Robot 51


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Irene Vanni
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MessaggioInviato: Lun 02 Lug, 2007 11:14    Oggetto: Robot 51   

LODE:

a Giorgio Betti


Ho già detto di adorare questo critico con la “C” maiuscola. Ho amato il suo articolo sulle ambientazioni italiane e ho apprezzato altrettanto quest’occhiata aliena sul morso. Peccato si vedano poche firme che fanno quello che ogni critico dovrebbe fare, ovvero sviscerare dal proprio punto di vista un argomento e “raccontarlo” con stile personale. Più spesso si trovano articoli che copiano e incollano nozioni enciclopediche o notizie trite in modo anonimo, quasi fosse la ricerchina scolastica.

BACCHETTATA:

a Marco Spagnoli


L’intervista a Boyle è decisamente “antipatica”. Non per fare la quindicenne sfegatata che deve a tutti i costi promuovere una crociata a favore del suo idolo pop, ma l’idea che Star Trek sia inelegante, approssimativo e infantile è sorpassata. Al contrario di quel che il Sig. Boyle crede, anche Star Trek ha i suoi consulenti tecnici e scientifici. Ma soprassediamo. In fondo, è LUI l’intervistato e dovrà pur rivelarci le sue opinioni.
Il brutto è che, a un certo punto, l’intervistatore ha la bella idea di affermare che il cinema fantascientifico americano è "un po' cafone" e aggiunge, con una domanda retorica, che la fantascienza americana è fatta di conquistatori e quella europea di esploratori! Come volete che prosegua Ser Boyle, sgranocchiando l’ultimo biscottino impregnato di Earl Grey?
Lungi da me l’idea di difendere gli americani per bombardare di luoghi comuni qualcun altro. Il punto è che l’esempio più eclatante di fantascienza esplorativa e pacifista è proprio Star Trek. E ammettiamolo! Pure Bruce Willis può morire a cavalcioni di un asteroide, senza essere una comparsa. (Ah! Ecco cosa mi ricordava la trama…).
Cercherò il prima possibile di vedere “Sunshine”. Devo ammettere che il “catastrofico” trailer non mi aveva colpita un granché e quest’intervista ha rincarato la dose.
S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Lun 02 Lug, 2007 13:21    Oggetto:   

Penso che Spagnoli non stesse esprimendo idee sue personali, ma cercando di chiarire le idee della persona che stava intervistando.
Fra l'altro, Marco è un fan di Star Trek - si è anche fatto vedere a qualche convention in "pigiamino" Smile

Personalmente trovo che Boyle abbia un concetto della fantascienza distorto, e che il film che ha diretto alla fine abbia ben poco da dire.

Il discorso sul confronto tra europei e americani nel rapporto con le civiltà extraterrestri è interessante, ma abbastanza complesso. Intanto per onestà va detto che se gli americani sono imperialisti, ovviamente sono solo dei dilettanti rispetto all'imperialismo inglese, che nominalmente è terminato con la seconda guerra mondiale, anche se la prontezza con cui Blair si è accodato a Bush in Irak sembra suggerire che l'idea non sia stata del tutto abbandonata.

Certamente gli autori inglesi sono mediamente più maturi politicamente e storicamente di quelli americani, ma per quanto riguarda cinema e tv c'è davvero poco da confrontare. Doctor Who non è certo fantascienza spaziale; bisogna tornare all'epoca di Spazio 1999; e nel cinema non c'è quasi nulla, anche se spesso i film americani vengono prodotti in UK per questione di costi. Ma è difficile considerare Star Wars una saga inglese.

S*
Irene Vanni
Blobel Blobel
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MessaggioInviato: Lun 02 Lug, 2007 13:30    Oggetto:   

In merito al pigiamino mi hai rincuorata, sul resto non posso fare altro che dirti di essere d'accordo.
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