Ghost in the shell (2017) - Possibili spoiler


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Autore Messaggio
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Dom 17 Set, 2017 18:28    Oggetto:   

jonny lexington ha scritto:
 
La storia è per certi versi un po' banale, anche se il cambio di direzione fra chi è "buono" e chi "cattivo" è interessante. Mi ha ricordato un po' il primo gioco "Deux Ex" - monumentale. Nulla di nuovo, dite? Beh, non è che ci siano molte soluzioni possibili: o il cattivo è cattivo fino alla fine, oppure ha in realtà i suoi buoni motivi per esserlo e diventa sotto certi aspetti buono.

Non e' questo il punto.
Guardati l' anime, la questione e' differente: parliamo di una storia in cui gli scontri, anche fisici, sono continui.
La questione e' che l' anime (anche il manga, ma l' anime meglio IMHO) non pone la questione in termini di buono contro cattivo (al punto che nel film si inventano un personaggio per avere uno scontro finale) ma in termini di identita' (tema centrale fino a meta' film ma che poi viene sminuito nel finale) ed evoluzione.
Il film non deve finire con un mega combattimento con super villain: puo' avere un finale filosoficamente opposto a quello dell' anime, ma cosi' come e' uscito al cinema e' solo un action movie.
Il fatto e' che l' anime non e' un action movie, per quanto grondi azione e violenza per tutto il film.
Dunque al film 6,5 mentre all' anime 9.
Tutto qua.
_Kaos_
Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2017 03:07    Oggetto:   

Ma no Jonny, proprio te?
senji
Time Lord Time Lord
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MessaggioInviato: Dom 12 Nov, 2017 09:21    Oggetto:   

Visto anch'io. Premetto che non ho mai letto il manga ne mai visto l'anime, quindi per me è terreno vergine. 

Film molto molto bello, uno dei migliori di sf visti negli ultimi anni, funziona tutto perfettamente: storia (bella e con contenuti importanti), regia (ottima, niente buchi ne cavolate ne facilonerie, lineare e coerente), personaggi e una serie fantastica di scenografie ed effetti veramente eccezionali (sopratutto la Tokio del futuro). 
Difficile trovare un difetto, e a me riesce solitamente bene.
Non potendo fare confronti con la storia originale non posso commentare quanto detto da altri sopratutto sullo scarso sviluppo della parte "filosofica", il concetto di identità, coscienza, ecc... però mi sembra che il film esplora in modo + che dignitoso la questione e la pone con "sufficiente impegno" all'attenzione dello spettatore.
Ripeto film ottimo, almeno per chi non ha confronti con il soggetto originale.

Due parole su Scarlett: tralasciando che è semplicemente spettacolare direi che si nota un suo grande impegno nell'acquisizione del ruolo, ha fatto palestra, lo sforzo nella postura e nelle espressioni, ecc... ma ribadisco la mia personale idea che secondo me lei è poco adatta per questo tipo di ruoli di "super-eroe" action e duri; gli si addicono molto di + ruoli romance e/o comedy.

Inoltre direi anche che non si capisce per quale motivo una ragazzina giapponese (...) diventa (o...debba diventare) una ragazzona bianca caucasica. Nella logica della storia la cosa non ha senso.
Palomino
Horus Horus
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Località: Virtualmente tra monti e mare
MessaggioInviato: Dom 03 Dic, 2017 14:36    Oggetto:   

Credo di aver chiuso il cerchio di GTS.
A Lucca ho comprato il volume della Star Comics che raccoglie tutto il manga di "Ghost in The Shell".
Di fatto è un'altra storia. La Motoko "cartacea" non si crea problemi filosofico-psicologici nell'essere un cyborg. Ha relazioni sentimentali, è permalosa, allegra e spietata. Molto umana nelle sue reazioni.
Quella dell'anime è più seria.
Quella del film è tormentata.
Da un certo punto di vista il film ha una visione moralista su un possibile sviluppo artificiale dell'uomo. Motoko è diventata un cyborg non per sua scelta, un suo collega si è fatto sostituire il fegato "per poter bere senza problemi" (dice scherzando?), i "cattivi" hanno fatto tutti delle modifiche che i "buoni ma poveri" non si possono permettere. 
Tra il manga ed il film live action c'è veramente una grande distanza.
Palomino.
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Lun 04 Dic, 2017 10:48    Oggetto:   

Mi ricordo uno dei primi commentari arrivati in italiano sui racconti cyberpunk, come La Musica del Sangue, di Greg Bear, dove si faceva notare che la mancanza di tormento psicologico per gli stravolgimenti che il corpo subisce è un odei tratti che porta dalla vecchia FS alla nuova (parafrasi tutta mia eh, ma il concetto no).

Ecco, nel manga si ha una visione molto moderna della FS, non tanto in termini di tecnobubbole, pur di altissimo livello, ma proprio di approccio allo sviluppo tecnologico che prosegue dal 1945 al 20XX a tendenza vertiginosa
Davide Siccardi
Horus Horus
Messaggi: 5526
MessaggioInviato: Lun 04 Dic, 2017 20:32    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Mi ricordo uno dei primi commentari arrivati in italiano sui racconti cyberpunk, come La Musica del Sangue, di Greg Bear, dove si faceva notare che la mancanza di tormento psicologico per gli stravolgimenti che il corpo subisce è un odei tratti che porta dalla vecchia FS alla nuova (parafrasi tutta mia eh, ma il concetto no).

 

E' lo stesso tipo di approccio con le droghe: nella sf (ma un po' in tutta la narrativa) anni settanta c'e' un approccio entusiastico e mistico nei confronti delle droghe e dei suoi effetti, anche quando le dipendenze vengono raccontate nei dettagli piu' pesanti.
Nella narrativa cyberpunk, perche' quello e' il Bear che tu citi (che compare tra i fondatori del movimento) e perche' Ghost in the shell in tutte le sue manifestazioni tale e', la droga ritorna ma in forma piu' analitica.
E' funzionale a precisi scopi e la descrizione degli effetti indesiderati ma inevitabili (e vengono posti come inevitabili, privi di qualunque alibi) e' cruda e ineluttabile.
A volte le conseguenze vengono aggirate, come avviene nei romanzi di Richard K Morgan, ma a patto di pesante rimaneggiamento del corpo e sempre nell' ottica di un corpo visto in senso molto meccanico e privo di qualunque enfasi estatica.
Il manga e l' anime in questo senso sono su una linea simile: il rapporto con la tecnologia e' vista come un dato di fatto, uno strumento funzionale, e l' anime per quanto piu' freddo (e narrativamente ed esteticamente piu' coerente se vogliamo) non tradiscono il loro senso di accettazione dei frutti del futuro, semmai alzano l' asticella puntando verso un nuovo riconoscimento del senso di identita' ed umanita'.
Il film invece si avvicina ai quesiti giusti, si pone esteticamente in maniera interessante e personale, ma poi riduce il finale ad un combattimento buono contro cattivo ed in un certo senso rifiuta l' evoluzione del concetto di personalita' verso nuove forme di identita' identita'.
E' un po' pasticciato sul finale, dove perde coraggio.
Forse e' figlio dei tempi in cui viviamo, in cui si comincia a manifestare paura nei confronti dei cambiamenti che stiamo vivendo perche' ne viene piano piano percepita la vera profondita'.
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