di Vittorio Catani


Fantascienza e politica
Sondaggio fanta/politico

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SPECIALE

In occasione di questo speciale sui rapporti tra fantascienza e politica, Delos ha deciso (idea valida o peregrina, giudicherete voi anche dai risultati) di effettuare un sondaggio "politico" nel mondo della fantascienza italiana.


L'iniziativa trae diretta ispirazione da quella che Galaxy e If realizzarono nel lontano 1968: furono interpellati numerosi personaggi - soprattutto scrittori - del mondo fantascientifico statunitense, chiedendo loro se fossero favorevoli o contrari al coinvolgimento militare degli Usa nel Vietnam. I risultati apparvero sulle pagine delle due stesse riviste (ne scrivo più dettagliatamente nell'altro mio articolo, in questo numero).
La domanda che abbiamo rivolto a ciascuno dei nostri interpellati è stata la seguente: "Sei favorevole alla guerra in atto nell'Afghanistan"?
La risposta alla domanda doveva essere: "sì" o "no".
Era possibile motivare (brevemente, per ovvie ragioni) la propria scelta.
I nomi di coloro che avrebbero optato per il silenzio non sarebbero stati divulgati.
Ovvio che la situazione politica odierna è molto differente da quella americana di allora; e a sua volta il conflitto afgano ha caratteristiche diverse da quello vietnamita. Qual è stata l'intenzione del nostro sondaggio?
Non certo fare un elenco di buoni e cattivi, o dei buonisti e ipocriti o dei falchi eccetera (le liste di arruolamento o di proscrizione lasciamole a certa stampa, d'altronde ogni lettore saprà farsi la sua opinione), ma sottolineare ciò che dovrebbe essere lapalissiano: gli autori di fantascienza non vivono solo negli universi alternativi delle loro narrazioni; in quanto individui immersi in un preciso contesto storico e sociale sono coinvolti anche in eventi e idee della sfera politica.
E che tutto ciò possa trasparire, in modo più o meno consapevole o evidente, è riscontrabile in romanzi e racconti (al riguardo, rinvio ancora al già citato articolo).
In Italia peraltro il mondo della sf non è vasto come negli Usa; e spesso da noi chi scrive o ha scritto science fiction è - o è stato - anche curatore, o editore, e così via. Pertanto abbiamo ritenuto di interessare al sondaggio, oltre agli scrittori, anche autori di saggistica sf, curatori di collane, editori, organizzatori: insomma la gente che "fa" la nostra fantascienza e in qualche modo la "caratterizza". Abbiamo pertanto compilato un elenco ragionato di nominativi - ottanta, noti o notissimi nel settore - di varia estrazione. Chi usa la posta elettronica è stato contattato via e-mail (72 invii, in data 14 novembre 2001; risposte da far pervenire entro il 21 novembre), gli altri (n. 8) sono stati interpellati per telefono; chiarendo gli scopi puramente conoscitivi dell'iniziativa.
Ecco a voi le cifre del sondaggio.

Sono pervenute n. 60 risposte (75% degli 80 interpellati), articolate come segue:

- SI': 21 (35%)
- NO: 33 (55%)
- NON PRENDONO POSIZIONE: 6 (10%)

Non hanno risposto 20 interpellati (25% degli interpellati).
Dai numeri si direbbe che l'iniziativa sia stata accolta favorevolmente. E in realtà il riscontro è stato quasi immediato. C'è chi ha trovato "inutile" (è un nostro eufemismo...) il sondaggio, molti l'hanno giudicato favorevolmente: noi, a nostra volta - andando oltre le inevitabili analogie tra alcuni pareri - abbiamo trovato interessanti numerose motivazioni, anche di chi ci ha risposto per dirci di... non voler rispondere.
A puro titolo di curiosità riportiamo alcuni dati "esterni".
Votazione in Parlamento sul coinvolgimento dell'Italia nella guerra (mercoledì 7 novembre): Presenti 550 - Votanti 548 - Astenuti 2 - Maggioranza 275 - Favorevoli 513 (93,2%) - Contrari 35 (6,3%).
Sondaggio Cirm-L'Espresso (L'Espresso n. 47 del 22.11.01) sull'entrata in guerra dell'Italia (900 interviste telematiche con tecnologia Eurotop): Favorevoli 46% - Contrari 42% - Senza opinione 12%.
Ed ecco chi ci ha risposto, e "come". L'elenco è in ordine alfabetico.


