ammazzatopic se la suona e se la canta (legge),


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ammazzatopic
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 01 Ago, 2008 00:06    Oggetto: ammazzatopic se la suona e se la canta (legge),   

ecco l'ammazzatopic che gesticola a piene mani (2), strabuzza gli occhi (sempre 2) e fa le vocette mentre racconta dell'ultimo libro letto.
(ah, per precisione di dettaglio, potreste anche figurarmi con una confezione da 24 di pennarelli carioca dietro l'orecchio destro, che quando leggo mi piace anche scrivere del mio, casomai incontrassi l'autore)


va be'.

recentemente ho letto:
notizie da un'isoletta di bill bryson (splendida edizione tea in fase di saldo estivo)

esilarante racconto dell'attraversamento di parte del regno unito utilizzando o le gambe o i mezzi pubblici da parte dell'intrepido bill.
un po' tre uomini in barca ed un po' (poco) paul theroux e un po' lonely planet personale.
aneddoti, la ricerca del pub giusto, note architettoniche, questioni linguistiche e toponomastiche, famosi personaggi britannici ("andai in cerca di tintern abbey, resa famosa, com'è noto, dai celebri versi di wordworth:"so essere noioso anche al di fuori del lake district"" Laughing o anche "alla morte del duca [w.j.c. scott-bentinck], gli eredi trovarono tutte le stanze della casa non sotterranea prive di mobilia, eccetto una, al centro della quale stava il cassettone del duca. l'androne principale appariva misteriosamente privo di pavimento. la maggior parte delle stanze era dipinta di rosa. l'unica stanza del piano superiore abitata dal duca era zeppa fino al soffitto di centinaia di scatole verdi, ognuna contenente una parrucca marrone scuro. insomma, si trattava di un uomo che valeva la pena di conoscere." e come come come non desiderare saperne di più, del quinto conte di portland!) e famosi per nessuno personaggi britannici (la signora smegma - smegma? Laughing l'affittacamere di dover)

insomma, un romanzo godibilissimo cui, purtroppo, mancano una mappa dettagliata e fotografie dei luoghi visitati e, soprattutto, delle porcherie architettoniche descritte ("... da allora ho sempre ritenuto che si trattasse della più grande follia architettonica [hotel sheraton di hobart, tasmania] che avessi mai sentito. non credo che il tizio di hobart abbia progettato anche i due palazzi di inverness - ed è terribile pensare che al mondo ci sono due menti tanto malvagie -, ma è certo che abbia buone possibilità di lavorare nello stesso studio.")

personalmente adoro le guide turistiche, ed i ricettari.

ah, di bill bryson ho letto pure: una città o l'altra (ridevo da sola); un paese bruciato dal sole (viaggio in australia, non così entusiasmante); e una passeggiata tra i boschi (su per gli appalachi da semi sprovveduto, grazioso); ho in libreria da due anni "breve storia di quasi tutto", prima o poi lo leggerò.
if i were you and you were me i would stand and pee.

Fidati della volpe, della lince, del tasso, ma non della donna dal culo basso.


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ammazzatopic
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 01 Ago, 2008 09:20    Oggetto:   

ah, e stanotte ho iniziato noi di richard mason (ed. einaudi).

che romanzone! con la collaudata scrittura girisbicola di mason (un po' roba da femmine, anche un po' kitch, ma così ipnotica. "la casa ha indossato sulla tristezza la maschera di chi si fa coraggio, e a un estraneo può sembrare accogliente. soltanto chi ci vive sa che è placida come l'amato spaniel piazzato accanto al fuoco dopo che l'intervento del tassidermista l'ha acciambellato in un sonno eterno. mia madre ha preso la nostra infanzia e l'ha fatta imbalsamare: ne rimane l'immagine, ma l'essenza è sparita, e dove un tempo c'era così tanto, resta oggi pochissimo da dire.")
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Jabbafar
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MessaggioInviato: Ven 01 Ago, 2008 09:35    Oggetto:   

si ma, alla fine, qualcuno muore di morte violenta? sesso? ...
io e spock
ammazzatopic
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 01 Ago, 2008 09:44    Oggetto:   

Jabbafar ha scritto:
si ma, alla fine, qualcuno muore di morte violenta? sesso? ...

ma certo!, i protagonisti sono quattro di cui una già defunta ancor prima di cominciare, uno votato all'autodistruzione (ma alla fine, secondo me ce ne sarà per tutti) e un lavoretto senza rovinare il lavoro del parrucchiere nelle prime pagine.
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jonny lexington
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MessaggioInviato: Ven 01 Ago, 2008 16:31    Oggetto:   

ma perché il titolo della discussione finisce con una virgola?
Non sono sicuro
"those who can't laugh at themselves deserve the most mockery"
ammazzatopic
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 01 Ago, 2008 18:17    Oggetto:   

jonny lexington ha scritto:
ma perché il titolo della discussione finisce con una virgola?
Non sono sicuro

perchè nella prima stesura non era il titolo ma l'incipit di un lungo enunciato che poi ho decurtato.
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ammazzatopic
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MessaggioInviato: Dom 03 Ago, 2008 22:22    Oggetto:   

noi di richard mason (ed. einaudi)

l'autore, giovane promessa ormai mancata della letteratura anglosassone, manca di ripetere il successo del precedente romanzone "anime alla deriva". propone un racconto a più voci - che definirlo corale è eccessivo -; quattro protagonisti, dall'adolescenza alla maturità.

un po' di riassunto:

gino e peppina son fratelli, lei è minore ma combattiva, cannaiola e ciuccellona; lui un povero pirla lungaccione e secchione che soffre soffre soffre nell'ombra dell'ingombrante sorella.
pinotto è l'arricchito dalla sorte che dalla periferia si trasferisce al college prestigggioso ma, ahime! snob (nel senso primevo del termine) è e snob rimane e, in quanto tale è fatto attenzione del maschio alfa, il prepotente fanfulla.

ecco che da oltreoceano, con tragedie di disistima tutte sue (madre tiranna e fichissima, genitore maschio scopertosi omo e fidanzato ad emaciato professore inglese, lei, la poverina, è pure anoressica e stupidella) giunge mimì.

mimì si appaia, com'è logico con gino. si amano ma non si parlano e quindi vivono la loro storia nell'incertezza: nel romanzo le loro voci sono quelle di due adolescenti vacui e privi di consapevolezza.

ovviamonte pinotto scopa come un ricetto con peppina. ed è amoure amoure amoure! di quello rivoluzionario.
siccome peppina soffre delle disgrazie sociali e dei soprusi che il suo pinotto ha dovuto subire a causa della cattiveria di fanfulla.
e anche perchè il fanfulla ogni tre per due è ciucco come tutti i rubizzi inglesi di oxford della storia, e anche guida - che già in uk guidano contromano, quindi doppio casino.
dicevo, il fanfulla nella brughiera sbanda, accoppa una volpe e riprende a dormire al volante comodamente adagiato ad una siepe.

la peppina coglie l'occasione per fargli un tiro mancinissimo ed inscena un mega incidente con vittima una bambinella innocente.
nel mega tramone coinvolge la povera mimì, il succube gino ed il desideroso di rivalsa pinotto.
faranno credere al fanfulla di aver investito la piccina e lasceranno fra le sue cose messaggi con scritto SAPPIAMO CHE SEI STATO TU.
tuttavia, essendo la peppina ragazza anarchica e dal cuore grosso ma dai piedi malfermi, - nel mentre di una scorribanda per lasciare un altro messaggio - ella cade, batte il capino e schiatta.

i tre superstiti, soffrono ognuno a modo suo e si allontanano carichi di colpe e di rancori.

per anni non si sentono. il fratello della defunta diviene un tristo insegnante di inglese, la mimì sposa un uomo prestigioso che la tiranneggia e il pinotto beve beve e beve ma, grazie ad un programma tipo grande fratello dell'arte, si scopre grande performer artistico e ha un enorme successo perchè, come è noto, basta metter insieme un po' di fuffa che un gallerista si trova e da lì è fatta. ma elo è cinico, così come il destino è baro.

la sera di un'ultima grande inaugurazione, pinotto ordisce un piano diabolico che renderà onore alla defunta ed invita i due altri perdenti ad assistere. e pure il fanfulla, ora un magnate del petrolio, che è colpa sua se la peppina l'è scivolata e s'è dipartita, benchè il fanfulla ignori tutta la tragedia.

egli ha collocato un'istallazione che resembla di brutto una bara su cui, nel buio più totale, compare la scritta SAPPIAMO CHE SEI STATO TU.

il fanfulla, per nulla colpito, si mette a ridere, esce dalla galleria, seguito dal pinotto cui rivela di aver capito subito che l'investimento in realtà era un tiro mancino ma mai avrebbe sospettato che potesse essere quello sfigato del pinotto.
ridendo ridendo salgono sull'auto del fanfulla, vanno a cento all'ora, lottano per il controllo del volante ed infine si spalmano su un qualche muro londinese.

un romanzo sciapo, basato su una vicenda futile ed insensata, con personaggi ridicoli ed una scrittura priva di pregio.

si salva solo una riflessione:
"il mondo si comprende di tre generi di individui: tiranni, vittime e spettatori. così è da sempre e così continuerà ad essere, perchè in qualche oscura maniera i tre ruoli si completano a vicenda. un tiranno non può essere un tiranno senza una vittima, e gli spettatori gli saranno altrettanto necessari, perchè la sete di potere si accompagna inevitabilmente al bisogno di pubblicità. chiunque sia tagliato per la tirannia, troverà sempre una vittima ed un pubblico."
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Wintermute
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MessaggioInviato: Dom 03 Ago, 2008 22:45    Oggetto:   

