a cura di Alessandro Vietti


Delos delle Scimmie - Il film originale

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SPECIALE

Le scimmie colpiscono ancora

Nova e Brent si aggirano per la metropolitana di New York...
Nova e Brent si aggirano per la metropolitana di New York...
Complice forse il finale tutt'altro che convenzionale, e il messaggio antiatomico molto sentito in un'epoca funestata dalla guerra fredda e dalla spada di Damocle nucleare, anche L'altra faccia del pianeta delle scimmie fu un successo di vaste proporzioni e resta, nonostante decisamente inferiore rispetto all'originale, una pellicola ancora dignitosa, cosa che, purtroppo, non varrà per i successivi episodi. Tuttavia fu sufficiente perché la scimmia-mania avesse un ulteriore impulso e anche per Heston, benché apparisse solo in un cameo, il film costituì non solo un consolidamento di una fama già di per sé stellare, ma anche il trampolino di lancio verso altri due film di quella fantascienza futuristico-social-catastrofica tipica degli anni '70, che lo consacrarono un po' a icona del genere, almeno per quel periodo: 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra (1971, The Omega Man - di Boris Segal, tratto da I Am Legend, di Richard Matheson) e 2022: I sopravvissuti (1973, Soylent Green - di Richard Fleischer, tratto da Make Room! Make Room! di Harry Harrison).
Ma se pensate che a questo punto il produttore Arthur P. Jacobs ne avesse abbastanza, vi sbagliate. Perché evidentemente era convinto che la miniera delle scimmie non fosse esaurita e, a prova di ciò, nei tre anni che seguirono se ne uscì sempre con un nuovo capitolo.

Scimmie a Terra

Un'ormai irriconoscibile Kim Hunter inganna il tempo fumandosi 'comodamente' una sigaretta
Un'ormai irriconoscibile Kim Hunter inganna il tempo fumandosi 'comodamente' una sigaretta
Il problema era un solo: come continuare? Taylor, Nova e Brent erano morti e, anche trovando un espediente narrativo, Charlton Heston non sarebbe tornato nel ruolo neanche minacciandolo di morte. Jacobs doveva inventarsi qualcosa di nuovo, cercando di mantenere qualche personaggio originale cui il pubblico fosse già affezionato. Insomma, quello che doveva fare era rimasticare un po' il "vecchio". Ci riuscì lo sceneggiatore Paul Dehn, lo stesso del capitolo precedente, escogitando una storia su misura per Cornelius e Zira. Senz'alcuna vera ragionevole soluzione di continuità rispetto al film precedente (si può provare a supporre che gli scimpanzé siano riusciti a fuggire sull'astronave di Brent prima dell'esplosione e che il viaggio di ritorno a velocità prossima a quella della luce, sia stato in realtà un viaggio temporale che ha portato i viaggiatori a tornare sulla terra all'epoca della partenza di Brent), sono i due scimpanzé questa volta a sbarcare sulla Terra del ventesimo secolo in Fuga dal pianeta delle scimmie (1971, Escape from the Planet of the Apes). Dietro le maschere, ci sono gli attori originali, Roddy McDowall, che da allora non mancherà più neanche un appuntamento con i primati, e Kim Hunter. I due sono accompagnati da un terzo scimpanzé, lo scienziato Milo (Sal Mineo) e, sbarcati negli Stati Uniti, vengono subito trattati come animali da esperimento, un po' come loro stessi avevano fatto con Taylor. Ma gli scimpanzé conoscono il futuro della razza umana e per questo vengono considerati dei nemici e costretti a fuggire. Uno scienziato li insegue, convinto che uccidendoli eviterà qualsiasi pericolo futuro per la Terra. E alla fine ci riesce, ma non sa che durante la fuga, gli scimpanzé sono capitati in un circo dove Zira ha dato alla luce un piccolo e che, per salvarlo, lo ha scambiato con uno scimpanzé vero. Adesso il figlio di Cornelius e Zira, Milo, è al sicuro sotto la protezione di Armando (Ricardo Montalban), il padrone del circo.

Roddy, Roddy e... ancora Roddy!

Roddy McDowall/Cornelius (1928-1998)
Roddy McDowall/Cornelius (1928-1998)
La pellicola si rivela tutt'altro che memorabile, e anche il pubblico se ne accorge e sembra cominciare a disaffezionarsi alle scimmie, ma Jacobs ci crede ancora e forse è curioso di vedere come va a finire la storia del figlio di Cornelius e Zira. E' ancora lo sceneggiatore Paul Dehn a pensare a continuare la saga, e questa volta, in 1999: conquista della Terra (1972, Conquest of the Planet of the Apes), il protagonista è il figlio di Cornelius e Zira, che qui si chiama Caesar e non più Milo come nel film precedente, il quale si mette alla testa di un esercito di scimmie degno del suo nome e parte alla conquista della Terra. E' ancora Roddy McDowall ad assumere anche il ruolo di suo figlio, ma il film è davvero da dimenticare, come da dimenticare è anche il successivo e ultimo della serie, Anno 2670 ultimo atto (1973, Battle for the Planet of the Apes), in cui, per scongiurare il tragico olocausto nucleare destinato a spazzare via la Terra, Caesar, sempre l'inossidabile Roddy McDowall, cerca di instaurare una società dove uomini e scimmie possano convivere pacificamente e, alla fine, viene identificato come quel "Legislatore" cui si fa riferimento nel primo e nel secondo film.
Continua



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