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RETROSPETTIVA |
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Delos: Qual è il fascino esercitato dal tornare a lavorare su una storia d'animazione con le possibilità del digitale?
Guido Manuli: Quando lavoro ad un progetto intendo sempre farlo in maniera diversa rispetto la volta precedente. Ho bisogno di stimoli, perché per fare un film d'animazione ci vogliono almeno due o tre anni e se manca lo sprone a lavorare al meglio, rischi di stufarti troppo presto. Tutto diventerebbe meccanico.
Per questo film abbiamo cercato di scegliere una grafica originale con mondi fantastici e personaggi originali. Ho lavorato per quattro mesi sui personaggi senza troppe soddisfazioni. Quegli umani straordinari saltavano fuori sempre uguali a certi stereotipi disneyani o spielberghiani. Una faccetta è una faccetta, non puoi farne un'Aida. Il cattivo è forse l'unico su cui si poteva giocare un poco di fantasia, si poteva un po' trasgredire. Poi abbiamo parlato con i produttori e abbiamo pensato di seguire la strada di un viaggio in un mondo fantastico. In una dimensione epica, ma totalmente immaginaria gli eroi potevano essere qualcosa di molto vicino a figure mitologiche, umani con teste di animali. Abbiamo mescolato il 2-D con il 3-D riuscendo a generare movimenti della macchina da presa molto più complessi. Questa sfida ci ha dato l'entusiasmo per andare avanti verso qualcosa di nuovo.
Delos: Aida degli alberi sembra una contaminazione tra Il sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e i Pokémon...
Manuli: L'elemento del sogno è importante, perché tutte le fiabe servono sì a fare addormentare i bambini, ma anche ad accompagnarli in qualche maniera nei loro sogni. Aida ha anche un ritmo stringato senza pause per una storia intensa che dà il gusto di raccontare delle favole.
Delos: Un'indagine di qualche tempo fa dice che i bambini cui non vengono raccontate le favole diventano cattivi...
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Delos: In che cosa la tecnologia vi aiuta di più rispetto al passato per la creazione di questi mondi fantastici?
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Delos: Cosa cambia tutto questo per uno che ha dedicato la sua vita ai fumetti e ai cartoni animati?
Manuli: Dà un senso di potere fare tutto. Anche il mettere insieme 2-D e 3-D è stata una sfida interessante.
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Manuli: Il fatto che ci siano due film italiani insieme nelle sale è un buon segno e a noi tutti resta da sperare che altri autori possano affacciarsi a questo mercato e produrre i loro lavori. Il mondo del cinema d'animazione italiano è pronto per raccogliere una sfida e competere su un mercato internazionale. E' proprio arrivata l'ora di mostrare agli altri le nostre storie.