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Autoscacco
Neanche Smith se ne accorse. In una sala comando di un'astronave come quella ci sono grandi oblò per l'osservazione diretta. L'astronave nemica era sbucata dall'interspazio proprio dinanzi a loro; si stagliava come una massa oscura contro le luci di una galassia lontana. Era perfettamente visibile, ma Smith non la vide. 28. Ccxe6+
Smith non aveva alcun motivo per alzare gli occhi verso gli oblò. La vista doveva servirgli solo per studiare la scacchiera. Era troppo importante ciò che stava facendo, per perdersi in altre cose. Smith stava lottando contro il Minotauro. 28..., 110 011 100 110 101 110
Il dio si difendeva. Era un dio molto povero, a ripensarci, in quanto creato dall'uomo stesso. Ma si difendeva, perché questa era una delle cose che l'uomo gli aveva insegnato. Senza accanimento, senza passione, con il distacco che si conviene a un dio. Ma intensamente, perché anche questa era una delle cose insegnategli.
* * * Betty non era andata via. Si era lavata la vernice celeste che portava per sedici ore al giorno ed era tornata una donna normale. Quella sera non doveva avere appuntamenti, o non era tanto stanca da voler tornare subito a casa. Mi aspettava, seduta sul banco con le gambe penzolanti. Forse si era incuriosita del mio modo di fare, più probabilmente voleva riferirmi qualche storia che aveva orecchiato.Una buona amica, Betty. Spesso facevamo il tragitto di ritorno insieme, lei verso la sua villetta fuori città (dove riusciva perfino a coltivare le rose nell'orticello idroponico) io verso lo spazioporto, dove ero ospite di mio fratello Philip nella stessa camera che dividevamo da bambini... quando mio padre era ancora vivo. Le feci cenno di aspettare. Mancava poco alla fine della storia, e avrei potuto farmi chiarire l'indomani alcuni particolari. Ripresi ad ascoltare Cordmaker. 29. Axc6 Smith colpì nuovamente. Ormai la partita era sua. HAL non poteva più salvarsi. I raggi laser dell'astronave raggiunero la Bellerofonte. HAL attivò istantaneamente le difese automatiche, ma era già tardi. I laser avevano menomato il campo di forza della Bellerofonte: quando HAL tentò di inserirlo, il campo non si formò. 29..., 110 110 111 110 110 110 Nessuno si accorse di nulla. Ci fu solo una leggera scossa, una cosa non insolita in una nave spaziale. Korchnoi Smith non notò nulla. Diede ancora scacco, mentre il nemico là fuori lanciava un'altra scarica. 30. h6+ HAL tentò l'estrema difesa: la fuga. 30. ..., 110 111 111 110 111 100 Il suo re arretrò, ma poteva farlo di una sola casella. La Bellerofonte non poté muoversi. I laser della seconda bordata avevano distrutto il motore iperspaziale. Quindi fece quel che poteva: virò per quanto fu possibile, alla più alta velocità in propulsione normale. Sconquassò tutto, al suo interno. Gli scienziati bestemmiarono perché le loro provette si erano rovesciate. Gli altri bestemmiarono ugualmente; chi era caduto dalla cuccetta, chi rotolava sul pavimento. Poi arrivò la terza bordata. Se avete racconti che ritenete adatti per Delos, inviateli, in formato rtf, alla Redazione Narrativa di Delos, delos.script@fantascienza.com: saranno letti e accuratamente valutati dalla nostra selezionatrice Milena Debenedetti. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |