Il Grande Cambiamento. Seconda parte


Autore Messaggio
Starcruiser
Vogon Vogon
Messaggi: 673
MessaggioInviato: Mar 23 Set, 2014 10:09    Oggetto: Il Grande Cambiamento. Seconda parte   

Una camera cilindrica spoglia. Cinque poltroncine anatomiche in cerchi con altrettanti esseri seduti dentro che si guardavano uno con l'altro. I cinque esseri erano alti come bambini, con una grande testa, la pelle liscia color verde azzurro tenue, due grandi occhi scuri, naso abbozzato e bocca proporzionata. Le loro braccia si allungavano nell'aria mentre mani e dita parevano muovere comandi invisibili. Sulle teste avevano una sorta di corona nera con lucine. L'ingresso degli uomini non li aveva minimamente turbati. Uno dei soldati passò la mano davanti agli occhi di un alieno e quello non si scompose minimamente. Parevano drogati. I soldati allora si misero ad osservare gli alieni da ogni angolazione, ma John aveva un sospetto. Ordinò ad altri quattro soldati di portarsi dietro ad altrettanti alieni e di fare come lui. Prese la corona che gli alieni avevano in testa e la sfilò via. Gli alieni smisero di agitare le braccia e le mani. Si guardarono uno con l'altro mentre aprivano e chiudevano le bocche come pesci fuor d'acqua. Forse stavano gridando su frequenze non udibili dall'orecchio umano o forse no. Li fece portare fuori dalla sala quindi rigirò la corona che aveva in mano e decise di rischiare, indossandola.
Fu catapultato in una nuova forma di esistenza. Non c'erano parole per poterla descrivere. Poteva percepire il mondo esterno attraverso i sensori dal disco volante. Aveva accesso diretto ai dati contenuti in un computer (o qualcosa di simile) semplicemente formulando una richiesta. come si chiese in base a quale principio volava il disco volante, subito scoprì di saperlo, ma non era una sua conoscenza, la conoscenza gli arrivava dall'esterno, dal computer, con una iterazione immediata. Poteva sentire ogni drone da combattimento , così li definivano gli alieni, le menti degli altri alieni ed allora John ritrasse la sua esplorazione. Si rese conto che gli alieni potevano sentirlo ed il computer lo aiutò a schermare i suoi pensieri per non essere udito dagli altri. si accorse che in orbita c'era una astronave molto più grande da cui erano partiti i dischi volanti. Ma doveva tornare agli scopi della sua missione. C'era in corso una guerra e lui era un ufficiale con compiti precisi. Per prima cosa si rese conto che non lo avevano ancora scoperto e doveva evitare che gli alieni lo scoprissero, ma si rese conto che doveva gestire anche molti dei dispositivi del disco volante. Ordinò ad altri quattro soldati d'indossare al corona informativa, così la chiamavano gli alieni, per aiutarlo nella gestione. Ora che era libero, esplorò ulteriormente le possibilità che lal nuova tecnologia gli offriva. Si rese conto che poteva "vedere" ogni dispositivo elettrico in funzione. Li poteva selezionare in base alle caratteristiche e percepì la rete dei telefoni cellulari e delle radio militari. quindi esplorò il sistema di comunicazione con i droni. Li doveva fermare e lo fece. Si rese conto comunque che quanto accadeva sulla Terra veniva trasmesso all'astronave in orbita, ma al momento gli alieni in orbita non sembravano essersi accorti di nulla. Pertanto aveva ordinato ai droni di non sparare più semplicemente innalzando il livello di sensibilità dei loro sensori affinché cellulari, orologi da polso e qualsiasi dispositivo elettrico portatile non fosse rilevabile. La cosa però funzionava solo per i droni al suo comando. Quelli degli altri dischi ancora operavano con le impostazioni originali. Cercò le frequenze militari, ma si avvide che poteva mandare un messaggio su tutte le frequenze contemporaneamente e lo fece. Si qualificò ed annunciò che nel suo settore i droni erano stati "disabilitati". Per ingannare il nemico però i droni dovevano avanzare per le vie, quindi chiese di non fare atti ostili ai droni, perché ancora non li comandava completamente. Poi richiese assistenza al quartier generale. Gli risposero che avrebbero inviato degli ufficiali e concordarono di sgombrare una via per il passaggio sicuro.
Dopo qualche ora due ufficiali e due addetti dell'intelligence si erano sostituiti ai suoi soldati. Le corone informative consentivano di dialogare con una modalità mai provata prima. Sensazioni, pensieri, elaborazioni venivano percepite con una chiarezza straordinaria, come se le menti dei cinque uomini fossero diventate una sola, pur mantenendo la loro indipendenza. Gli altri ufficiali convennero con John che occorreva passare inosservati. Dovevano comportarsi come un virus informatico che discretamente si installava in un computer senza accendere allarmi. John si rese conto che poteva anche cambiare gli ordini dei droni comandati dagli altri dischi volanti, quindi li modificò come aveva fatto con i suoi, lievemente, senza che li alieni si accorgessero delle modifiche. Sul campo ai soldati fu ordinato di ripiegare senza operare atti offensivi. Poi John scoprì che era possibile inviare velivoli da un disco all'altro con la scusa di necessitare di rifornimenti. Furono organizzate delle squadre d'assalto ed ufficiali furono istruiti sull'uso delle corone informative, quindi furono imbarcati su dei velivoli ed inviati verso gli altri dischi volanti preceduti da una richiesta formale di pezzi di ricambio. Quasi contemporaneamente tutti dischi volanti sopra Los Angeles passarono in mano terrestre. Gli alieni continuavano a non accorgersi di nulla.
Occorreva agire rapidamente e silenziosamente, questa era la strategia che aveva ideato John e che era stata accettata anche dagli ufficiali superiori, che lo avevano promosso capitano sul campo. Con lo stesso stratagemma furono catturati tuti i dischi volanti che avevano attaccato la costa ovest degli USA. Era il momento di passare al contrattacco.
