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| Una felice famiglia di zombie. |
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Anche se abbiamo saltato alcune componenti, ci siamo dilungati perché quello di Simak è un affresco che abbraccia i millenni nel tentativo di costruire un diverso modo di pensare, che non sia legato al modo di pensare dell'uomo. Non è un caso che il romanzo sia stato scritto a cavallo della fine della seconda guerra mondiale, quando il bisogno di pace, della fine delle stragi si faceva maggiormente pressante. Sarà per questo che anche se in alcuni punti può sembrare datato,
City ancora affascina il lettore. Purtroppo l'uomo non ne esce bene, sembra che il suo bisogno di armi e uccisione sia innato.
Rispetto al nostro discorso
City è particolare: la sostituzione dell'uomo è guidata, c'è un piano che viene seguito con aggiustamenti da parte dei vari personaggi proprio per far sì che l'uomo sia sostituibile, non da una scimmiottatura come nel romanzo di Boulle, ma da una specie che sia portatrice di un modo di pensare radicalmente nuovo. Neanche le formiche possono essere uccise, anche se stanno coprendo il mondo con la loro costruzione. E il ricordo dell'uomo trascolora nella leggenda in modo quasi impalpabile e diventa unicamente una leggenda alquanto incredibile narrata la sera intorno al fuoco.
A questo proposito ci piace legare a questo concetto, anche se ci troviamo di fronte a un'opera un po' fuori dal nostro percorso, il romanzo Io Sono Leggenda, (tit. orig. I Am Legend, 1954, Urania 1292, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1996) di Richard Matheson. Anche qui ci troviamo di fronte all'uomo trasformato in leggenda, ma in questo caso la leggenda è nel suo farsi. Il protagonista è l'ultimo esponente sano di un'umanità che si è trasformata in esseri vampireschi, morti viventi. Catturato dopo aver cercato di uccidere il maggior numero possibile di "uomini nuovi", muore, diventando una leggenda di orrore esattamente come i vampiri lo sono per noi. E' curioso notare che l'interprete del film tratto dal romanzo : The Omega Man (1971) è Charlton Heston, l'interprete del film Planet of the Apes (1968) tratto dal romanzo di Boulle.
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| Resta da chiedersi che se ne fa del fuoco, con tutto quel pelo. |
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Siamo arrivati alla fine di questa veloce carrellata, dalla quale abbiamo volutamente tralasciato romanzi che solamente incidentalmente trattano della sostituzione dell'uomo, pensiamo ad esempio allo splendido
Galapagos (
Galapagos, I Grandi Tascabili Bompiani 262, Bompiani, Milano, 1993) di
Kurt Vonnegut. Quelle che ci interessavano erano opere che trattassero del tema in modo non episodico o incidentale, volevamo prendere in esame la possibilità che l'uomo non sia eterno. Bisognerà cominciare a farci l'abitudine e badare ai piccoli segnali, come ci dice
Terry Bisson,in
Gli orsi scoprono il fuoco (
Bears Discover Fire, 1990 ed. it. Grandi Opere Nord (27), Editrice Nord, Milano, 1995).
Per le citazioni si ringrazia Ernesto Vegetti per l'uso del suo Catalogo della fantascienza pubblicata in Italia, per scelta si è deciso di indicare esclusivamente l'ultima edizione, anche se di difficile reperibilità. Gli errori e le omissioni sono nostre.