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Il re Mida della SF
D'altra parte, è un tributo al mondo della celluloide che il nostro Michael non può esimersi dal pagare, essendosi trovato lui stesso, in prima persona, spesso e volentieri dall'altro lato della cinepresa, o comunque coinvolto in produzioni per il grande e il piccolo schermo. Citiamo ad esempio Runaway, le infinite serie degli schizzati dottori di ER (come dite? Non è SF? Avete mai provato a cercare aiuto in un Pronto Soccorso reale?), e soprattutto il film Il mondo dei robot, da cui trae il nome la vostra rivista preferita. Ma non siamo qui oggi per parlare del Crichton regista, e neppure del Crichton sceneggiatore. Il nostro vasetto Sotto Spirito si è aperto per ospitare il Crichton narratore. Sulla produzione letteraria del bravo Michael c'è poco da scherzare, viste le cifre del suo fatturato, che da sole risolleverebbero le deprimenti sorti del Mibtel. Le legittime domande (figlie della legittima invidia) che in questi casi sorgono sono le classiche "A cosa è dovuto questo straordinario successo?", "Esiste una formula Crichton?", "E' possibile replicarla?". Non c'è dubbio che lo stile crichtoniano sia una risposta. Asciutta, tambureggiante, mozzafiato, la sua scrittura incolla alla pagina come Bostik, e al contempo riesce ad essere accurata, tagliente, fredda, quasi indifferente alla storia e alle traversie dei personaggi. Crichton (come il migliore Clarke) ha una prosa da scienziato, da studioso dell'umana vicenda. La formazione da medico e l'esperienza nel mondo della Ricerca è qualcosa che in Crichton si vedono in controluce come una filigrana. Leggendo Crichton si può scrutare all'interno di un mondo (quello della Ricerca, appunto) di cui dall'esterno non sempre si ha una corretta percezione. Crichton descrive questo mondo perfettamente e impietosamente, come solo in alcuni sprazzi del miglior Asimov (ad esempio in Neanche gli Dei) si era visto prima. Ed ecco quindi l'invidia quasi pavloviana tra ricercatori, i dispetti reciproci, il gioco dei segreti e delle false rivelazioni incrociate, degli imperativi categorici (non dire niente a nessuno, nemmeno a tua moglie, finché non ti hanno pubblicato l'articolo!), il cammino verso la scoperta visto come gara in cui gli sgambetti agli avversari (quando non addirittura la coltellata alla schiena) sono la norma. Crichton non ci spiega semplicemente che la massima aspirazione per lo scienziato odierno è convincere lo sponsor a concedere l'agognato finanziamento (questo ce l'avevano già detto in tanti), ma ci fa vedere anche quanto lo scienziato stesso disprezzi a livello viscerale lo sponsor, essere gretto incapace di capire che i suoi miliardi sarebbero assai meglio investiti negli studi sui lombrichi rugosi della Patagonia o sui tetraoni norvegesi dalla testa azzurra che in BOT. L'effetto di queste "rivelazioni" (sic!) è straordinario e coinvolgente. Ecco, forse il distintivo più notevole della narrativa di Crichton è che, contrariamente a molti scrittori di SF che parlano di Scienza, lui parla di scienziati. E nonostante egli ambienti le sue storie in luoghi esotici (vedi Congo o Jurassic Park), i conflitti su cui punta i riflettori sono assolutamente quotidiani e familiari. Ben sapendo che non esiste nulla di più incredibile e seducente della realtà, Crichton puntualmente vira in romanzo la sua personale esperienza di vita, con una fedeltà quasi da notaio. Senza scrupoli né reticenze di casta. Anzi, con grande e sapiente ironia. La stessa ironia a cui ci appelliamo affinché non si senta offeso dalla caricatura/ritocco fotografico che vedete qui a fianco, e dal turpe apocrifo che vi presentiamo. Speriamo che leggerlo vi diverta almeno quanto ha divertito noi scriverlo. Alla prossima.
