Cyberpulp fiction
Mattina. Una strada di Hollywood frequentata da houseless (droidi senza padrone, altrimenti destinati allo scasso), è attraversata da una vecchia auto a propulsione atomica. E' una Chevy SuperNova bianca del 2074. Ormai ritirata dal mercato perché succhiava più energia nucleare di un'esplosione atomica. Ci spostiamo all'interno dell'auto in movimento, e troviamo due tizi seduti davanti. Uno è un androide l'altro un alieno del pianeta Kes (carnagione verde, bocca tubolare corta, squame sul viso), galassia di Karretts. Entrambi indossano vestiti neri di cattiva qualità, e strette cravatte. I loro nomi sono Vincent (alieno) e Jules (androide). Jules si trova alla guida.
JULES: Ok, parlami un po' del tuo pianeta... Kes, vero?
VINCENT: Certo, che vuoi sapere?
JULES: Mmmh, l'ipermetrina è legalizzata lì, giusto?
VINCENT: Sicuro! E' legale, ma non al cento per cento. Voglio dire, non puoi entrare in un Energyfooder gravitazionale, ficcarti un flacone su per il naso, e iniziare a viaggiare. Sei tenuto a farlo nella tua abitazione o in alcuni posti specifici.
JULES: Gli Atomtrip Bar?
VINCENT: Si, ma per farti capire: è legale comprarla, è legale possederla, e se sei proprietario di un Atomtrip Bar, è legale venderla. E' legale portarla con se, se la porti bene in vista, ma non importa più di tanto, perché - prendi nota di questo - se un
pula ti ferma, è illegale
per lui perquisirti! E' un diritto che su Kes i Copolizziani non hanno!
JULES: Dici sul serio? Cazzo, amico, ci vado subito!
VINCENT: Non lo dimenticherai più... Ma sai cosa sono le cose più divertenti della galassia Karretts?
JULES: Quali?
VINCENT: Sono le piccole differenze. Hanno la stessa merda che voi avete qui, ma solo un po' diversa.
JULES: Per esempio?
VINCENT: Allora, a Wastrars, puoi collegarti in rete in un olocinema. E non sto parlando di collegarti con un computer, tastiera e video. Sto parlando di un collegamento reale, con tanto di cavo che ti entra nel cervello, come in una Sala di Unione. A Lesfix, puoi farlo anche in un McRyan. A proposito, sai come chiamano un Vitcarfor a Lesfix?
JULES: Non lo chiamano Vitcarfor?
VINCENT: No, loro non capiscono la vostra lingua, non sanno che cazzo è un carfor.
JULES: Come lo chiamano?
VINCENT: Roiawcs.
JULES:
Roiawcs? (disgustato). E come chiamano il Big Vit?
VINCENT: Il Big Vit è il Big Vit, ma loro lo chiamano Tbigvit.
JULES: E come chiamano il Toxer?
VINCENT: Non lo so. Non sono stato al Toxin's. Ma tu sai cosa mettono i Lesfixiani sugli artropodi fritti?
JULES: Cosa?
VINCENT: Il sangue di Vesuviano.
JULES: Ohporcaputtana!
VINCENT: L'ho visto farlo. E non dico un piccolo schizzo di sangue, ma li affogano in quella merda gialla!
JULES: Uuccch!
- STOP!
L'urlo li fece sobbalzare, si girarono quasi all'unisono alla loro destra e lo videro avanzare verso di loro.
- Cazzocazzocazzo CAZZO!
Vincent e Jules si immobilizzarono, avevano capito che l'avevano fatto incazzare di brutto.
Afferrò Vincent per il risvolto della giacca e lo attirò a se. Le giunture metalliche del suo corpo scricchiolarono, mentre Vincent lo guardava con i suoi occhietti sporgenti.
- Quante cazzo di volte ti ho detto che mentre stai in macchina devi solo guardare avanti e non nella mia fottuta macchina da presa?
- Tucsasenqui, ioma nloonh taftoa...
L'uomo guardò il Kessiano con aria interrogativa, poi lo lanciò verso l'androide che guardava impaurito. Gli si staccò qualche squama dalla faccia nell'urto. L'uomo si girò verso il gruppetto di persone alle sue spalle. Li squadrò tutti. Alcuni avevano dei copioni aperti, qualcuno faceva finta di leggere, qualcuno di scrivere e qualcuno di essere analfabeta. Tutti cercavano di nascondersi dietro qualcosa, ma l'unico che poteva avere qualche possibilità di successo era l'operatore, nascosto dietro la macchina da presa. L'uomo fece un passo avanti, tutti i legamenti del corpo scricchiolavano mentre cercavano di portare avanti la carne ormai decrepita. Era ridotto ad una parvenza di essere umano, il ferro aveva superato in massa la carne da un bel pezzo.
- Allora, figli di puttana, dov'è il fottuto traduttore del cazzo?
Bettie e Joan tornarono a rileggere il copione, Steve regolò la fissione della macchina da presa, Roy il droide di produzione, andò a prendere un quadrangolo, Sylus, il Chieviano, si mosse sui suoi tentacoli e spostò le luci di un quarto verso destra, Jessie...
L'uomo tuonò.
- PAZZI! SONO L'UNICO FOTTIMADRE CON UN CERVELLO?
Iniziò ad incazzarsi di brutto, il cuore artificiale pompò tanto di quel sangue nelle vene di gomma del collo che iniziarono a gonfiarsi come palloncini.
- DOVE... CAZZO... STA'... QUEL TRADUTT...spolc..scfff...sciuus...
La mandibola si staccò ed iniziò a penzolare dalla faccia, attaccata solo ad un angolo della bocca. Fiotti di saliva si susseguivano a ripetizione, inondandogli la camicia hawaiana. La vita della mascella era appesa ad un filo. Di saliva. Lou gli si avvicinò per salvare la situazione e la faccia. Anzi le facce. Quella dell'uomo che cadeva a pezzi, e quella che aveva perso davanti alla troupe.
- Quentin, Quentin, Quentin... Ma che diavolo mi combini?
Quentin lo guardò con l'aria triste.
- Sciff... sciacc... ciacc..
La mandibola penzolante tremolò di più, Lou gliela afferò al volo. Tirò fuori un biogiravite e iniziò a fissargliela alla faccia. La troupe guardava con il fiato sospeso. Avrebbero avuto qualcosa da raccontare stasera, seduti davanti ai loro Big Vit, in qualche sperduto McRyan.
- Quentin, te l'ho detto anche ieri. L'innesto della mascella è ancora fresco, ci hanno lavorato i migliori scienziati per conservare l'originale, e tu ora non puoi distruggerla per colpa di un pugno di idioti.
-Idioti. Si, idioti, hai ragione, scusa Lou, ma mi sono incazzato come una capra tibetana quando...
Gli mise un dito sulle labbra.
- Shhh. Lascia perdere, Continuiamo, vediamo come va la prossima scena.
- La prossima?
- Si, quella del cofano. L'abbiamo provata per tre ore questa mattina.
-Ok.
Si girò verso la troupe.
- Ok, ciucciacazzi. Tutti ai vostri posti. Scena 3, Chevy (bagagliaio) - mattina.
Jules e Vincent (in realtà Fry251 e Iugginh, due attori ormai sul viale del tramonto) presero posto accanto al bagagliaio.
- Scena 3 prima, motore, ciak, AZIONE!
Il bagagliaio della Chevy SuperNova è aperto, Jules e Vincent ci infilano le mani dentro, tirando fuori due .45 automatiche a doppio colpo, rinculo annullato e calcio computerizzato. Le caricano e le armano.
JULES: Dovremmo avere dei fucili ad impulsi, per queste cose.
VINCENT: Quanti sono?
JULES: Tre o quattro.
VINCENT: Compreso il nostro uomo?
JULES: Non ne sono sicuro.
VINCENT: Così ci potrebbero essere cinque tizi?
JULES: E' possibile.
VINCENT: Dovremmo avere dei fottuti fucili ad impulsi.
Chiudono il portabagagli.
Il calcio di un fucile ad impulsi colpì Vincent al cranio, spedendolo a terra.
- Te lo do' io il fucile ad impulsi!
Quentin gli era sopra e gli puntava il fucile alla base del collo tubolare, sotto il peso del fucile, Vincent (Iugginh) squittì di terrore, mentre una macchia di liquidi bluastri iniziò a bagnargli il pantalone nero in corrispondenza degli organi genitali.
La troupe paralizzata iniziò a muoversi.
- Mi sono rotto il cazzo di ripeterti di non guardare in macchina, quindi ora ti farò saltare questa testa di merda che ti ritrovi! La prossima volta col cazzo che guardi in macchina, ah, ah, ah!!!!
Tutto questo mentre cinque o sei persone (Lou compreso) cercavano di togliere il poverino dalle grinfie di Quentin. Era irremovibile. I chirurgi di Melpo avevano fatto un ottimo lavoro. Così ottimo che dodici braccia cercavano inutilmente di strappargli il fucile ad impulsi da mano (dove cazzo se lo era procurato, poi?). Quentin premette il grilletto giusto quando il legamento della spalla cedette, e sei persone si trovarono a terra con un braccio attaccato ad un fucile. Forse i chirurghi di Melpo non avevano fatto proprio un buon lavoro... Fatto sta, che il fucile aveva sparato e il colpo a salve aveva raggiunto in pieno volto il povero Iugginh, lasciandolo coperto di polvere blu e con il vestito parzialmente bruciato. Attimo di silenzio. Poi...
- Il mio braccio. Il mio fottuto BRACCIO!!!
- Mieoen adovvai! Iulè tofuttonu zopazsanein!!!!
- Cazzo, l'ha ucciso!
- Togliti di dosso!
- Ehi! Chi mi sta toccando le tette!
- Spostati, mi fai male!
- Ciaozmzeolnasocnogpood!ecvhoecdoisoìddiacuunlauvaiota!
- Che schifo!
- Ma chi cazzo me lo ha fatto fare!
- BASTA! RIALZATEVI TUTTI!
Lou troneggiava sull'ammucchiata brandendo il braccio di Quentin. L'orgia di corpi si alzò, e tutti guardarono Lou. Quentin nel frattempo era andato a sedersi sul sedile posteriore della Chevy, piagnucolando.
- Basta, stop siamo tutti troppo stressati. Mezz'ora di pausa!
Bettie lo guardò stupita.
- Ma qualcuno mi ha toccato le tette!
- E allora?
- Beh, di solito mi pagano per toccarle...
Lou la guardò di sguincio. Non sapeva cosa lo tratteneva a lavorare in quella gabbia di matti. O meglio lo sapeva. Il motivo era Quentin. O meglio: il cervello di Quentin. Aveva fatto l'impossibile per...
Iugginh gli sfrecciò davanti imprecando nella sua strana lingua. Si stava strappando il vestito da dosso, mostrando il corpo pieno di squame, in netto contrasto con la faccia dipinta di blu dal metilene del colpo a salve.
Lou gli si avvicinò cercando di bloccarlo.
- Iugginh, fermati, cristo, fai un po' di pausa che riprendiamo a girare!
- Lazcozco! Mnion eteridrviam uip'!
- Lou non aveva capito un cazzo, ma fece finta di conoscere il Kessiano dalla nascita.
- Certo, certo, hai ragione, ne parlerò con la produzione...
Gli ultimi stracci di quello che era prima il vestito di scena gli arrivarono addosso, mentre il kessiano se ne uscì dalla porta principale. Sbattendola. Stava togliendosi i vestiti da dosso quando una voce metallica lo fece sobbalzare.
- E io, coach!
- Fry! Cazzo, a momenti mi facevi venire un attacco!
- Allora, coach?
- Per prima cosa non chiamarmi coach, e la cosa che più mi irrita dopo "capo". Poi prenditi il giorno libero, per oggi le tue scene sono sospese. Dobbiamo trovare un altro Kessiano.
Gli gettò i stracci e Fry251 li afferrò al volo.
- Ok, capo. Ci vediamo domani.
Fu più veloce ad andarsene che a pronunciare la frase.
- Oh cristo santo, aiutami tu!
Ora veniva la parte più difficile, calmare Quentin. Si accorse di avere ancora il braccio in mano. Se lo caricò in spalla e si avviò all'auto.
