di Vanni Mongini


Klaatu Barada Nikto

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CINEMA

Continua il grande ciclo di articoli di Giovanni Mongini che esploreranno l'intero sistema solare, osservando gli astri attraverso due diverse lenti, quella della scienza e quella, un po' deformante, del cinema di fantascienza. E superate le comete ci si lancia verso l'infinito...

CAP. VI VERSO L'INFINITO... E OLTRE

"Guardai in alto, come per cercare di aggrapparmi al cielo. L'universo. Mondi da non finir mai: l'arazzo argenteo di Dio sul cielo notturno...e, in quel momento, trovai la soluzione dell'enigma dell'infinito. Avevo sempre pensato nei limiti della mente umana...Avevo ragionato sulla natura: l'esistenza ha principio e fine nel pensiero umano, non nella natura...Sciogliersi...diventare il nulla...le mie paure svanivano e veniva a sostituirle l'accettazione. La vasta maestà del Creato doveva avere un significato, un significato che "io" dovevo darle. Sì, più piccolo del piccolo avevo un significato anch'io. Giunti a Dio non vi è il nulla...Io esisto ancora..."
(Radiazioni BX Distruzione uomo di Jack Arnold - 1957)

L'Infinito nella fantasia


Le interminabili distanze che dividono gli universi, le incolmabili e sterminate distese che si frappongono tra noi e le stelle, vengono attraversate immediatamente dal pensiero umano il quale, unito alla fantasia, ha permesso all'uomo di immaginare luoghi desolati ed inospitali, stelle infuocate, buchi neri, mondi lontani sui quali vivono, sopravvivono e prosperano civiltà ostili ed amiche, diverse da noi per intendimenti e per pensieri, diversi da noi sul piano fisico o addirittura appartenenti a dimensioni diverse il cui piano di esistenza e di tempo sono incommensurabilmente lontane dal nostro.
Saggie civiltà che considerano l'uomo come un barbaro guerrafondaio, come un virus da distruggere, come un povero, piccolo essere da aiutare a compiere i primi passi al di fuori del suo piccolo mondo, centro della sua vita e della sua inutile presunzione.
Da dove viene Klaatu, l'alieno che atterra con un disco volante nel centro di Washington nel film di Robert Wise Ultimatum alla Terra (The Day, the Earth Stood Still - 1951)? A sentire lui egli ha fatto quattrocento milioni di chilometri per giungere fino a noi, il che vorrebbe dire una distanza che sta tra Marte e Giove, forse da un'avamposto alieno posto a guardia dei terrestri e dei loro istinti guerrafondai? Appena scoperta l'energia atomica ecco che la Terra riceve la visita di un'antesegnano rappresentante di quella Federazione dei Pianeti che giungerà alla ribalta più volte sui nostri schermi e che verrà consacrata definitivamente con l'arrivo di Star Trek sui nostri teleschermi.
Il film è liberamente tratto dal romanzo di Harry Bates conosciuto prima come Uomo di carne, uomo d'acciaio e poi come Klaatu.
Ma quante volte la nostra Terra è stata nelle mire di feroci, curiosi, devastanti, assatanati popoli alieni provenienti dalle più oscure vastità dello spazio e quante volte l'uomo è uscito dal suo guscio terrestre per perdersi tra le impassibili e fredde stelle che brillano nel vuoto dell'universo?


Possiamo darvene un'dea, seguiteci in un lungo viaggio...
Sempre nello stesso anno non giunge sui nostri schermi il film di Edgar G.Ulmer The Man from Planet X, il pianeta del nostro visitatore alieno sta morendo a causa di una glaciazione ed ovviamente egli è giunto sulla Terra con il compito di essere l'avanguardia di un piano d'invasione. Sarà la polizia ad ucciderlo.
Ancora del 1951 è l'ormai classico La Cosa da un altro Mondo (The Thing from another World) di Christian Nyby ed Howard Hawks, una geniale carota umanoide, che considera l'essere umano solo come fonte di cibo, ma la sua prosopopea verrà punita da un arco voltaico.
Nel 1953 Jack Arnold gira il suo primo film di fantascienza, tratto dal racconto di Ray Bradbury La Meteora e reso sullo schermo con il titolo Destinazione...Terra (It came from outer Space - 1953), peraltro già citato, ma non possiamo fare a meno di rilevare come i gli alieni Xenomorfi che percorrono lo spazio per incontrare i loro fratelli cosmici, siano uno degli elementi più suggestivi di tutta la storia del cinema di fantascienza ed anche come l'essere umano faccia in questa pellicola la figura del bruto cavernicolo che inorridisce davanti all'aspetto orribile degli alieni, sapendo valutare solo in negativo ciò che è diverso da lui.
Continua



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