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John Philip Law: Io e Diabolik

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INTERVISTA

John Phillip Law oggi
Diabolik, Tarzan, il Barone Rosso e Pygar l'uomo alato in Barbarella: una vita da attore in ruolo d'azione, sempre tra fantascienza, western, spionaggio. Stiamo parlando di John Phillip Law, he abbiamo recentemente incontrato a Roma alla presentazione del nuovo film CQ.

Sebbene a Cannes non sia stato accolto con troppo calore, CQ opera prima del figlio di Francis Ford Coppola, Roman ha attirato tantissimo pubblico al Festival dell'Isola del Cinema di Roma (www.isoladelcinema.com) che ha inaugurato la sua VII Edizione con una grande festa alla presenza di gran parte del cast: Massimo Ghini, Silvio Muccino e John Phillip Law, noto per essere stato l'angelo di Barbarella e il Diabolik di Mario Bava.
Un grande successo che ha visto Roma al centro di questa anteprima mondiale (il film uscirà solo in autunno o in primavera in America) portato avanti grazie alla rivista di musica e cultura Lounge Il giaguaro (www.ilgiaguaro.com) da sempre attenta al recupero e alla valorizzazione di un certo cinema di culto.
Ambientato nel 1969, il film racconta la storia di Paul (interpretato dallo stesso Roman Coppola) un giovane regista ambizioso che lavora a Parigi, dilaniato dal dilemma se seguire una via più commerciale di fare via oppure dedicarsi al cinema verità. E - in questo film - John Philip Law che nella sua carriera ha interpretato circa una settantina di pellicole, interpreta il ruolo di produttore un po' sullo stile del Dino De Laurentiis del tempo che fu. Un gioco ironico per un veterano del cinema fantastico e d'autore che ha lavorato con tutti i grandi del cinema fantastico di Serie B oggi diventato di culto. A partire proprio da Mario Bava.

In Barbarella con Jane Fonda

Delos: Qual è stata per lei la fascinazione principale esercitata dal cinema fantastico?

John Philip Law: Sono nato a Hollywood nel 1937 da una famiglia di attori e sin da quando ero ragazzo i fumetti erano il mio pane quotidiano: Superman, Batman, Capitano Marvel e Lanterna Verde mi hanno accompagnato durante la mia adolescenza fino a quando sono saltati fuori gli eroi della Marvel come l'Incredibile Hulk, L'uomo ragno e Silver Surfer. Era un mondo nuovo di cui adoravo la fantasia. Da ragazzo ero un sognatore e credo di essere diventato un attore proprio per questo. L'ultimo anno di università studiavo ingegneria meccanica e decisi di prendere delle lezioni di recitazione proprio per confrontarmi con questo mio lato molto personale. Da piccolo ero molto timido e anche se avevo più volte con mio fratello fatto la comparsa sui set dei film in cui lavorava mia madre, il mio obiettivo era diventare cineoperatore, perché mi sembrava un lavoro molto divertente.

Delos: Cosa pensa del lavoro di attore?

Law: Da piccolo lo ritenevo una cosa stupida, quasi indegna di un uomo. Poi - proprio durante l'ultimo anno di università - sono riuscito a uscire dalla mia timidezza e sono stato preso dal sacro fuoco della recitazione. Non l'avrei mai pensato...mio fratello voleva recitare, mentre io ero il "Signor Aggiustatutto" nato per fare l'ingegnere. A casa riparavo tutto io e mai e poi mai avrei pensato che il mondo fantastico in cui vivevo sarebbe diventato il mondo della mia recitazione.

Delos: Di cos'era fatto questo mondo fantastico?

Law: Non ci crederà, ma uno dei miei hobbies preferiti era quello di ipnotizzare la gente. Al college avevo messo da parte un bel gruzzoletto esercitandomi in questa arte. Oltre ai supereroi ero affascinato dal mondo dell'occulto.

Delos: Come si confronta con il fatto di essere diventato un'icona per un certo tipo di cinema?


Law: Francamente non ci avevo mai pensato. Anzi, quando ho girato Diabolik con Mario Bava con quel suo essere un artigiano del risparmio pensavo che sarebbe stata la fine della mia carriera. Ero abituato a Hollywood e alla sua ricchezza. Un giorno Mario mi dice domani giriamo la scena di quando esci dal rifugio segreto. Gli ho chiesto"Dove, Mario qui a Cinecittà non ho visto il set di questo rifugio." E lui mi indica un cantuccio in cui - difronte ad una macchina da presa - era situata una porta. Mi veniva da piangere, pensavo che per fare del buon cinema ci volessero sempre tanti soldi. Oggi capisco il genio di Mario Bava e mi rendo conto che farei tutto di nuovo.

Delos: Ma lei aveva qualche idea che oggi - a distanza di quasi quaranta anni - quei film sarebbero diventati addirittura "di culto"?

Law: Assolutamente no! Ancora oggi stento a credere che Diabolik abbia avuto tanto successo. Se me lo avessero detto allora non lo avrei creduto possibile nemmeno in un milione di anni...su Barbarella qualche pensiero ce l'avevo fatto, ma nessuno dei due ha avuto un qualche minimo successo all'epoca in cui sono usciti. Sono pellicole rimaste "in sospensione" per anni. A San Francisco - per almeno venti anni - hanno proiettato ogni sabato a mezzanotte Diabolik dinanzi ad un pubblico di appassionati.

in Diabolik

Delos: Come spiega questo successo tardivo del film a San Francisco?

Law: Forse ha qualcosa a che fare con la gomma e la pelle nera...

Delos: Cosa significa per lei essere presentato sempre come un attore "di culto"?

Law: Mi sento fortunato. Molto. Non è stato facile, però. Una volta il mio agente mi aveva trovato una parte in una serie televisiva di successo. A me, però, non interessava guidare da Hollywood a Burbank ogni giorno e indossare gli stessi vestiti e la stessa faccia tutti i giorni. Volevo l'avventura e l'ho avuta anno dopo anno girando film in tutto il mondo a Roma, Parigi, in Bulgaria, in Spagna...Ho voluto trasformare la mia vita in un'opera d'arte esattamente come ho fatto con il mio lavoro.

In Diabolik

Delos: Lei crede di avere fatto qualche compromesso?

Law: Penso di sì, anche se non ne sono troppo sicuro. Alle volte quello che credevi fosse un compromesso si è rivelato per essere una decisione saggia che ha portato grande fortuna alla mia carriera e alla mia vita. La giusta mossa viene fuori senza sapere come. Dal tuo inconscio...

Delos: Possiamo dire che lei è stato una sorta di zingaro latore di sogni al pubblico di tutto il mondo?

Law: Assolutamente sì, una definizione che mi commuove, quasi...

Delos: Ha portato anche incubi?

Law: Sì...(ride) lei ha perfettamente ragione.




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