Esperti informatici poterono sondare le memorie dei computer dell'astronave. Quantità enormi di dati furono scaricati a terra. Ingegneri e scienziati iniziarono a studiare dispositivi e tecnologie aliene mentre i militari analizzavano le caratteristiche dei droni.
John, insieme a quelli dell'intelligence invece analizzava gli alieni. non parevano dotati di una cultura elevata. Avevano una sorta di rabbia nei confronti delle altre razze aliene e si consideravano superiori solo perché nessuna razza aveva sviluppato sistemi d'arma superiori ai loro. Si arrogavano il diritto di comandare su ogni razza della galassia e di sfruttare le risorse della galassia a loro vantaggio. Mancavano accenni alla loro storia perché nelle memorie del computer non trovarono opere letterarie o di cultura artistica. Gli alieni erano un freddo popolo dedito al lavoro: conquistare altri sistemi solari. In realtà non la consideravano una conquista, ma una annessione ovvia e logica.
La strategia fu elaborata. Occorreva far cessare al più presto ogni combattimento sulla Terra e cacciare gli alieni prima che si accorgessero di quanto stava accadendo. Per prima cosa i dischi volanti catturati iniziarono a produrre droni che non erano controllabili dagli alieni che furono spediti sulla costa orientale. La tattica non era vincente, ma doveva servire per dare un segnale d’allarme agli alieni. Le perdite aliene si fecero sensibili ed arrivarono le richieste d’aiuto ai dischi sulla costa occidentale. I dischi attraversarono gli USA a velocità fantastica. Arrivati in posto però inviarono agli alieni un segnale di rifiuto.
John percepì chiaramente la confusione tra gli alieni che iniziarono a capire che qualcosa era successo. Prima che potessero organizzarsi gli umani intimarono la resa agli alieni. Il concetto di resa era per loro difficile da comprendere. Non faceva parte del loro essere. Ma questo era previsto. Gli alieni si adirarono e minacciarono battaglia. Lo scontro tra dischi volanti era impossibile. Erano dotati di scudi impenetrabili a qualsiasi tipo d’arma. Tuttavia erano vulnerabili perché gli scudi consumavano energia. Se due dischi entravano in collisione consumavano energia. Gli alieni, forti del numero, pensavano di consumare gli scudi dei dischi catturati per distruggerli. “Una battaglia come ai tempi delle galee: a forza di speroni”, commentò un ufficiale. Gli umani si comportarono come ingenui e si disposero in una fila. Gli alieni fecero altrettanto. Superiori di numero la loro linea avanzò e cercò d’aggirare i terrestri. Prima che gli scudi entrassero in collisione John mandò il comando ai droni alieni. Mentre era in corso l’infruttuosa trattativa tra terrestri ed alieni, lui era riuscito ad entrare nei comandi dei droni che si trovavano all’interno dei dischi alieni.
Quasi contemporaneamente i dischi alieni esplosero o precipitarono a terra. John aveva ordinato ai droni di sparare verso il centro dei dischi, dove c’erano i generatori e le sale comando.
I dischi alieni erano appena esplosi che quattro di quelli catturati volarono verso lo sazio fino all’astronave e si piazzarono davanti al portello d’ingresso. Come previsto, gli alieni richiamarono tutti i loro dischi dalla Terra per portare assistenza all’astronave.
John sentì che gli alieni erano sbigottiti. Increduli per quanto era successo. Disperati cercavano di porre rimedio. Le loro menti febbrilmente cercavano di capire cosa era successo e come porvi rimedio e qui s’inserirono gli umani, scaricando su di loro una buona dose di odio e di furore. Fecero loro intendere di possedere armi potenti con le quali potevano annientare i dischi volanti. Gli alieni si convinsero d’essere in inferiorità ed accettarono le condizioni.
Gli alieni sparirono nell’iperspazio. Non era il termine giusto, ma era quanto di più vicino, in parole terrestri, che assomigliasse al vero fenomeno. L’astronave aliena era vuota, salvo quanto strettamente necessario per la sopravvivenza degli alieni. I banchi di memoria erano stati modificati a loro insaputa affinché non fornissero informazioni su quanto era accaduto sulla Terra, mentre tuti i droni, dischi volanti, che gli alieni chiamavano navette, robot da riparazione e molti altri ammennicoli anche di scarsa importanza erano stati presi dai terrestri. Gli alieni non comprendevano la parola “risarcimento danni”. In realtà gli ingegneri e gli scienziati avevano scoperto che i robot riparatori erano macchine straordinarie capaci di costruire, fare la manutenzione e riparare qualsiasi cosa. Gli ammennicoli inutili invece servivano per sviare quegli alieni che avessero cercato di capire a cosa potevano servire ai terrestri.
In realtà gli umani avrebbero potuto distruggere completamente gli alieni e molti lo avrebbero voluto, ma John era riuscito ad entrare nelle loro menti, a capire i loro principi di ragionamento. Sapeva che gli alieni sarebbero tornati in forze. Erano troppo caparbi, ma sapeva anche che grazie alla corona informativa era riuscito ad immettere nelle loro menti un germe che come un virus si sarebbe diffuso e che sarebbe stata la vera arma risolutiva. Gli alti comandi approvarono la sua strategia.
Gli alieni erano partiti con un astronave vuota, ma le loro menti erano pieni di un emozione contagiosa mai provata prima: la paura.
Alias Starcruiser.
Mostra prima i messaggi di:   
   Torna a Indice principale :: Torna a I racconti del Ten Forward Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora

Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum