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Intervista con Guido Manuli: La mia Aida del 2000

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RETROSPETTIVA


La storia narrata da Verdi diventa un cartone animato fantastico realizzato dal mago dell'animazione Guido Manuli.

Sceneggiatore, regista e direttore artistico nello studio di Bruno Bozzetto, Guido Manuli ha curato al co-regia di Volere Volare con Maurizio Nichetti e diretto il lungometraggio Monster Mash. Realizzatore di spot pubblicitari, sigle televisive e cortometraggi è regista di Aida degli alberi il film d'animazione distribuito da Medusa che ispirandosi alla storia dell'Aida di Giuseppe Verdi ne inventa nuovamente la trama secondo una prospettiva fantastica.

Delos: Qual è il fascino esercitato dal tornare a lavorare su una storia d'animazione con le possibilità del digitale?

Guido Manuli: Quando lavoro ad un progetto intendo sempre farlo in maniera diversa rispetto la volta precedente. Ho bisogno di stimoli, perché per fare un film d'animazione ci vogliono almeno due o tre anni e se manca lo sprone a lavorare al meglio, rischi di stufarti troppo presto. Tutto diventerebbe meccanico.
Per questo film abbiamo cercato di scegliere una grafica originale con mondi fantastici e personaggi originali. Ho lavorato per quattro mesi sui personaggi senza troppe soddisfazioni. Quegli umani straordinari saltavano fuori sempre uguali a certi stereotipi disneyani o spielberghiani. Una faccetta è una faccetta, non puoi farne un'Aida. Il cattivo è forse l'unico su cui si poteva giocare un poco di fantasia, si poteva un po' trasgredire. Poi abbiamo parlato con i produttori e abbiamo pensato di seguire la strada di un viaggio in un mondo fantastico. In una dimensione epica, ma totalmente immaginaria gli eroi potevano essere qualcosa di molto vicino a figure mitologiche, umani con teste di animali. Abbiamo mescolato il 2-D con il 3-D riuscendo a generare movimenti della macchina da presa molto più complessi. Questa sfida ci ha dato l'entusiasmo per andare avanti verso qualcosa di nuovo.

Delos: Aida degli alberi sembra una contaminazione tra Il sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e i Pokémon...

Manuli: L'elemento del sogno è importante, perché tutte le fiabe servono sì a fare addormentare i bambini, ma anche ad accompagnarli in qualche maniera nei loro sogni. Aida ha anche un ritmo stringato senza pause per una storia intensa che dà il gusto di raccontare delle favole.

Delos: Un'indagine di qualche tempo fa dice che i bambini cui non vengono raccontate le favole diventano cattivi...


Manuli: No, non credo. Semmai i bambini diventano da grandi cattivi, mentre da piccoli vivono in un mondo fantastico che raccontano tramite i loro disegni, tramite piccole cose che spesso gli adulti non riescono a comprendere. Io credo che l'elemento su cui vale davvero la pena riflettere è il fatto che da grandi - spesso - le persone hanno totalmente dimenticato il mondo di colori fantastici e di trionfo dell'immaginazione in cui vivevano. Coma mai perdiamo questo senso della fantasia quando diventiamo adulti? Perché nessuno ci ha aiutato né a conservarlo, né tantomeno a svilupparlo. Se cercassimo di mantenere tutto questo, forse, una generazione di adulti rimasti molto bambini potrebbe sorprendere il mondo intero. Chissà...

Delos: In che cosa la tecnologia vi aiuta di più rispetto al passato per la creazione di questi mondi fantastici?


Manuli: Una volta realizzata in pellicola la scenografia le cose non si potevano cambiare. Nessuna scena poteva essere modificata, mentre oggi con la macchina da presa digitale e la computer grafica si può intervenire in ogni momento su ogni dettaglio e questa è una ricchezza di potenzialità notevole.

Delos: Cosa cambia tutto questo per uno che ha dedicato la sua vita ai fumetti e ai cartoni animati?

Manuli: Dà un senso di potere fare tutto. Anche il mettere insieme 2-D e 3-D è stata una sfida interessante.


Delos: Il 2001 è l'anno del fantastico e dell'animazione. Film come Shrek e la nuova edizione di Biancaneve su Dvd hanno sbancato le classifiche. Inoltre ci sono due film italiani d'animazione Aida e Momo contemporaneamente nei cinema...

Manuli: Il fatto che ci siano due film italiani insieme nelle sale è un buon segno e a noi tutti resta da sperare che altri autori possano affacciarsi a questo mercato e produrre i loro lavori. Il mondo del cinema d'animazione italiano è pronto per raccogliere una sfida e competere su un mercato internazionale. E' proprio arrivata l'ora di mostrare agli altri le nostre storie.




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