Star Trek news da Luigi Rosa

Consulente informatico con l'amore per la fantascienza e la tecnologia codificati nel DNA, si considera molto fortunato ad entrare, una volta tanto, nel mondo della fantascienza scritta non solo come end user.


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TRICORDER

Da anni uno dei fan più attivi e simpatici nel mondo trek italiano, e autore e curatore della famosa guida onnicomprensiva Hypertrek, Luigi Rosa è la persona ideale per informati sul mondo della serie televisiva più famosa di tutti i tempi.

La sigla frame by frame
Nave terrestre
H.M.S. Enterprize (1709-1749)
Pallone-sonda. In sovrimpressione lo schema di una navicella Mercury installata su un missile vettore.
Spirit of St. Louis, il primo aereo a completare con successo la transvolata dell'Atlantico; il 20 maggio 1927 l'americano di origine scandinave Charles Linderberg parte da New York e arriva a Parigi 33 ore dopo. In sovrimpressione lo schema di una navicella Mercury installata su un missile vettore.
Enterprise, il primo space shuttle utilizzato solamente per l'addestramento dei piloti. L'Enterprise era privo di motori e veniva sganciato da un Boeing 747 della NASA per addestrare i futuri piloti alle operazioni di rientro. Il primo space shuttle che ha completato una missione nello spazio è stato il Columbia.
Amelia Earhart (la cui storia viene ripresa anche in The 37's)
Primo volo dei fratelli Wright del 17 dicembre 1903 a Kitty Hawk, USA. Orville Wright è stato il primo uomo a volare con un mezzo più pesante dell'aria con propulsione autonoma.
Aereo-razzo sperimentale X-1 in volo con cui Chuck Yeager il 14 ottobre 1947 superò, per primo nella storia dell'aviazione, la barriera del suono. Sullo sfondo i disegni dello studio sul volo di Leonardo Da Vinci.
Mezzo sottomarino.
Aereo-razzo sperimentale X-1 in pista con il portello di accesso aperto, l'uomo è l'asso dell'USAF Chuck Yeager, 1947.
Astronauti americani Grissom e Young, nel primo volo del progetto Gemini della NASA con equipaggio, il Gemini 3, del 23 marzo 1965. È la prima volta in cui un vettore trasporta più di un essere umano in orbita; il Gemini 3 ha compiuto tre orbite complete in poco meno di 5 ore a 224 chilometri di altezza.
Alan Shepard, che il 5 maggio 1961, 23 giorni dopo Gagarin, fu il primo americano lanciato nello spazio con un volo suborbitale di soli 15 minuti.
Accensione dei motori dello shuttle.
Partenza di un vettore Saturno. Sullo sfondo i disegni dello studio sul volo di Leonardo Da Vinci.
Partenza dello space shuttle.
Astronauti nel modulo di comando.
Robert Goddard.
Separazione del primo stadio di un vettore Saturno.
Passeggiata nello spazio.
Impronta di piede umano sulla superficie della Luna.
Modulo lunare (LEM) in fase di allunaggio ripreso dal modulo di comando.
Modulo Sojourner della sonda Pathfinder che ha esplorato Marte.
Passeggiata nello spazio, vista dallo space shuttle, senza cavo di sicurezza, con un modulo a propulsione indipendente.
Stazione Spaziale Internazionale.
Possibile evoluzione dello space shuttle
Phoenix durante il primo volo nel momento in cui estende le gondole di navigazione WARP.
Probabilmente la medesima nave il cui modellino viene dipinto e fatto volare dal giovane Archer nelle scene di flashback di Broken Bow.
Enterprise NX-01
Rieccomi tra voi dopo un numero di assenza dovuto a impegni di lavoro.

Come oramai tutti saprete, negli USA è decollata Enterprise, la nuova serie di Star Trek che narra gli eventi che si collocano dopo il primo contatto coni Vulcaniani, ma prima della nascita della Federazione.
Ho avuto l'opportunità di vedere alcuni episodi della serie e devo confessare che è stata ben migliore delle mie più ottimistiche aspettative. Abbiamo, innanzi tutto, un impianto di storie e personaggi che sembra funzionare bene; ogni nuova serie di Star Trek sembra ridurre i tempi di avvio dei personaggi e delle storie: addirittura in Enterprise si entra subito in medias res, senza troppi preamboli o presentazioni e vediamo che i personaggi riescono ad interagire tra loro, come se avessero già familiarizzato da un paio di stagioni televisive, merito, forse, anche della professionalità degli attori coinvolti.
Volendo fare un paragone, viene immediatamente in mente il parallelismo con la Serie Classica, in cui si respirava molto un'aria di avventura da final frontier e di cameratismo paramilitare; dopo una visione più attenta, invece, ci si rende conto che dentro Enterprise ci sono molti tratti tipici di altre serie, mescolate ad una nuova e mai vista ruvidità di linguaggio (senza arrivare al turpiloquio, si intende!) che forse doveva essere introdotta un po' prima in Star Trek, lasciando da parte quella fastidiosa political correctness che troppo speso permea alcuni episodi. A titolo di esempio, cito la divertentissima battuta di Archer del primo episodio: la vulcaniana T'Pol sta riprendendo Archer (e tutti gli umani in genere) in quanto dovrebbero vedere ben oltre le loro maniere provinciali e superare la loro natura volatile e il nostro capitano risponde "Volatile? You have no idea how much I am restraining myself from knocking you on your ass." (Volatile? Lei non ha idea di quanto io mi stia trattenendo dal darle una pedata sul sedere!).
Ad aggiungere pepe alle storie di esplorazione spaziale e di primi contatti c'è questa storia di una guerra fredda temporale con una razza, i Sulibani, che starebbe ricevendo ordini e, probabilmente, aiuti dal futuro remoto. Questa è una delle tante storie "orizzontali" che si svilupperanno lungo più episodi.

La sigla di Enterprise è forse l'aspetto più discusso e controverso della nuova serie. Va detto subito che è una di quelle cose che piacciono moltissimo o che si detestano in maniera quasi viscerale. La sigla di Enterprise è cantata e per giunta è una canzone di Rod Stewart, a mio avviso molto adatta allo spirito della serie e commentata da un ottimo montaggio della storia spaziale, prevalentemente americana (in cui figurano per due volte anche i disegni di Leonardo).
Le immagini della sigla si susseguono con il giusto ritmo e mostrano alcuni momenti della storia scientifica che ha portato al volo spaziale (o che ha dato un valido contributo), ho cercato di seguito di catturare alcune immagini e di commentarle per capire ogni scena che è stata inclusa nel montaggio:

Le videocassette di Enterprise saranno disponibili nel Regno Unito a partire dal marzo prossimo.

Da segnalare il fatto che, dopo una lunga attesa piena di promesse e smentite, il prossimo anno inizierà la pubblicazione nel Regno Unito dei DVD di The Next Generation; verrà pubblicato un cofanetto con un'intera stagione ogni 40 giorni circa a partire dall'inizio del marzo prossimo venturo. La Paramount sta esplorando l'ipotesi di fare anche un'edizione dei DVD con la traccia audio in italiano, ma allo stato attuale è ancora una mera ipotesi. La decisione di pubblicare The Next Generation ha stupito molte persone, prime tra tutte quelle che davano oramai per certa la pubblicazione di Voyager il prossimo anno.




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