Robot 74


Autore Messaggio
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11147
MessaggioInviato: Mar 14 Apr, 2015 22:13    Oggetto: Robot 74   

Sarei curioso di ascoltare eventuali commenti su Robot 74, in particolare sui racconti.
Fedemone
Asgard Asgard
Messaggi: 1441
MessaggioInviato: Mer 15 Apr, 2015 14:35    Oggetto:   

Sono a metà (sto leggendo la sera, e durante i viaggi ne ho altri due... ) e posso solo commentare Ted Chiang per adesso, ma mi trovo (incredibilmente!) critico per questo lavoro.
Lo trovo un ottimo autore, con die lavori per certi versi miliari. Ora, anche tenendo conto che la FS di speculazione ha certi canoni, qui si fallisce nello scrivere un racconto attorno alle idee. Purtroppo la cornice e lo sfondo sono così vaghi da non dare empatia (mentre la contrapposizone tra cuore e ragione è proprio quello che caratterizza la sua narrativa e in particolare questo racconto, fin dal titolo), fallendo proprio la narrazione. A che serve tra l'altro svelare in maniera così banale il legame tra le due situazioni, che scorrono parallele e vicendevoli (stesso meccanismo de "storia della tua vita")?
Insomma, mi ha lasciato freddino anche se è comunque buono.

Spero di commentare oltre a breve - nel frattempo ho già finito gli editoriali, ottimi come al solito. La discussione sul principio antropico è ben fatta (con certi punti che difficlmente sono presi in considerazione) anche se forse il riferimento all'epistemologia forse è un poco fuori luogo (la teoria della consocenza è più la gnoselogia, perché l'e. è più filosofia della scienza) ma è davvero una fisima personale.
Fedemone
Asgard Asgard
Messaggi: 1441
MessaggioInviato: Mer 22 Apr, 2015 12:53    Oggetto:   

Stefano Paparozzi è l'autore di Rendez-Vous, un buon racconto che si dipana in una dozzina di mini capitoli, ognuno un passo sempre più veloce verso l'incontro del titolo. Ha essenzialment eun unico difetto, quello di avere u tema unico, quindi ogni capitolo non ha un senso in sé se non nell'ottica del finale a cui tutto converge. La lettura si dimostra quindi un po' uhmmm diciamo faticosa, non perché ci siano difficoltà ma perché viene complicato catturare l'attenzione del lettore con così pochi elementi, privi di azione, privi di personaggi chissà come sviluppati (non che lo spazio lo consentisse) o altro. Il finale illumina il tutto, quindi il risultato è positivo.

Leonardo Patrignani ci propone un racconto breve riuscito a metà: a parte il tema metaletterario (ampiamente sviscerato) è l'approccio della confessione/diario/lettera che cerca un dialogo impossibile con il lettore, sottolineandone la sua incredulità è proprio una tecnica narrativa adottata fin dagli anni '20, e proporla adesso lascia un po' il tempo che trova. dall'altra invece c'è una buona idea che non è sfruttata appieno, la possibilità degli ordini al lettore. Se fosse stato impostato come un segmento di piano più grande, in cui tra notizie rivelatorie si fosse inframmezzato una volontà precisa di far socrrere le cose in una certa direzione, coinvolgendo quindi direttamente in una trama d'azione, allora sarebbe stato un ottimo racconto. Così come è invece si nota una mancanza di idee di fondo. OK abbiamo le rivelazioni ultra mega super sconvolgenti (insomma... ) ma poi? Poi niente, forse accadrà qualcosa o forse no. Puntare tutto sulla rivelazione non è così potente come idea e come realizzazione, ci sarebbe dovuto essere qualcosa di più assieme, invece di perdersi in qualcosa del tipo "e poi si svegliò e tutto era un sogno" (che non è questo il caso ma si tratta dell'espediente tipico dello scrittore che non sa risolvere una situaizone e lascia tutto nel vago - qui è analogo).
Un paio di appunti extra, per il futuro: rifeirmenti a teconologie piuttosto contemporanee (file e backup) faranno sì che il racconto diventi obsoleto in qualche anno. Qui invece qualcosa di pià generico, ma archetipico e quindi eterno, avrebbe dato un respiro più ampio al racconto.
Secondo, c'è una falla di logica nel finale grande come un campo da calcio a sette. Qui una anticipaizone, che metto in bianco per evitare di rovinare la lettura:
O noi non esisitiamo per cui siamo del tutto controllati, siamo i perosnaggi di ua pagina scritta, quindi lettera e ipotesi di ribellione sono ridicole perché già note in anticipo se non proprio progrmmate - e qui sarebbe stato il gioco interessante da proseguire - oppure esiste il margine di volontà descritto alla fine, quindi alla fine noi esistiamo sul serio, poco forse, ma esistiamo. Ma non tutti e due. Il finale (ottimista a tutti i costi?) rovina il poco costruito prima

Anche Piero Schiavo Campo offre uno spunto ben noto a qualsiasi lettore di FS (Simulacron 3 è degli anni '60) ma la scrittura vivace dona un buon ritmo e si fa leggere con gran piacere. Anche se forse il principio antropico meriterebbe qualche idea extra Razz

Manca ancora il romanzo breve di Miglieruolo e poi Kelly.
Fedemone
Asgard Asgard
Messaggi: 1441
MessaggioInviato: Lun 27 Apr, 2015 17:08    Oggetto:   

Mi scuso per strafalcioni presenti nei post, il tempo è sempre pochissimo, rileggo di gran carriera, correggo (troppo) poco, ma spero che le analisi siano comunque interessanti.