Bongodi Michael Crichton?La squadra di ricerca guidata dal chiarissimo professor Kurt Johannson, ordinario di Palpoarcheologia all'Università del Minnesode, giunse in vista dell'obiettivo alle ore 17:12:23 del 21/03.I portatori Kykulu (Carnemortauno, Carnemortadue, e altri tre che non hanno neppure nome perché tanto tirano le cuoia prima di pagina due) scaricarono l'attrezzatura e cominciarono, da bravi negri disciplinati quali erano, a montare le tende, le zanzariere e i tavolini da safari progettati al JPL di Pasadena. - Secondo te cosa c'è nella Sfera? - chiese il professor Johannson alla sua assistente, la dottoressa Wilma Brown, PhD in Pelvoantropologia Kamasutroculturale al prestigioso MIT di Bonton. La donna si asciugò il sudore con un asciugamano in tessuto polipropinilic-bombastico sviluppato in collaborazione tra la NASA, la HP e la Bassetti. - Mi sento disidratata, professore. - si lamentò. - Non mi ha risposto. - protestò lui - Cosa c'è dentro la Sfera? In quell'istante un urlo disumano ruppe il silenzio primevo della giungla. Un'orda di scimmioni armati di clava emerse dall'oceano verde e dilagò nell'accampamento con furia distruttrice. I tre portatori Kykulu che avevano appena ultimato la disposizione delle attrezzature scientifiche, dal radar pico-nucleo-particellare al Pinguino DeLonghi, furono ghermiti da una moltitudine di zampe adunche e trascinati via nel folto degli alberi. L'eco delle loro grida si spense poco a poco, i cespugli cessarono di muoversi, e nel campo violato tornò il silenzio. - Ha visto?! - balbettò Wilma Brown, sospesa tra spavento ed eccitazione - Li abbiamo trovati! - Umpft! - commentò altezzosamente il professor Johannson - Può essere. Anche se, naturalmente, occorrerà adeguatamente dimostrarlo in prove di laboratorio... E comunque, vorrei sapere che c'entrano con la Sfera. - Ho bisogno di bere. - sussurrò Wilma, ancora tremando. - Ma certo. - approvò Johannson - L'essere umano consuma in media da quattro a sei litri al giorno. Ma noi abbiamo un'unità NASA per il riciclo dell'acqua che purifica tutte le secrezioni, orina compresa. L'attivi pure. Io intanto raccoglierò campioni e mi metterò al lavoro nella tenda dotata di condizionamento: gli studi dimostrano che il principale fattore che limita l'efficienza professionale è la temperatura ambientale, il secondo la privazione del sonno, e il terzo l'essere impiegato in un Ministero romano. La Brown finse di dedicarsi alla sua borraccia - Qui Brown. - sussurrò all'apparato TW/Geshund. - Centro di Controllo. - rispose lo strumento - Comunicate vostra posizione. - Abbiamo stabilito il campo a 12' 23" ovest del Kilimangiaro, che con i suoi 5895 metri d'altezza è la maggiore vetta del continente, seguito dal Ruwenzori e dal... - Va bene, va bene... - tagliò corto l'interlocutore - Avete avvistato qualcosa? - Affermativo, Centro. - assentì la donna - Contatto ravvicinato con branco di presunti Australopiteci. Almeno quindici esemplari. - Danni? - Solo qualche provetta rotta... Ah, anche tre portatori negri morti. - Niente di grave, allora. Meno male. - commentò la voce allo strumento - Ricordate: la vostra missione è scoprire chi è stato a ricreare ominidi estinti, e in che modo c'è riuscito. - Nessun problema, Centro. E' Johannson che mi preoccupa. - Perché? - Perché si è rincoglionito, Centro. Dopo quella brutta storia sul fondo dell'Oceano Pacifico, che con i suoi 170 milioni di chilometri quadrati è il più grande del mondo seguito dall'Atlantico con 106 milioni e dall'Indiano con 75 milioni, non è più lo stesso. Non fa che chiedere cosa c'è... - Non importa, dottoressa Brown. - tagliò corto la voce dal satellite - Andate avanti come previsto... A proposito, cosa c'è dentro la Sfera? La donna chiuse nervosamente il collegamento. Alle sue spalle, il terzo bianco della spedizione, che aveva dormito per tutto il viaggio appeso nell'amaca pneumatica - Ha riposato bene, signor Sheffield? - s'informò cortesemente la Brown. L'altro arricciò il naso. - Troppo rumore. - L'amaca non è acusticamente isolata? Credevo che il suo augusto sonno fosse conciliato da un sottofondo sinfonico eseguito dall'orchestra filarmonica del Brandeburgo... - Appunto. I violinisti strimpellavano troppo forte. Quando torneremo in America, comprerò l'orchestra e licenzierò tutti. - Ehm... Il Brandeburgo non è in America, signor Sheffield. - obiettò la Brown. L'uomo inarcò un sopracciglio. - Davvero? Che assurdità! Vuol dire che me lo comprerò e lo farò trasportare nel Texas mattone per mattone. Mai Discutere Con Lo Sponsor, pensò la donna, scandendo le iniziali maiuscole. Leccarlo e Basta. - Che cesso di posto! - brontolò ancora Sheffield, guardandosi intorno - Dove sono i Mc Donald? - Ehm, signor Sheffield, siamo in piena giungla tropicale. - Che cesso di posto. - ripeté l'uomo - Nemmeno un Blockbuster! Che cazzo ci facciamo qui? - E' stato lei a insistere per venire con noi, ricorda? - Naturalmente! - replicò Sheffield con alterigia - Lei e i suoi compari teste d'uovo mi costate un fottilione di dollari al giorno. D'accordo che me li scarico dalle tasse, ma voglio capire cosa ve ne fate, dei soldi che vi passo. - Signor Sheffield, lei sa bene che siamo qui in Africa per verificare i presunti avvistamenti di una specie di ominidi che si credeva scomparsa da milioni di anni e... - Ominidi? - ripeté l'uomo con aria stolida - E che crichton ce ne frega degli ominidi, a noi? La dottoressa Brown sospirò. - Invano ci si chiede quale importanza possa avere aggiungere un altro animale alla ricca panoplia della creazione divina che già conta, secondo i calcoli di Linneo, milioni di specie. Non c'è risposta umana a questa domanda, perché lo scopritore sarà già entrato nella schiera degli immortali. - Non ci ho capito un crichton... - confessò Sheffield, soffiandosi fragorosamente il naso con una banconota da mille dollari. - E' positivo! Ce l'ho fatta! - il grido di trionfo veniva dalla tenda, e la voce era indiscutibilmente quella di Johannson. Il professore uscì dall'apertura a sfintere - L'analisi cromosomica dei campioni ha verificato le ipotesi! - annunciò - E' una scoperta eccezionale! - Di che sta parlando, il matto? - chiese astiosamente Sheffield. - Ha esaminato resti organici dei presunti ominidi. - gli spiegò la donna in un sussurro - A quanto pare con buoni risultati. - Resti organici? - Certo: peli, muco, feci. Sheffield si esibì in una smorfia di compatimento. - Avevamo proprio bisogno di portare attrezzature per sei birillioni di dollari tra gli africani, per analizzare merda? Cos'è, siete tutti stitici, lì in università? Avrei potuto mandare qualcuno a cagarvi in laboratorio, a saperlo... La Brown si sforzò di ignorarlo. - Cosa ha scoperto, professore? Johannson si grattò la testa dall'albedo di 0,5 La Ross gli iniettò tredici milligrammi di Valium. Per via rettale, come le aveva consigliato il dottor Ross del Pronto Soccorso, per facilitarne l'assimilazione. Johannson si afflosciò immediatamente. Dieci secondi dopo, dormiva già come un bambino. - Ha sentito, signor Sheffield? Abbiamo scoperto tutto e... Signor Sheffield? Il tarchiato miliardario era scomparso. Inquieta, la dottoressa lo cercò per tutto il campo, e lo trovò infine seduto davanti al trasmettitore satellitare, con un cestello di pop-corn in una mano e una Bud raffreddata con l'impianto dell'azoto liquido nell'altra. - Ha già attivato il collegamento, signor Sheffield? - esclamò compiaciuta - Molto bene: dobbiamo comunicare i risultati delle... - Col crichton! - sbuffò l'uomo, agguantando il telecomando e stringendolo al corpo in una presa da wrestling - C'è il Superbowl in diretta! Per una volta che i vostri arnesi servono a qualcosa! - Ma... io devo parlare al Centro... - Per quello che me ne frega può fare segnali di fumo. Bruci un po' di queste. - bofonchiò passandole mazzetti di banconote. La donna afferrò meccanicamente il denaro (una reazione istintiva dovuta alla lunga carriera professionale nel mondo della ricerca), ma si guardò bene dall'accenderlo. In quel momento si levò nuovamente l'urlo scimmiesco. Il sipario dei baobab, pianta che nel phylum vegetale per massa è inferiore soltanto alla Sequoia americana e all'Eucaliptus australiano, si squarciò e l'accampamento fu invaso di nuovo dall'orda pelosa e armata di clava. Carnemortauno e Carnemortadue tentarono invano di opporsi: i redivivi Australopiteci li fraccarono di mazzate e li portarono via con contorno di olive e pomodorini di guarnizione. Wilma Brown, terrorizzata, fissò l'irsuto esemplare che la fronteggiava. - A... aiuto! - boccheggiò la donna. - Uh! - fece lo scimmione - Uh! Uh! Yuppi du! La Brown corrugò la fronte. Per un istante, le venne in mente suo marito. Non che lo scimmione gli somigliasse. Al contrario: prima che il suddetto marito (ovviamente un professore universitario) la lasciasse per dedicarsi alla ricerca dell'inafferrabile grillo-paguro gibboso delle Ande Occidentali, egli usava trascorrere il sabato pomeriggio in casa con la moglie, piuttosto che a trombare, a vedere vecchi film di Adriano Celentano, perseguendo in questo una secondaria ricerca di tema socio-fobico-paranoide. - Ma certo! - esclamò - Se questa non è una scoperta fenomenale mi butto nel Congo, che per portata d'acqua è il quarto fiume del mondo dopo il Nilo, il Rio delle Amazzoni e lo Yangtzé! - Uh? - commentò lo scimmione - Yuppi du? Yuppi tri? Uh! La Brown strappò il telecomando di mano a Sheffield, che aveva continuato a tracannare Bud a dispetto dell'attacco scimmiesco, e commutò sulla frequenza del Centro. - Ehi! - esclamò indispettito lo sponsor, prima di emettere un rutto a quarantadue decibel e di crollare quindi in un profondo sonno epato-etilico. - Centro? Centro? Mi ricevete? Passo! - Affermativo, Brown. - gracchiò lo strumento - Che succede? - Ho scoperto quale DNA è stato usato per completare la sequenza genetica e permettere la clonazione degli Australopiteci! Lo strumento emise un fischio. - Sul serio? Complimenti, Brown! Diccelo subito, allora. Qual è questo DNA? La donna ridacchiò. - Con crichton che ve lo dico, Centro! Lo leggerete, come tutti, sul prossimo numero di Nature, di Scientific American, di Focus e di Superquark (che, tra l'altro, è quello che paga di più, anche se pubblica quasi esclusivamente articoli sugli Achei firmati da Alberto Angela). La voce dal trasmettitore vibrava d'indignazione. - Non puoi farci questo, Brown! Sei la nostra migliore scienziata! - Appunto. I migliori scienziati sono quelli che si vendono meglio, non lo sapevate? - Ma noi ti abbiamo ben pagato, Brown! Non puoi trattarci così! La donna ridacchiò ancora. - Non prendetevela, Centro. Per consolarvi, vi rivelerò finalmente cosa c'era nella Sfera. La voce dal trasmettitore ebbe un'esitazione. - Davvero? E... cosa? - Nella Sfera c'era... - la Brown staccò malignamente la spina dal trasmettitore. Un istante dopo, si rotolava dalle risate sul tappeto erboso della giungla. ... - Ripeti quello che ti ho insegnato, Bongo, avanti. Lo scimmione imbracciò la chitarra con aria non troppo convinta. Con la testa rasata e la canotta chiazzata di sudore sul torace, la somiglianza col "padre transgenico" era straordinaria. - Aaazzurrroooo. - biascicò - Uh! Il pooomeriggio è... uh! Troppoooh azzurrooo... uh! - Che ne dice? Il dirigente RAI si grattò pensosamente il mento. - Be', certo farà meno danni dell'originale... Però temo che debba sgrezzarsi ancora un poco. - Di questo non deve preoccuparsi. - assicurò la Brown - Bongo impara in fretta. - In questo caso... - il dirigente compilò l'assegno e lo porse alla donna. - Ecco l'acconto. L'altra afferrò il foglietto con cupidigia e lo scrutò come se volesse gustarne ogni minimo dettaglio. - Ehm... dottoressa... Si sente bene? Le sue pupille hanno qualcosa di strano. - Vuole dire il simbolo del dollaro che è apparso all'improvviso? Non si preoccupi, è la sindrome M.C. L'uomo corrugò la fronte. - Prego? - La sindrome del ricercatore che manda a quel paese l'università per darsi ai romanzi e alla televisione. - spiegò la donna - Niente di grave, gliel'assicuro. - Se lo dice lei... Posso vedere ancora come balla, il suo... ehm... Bongo? - Ma certo... Avanti, Bongo! Muoviti! Lo scimmione prese a molleggiarsi sugli arti posteriori, poi spiccò dei salti scomposti in aria, e infine atterrò malamente su una caviglia. Si accasciò a terra ululando di dolore. - Perfetto! - commentò l'uomo, ammirato - Identico all'originale. - Lo avevo detto, no? L'altro controllò l'orologio. - Credo che sia sufficiente. Ancora complimenti... Non se ne vada, però. C'è qualcuno che vuole conoscerla. - Chi? Si udì un sommesso bussare alla porta. - Credo che sia lui. Puntuale. Il dirigente RAI andò ad aprire. Sulla soglia apparve un giovane barbuto che indossava un giubbottino verde oliva impermeabile chiuso da moschettoni di metallo, e che aveva calcato sulla testa un imponente elmo acheo. Entrò con un sorriso smagliante. La Brown si accorse che sulla schiena del giubbotto era ricamata la scritta "Se avete la pazienza di seguirmi". - Buonasera. - esordì - Io sono... - Lo so bene chi è lei. - interloquì la Brown. - Davvero? - il giovane Angela parve illuminarsi - Come mai? - Vuole scherzare? Lei è riuscito a monopolizzare tutte le trasmissioni scientifiche di questa rete televisiva, che per la verità sono almeno dieci volte meno numerose dei quiz musicali e cento volte meno numerose delle trasmissioni dedicate a spaccare in quattro il capello dei giocatori di pallone. - Be', sì, è vero. - ammise Angela - Che vuol farci? E' una tradizione di famiglia. - Che vuole da me? Il giovane fece un cenno verso il corridoio. Immediatamente la stanza si riempì di telecamere, microfoni e giornalisti con taccuino incorporato. Arrivò anche Paolini, che piazzò il suo testone da deficiente tra Bongo e la Brown. Lo scimmione gli staccò un orecchio con un morso, ma lui parve non accorgersene nemmeno. Alberto Angela si schiarì la voce. - Adesso che ha firmato il contratto, non può esimersi dal dare la risposta che i nostri telespettatori aspettano con ansia da ormai troppo tempo. - E sarebbe? - Cosa c'è dentro la Sfera? La donna lanciò uno sguardo intorno a sé. Questa volta non aveva modo di fuggire: era completamente circondata. - D'accordo, avete vinto. - prese un gran respiro - Dentro la Sfera c'è...
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