la nostra base pirata puà ricorrere a contromisure elettroniche per cammuffarsi, farsi passare ora per un agglomerato perfettamente legale, ora per una serie di depositi per pezzi di ricambio. Oppure, male che vada, cambiare orbita con mezzi propri e mettersi in geostazionaria su un qualche stato neutrale o compiacente (ipotizzo che in una fascia orbitale molto sfruttata, il diritto all'inviolabilità di uno sapzio aereo si estenda all' orbita bassa). Insomma, il modo si trova. .


Lo spazio aereo non si estende allo spazio orbitale. Gli oggetti in orbita tecnicamente fanno parte dello stato che li ha lanciati: per esempio i moduli della ISS appartengono ai vari stati che li hanno costruiti: i moduli USA agli USA, quelli italiani all'Italia e così via. Fortunatamente non è ancora stato richiesto l'uso del passaporto per spostarsi da un modulo all'altro, ma qualche burocrate illuminato un giorno potrebbe farsi venire strane idee.
Se il proprietario è un apolide, la stazione diventa automaticamente uno stato sovrano.
L'idea della Tortuga è carina, ma potrebbe anche trovarsi in un cratere lunare o nelle zone di Lagrange, che possiamo ipotizzare anche molto trafficate.

Nestor ha scritto:
Rimane sempre il nocciolo della questione per l'effettivo atto di pirataggio, ovvero: Come lo abbordo uno shuttle?
Ricordo un Nathan Never dove se ne parlava (L'abbordaggio faceva parte dell'addestramento di un fante spaziale), ma non ricordo se l'autore entrava in particolari.


Premesso che una grande nave esegue solo navigazioni da orbita a orbita senza mai rientrare, il pirata potrebbe accodarsi ai vari shuttle che eseguono le operazioni di carico e scarico, magari hackerandone i codici di riconoscimento. Se scoperto prima dell'attracco potrebbe puntare i laser e costringere l'equipaggio a sganciare il carico.

Un saluto
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MessaggioInviato: Mar 26 Mag, 2009 09:40    Oggetto:   

Insomma, molto dipende dallo scenario e dalla storia che si vuole creare. Un abbordaggio nello spazio profondo ricorda molto gli abbordaggi classici veliero-veliero, in orbita quello dei barchini somali. il problema è che nella realtà la logica non funziona mai. Per esempio, fermare i barchini somali sarebbe possibile pattugliando continuamente la costa somala con elicotteri, ma la Somalia non lo permette e farlo ai limiti delle acque internazionali è quasi una dichiarazione di guerra. E' solo un esempio.
Uno stato in preda ad una corruzzione da terzo mondo...
Alias Starcruiser.
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MessaggioInviato: Mer 27 Mag, 2009 20:00    Oggetto:   

...e pirati spaziali da vuoto interstellare?

Navi capaci di viaggiare a velocità prossime a quelle della luce potrebbero portare in giro postumani per anni ed anni fra un sistema e l'altro...in questo caso il vuoto fra i sistemi stellari sarebbe ottimale come punto di attacco...
I have a baaaaad feeeeling about this!
Starcruiser
Vogon Vogon
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MessaggioInviato: Gio 28 Mag, 2009 11:07    Oggetto:   

Credo che quaoar si riferisse ad un periodo storico ed a tecnologie più vicine a noi...
Alias Starcruiser.
Quaoar
Horus Horus
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Località: Fascia di Kuiper, 6 miliardi di km dal Sole
MessaggioInviato: Gio 28 Mag, 2009 14:47    Oggetto:   

Ares Cosmos ha scritto:
Credo che quaoar si riferisse ad un periodo storico ed a tecnologie più vicine a noi...


In effetti, i viaggi a velocità relativistica sono un po' al di fuori dell'"hard fiction" perché prevedono tecnologia completamente nuove e probabilmente anche nuove leggi fisiche: antimateria come fonte di energia, che ancora non sappaimo affatto come produrre su scala industriale e come immagazzinare in sicurezza e sicuramente una qualche campo esotico di energia protettiva, visto che quando si viaggia all'86% della velocità della luce, un ogetto ha un'energia cinetica pari alla sua massa a riposo, il che vuol dire che l'impatto di un micrometeorite di un grammo ha l'effetto d'una testata nucleare.
C'è poi da dire, che uno scenario con navi relativistiche è assolutamente incontrollabile: una nave di trecento tonnellate che impatta sulla Terra all'86% della velocità della luce, libera ben 27 Zettajoule di energia (27*10^21 joule): non so se sono sufficienti per spaccarla in due, ma sicuramente estingue ogni forma di vita.

Un saluto
Quaoar
L'uomo che ha raggiunto il successo e l'uomo che ha fallito sono esattamente nella stessa posizione. Entrambi devono decidere cosa fare dopo.
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