Finito anche gli ultimi due racconti: Patrick Kelly punta tutto sull'ambientazione, la trama vien da sé. Molto esile davvero ma non è per nulla importante quando ci muoviamo in mondo così diverso, così pieno di sorprese. Qui le idee, magari semplici, non eccessive o complicate, fanno da padrone e il resto, - come si diceva - viene da sé. Il passaggio verso l'età adulta nello spazio è diverso che da noi? Non viene spiegato moltissimo lascinado il giusto spazio al lettore. Sapere usare molto bene molto materiale anche basilare è questione di mestiere, e il nostro ne ha da vendere.

Infine il romanzo breve di Miglieruolo, che come la maggior parte degli autori Italian idi questi anni è a me praticamente sconosciuto. Eppure la bravura nello scrivere c'è tutta, riesce a tenere il lettore con sé, lo porta dentro questa città infernale (che mi ricorda la città de L'Incal, con il suo iper degrado - anche se non è proprio una distopia, è un tipo di ambientazione di certo moolto usato). Scrittura vivace e forte che si fa anche perdonare alcuni italianismi inestetici (che ha senso nominare di sfuggita un ipotetico governo Berlusconi ivx? per la storia è del tutto ininfluente, ci sono troppi pochi dettagli affinché sia pittoresco, perderà di senso a breve e presso qualsiasi lettore straniero - avrebbe dovuto almeno insisterci un po di più, nome a parte, per dargli spessore e per rendere ancora meglio il clima tragico. Così sembra solo una battutina) su cui si poggia il racconto e con successo. la trama si svela piano, e anche senza appellarsi a chissà quale trovata riesce ad appassionare.
In definitiva è molto valido, spariamo che in futuro ci siano altri narratori di questo livello.

Un buon numero come sempre, anche se i giovani devono ancora lavorare molto
samuele nava
Hortha Hortha
Messaggi: 117
MessaggioInviato: Mar 28 Apr, 2015 20:44    Oggetto:   

Il racconto vincitore del Premio Robot mi pare ottimo. L'idea di base (dal Déjà-vu al rendez-vous) è sviluppata con stile originale e inserita in una vicenda personale (una sorta di diario/educazione sentimentale che si dipana tra dubbi di insanità mentale e certezza di essere se stessi) con il giusto equilibrio tra detto e taciuto, sottinteso e rivelato.
Alcune scene sorprendenti (i vari déjà-vu) sono forse ingenue e "cinematografiche", ma mi sono piaciute: aiutano la lettura a correre verso il finale. Insomma, un racconto ben costruito e con un protagonista dotato di personalità viva e non banale.
Il premio Robot ci ha rivelato un autore da tenere d'occhio, come suol dirsi.

Il racconto e l'articolo di Piero Schiavo Campo me li sono goduti col piacere che sempre mi dà la migliore divulgazione scientifica e la fantascienza che gioca con la vertigine delle ipotesi.
Forse niente di nuovo? non di meno è stato un piacere. Grazie!

Per ora mi fermo qui.
Smile
orcolat
Vorlon Vorlon
Messaggi: 986
MessaggioInviato: Lun 04 Mag, 2015 10:44    Oggetto:   

Non sono velocissimo a vuotare la mia coda di lettura, e di solito i numeri di Robot me li tengo come salvagente se casco in letture meno allettanti.
Il 74 l'ho appena iniziato, letto l'editoriale e iniziato Ted Chiang in bus stamattina.
Devo dire che il contenuto dell'editoriale fa pensare, ma mi ha un po' fatto storcere il naso l'esempio riportato (i vaccini neonatali) ...
Mi spiego; in un testo che si batte a favore dello spirito critico nelle persone, attraverso un corretto e difficile vaglia dell'informazione, cassare la scelta personale (giusta o errata) di non vaccinare un figlio perché è diventato di moda a causa di una nota bufala, mi sembra un po' riduttivo. Le motivazioni potrebbero essere altre.
Mi rendo conto che in tre facciate di editoriale sia difficile trovare esempi esaustivi a corredo della logica presentata e che il taglio possa avere inciso sulla mia percezione dell'esempio stesso.
Non per questo ritengo meno valido l'editoriale, anzi, facendomi pensare al caso specifico ha forse proprio ottenuto lo scopo prefissato.

Torno (ahimè) ad altro, in attesa di continuare la lettura di Robot 74 rientrando a casa.
HkG!
Cylon Cylon
Messaggi: 282
MessaggioInviato: Mer 12 Ago, 2015 10:24    Oggetto:   

Anche se in ritardo, commento un po' il racconto di Miglieruolo, scritto molto bene, ma... accidenti sono stufo e arcistufo di descrizioni di mondi degradati e fetiscenti, e di società depravate e miserabili... basta! Non è questa la fantascienza che mi piace leggere. 
Bene tutto il resto.
Mostra prima i messaggi di:   
   Torna a Indice principale :: Torna a Commenti sulla rivista Robot Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora

Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum