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©1999-2016 Elisabetta Vernier

Ultimi fantaiku inseriti

Luna nel cielo
un giorno nuovo verrà
tutto riposa.

LisistrataMP 25 gennaio 2016

Bonsai respire
ogni attimo concesso
Sul davanzale

Claudio Spinosa 17 gennaio 2016

Spazio profondo
che immensa delusione
solo uno sfondo

Raffaele Cardamone 8 gennaio 2016

ET non è venuto
l’autostop in galassia
non è consentito

Raffaele Cardamone 8 gennaio 2016

Guardo le stelle
ma tra ipotesi e tesi
passano i mesi

Raffaele Cardamone 8 gennaio 2016

Cosa sono i Fantaiku?

La forma classica dell'haiku nasce verso la fine del 1600 con il grande poeta giapponese Basho. Come una pittura o un giardino zen, l'haiku deve essere oggetto di meditazione, attraverso la quale possiamo scoprire la verità essenziale nascosta dentro i suoi versi.

Il fantaiku deve avere carattere di immediatezza evitando astrazioni e metafore e deve basarsi su immagini concrete per descrivere le sensazioni (di solito si usa il tempo presente); deve cercare di essere introspettivo e porre in primo piano verità, significati, difetti della vita umana; deve usare un linguaggio di tutti i giorni (ovviamente è ammesso lo slang fantascientifico), evitando il linguaggio fiorito o magniloquente della poesia; deve mantenere un tono riflessivo, di eleganza discreta, amore delle cose semplici.

La forma dovrebbe cercare di rispettare quella classica di tre versi di cinque, sette e ancora cinque sillabe, o altrimenti mantenersi su una struttura di tre linee, di cui la prima corta, la seconda lunga e la terza nuovamente corta.

Un titolo non è mai necessario perché andrebbe in conflitto con la natura minimalista dell'haiku. La punteggiatura va usata con sapienza per eliminare ambiguità e scandire le pause; le maiuscole usate secondo le regole della prosa, per i nomi propri e dopo il punto.

Ovviamente queste regole sono elastiche: infatti è meglio scrivere un fantaiku che non rispetti i limiti di lunghezza ma che sia evocativo piuttosto che scrivere un fantaiku perfetto dal punto di vista formale ma piatto o noioso.