I mistagoghi


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Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 06 Ago, 2012 23:20    Oggetto: I mistagoghi   

Era da parecchio che non compravo Robot e mi fa piacere ritrovarlo dopo qualche anno ancora cosi' stimolante e ben fatto.
Anche se ancora oggi i temi che vanno per la maggiore sono la contrapposizione tra fantasy e fantascienza e la polemica politica sull' interpretazione della narrativa sf, cose in realta' trite e ritrite, in realta' gli articoli sono stimolanti e ben scritti ed alla temuta sensazione di "gia' letto e gia' sentito" fa invece posto il piacere della lettura di articoli non banali (nonostante i temi gia' trattati mille volte) e ben argomentati.
In particolare mi ha colpito l' articolo di Lippi, che ricorda la vecchia diatriba tra Curtoni e De Turris storicizzandola e fornendo elementi interessanti sulla personalita' di almeno una delle due parti in causa.
Vale la pena sottolineare le ultime parole di Lippi: quel "altalena fra l sapienza e ciarlataneria che e' il simbolo, e forse la vera giustificazione, del surrealismo come della fantascienza" andrebbe inciso sull' oro.
Proprio da qua pero', ovvero proprio dalla fine, non posso esimermi dal fare una critica "generazionale" non tanto o non solo a Lippi e al finto dialogo con Curtoni (chissa' poi fino a che punto finto e quanto invece non mix di mille discussioni spalmate nel corso dei decenni) quanto alle due generazioni che hanno preceduto la mia.
Se e' evidente che le idee, e dunque anche le idee politiche, degli autori non possono che ripercuotersi e riecheggiare nella narrativa degli scrittori e' altrettanto vero che nei decenni, in alcuni paesi di piu' in altri di meno, gli appassionati di fantascienza hanno sempre di piu' cercato nella narrativa non tanto le origini della formazione dell' autore quanto spunti e stimoli per la creazione di percorsi morali e sociali autonomi: che, per inciso, e' quello che ogni bravo cittadino dovrebbe fare, non andando a cercare nella recente e necessariamente semplicistica storia dell' ideologia dei partiti politici le proprie linee guida semmai indicando ai cacciaotri di voti ( i politici insomma, che stringne strigne questo sono indipendentemente dal giudizio specifico sul loro operato) quali strade percorrere per ricercare consenso o quantomeno il loro consenso.
Questo non vuol dire ne' rifuggere la politica e neppure perdersi in mondi semplicistici ed irreali: vuol dire semplicemente, tra una cialtronata piu' o meno consapevole e l' altra, possibilmente nel mezzo godendosi il piacere di una lettura avvincente e ben scritta, osservare in modo critico e il piu' possibile privo di preconcetti quanto accade e quanto potrebbe accadere.
Jack Borron show e' scritto da Spinrad e non ha senso pensare che l' autore intedesse trasmettere alcune idee e se da una parte giocano su un tipo di esasperata interpretazione allora "noi" abbiamo buona ragione a fare l' esatto opposto.
Non sono d' accordo e sinceramente ricordo come piuttosto tirata per l' orecchie la seconda introduzione del romanzo, quella scritta per la ristampa voluta dal figlio di Fanucci: probabilmente Berlusconi era un riferimento troppo ghiotto, ma la verita' e' che l' attualita' di quel romanzo sta nel ruolo di un certo gionalismo tanto compiaciuto quanto efficace nel trovare consenso e nell' attaccare gli avversari.
Un giornalismo che attraversa trasversalmente la politica italiana.
Insomma, su due introduzioni, per ragioni opposte, non una azzeccata dalla stessa casa editrice a distanza di decenni e con un passaggio di consegne padre figlio nel mezzo: praticamente un record. Smile
Il riferimento a Spinrad e' solo a titolo di esempio, ovviamente spero non diventi specifico argomento di discussione (pero' il romanzo e' notevole, va decisamente recuperato: tra le altre cose, ha avuto l' evidente merito di essere stato opera di ispirazione per il Transmetropolitan di Warren Ellis).
Ad ogni modo, ribadisco: articolo interessante e ricco di aneddoti gustosi.
La chicca e' il riferimento di Lippi alla cialtroneria alternata alla sapienza: non solo condivido appieno la sua maniera di osservare ed intendere la fantascienza (ed anche il resto della narrativa fantastica a dirla tutta) ma oltretutto mi ricorda con affetto una vecchia polemica sulla Cialtroneria fantascientifica che appartiene ad un eone informatico fa scaturita tra le mail della vecchia lista di conversazione e che molto aveva a che fare con alcuni dei personaggi scomparsi citati dall' articolo.
IMHO, ed anche questa e' una citazione, la maniera migliore, piu' adatta. per ricordarli con affetto e con un sorriso. Smile
Un bel Robot, con narrativa di livello molto buono, articoli gustosi e pure una bella copertina.
L' unica nota stonata sono le illustrazioni interne.
Il prezzo non e' esagerato, sono le mie casse ad essere piuttosto povere (e sono parecchi i numeri di Odissea, solo per limitarmi all' ambito delos books che mi piacerebbe recuperare a scapito di altro).
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