SI NO
Donato ALTOMARE
L'attacco alle Twin Towers non è stato un'azione terroristica, ma un vero e proprio atto di guerra, paragonabile all'attacco dei giapponesi a Pearl Harbor.

AnnaMaria BONAVOGLIA
Sì, sono d'accordo. Perché? Perchè l'urlo muto delle donne afghane era diventato assordante. E questo era l'unico modo per liberarle.

Antonio BELLOMI
Sì alla guerra ai talebani. Commento : Lepanto sempre!

Silvio CANAVESE & Eta MUSCIAD
A meno di non essere così coerenti da andarsene a vivere in Siria, Iran, Iraq o simili, non si può pretendere di vivere nella civiltà del diritto e del benessere, godere delle massime libertà e di garanzie di qualità della vita mai offerte al singolo in tutta la storia dell'uomo, e demandare poi sempre ad altri l'onere di difendere il nostro benessere e la nostra libertà, perfino quella di sputare nel piatto dove si mangia concessa agli idioti delle marce "pacifiste" che bruciano picchiano e distruggono in nome di diritti che in tutte le altre civiltà gli verrebbero violentemente e, definitivamente, negati. Ma se c'è bisogno di fare certi referendum è segno che le madri degli egoisti senza coerenza, degli ideologizzati a due pesi e due misure, degli stupidi insomma, "sono sempre incinte".

Adalberto CERSOSIMO
E' diritto-dovere di chiunque venga aggredito provvedere alla propria difesa. Considero questa guerra un'operazione di polizia contro delinquenti comuni, poiché tali sono i terroristi a qualsiasi credo politico appartengano. Lascio ad Agnoletto ed ai suoi compagni del "Sacco di Genova", che non hanno versato una lacrima per il massacro delle torri, il piacere raffinato del pacifismo a senso unico.

Giuliano GIACHINO
Naturalmente il mio "sì" non è quello della destra italiana, ma quello, sofferto, della sinistra moderata, e cioè dei Fassino, Rutelli e degli altri della loro area. Qualsiasi discorso ulteriore richiederebbe valanghe di pagine.

Francesco GRASSO
Sono pacifista, ma se un regime meritava di aver contro una coalizione internazionale, quello era il regime dei talibani. Non sono altrettanto convinto che si possa fermare il terrorismo con i B52, comunque ora che Kabul è caduta vedremo se si riuscirà a catturare bin Laden. Sarà un ottimo precedente.

Laura IUORIO
Suppongo che per smantellare almeno in parte l'Assassini SpA di bin Laden & Co. e ridare un po' di dignità alle donne afghane fosse necessario rovesciare il regime con la forza. Staremo a vedere.

Massimo MONGAI
Il pacifismo per partito preso è un ideale utopistico, quindi, notoriamente, reazionario; ed io NON sono un reazionario.

Vanni MONGINI
Capita raramente, ma qualche volta è necessario...

Maurizio NATI
Con questo tipo di avversari politici ogni altra via mi sembra impraticabile, quando non controproducente.

Sandro PERGAMENO
Ho avuto molti dubbi sulle scelte di guerra. Condivido però anche in questo caso, come per il Kossovo e l'ex-Jugoslavia, l'intervento militare; purtroppo a mio avviso in queste situazioni non c'è alternativa, come dimostra anche l'inutilità delle sanzioni economiche contro Saddam.

Eugenio RAGONE
Si', con dolore. Il male minore per cercare di far giustizia e di prevenire mali maggiori futuri è la risposta armata. Non è una guerra fra stati, è un atto preventivo e punitivo eseguito da nazioni contro una "banda armata".

Prof. Antonio SCACCO
Sono favorevole alla guerra in Afghanistan perché, a differenza della guerra in Vietnam, l'America ha il diritto di catturare e punire Osama bin Laden e la sua banda di terroristi, colpevoli del vile e inumano attentato alle Twin Towers.

