Questa galleria ospita
23.443 fantaiku!

Delosid:

Password:

Non hai una Delosid? Registrati ora!

Hai perso la password?

Archivio

©1999-2016 Elisabetta Vernier

Ultimi fantaiku inseriti

a mezzanotte
nel mezzanino vuoto
un mendicante

Eufemia Griffo 28 luglio 2016

Tuono lontano
prepara il temporale
Lingua di cane

Claudio Spinosa 25 luglio 2016

Tuoni lontani
prepara il temporale
Lingua di cane

Claudio Spinosa 25 luglio 2016

La nuova luce
a celebrare ancora
In questo istante

Claudio Spinosa 25 luglio 2016

La Marmolada:
un gigante assopito in
coltre di ghiaccio...

Amleto dubbioso 24 luglio 2016

Cosa sono i Fantaiku?

La forma classica dell'haiku nasce verso la fine del 1600 con il grande poeta giapponese Basho. Come una pittura o un giardino zen, l'haiku deve essere oggetto di meditazione, attraverso la quale possiamo scoprire la verità essenziale nascosta dentro i suoi versi.

Il fantaiku deve avere carattere di immediatezza evitando astrazioni e metafore e deve basarsi su immagini concrete per descrivere le sensazioni (di solito si usa il tempo presente); deve cercare di essere introspettivo e porre in primo piano verità, significati, difetti della vita umana; deve usare un linguaggio di tutti i giorni (ovviamente è ammesso lo slang fantascientifico), evitando il linguaggio fiorito o magniloquente della poesia; deve mantenere un tono riflessivo, di eleganza discreta, amore delle cose semplici.

La forma dovrebbe cercare di rispettare quella classica di tre versi di cinque, sette e ancora cinque sillabe, o altrimenti mantenersi su una struttura di tre linee, di cui la prima corta, la seconda lunga e la terza nuovamente corta.

Un titolo non è mai necessario perché andrebbe in conflitto con la natura minimalista dell'haiku. La punteggiatura va usata con sapienza per eliminare ambiguità e scandire le pause; le maiuscole usate secondo le regole della prosa, per i nomi propri e dopo il punto.

Ovviamente queste regole sono elastiche: infatti è meglio scrivere un fantaiku che non rispetti i limiti di lunghezza ma che sia evocativo piuttosto che scrivere un fantaiku perfetto dal punto di vista formale ma piatto o noioso.