Nonostante i suoi 160 e passa anni, era ancora funzionante. Per essere un cervello, se li portava bene. Certo, i ricordi non erano più così chiari come quelli di una volta. Specialmente quelli precedenti l'anno 2000, a volte gli arrivavano confusi, a sprazzi, come cercare di vedere una vecchia videocassetta. Inoltre non riusciva a capire tanto bene quali erano i ricordi veri, e quali si confondevano con le sceneggiature che aveva scritto. Ma tranne che per questo particolare trascurabile, era ancora in piena forma. E' vero che il cervello era l'unica parte del suo corpo originale perfettamente funzionante, ma gli sembrava di essere circondato da stupidi che non sapevano neanche cosa diavolo fosse il cervello. Si guardò il moncherino dove prima c'era stato il braccio, e fece un mezzo sorriso. Il lato positivo di farti tenere in vita il corpo dalla tecnologia, era la totale assenza di dolore. Avrebbero potuto tagliarlo a fette, che non avrebbe sentito il minimo dolore, o almeno così gli avevano affermato i dottori su Melpo. Ah, Melpo! Una delle colonie spaziali più belle, ricordava ancora la scopata con quella Melponiana... o era un Melponiano? Chissenefrega! Quanto un corpo è Melponiano, che importa se è maschio o femmina. Si bloccò un attimo. Questa frase era sua o l'aveva sentita in un film? Non l'avrebbe mai saputo, dato che lo sportello della Chevy lo colpì sul moncherino strappandogli un urlo di dolore. Evidentemente i dottori di Melpo non avevano fatto poi un così buon lavoro. Lou entrò nell'auto preoccupato.
- Quentin! T'ho fatto male?
Si metteva, male. Ora sarebbe stato più difficile calmarlo.
- Cazzo, Lou! Mi hai fatto un male dell'anima!
- Scusa davvero, ho portato gli attrezzi, ti ricucio il braccio.
- Ok, fa presto, però...
Per fortuna si era calmato. L'abuso del cervello lo portava anche a comportarsi in modo imprevedibile.
- Lou?
Tirò con i denti il filo metallico, e con il mini-saldatore lo collegò al cavo N. Lasciò che il filo gli cadesse da bocca per rispondere.
- Che c'è?
- No, niente. E' una cosa stupida.
Di sicuro un dubbio esistenziale. La condizione di puro cervello gli stava un po' stretta.
- Dai, spara. Lo sai che sono un tuo amico, no?
- Si, certo... però...
- Però... beh, ecco... secondo te sono un androide, io?
Lo sapeva. Ci era ricascato. Sempre il solito problema. Sono uomo o macchina. Aveva una voglia fottuta di rispondergli "uomacchina!", ma si trattenne.
- Noooo, ma che cazzo dici! Non sarai mai un fottuto androide!
- Ma non sono neanche un essere umano. E non provare a mentirmi, cazzo!
Il dito che gli aveva puntato in mezzo agli occhi suonava più minaccioso di una minaccia.
- Certo che no, sei un... biodroide! Una nuova razza di an... cioè di esseri viventi.
Il viso di Quentin si illuminò per un attimo, per poi rabbuiarsi di nuovo.
- Tanto, per quel che serve! Vivo in un mondo di merda, al limite della tecnologia, ma al massimo della stupidità. Forse tutto quello che hanno fatto per conservare fino ad oggi il mio cervello è stato inutile, dato che avrebbe fatto più bella mostra in un museo che in una testa decrepita come la mia.
- Naaaa, tutte cazzate. C'è gente che ragiona col cuore, e darebbe chissà che per ragionare con il cervello.
- Queste sono cazzate! Mi ricorda quella fottuta discussione che era di moda alla fine del secondo millennio. Si diceva: sei per Godard o per Truffaut?
- E chi erano, due politici?
- Ah, maledetta ignoranza! Politici un cazzo! Erano due tra i più bravi registi fottimadre che siano mai esistiti. Si muovevano nel noir e nei crime-movie meglio di chiunque altro. Dobbiamo a loro capolavori del tipo "Bande à part", "Alphaville" per Godard, e "I 400 colpi" e Jules et Jim" per Truffaut.
- Mai sentiti nominare.
- E mai li sentirai. Comunque, dicevo, essendo due registi molto ambiti, la gente diceva: "O sei per Godard, o sei per Truffaut" "O ragioni con la mente o ragioni con il cuore" "Sei per Godard? Ragioni con la mente." " Sei per Truffaut? Ragioni con il cuore" "Io sono per Godard" "Io per Truffaut" - e avanti così "Truffaut" "Godard" "Truffaut" "Godard"
Iniziò a muovere le mani intorno alla testa, gesticolando molto come era suo solito.
- Cioè cazzo, ti riempivano la testa con Truffaut e Godard, che arrivavi lì lì per scoppiare, e cazzo, non trovavi un solo stronzo che li apprezzava entrambi, e sentivi tutti, cinefili, giornalisti, registi, cacacazzi vari, tutti a ripetere "o Godard o Truffaut", allora io non ce la facevo più e dicevo: "BAAAASTAAA!!!!"
Lo urlò così forte che Lou sobbalzò dal sedile.
"Chissenefrega! A me piacciono entrambi, e poi come può esserci differenza tra mente e cuore, quando nei loro film sono le pallottole a farle, le differenze.
Alzò le dita a mo' di pistola.
- Mente? Bang, morto. Cuore? Bang, morto. E allora? Dov'è la differenza?
- Finito.
- Come finito?
- Il braccio, l'ho ricucito. E' pronto.
- Ah, già. Ma mi stavi ascoltando?
- Certo.
(neanche una parola)
- Ah meno male che in giro ci sono ancora fottimadre come te!
- E come te!
- Certo!
- Prima che mi dimentichi, abbiamo un problema.
- Lo sapevo... Quale?
- Iugginh.
Alzò gli occhi al cielo.
- Oh, Cristo! Che ha fatto stavolta?
- Oh, beh... lui non ha fatto niente, solo che...
Inarcò le sopracciglia e lo guardò in cagnesco.
- Solo che?
- Se ne è andato.
Quentin lo fissò per un attimo, poi alzò lo sguardo al cielo e si coprì il volto con le mani.
- Oh santo cazzo. Lo sapevo che sono circondato da un branco di lavativi.
Doveva cercare di risolvere la situazione, non gli andava di vederlo crollare proprio ora.
- Dai non fare così, vedrai che...
Quentin gli piantò una mano davanti agli occhi, mostrandogli il palmo e sollevando l'indice.
- Cazzate.
-...
- Stai dicendo solo cazzate. Ok, lasciamo perdere. Vogliamo girare la scena di Butch, quella del pugile?
Cazzo, stava toccando un altro punto dolente. E in più lo faceva dopo aver intriso il dito nell'acido muriatico.
- Eeeeh, senti...
Quentin iniziò ad aprire lo sportello della Chevy. Poi si fermò di scatto e si girò verso Lou.
- La airbike è pronta, vero?
L'espressione sul viso di Lou gli fece capire che c'era qualcosa che non andava. Cazzo, non riusciva a credere che anche Lou fosse un incompetente. No, lui no.
- Non dirmi che ci sono problemi con la moto, Lou, ti prego non dirmelo.
- No, Quentin, non ci sono assolutamente problemi con la moto...
- Ah! Sia ringraziato il cielo!
- Però ci sono problemi con l'attore.
Era un incompetente.
Si girò verso Lou, quasi rassegnato.
- Come?!?
Panico totale.
- Senti Quentin, te lo giuro, ho girato per mari è per monti, per asteroidi e per galassie, ma ti giuro che nessuno sa che fine ha fatto il cadavere di Bruce Willis!
Quentin richiuse la portiera e si lasciò scivolare sulla poltroncina dell'auto.
- Me lo ero immaginato.
Era stranamente tranquillo. La quiete prima della tempesta?
- Te lo giuro, Quentin, davvero...
- Ok, ok lasciamo perdere. E Russel Crowe?
Eccolo a sfoggiare le sue doti da cinefilo. Ne sapeva più lui che tutti i computer di compressione file.cinematografici.
- Chi?
- Russel Crowe!
Iniziava da agitarsi.
- Senti, Quentin non credo di conoscerlo, però...
Si voltò di scatto, spalancò gli occhi e con voce rauca gli alitò in faccia:
- Russel Crowe è il GRANDE interprete di un GRANDE Bud White nel GRANDE L.A. Confidential! Film che scommetto tu non hai neanche mai visto! Giusto!
Uscì dalla macchina di corsa, sbattendosi lo sportello alle spalle. Rassegnato Lou lo seguì.
- Senti Quentin, non me ne sono stato con le mani in mano, ma ti ho trovato un degno sostituto.
Quentin, voltato di spalle, incrociava le braccia sul petto.
- See, già lo immagino, un John Smith qualunque, che sembra un incrocio tra Bruce Willis e Homer Simpson, ma dai!
Lou si girò soddisfatto. Era quasi sicuro di avere un asso nella manica e ora se lo sarebbe giocato.
- Aspetta Quentin, lascia che ti presenti...
Avvicinò il vocal-fone alle labbra e la voce tuonò per tutto lo studio 77.
- ASPER, SUL SET 5. FRED ASPER SUL SET 5.
Quentin si voltò.
- Lascia perdere, Lou. Sarebbe meglio abbandonare questo stupido progetto di questo stupido remake. Il cinema moderno è morto, come dovrei esserlo io da una cinquantina d'anni, e come con me, si cerca di farlo resuscitare con la tecnologia.
Fece un passo verso la Chevy, ci si appoggiò con la mano destra, e fissò il sorrisetto sulle labbra di Lou.
- Sai che ho sentito?
- Cosa?
- Che quel fottimadre di un cyborg di Lucas, dopo aver girato otto episodi di Star Wars interamente in digitale, ha assicurato che il prossimo avrà anche il regista digitale.
- Naaaa!
- Sicuro! In pratica il film si girerà da solo!
Spalancò le braccia in senso di rassegnazione.
- E che ci vuoi fare... non si hanno più idee nuove. O si girano sequel inutili di film altrettanto inutili o remake di film che sono a loro volta remake di altri film.
Si girò di spalle.
- Sembra che viviamo in un continuo remake di vite vissute da altri.
Lou gli si avvicinò e gli mise una mano sulla spalla.
- Si, ma non ti preoccupare. Questo Cyberpulp Fiction sarà un remake coi fiocchi anche grazie a lui...
Quentin si girò e i suoi occhi incrociarono quelli dell'uomo appena arrivato. Rimase di stucco. Perfetto. Identico. Per mille cani coprofagi. Era Bruce Willis sputato.
- Salve, signor Quentin. Mi chiamo Fred Asper, e sono qui per servirla.
La voce metallica tradiva la sua identità robotica, ma per il resto, porco cane, era identico. Lo stesso cranio pelato, lo stesso naso piccolo e leggermente a punta, lo stesso sorriso prendi-per-il-culo stampato sulle labbra. Quentin gli si avvicinò lentamente. I due si fissarono in silenzio per una manciata di secondi e poi Quentin lo abbracciò fortissimo. L'androide-Willis lo fissò meravigliato.
- Oh, cazzo! Quasi non riesco a credere! Se non sapessi che sei un androide, penserei che il vecchio Bruce sia tornato dalla tomba per salutarmi!
Si allontanò un po', poi lo squadrò e disse:
- Ma non sarai costruito con i pezzi del povero Bruce?
- Oh, no, signore! Sono completamente artificiale. Il mio costruttore era un appassionato del vecchio cinema di una volta, in special modo del film "L'esercito delle 12 scimmie". E quindi mi ha costruito a immagine e somiglianza del protagonista del film.
Quentin alzò gli occhi al cielo.
- Sia benedetto il tuo costruttore!
Si girò verso l'androide.
- Sai già la parte, figliolo?
-Certo, il signor Lou me l'ha fatta già memorizzare.
Quentin si voltò verso Lou sorridendo. Lou alzò il pollice in segno di incoraggiamento.
-Vecchia volpe! Basta farci i pompini a vicenda, Lou inizia a sputare sentenze in quel microfono del cazzo e radunami il cast.
- Già fatto. Mentre tu parlavi con Mr. Asper, gli altri già prendevano i loro posti. Aspettano solo noi.
Quentin si mise a ridere, poi gli passò un braccio intorno alle spalle e si avviarono sul set.
- Vecchio, amicone! Lo sapevo che mi potevo contare su di te.
Betty gli si avvicinò, porse un megafono a Quentin e prese Asper per la mano.
- Ecco, signor Quentin. E' tutto pronto, aspettiamo solo il suo via.
- Ok, ok.
L'assistente e l'androide si avviarono sul set, mentre Quentin prese posto su una sedia.
Lou si sedette accanto a lui.
- Allora si parte?
- E di fretta, pure! Ho sentito che sono quasi finiti di resuscitare Kubrick, e stavolta tornerà ancora più grande! Di sicuro terminerà di girare A.I., dato che all'epoca c'erano problemi per ricreare l'acqua alta a NewYork. Ora che l'acqua alta c'è davvero, chi lo fermerà?
- Hai ragione, dai il ciak.
- Ahhh, amico! Questa è la mia vita: il set, gli attori, il ciak e tutto il resto. Cazzo, sono sicuro che sono già morto e che questo è il paradiso!
Lou sorrise e si girò verso gli attori che attendevano il segnale.
- Ok. Ok. Mi sto di nuovo perdendo in chiacchiere. Dunque si parte...
MOTORE!
CIAK!
AZIONE!