La vita considerata come un’interferenza tra nascita e morte


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Ven 13 Apr, 2012 19:53    Oggetto: La vita considerata come un’interferenza tra nascita e morte   

La vita considerata come un’interferenza tra nascita e morte

Figura-cardine per la fantascienza pubblicata in Italia, Vittorio Curtoni è a sua volta autore ai vertici della science fiction nostrana. Storie quali L’esplosione del Minotauro, o La sindrome lunare – cito solo due titoli – restano tra i capolavori, non solo della fantascienza prodotta in Italia. Intensa anche la sua attività di traduttore e curatore di famose collane (Galassia, con Gianni Montanari; Robot, prima e seconda edizione; Isaac Asimov Rivista di fantascienza e altre). Il racconto che ho scelto è del 1972. Lo sfondo politico – oggi in realtà improbabile – è però una testimonianza dell’epoca; la prosa è lucida, scattante, essenziale. Ciò che interessa a Curtoni è creare – secondo i migliori canoni della science fiction – una situazione insolita ed estrema di “straniamento”, che amplifichi l’urgenza di risposte a domande essenziali. Posto che risposte vi siano…

Leggi il racconto.
Franco Piccinini
Hortha Hortha
Messaggi: 112
MessaggioInviato: Ven 13 Apr, 2012 19:54    Oggetto: Re: La vita considerata come un’interferenza tra nascita e m   

Sebbene ammiri l'ottima prosa di Curtoni, devo ammettere che, narrativamente parlando, questo racconto non è un gran che. Ma, soprattutto, dirà poco a un lettore che lo affronti oggi per la prima volta e che abbia meno di quarant'anni.
Provo io a dare qualche informazione: ma tenete presente che allora ero un liceale, poco esperto di politica.
Fa parte di una vecchia antologia di racconti fantapolitici, apparsa "illo tempore" su Galassia, e va contestualizzato pensando alla situazione degli anni Settanta. Qui, Curtoni ipotizza che l'Italia venga invasa dagli Stati Uniti, dopo un colpo di stato simile a quello dei colonnelli in Grecia (in effetti, pare che siamo andati molto vicini...). In un altro racconto dell'antologia "C'era l'Italia e c'erano gli eroi", Gianni Montanari ipotizzava addirittura una repressione del terrorismo "rosso" (preconizzando l'avvento delle Brigate Rosse) mentre Riccardo Leveghi, in "la Fenice", auspicava, con toni apocalittici, una rivolta che riportava al potere le idee del fascismo.
I compilatori dell'antologia erano Curtoni e Montanari da un lato e De Turris e Fusco dall'altro. Essendo schierati politicamente, su fronti estremi ed opposti, nonostante i loro buoni propositi di compilare un'antologia che fosse rappresentativa dei maggiori autori di allora e che contenesse un ampio ventaglio d'opinioni liberamente espresse, i curatori finirono per litigare. Credo che per un po' non si siano rivolti nemmeno la parola.
Il pezzo ha oggi soprattutto un valore archeologico, di testimonianza di un'epoca in cui anche il "personale" era politico (e la fantascienza non non poteva restare fuori)
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11147
MessaggioInviato: Ven 13 Apr, 2012 22:15    Oggetto:   

Il titolo richiama Delany (Il tempo considerato come una spirale di pietre semipreziose) o Ballard (L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy visto come una gara automobilistica in discesa).
S*
Antha
Horus Horus
Messaggi: 5185
MessaggioInviato: Sab 12 Mag, 2012 15:56    Oggetto:   

Avendo più di 50anni, leggendolo ora l'ho trovato ovviamente un po' demodè.
Ma istintivamente ho l'impressione che non mi avrebbe particoalrmente colpito neppure da giovane.

p.s.
Ho visto che c'è una scala di valutazione. Mi pare troppo sbilanciata sul favorevole ... di negativo un unico e ranchant "mediocre" (cavoli è impegnativo spingersi a tanto), poi si passa all'apprezzamento: discreto, buono, ottimo, capolavoro
"Grandi erano gli Antha: così è scritto nell'Unico Libro della Storia; più grandi forse di ogni altro Popolo Galattico..."
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11147
MessaggioInviato: Sab 12 Mag, 2012 16:16    Oggetto:   

Antha ha scritto:
Ho visto che c'è una scala di valutazione. Mi pare troppo sbilanciata sul favorevole ... di negativo un unico e ranchant "mediocre" (cavoli è impegnativo spingersi a tanto), poi si passa all'apprezzamento: discreto, buono, ottimo, capolavoro


È la scala standard, usata da tutti i giornali.
Discreto non è considerato apprezzamento.
S*
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