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La nascita dell'Intelligenza artificiale
Cosa lega una mela avvelenata, una piccola cittadina della vasta provincia americana, una calda estate di quesi mezzo secolo fa, la famiglia Rockefeller e i nomi dei personaggi, dei centri di ricerca e delle aziende più importanti della scienza dei calcolatori, e la strega di Biancaneve?Nell'estate del 1956 si riunirono a Dartmouth, negli Stati Uniti, i principali esperti di una nuova disciplina che vedeva confluire in sé contributi di matematici, esperti di strategia, elettronici, informatici, studiosi di scienze cognitive e filosofi.Questa disciplina non aveva ancora un nome, e se questa riunione verrà a lungo ricordata è anche perché si propose in quell'occasione di riferirsi a questo campo di studi come Intelligenza artificiale. L'incontro di Dartmouth fu promosso da J. McCarthy del Dartmouth College, M. L. Minsky della Harvard University, N. Rochester della I.B.M. Corporation e C.E. Shannon, dei Bell Telephone Laboratories. Quattro personaggi che nei decenni seguenti saranno al centro della ricerca scientifica sui molteplici fronti della scienza dell'informazione. L'ipotesi che guida John McCarthy nell'organizzazione del seminario è che "ogni aspetto dell'apprendimento o ogni altra caratteristica dell'intelligenza possono essere, in linea di principio, descritti in modo così preciso da poter essere simulati mediante una macchina". Un documento diffuso il 31 agosto del 1955 annuncia ufficialmente il seminario per l'estate dell'anno seguente dal titolo: "Summer Research Project on Artificial Intelligence", e contestualmente battezza la disciplina. Il progetto è finanziato dalla Fondazione Rockefeller, che decide di investire in quella che sembra la riunione di un gruppo di ecclettici un po' eccentrici...
Il manifesto attorno al quale lavorano McCarthy, Shannon e Minsky descrive un progetto estremamente ambizioso, ma non utopistico. Intendono studiare come costruire "macchine che usino il linguaggio, formino astrazioni e concetti, risolvano classi di problemi ora riservate agli umani, migliorino se stesse". Sono tutti convinti che "le macchine potranno un giorno svolgere funzioni umane tradizionalmente ritenute intelligenti". Sono sette i problemi relativi all'intelligenza artificiale sui quali intendono focalizzarsi:
1. Come migliorare i calcolatori e i programmi. Uno dei primi problemi che si pone è la scarsa potenza di calcolo a disposizione negli anni 50, ma un ostacolo ancora più grande è costituito dalla complessità del software.
2. Come programmare un computer perché usi un Linguaggio. E' possibile fare in modo che un computer 'possegga un linguaggio', manipoli simboli e concetti in maniera simile a una mente umana? Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |