Robot 79


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Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 21 Feb, 2017 12:14    Oggetto: Robot 79   

Consueto appuntamento per la nostra rivista, chge avrei finito da qualche giorno ma non ho avuto testa per scriverci su. Ottimo numero, con nessun momento morto, grazie a due autori stranieri e soprattutto 4 racconti italiani di qualità, essendo stati scelti come finalisti epr il premio Robot (beh questo a parte la delusione precedente del vincitore... Cosa che anora non mi spiego... ).
Come sempre più che la trama, citerò le mi impressioni e il giudizio. E devo dire che il racconto di Reynolds, su questa inghilterra post inverno nucleare regredita a medioevo con tanto di creature fantastico/tecnologiche (e che sembra preludere ad una serie di racconti o un romanzo molto più lungo) non è poi tanto migliore del racconto di Samuele Neva, il portatore di Dio, anch'esso preludio a faccende più grandi (ma qui siamo ai giorni nostri con una sorta di cospirazione che coinvolge la chiesa e un'organizzazione antagonista). Certo Reynolds ha dalla sua una maggiore abilità di scrittura, ma il racconto è semplice e lineare, e non è qualcosa di trascendentale. Se gliitaliani continuano su questa strada potranno raggiungere benissimo certi traguardi (sto leggendo anche il libro sul pianeta Coyote di Allen Steele e anche qui, trame semplici, scrittura lineare, world buildbuilding preso al 90% dalla colonizzaizone del nord-nord america, quindi anche qui nulla di irraggiungibile).
Se gli Italiani mettessero a) più impegno nel conoscere le materie scientifiche b) un piccolo salto nella qualità della scrittura, beh potremmo avere finalmente una FS degna veramente di nota.
"Ultima persona singolare" è un racconto ambientalista (e di ivnaisoni aliene!) con un finale amaro, "Estrazione" è un piccolo giallo imperniato su un grande classico: la cancellazione della memoria. Sono buone prove che si fanno ben leggere, senza cadute. Scafandro di Emanuele Piredda torna su atmosfere post apocalittiche, sulla sopravvivenza e sul lupus homini lupi. Anche qui sembra un preludio ad altre storie. Alcuni punti forse si potrebbero limare, altri arricchire, ma la sostanza c'è.
L'ulitmo racconto, vincitore dello Hugo 2016, è ovviamente il pezzo forte del numero e a ben ragione. La fantascienza cinese era già stata esplorata da urania in un paio di numeri antologici, di cui ne ho uno ma che non mi convinse eppure questa giovane scrittrice, pur nella sua grande ingenuità, riesce a costruire una storia mirabolante e vibrante. Mirabolante perché il titolo "pechino pieghevole" è davvero indicativo e vibrante perché se da noi espressioni "lavorare come un cinese" è solo dovuto alla percezione di negozi aperti 24 ore su 24 o simili, per loro è qualcosa di decisamente più profondo. QUalcosa che qui si percepisce perfettamente, assieme all'ingiustizia e al riscatto, al moto amoroso, il pragmatismo che perde di vista le cose essenziali e via dicendo.
E' comunque un racconto che fa nascere la sua complessità dallo stratificare eventi e personaggi, partendo anche da una premessa un po' naif (senza parlare della scrittura non particolarmente incisiva ma motlo scorrevole) eppure resa se non plausibile, almeno accettabile. Il rischio di essere ridicoli era molto alto ed è stato sventato dalla leggerezza dell'insieme. Il plauso è d'obbligo.

Ottime come sempre le rubriche, partendo da quel "fantascienza e socialismo" che poco si avverte nella percezione degli USA anticomunisti per eccellenza come si sono sempre mostrati. Eppure, c'è un eppure...
C'è poi uno speciale su Cory Doctorow, scrittore di punta di una sci fi che sa essere all'avanguardia delle idee, una piccola panoramica sui veggenti più famosi ed influenti, e l'interessante intervento di Lippi "per una fantascienza lunare", che pur saltando di palo in frasca con leggerezza (e un po' di straniamento, eh) riesce ad assestare un paio di ottime intuizioni, che vale la pena di soffermarci sopra (tra cui il desiderio di "barbarie" di Howard, più lotta a fine a sé stessa che dominio, contrariamento da chi lo vede come archetipo dittatoriale).

Insomma, numero ricco e profondo, bene!
orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Mar 21 Feb, 2017 15:21    Oggetto:   

Per ora posso dire: bella la copertina! Smile
Mi è arrivato da troppo poco e sto finendo un'altra cosa: poi subito Robot, stavo andando in astinenza.
samuele nava
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Mer 22 Feb, 2017 13:51    Oggetto:   

Grazie Fedemone per l'apprezzamento al mio e a tutti i racconti italiani. I riscontri positivi sono sempre stimolo per l'entusiasmo creativo. Segnalo solo che il mio è il racconto "Ultima persona singolare" (ambientalista con invasione aliena), mentre "Il portatore di Dio" è dell'ottima Ilaria Tuti. Grazie ancora Smile 
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mer 22 Feb, 2017 16:03    Oggetto:   

Ops, scusa, avevo il numero di Robot sottomano ma essendo al lavoro a volte guardavo l'indice a volte la quarta di copertina, e pur temendo di sbagliare qualche nome alla fine non ho revisionato...

Cmq gli apprezzamenti sono tutti dovuti, aspettiamo altri lavori!
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Gio 02 Mar, 2017 13:16    Oggetto:   

Ah, visto che leggevo altrove le "ultime notizie" sulla scarsa qualità della lingua italiana presso giovani e meno giovani, vorrei far notare che in questo numero, non ricordo il punto esatto, viene usata la parola basico.
Ora, basico si riferisce ad una sostanza il cui pH è maggiore di 7, mentre immagina sia un "false friend " di "basic", che significa "di base", "basilare".
Per favore, correggete errori di questo tipo quando dovete fare le revisioni dei testi!!
orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Mer 15 Mar, 2017 12:40    Oggetto:   

Alla fine ho trovato il tempo di leggerlo. Ultimamente sono molto lento nelle mie letture, quasi un blocco.

Il numero mi è piaciuto, raro che non sia stato così, a dire il vero.

Se devo trovare una critica lo farei sulla "polemica", l'ho trovata molto compilativa e poco polemica, insomma, non ho ben capito dove si volesse andare a parare.
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