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Napoleone e l'Ucronia

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RETROSPETTIVA

Esce in Italia I vestiti nuovi dell'imperatore, film ucronico nel quale Napoleone fugge da Sant'Elena e torna in Francia. Abbiamo intervistato il produttore, Uberto Pasolini


Nonostante l'Ucronia sia celebrata in rete da milioni di appassionati, il cinema guarda ancora con sospetto la possibilità di raccontare storie ispirate all'Ucronia diventata un terreno di caccia per la fantascienza e poco altro. Episodi di Star Trek e rari altri film hanno intrapreso il sentiero ripido e difficile di cercare di riscrivere la storia. Sorprende quindi che una pellicola d'autore, originale e molto interessante come I vestiti nuovi dell'imperatore mostri chiaramente i segni di questa sua vocazione ucronica. Ne abbiamo discusso con Uberto Pasolini, produttore del film e anche deus ex machina del fortunatissimo The Full Monty, che ha lavorato a strettissimo contatto con il regista Alan Taylor e con i due attori principali Ian Holm (Napoleone) e Iben Hjejle (la stessa del Dogma 3 - Mifune e di Alta fedeltà) nel ruolo della donna che cambia la vita e la storia dell'imperatore.

Delos: Napoleone è al centro di tantissime simulazioni Web legate all'Ucronia. La grana di questo romanzo e anche del film è di natura storico - culturale, ma lei - nell'affrontare questa produzione - ha pensato un po' anche al popolo di navigatori appassionati di questi giochi storici?

Uberto Pasolini: L'Ucronia napoleonica è quasi del tutto incentrata su Waterloo e sulle domande: "cosa sarebbe successo se Napoleone avesse vinto? Cosa sarebbe successo se non fosse piovuto la notte prima della battaglia e avesse potuto schierare l'artiglieria?" E così via... A me interessavano e divertivano molte di queste storie. L'altro giorno ho letto di qualcuno che sostiene che il corpo sepolto a Parigi a Les Invalides non è quello dell'imperatore, ma di un membro del suo entourage. Il problema di perché è morto, come è morto, se è stato avvelenato sono questioni ancora aperte e l'attenzione dei navigatori devoti, dimostra il fascino che a due secoli quasi di distanza dalla sua morte la figura di Napoleone esercita ancora.

Delos: Non a caso l'Ucronia è seguita molto dagli appassionati di fantascienza. Lei crede di avere prodotto un film vicino alle istanze della SFX?

Pasolini: Noi abbiamo vissuto questo film come realtà. In Gran Bretagna Napoleone è ancora considerato un mostro e un precursore delle dittature del ventesimo secolo e noi abbiamo cercato di realizzare una storia talmente realista che la gente dovrebbe uscire dal cinema ed esclamare: "Non sapevo che erano andate così le cose".

Delos: L'Ucronia si sostituisce alla storia...

Pasolini: Ci devi credere per film come I vestiti nuovi dell'imperatore, perché altrimenti se ritieni che si tratti solo un'invenzione cinematografica, tutto resta un po' troppo lontano. L'Ucronia risponde alla domanda "cosa sarebbe successo se?", qui, invece, si tratta di "cosa è successo all'individuo?". Napoleone non muore più malato, solo, sconfitto e abbandonato da tutti, bensì felice, avendo capito cosa è importante nella vita e avendo lasciato tutte le sue sconfitte alle spalle.

Delos: Quali sono le principali differenze con il libro di Simon Leys?

Pasolini: Il romanzo non è ironico. E' piuttosto una riflessione cupa sul destino di Napoleone. E' un volume scritto da un belga. Una visione di area francofona con l'imperatore di cui viene mostrata una sconfitta e non una scelta diversa. Il libro è meno ucronico del film. Io volevo ribaltare il messaggio. Per me Napoleone ha imparato a vivere diversamente se non addirittura meglio.

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