Laura SERRA
Sì, "per esorcizzare Xeno, l'abominio che ci aspetta". Lo so che la situazione è molto seria, ma forse proprio per questo sento il bisogno di allentare la tensione ricordando alcuni magnifici titoli di Fruttero e Lucentini. I miei preferiti sono - e spero non prefigurino gli sviluppi del pianeta - Xeno, l'abominio che ci aspetta, Sarà un futuro d'inferno e Non saremo noi.

Silvio SOSIO
La guerra è male, ma a volte è l'unico modo per sanare mali più grandi. Il pacifismo a ogni costo ha un prezzo quotidiano troppo grande, anche se non viene pagato di tasca nostra.
G.L. "Gielle" STAFFILANO
E' una guerra di un tipo nuovo, non paragonabile alle precedenti (neppure al Vietnam), non vedo alternative attuabili con minore spreco di vite umane e di risorse. Non mi va di svegliarmi la mattina e chiedermi: chissà di che umore si è svegliato oggi Osama. Credo che il pericolo di mandare a carte quarantotto il pianeta non sia mai stato così alto come in questo periodo. Fiat voluntas Agnelli lo sopporto ancora... Allah e i suoi colleghi, molto meno.

Mirko TAVOSANIS
Motivazione: puramente pragmatica. Gli afghani (e il mondo) staranno meglio senza i talebani. Cinicamente, meglio qualche centinaio di vittime civili ora, che la prosecuzione di quel regime per anni e anni. Senza nulla togliere all'ipocrisia e alla miopia americane.

Ernesto VEGETTI
Gianfranco VIVIANI
Sono favorevole perché non è concepibile che una nazione protegga i terroristi.

Lino ALDANI
La guerra non risolve il problema, anzi lo acuisce. Non si sconfigge il terrorismo bombardandolo, occorre affrontarne i risvolti sia per via diplomatica, sia intervenendo sulle disparità economiche. Altrimenti avremo migliaia di morti in guerra, e altri grattacieli distrutti.

Danilo ARONA
Claudio ASCIUTI
Sono operazioni di pura facciata che i signori della guerra prima "costruiscono" per loro motivi, poi demoliscono per loro motivi. Ne va di mezzo solo chi è innocente.

Lukha "Kremo" BARONCINJ
No, sebbene io non sia pacifista (senza la lotta al potere il popolo non avrebbe ottenuto la democrazia). Questa guerra è un vile bombardamento aereo senza troppi rischi che uccide anche migliaia di civili, lasciando il lavoro in prima linea a strumentalizzate alleanze locali.

Stefano CARDUCCI
Naturalmente sono contro questa guerra all'Afghanistan, primo perché, come tutte le guerre moderne, si sta rivelando un conflitto condotto attraverso il massacro di civili, e secondo perché anche quest'ultima "iniziativa" non è altro che propaganda condotta con altri mezzi.

Antonio CARONIA
Gli Usa che bombardano l'Afghanistan per estirpare il terrorismo sono come le madri isteriche, che, dopo aver indotto la disperazione nelle figlie a causa del proprio comportamento paranoico, pretendano di guarirle separandole dal mondo. In altri termini: se dobbiamo farla finita con il giudizio di dio, figuriamoci con quello degli uomini.

Vittorio CATANI
Meglio sistemare la questione palestinese, azzerare il debito del Terzo Mondo, attuare in esso politiche economiche non neoliberiste, isolare i talebani (embargo, oscuramento tlc), intensificare operazioni di intelligence mondiale e locali, di antiriciclaggio, il blocco di attività e conti bancari sospetti, di forniture d'armi. Lo so, non sono realista... Ma mi considero "terrestre" prima che "occidentale".

Franco CLUN
La guerra è sempre il male, mai la cura.

Inìsero CREMASCHI
1) I problemi del terrorismo e del fanatismo non si risolvono a suon di bombe ma con diplomazia e intelligence, se si è bravi a farlo; 2) ne vanno di mezzo popolazioni civili inermi; 3) dietro le motivazioni ufficiali traspaiono aspetti loschi, quali il dominio dell'area petrolifera. Una guerra troppo sporca per essere d'accordo.

Milena DEBENEDETTI
No alla guerra, a qualsiasi guerra. Motivo: dovremmo finalmente avere il coraggio di imparare a combattere i vecchi problemi con mezzi nuovi, adatti al nostro livello evolutivo, non con gli stessi sistemi di centinaia di migliaia di anni fa. Perché è inutile portarci continuamente sull'orlo di un precipizio evitabile e poi convincerci che è inevitabile saltare.

Gianfranco de TURRIS
Sono contro le cosiddette "guerre giuste", definizione ipocrita perché la loro "giustezza" dipende solo da chi vince. Il che è diverso dal diritto di rappresaglia, anche questo peraltro giusto o ingiusto a seconda di chi risulta vincitore.

Valerio EVANGELISTI
E' una resa dei conti tra gli Usa e loro antiche creature. Destabilizza aree già a rischio e genererà nuovo terrorismo.

Sergio FANUCCI
Carlo FORMENTI
Roberto FUIANO
Penso che l'Occidente dovrebbe guardare ai Paesi del Terzo Mondo seguendo progetti di sviluppo economico e non di sfruttamento.

Nico GALLO
La guerra non risolve i veri problemi. E' un pretesto per altri interessi riguardanti quella zona.

Remo GUERRINI
Andrea JAROK
Pur essendo molteplici le motivazioni e complesso il discorso, in ogni caso la guerra non può e non deve essere mai considerata uno strumento politico, né tanto meno una via verso la pace.

Nico MACCENTELLI
Ancora una volta è una guerra di rapina, di espansione e controllo degli Usa e dell'Occidente su un'area del mondo.

Luca MASALI
Non c'è differenza tra buttare un aereo carico di gente su un grattacielo e bombardare una città. Non posso parteggiare per gli Usa, finché non sarò convinto che sono migliori dei loro nemici.

Mauro A. MIGLIERUOLO
I fatti dell'11 settembre sono solo piccola parte delle motivazioni di una guerra per il controllo delle risorse energetiche che il Pentagono aveva già deciso da tempo. Negli ultimi 10 anni abbiamo avuto 2 coalizioni mondiali più una internazionale promossa dalla Nato, per schiacciare paesi del Terzo o Secondo mondo. Quali che siano le motivazioni vere o presunte, tutto ciò dovrebbe far sorgere in ogni persona in buona fede più di un sospetto.

Marco MINICANGELI
Sono sfavorevole alla guerra, sfavorevole all'intervento dell'Italia. Ma non credete che la letteratura in quanto tale si attenga a parametri diversi di quelli di guerra/pace, buono/ cattivo?

Silverio NOVELLI
I western all'afgana non mi piacciono.

Luigi PACHI'
L'azione cominciata da bin Laden è di fatto una "guerra mediatica" che tende a sospingere alla guerra santa i fanatici di tutto il mondo. Bombardare l'Afghanistan non significa liberarsi di loro, perché è stato dimostrato con l'attentato dell'11 settembre che essi sono già in mezzo a noi da tempo. Forse gli interventi su quella terra dovevano avvenire molto prima, occupandosi principalmente delle problematiche umanitarie e della convivenza pacifica tra la mescolanza di razze. Oggi, l'uccisione di bin Laden potrebbe equivalere alla creazione di un'icona da emulare. Se i media cominiciassero ad escluderlo da tutti i circuiti radio e tv, Osama si troverebbe definitivamente isolato, abbandonato e senza voce. Una morte, per lui, molto meno gradevole di quella a cui aspira.

Massimo PIETROSELLI
Gian Filippo PIZZO
Aderisco volentierissimo all'iniziativa e rispondo con un "no" che mi dispiace non poter scrivere a caratteri cubitali. Se poi qualcuno volesse fare un po' più sul serio e affittare una pagina di Urania, ci starei senz'altro!

Franco RICCIARDIELLO
Enrico RULLI
Non credo nella guerra come metodo per risolvere le questioni internazionali. In particolare ritengo l'entrata dell'Italia in questa guerra strumentale e dettata da bassi motivi di audience politica. Cosa diranno il governo e l'opposizione quiescente quando cominceranno a tornare a casa i primi morti?

