Robot 81


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Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Ven 03 Nov, 2017 11:13    Oggetto: Robot 81   

Colpevole ritardo, considerando che il numeor precedente non l'ho commentato. Sappiate però che rimane sempre di buon livello.

Pat Cardigan, eroina di questo numero, con una lunga intervista in previsione epr la sua partecipazione a stranimondi (che ho perso... sigh... ), ci presenta un racconto più vicino al fantastico puro, o al weird se preferite le nuove nomenclature. Alla fine del mondo tutto si ferma, è statico, il tempo non passa, le persone non muoiono e attendono, attendono. Ovviamente l'umanità scade (senza eccessi in realtà) e qualcosa di insospettabile turba l'indifferenza e l'apatia di chi attende opulento una fine arrivata ma non definitiva.

Davide Del Popolo scrive un racconto perfettamente italiano, intriso del provincialismo che deve affrontare un uomo di ritorno da lunga missione spaziale. E la dura realtà supera l'immaginaizone e coloro che dovrebbero perdonarci per i nostri errori non riescono quindi ad imaginarsi perché doverlo fare.
Non so è un tipo di racconto che non rientra perfettamente nelle mie corde, anche se innegabilmente ben fatto.
I racconti di Emanuela Valentini e Lorenzo Crescentini hanno in comune il bilico tra realtà e allucinazione, la prima con un classico racconto gotico (che riprende il tema del bello e dannato) e il secondo con l'angoscia di un bambino che non riconosce più la madre.
Entrambi piacevoli.

China Mieville, nella sua grande abilità, costruisce un "non racconto" che è una sconvolgente verità che traspare da una serie di rapporti, articoli e foto a lui recapitati per sbaglio. Un racconto sprimentale che non fa faville (e la cornice fornisce un sorta di anticlimax) ma penetra sottilmente e dà sostanza ad uno dei sospetti che abbiamo da sempre, ossia che le città "non siano come sembrano".

Gli articoli stavolta non eccellono rispetto ai racconti e probabilmente è perché la qualità degli ultimi si è un po' alzata ultimamente.
La discussione sullo scrittore di FS come "politico", in quanto innovatore e lungimirante, ossia le doti fondamentali per un buon governante, è un po' tirato per i capelli e probabilmente pretestuoso, ma non di meno interessante.
La disamina della serie tv L'Uomo nell'Alto Castello prende spunto per analisi a 360 anche sulla FS in generale, negli USA.
E il ricordo di Clark Ashton Smith cerca di rendere giustizia ad un nome relegato al passato, forse fin dalla sua comparsa...
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