a cura di Alessandro Vietti


Delos delle Scimmie - Il film originale

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SPECIALE

Quello sollevato da Zanuck non era certo un ostacolo trascurabile: truccare degli uomini da scimmie in maniera da farli sembrare credibili, in modo, almeno, che il pubblico non ridesse, era fondamentale. Ma Jacobs aveva già la risposta. Se c'era qualcuno in grado di farlo, era il mago del trucco di allora, John Chambers.

Il trucco c'è, ma...

John Chambers (1922-2001) si fa fare barba e capelli da una delle sue scimmie!
John Chambers (1922-2001) si fa fare barba e capelli da una delle sue scimmie!
Furono numerosi i problemi che John Chambers dovette risolvere per giungere a una rappresentazione credibile della conformazione facciale scimmiesca. Tra i più spinosi c'era l'espressività, ovvero la possibilità da parte dell'attore sotto il trucco di poter riprodurre col suo vero viso sul viso posticcio, un certo numero di espressioni facciali. Poi c'era l'assoluta necessità di avere la sincronizzazione delle labbra interne con quelle esterne. E infine la voce, registrata in presa diretta, doveva sembrare naturale e non risuonare come se provenisse da una qualche caverna all'interno del corpo della scimmia. Ci vollero parecchie settimane di febbrile lavoro da parte di Chambers e del suo staff, e un budget di ben 50.000 dollari, solo per effettuare una ripresa di prova, condizione che la Fox aveva posto per poter rendersi conto della fattibilità del progetto e dare il via libera a Jacobs.
I primi risultati dell'incredibile lavoro di Chambers li esaminò una commissione della 20th Century Fox che avrebbe dovuto decidere del destino delle scimmie. Era il 15 marzo 1966 e Zanuck e il piccolo gruppo di dirigenti ed esperti si trovavano in una piccola sala di proiezione a New York. Erano solo 5 i minuti di pellicola montata da visionare, ma sarebbero bastati per vedere la reazione di quegli spettatori dal palato fine. Le immagini consistevano in una semplice conversazione tra Charlton Heston e Edward G. Robinson, che poi non sarebbe apparso nel film per alcuni problemi di claustrofobia causati dal trucco (la sua parte fu rilevata poi da Maurice Evans), vestito e truccato da scimmia. A Zanuck l'idea del film piaceva molto e per questo aveva accettato il rischio del test e aveva speso quell'enorme quantità di soldi per realizzare quei cinque minuti, ma lo aveva detto eloquentemente a Jacobs prima di partire per New York: "Se ridono, siamo morti!"
Nella piccola sala di proiezione le luci si spengono, il ronzio del proiettore parte, lo schermo si illumina... Rideranno?
No, i "papaveri" della Fox non risero, anzi trovarono il trucco molto plausibile. E Zanuck poté trarre un sospiro di sollievo: i suoi 50.000 erano stati "ben spesi" e Jacobs aveva il permesso di procedere. Era il momento di decollare per il pianeta delle scimmie.

Vita da scimmie

Kim Hunter/Zira (1922- )
Kim Hunter/Zira (1922- )
Le riprese iniziarono a Page, nel deserto dell'Arizona, il 21 maggio 1967. E cominciarono subito male. Il fatto è che, una produzione che dovrebbe basare la quasi totalità del suo successo sul trucco e sugli effetti speciali, non dovrebbe fermarsi solo perché mancano delle barbe finte! Invece fu proprio quello che accadde. Il primo giorno le riprese iniziarono in ritardo perché la barbe ordinate per gli astronauti che si risvegliano dopo un sonno di centinaia di anni (e non avevano tempo di farsele crescere!) non erano state consegnate in tempo. "Non ho mai capito," scrive Heston sul suo diario quella sera, "perché il primo giorno di riprese di un film, non importa quanto sia buona la troupe, né quanto ben organizzato sia il programma, non c'è mai niente che vada per il verso giusto!"
Ma anche quando le cose andavano per il meglio, la vita sul pianeta delle scimmie, non era rose e fiori. Ironia della sorta, soprattutto per le scimmie. Per loro, e soprattutto per i protagonisti scimmieschi, Kim Hunter (Dottoressa Zira), Roddy McDowall (Cornelius) e Maurice Evans (Professor Zaius), il trucco era particolarmente curato dovendo, non solo recitare, ma sostenere anche numerosi primi piani. E questo li costringeva tutti i giorni a una sveglia alle 5 del mattino per un'estenuante seduta di trucco che poteva durare fino a quattro ore. E finché si stava dentro i grossi camion condizionati andava bene, ma quando si doveva uscire per girare, la temperatura del deserto superava facilmente i 50 gradi centigradi e non solo sfibrava gli attori, ma faceva letteralmente squagliare il costoso ed elaborato trucco sulla loro faccia. Spesso inoltre gli attori dovevano restare truccati dal mattino alla sera e per questo non si poteva loro togliere il trucco durante le pause, cosa che risultava tutt'altro che agevole. Per mangiare c'era bisogno di uno specchio per vedere dove infilare il cibo rigorosamente sminuzzato a dadini. Stufati e cibi brodosi erano stati vietati. Gli attori che fumavano erano costretti a dotarsi di lunghissimi bocchini e, infine, anche recitare non era semplice, perché la presenza dello spesso strato di trucco in un certo senso smorzava le emozioni e bisognava esagerare con la mimica facciale, in maniera che le emozioni fossero poi rappresentate all'esterno in maniera adeguata.

Continua




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