Roberto STURM
Silvia TREVES
"A noi può sembrare strano, ma c'è oggi nel mondo un crescente numero di persone che non aspira a essere come noi, che non insegue i nostri sogni". L'Occidente dovrebbe riflettere su questa frase di Tiziano Terzani, se intende combattere il terrorismo eliminandone le cause. Mi pare molto opportuno (e anche bello) interpellare gli autori di fs (che è tutto quello che abbiamo detto nel volumetto degli atti del nostro convegno torinese) su un tema concreto, urgente, come questo.

Enzo VERRENGIA
Alessandro VIETTI
No alla guerra... Benché venga da chiedersi quale sia il prezzo da pagare per sentire uscire musica da una radio, poter andare al cinema, vedere il sorriso di una donna...

Enrica ZUNIC
Sono per il "no", un NO nitido e senza incertezze, ma comprendo chi, con crisi di coscienza e lacerazioni interiori, ha posizioni diverse. Terra è luogo complesso...

NON PRENDE POSIZIONE
Vittorio CURTONI
Trovo la situazione molto complessa e confusa, molto poco bianca o nera e molto grigia. Per principio, è ovvio, sono contrario alla guerra, però non credo nemmeno nella politica del porgere l'altra guancia. Le guerre "intelligenti" sono un'idiozia, ma cacciare i talebani e magari, si spera, riportare un po' di libertà civili non è male. Anche se gli Stati Uniti... Non so. Non riesco a decidere. Datemi tempo.

Anna Feruglio DAL DAN
Mi piacerebbe poter vantare una posizione netta, ma non ce l'ho. Non me la sento di appoggiare l'uccisione di persone - civili o no poco importa - per quella che è più una vendetta che una prevenzione, e d'altra parte non me la sento di liquidare semplicisticamente questa guerra come uno sbaglio. Può essere che serva a qualcosa, e io non mi sento all'altezza di decidere se il prezzo pagato sarà ragionevole o spaventosamente sproporzionato.

Lanfranco FABRIANI
Alberto HENRIET
L'idea che Delos faccia uno speciale su Fantascienza & politica mi mette un po' di apprensione. Mi viene in mente la polemica iniziata sulle pagine di Robot negli anni Settanta su questo scottante argomento, una polemica mai veramente finita, e che ha dato inizio a una guerra nel fandom e a una caccia alle streghe che dura tuttora. Io credo nella tolleranza e nel rispetto delle idee politiche altrui, qualunque esse siano.

Livio HORRAKH
Riccardo VALLA
Alla luce di questi risultati, vorrei aggiungere una annotazione forse ovvia, e comunque a titolo personale.
La compresenza negli stessi elenchi (SI', NO, NON PRENDE POSIZIONE) di nominativi notoriamente appartenenti ad aree politiche molto diverse, può essere interpretata in vari modi. Per esempio, si potrebbe ritenere che ciascuno di coloro che hanno voluto rispondere senta in modo forte i problemi e gli interrogativi connessi con la guerra in Afghanistan, i quali certamente aprono (come suol dirsi) molte ferite. E' un conflitto che insomma può provocare dubbi, ripensamenti o prese di posizione in chiunque, di genere disparato, e quindi non sorprende poi tanto che i "no" e i "sì" e i "non so" siano trasversali.
E', credo, uno dei "succhi" di questo sondaggio di Delos (fantascienza a parte).
Ciò peraltro non dovrebbe, penso, dar luogo a equivoci. Uno dei quali - proseguo nella mia personale visione - è che risultati del genere possano corroborare il convincimento di una sostanziale amalgama del pensiero politico d'oggi. Ed è forse vero, stando a Galimberti (Psiche e Techné), che la caduta delle ideologie e l'avvento del "pensiero unico" denunciano la generalizzata sottomissione umana alla dittatura delle nuove tecnologie (ma qualcuno preferirà altre motivazioni a monte); tuttavia se il concetto può essere applicabile in termini estesi, continuano purtuttavia a esistere - per fortuna, aggiungo sempre a titolo personale - visioni dell'uomo, del mondo, della società, completamente agli antipodi dei trend. Si tratterà magari di una frangia minoritaria, percentualmente di una piccola differenza; ma qui rispondo come il vecchietto che, a un congresso femminista, in tema di diversità quasi azzerata tra uomo e donna disse: "Per quella piccola residua differenza... hip, hip, hurrà!"




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