al seguito di tale lettura che mi solfeggia rorida di lapalissianeità ('spetta che rileggo questo sostantivo neofita, sì, ok)
ti consiglio la sobria lettura di Cento modi per il gatto di addestrare il proprio umano, in cui
"Non dimenticatevi di "fare la pasta" sulla loro pancia. Gli umani vanno in brodo di giuggiole di fronte a queste gesto da cuccioli. ma lo trovano anche estremamente doloroso. Godetevi la loro espressione: un misto di dolore e piacere"
e questo, secondo me, mortifica circa 100 anni di letteratura psicologico-sentimentale
Cool
"Se ti sembra che non stia succedendo nulla è perchè si sta preparando ad accadere

in borsa: "The Graveyard Book - N. Gaiman
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MessaggioInviato: Lun 04 Ago, 2008 16:54    Oggetto:   

onde riappacificarmi con la lettura, comincio pastorale americana di philip roth.
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MessaggioInviato: Gio 07 Ago, 2008 09:05    Oggetto:   

pastorale americana è, per dirla tutta, un romanzo incentrato e scritto sulle pippe mentali.

ma son pippe interessanti.
ciò a perenne sostegno del fatto che su ogni cosa si può scrivere e si può pure scriverne bene.
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MessaggioInviato: Mer 13 Ago, 2008 11:41    Oggetto:   

vorrei discettare di "pastorale americana", ma son di corsa e sto finendo "zio fred in primavera" di wodehouse.

ci si senta alla prox.

(che bello parlare da sola.)
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MessaggioInviato: Dom 17 Ago, 2008 10:44    Oggetto:   

la tredicesima storia di diane setterfield (ed. mondadori)

un romanzo che si sforza, pur senza la protervia di negarlo, di sembrare un romanzo classico inglese sul modello di jane eyre, cime tempestose, giro di vite e compagnia cantanti.

la trama è semplice, intrigante e scorrevole:
una sciapa libraria orbata alla nascita della propria gemella viene contattata dalla più famosa e misteriosa scrittrice britannica vivente, vida winter, affinchè ne raccolga la biografia definitiva prima che ella schiatti per causa di un brutto male.

la sciapa misantropa è perplossa (anche perchè lei legge solo autori defunti), tuttavia, debitamente pungolata da vivienne westwood (fisicamente l'immaginaria scrittrice e la vivente stilista son tali e quali) cede e si trasferisce nella magione nella brughiera (ovviamente è inverno, dato che, nella brughiera è sempre inverno) e ascolta la storia di due gemelle, una sorta di yin e yang, che crescono selvatiche e bizzarre dedite a svariate sevizie.

ovviamente ci sono un giardiniere e una governante (figure riprese su due piani temporali, e rovesciate rispetto a "giro di vite"), il medico impiccione, la tata risoluta e il fantasma di casa.

la scrittura è monotona ed elementare, non priva di certe ovvietà che mi mal dispongono alla lettura (es. "naso finemente cesellato").


comunque una storia gradevole, che scivola via.


grazie ad anto che mi ha omaggiato del libro.
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MessaggioInviato: Dom 17 Ago, 2008 12:21    Oggetto:   

inoltre, siccome, sto facendo passare il tempo in attesa che la lavatrice centrifughi, dirò pure che recentemente ho letto

"Ma gli animali si lavano i denti?" di Wiesner Henning (ed. fabbri) un libro scritto dal direttore dello zoo di monaco di baviera ed inteso per bambini, con splendide illustrazioni e molte notizie interessanti.

e anche

"zio fred in primavera" di p.g. wodehouse (ed. tea), il terzo della saga di blandings - funestato da un'inutile prefazione -, la solita accozzaglia di personaggi strampalati e dediti al vorticoso scambio di persone.
nonostante l'inizio un po' sottotono, poi prende la corrente veloce e viaggia spedito. un consueto wodehouse, anche se non uno dei migliori. gli zii che non sono lord emsworth non mi stanno molto simpatici.

da "pastorale americana" di philip roth (ed. einaudi) mi aspettavo di meglio, ma pur sempre una buona lettura sull'immancabile perdita dell'innocenza, anzi, del candore. e, nonostante la divisione in parti che richiamano a milton, secondo me molto più blake.
senza sprazzi, ma triste ed inesorabile fino alla fine lasciata in sospeso.
anche perchè la storia, di per sè, non esiste.
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MessaggioInviato: Dom 24 Ago, 2008 20:13    Oggetto:   

attualmente sto leggendo un wodehouse (i porci hanno le ali) ed una guida di parigi (the rough guide), wodehouse è sempre quello e non ci piove, la guida, d'altro canto, possiede un fascino pettegolo in quanto l'autore viaggiatore non esita ad infarcire di commenti personali le descrizioni dei luoghi.

es.
" la solenne facciata è drammaticamente interrotta da una colonna scultorea orrenda, un'opera di bernaqrd pagès eseguita in occasione del bicentenario della rivoluzione del 1989, che somiglia a delle spine e a del nastro adesivo appiccicoso rosso e blu."

bisogna aggiungere che la guida in questione, acquistata in mega saldo in quanto edizione vecchia è pure graficamente strampalata con un sacco di refusi e di note tipo "aggiungere didascalia".
insomma, un affarone.
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Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 04 Set, 2008 22:04    Oggetto:   

io ora leggerò il catalogo dell'ikea. Smile
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