
Una sceneggiatura... quadrumane!
 |  | Tutta la saga in DVD |
La versione in DVD di Planet of the apes sarà spettacolare. Ne sono certi i dirigenti della Twentieth Century Fox che proprio per il film di Tim Burton hanno sperimentato l'introduzione di Dvd makers sul set. Così mentre Burton lavorava tranquillamente alla sua nuova storia, altri raccoglievano materiale che verrà pubblicato in Dvd intorno alla prossima primavera.
Si dice che il disco digitale con la sua nota versatilità offrirà allo spettatore la possibilità di trovare i punti di contatto tra la storia narrata da Tim Burton e quella dei cinque film della serie originale, anche loro ripubblicati in Dvd in un cofanetto che sarà disponibile ad ottobre nei negozi.
Nel frattempo il primo film è già da qualche mese arrivato sugli scaffali dei megastore:
Planet of the Apes
Di Franklin J. Schaffner con Charlton Heston, Roddy McDowall, Kim Hunter
Lire 54.900
Lingua: Italiano, inglese, francese
Sottotitoli: Italiano, inglese, francese, olandese, greco
Extra: Trailer dei 5 film della saga del pianeta delle scimmie
Galleria fotografica
Prenota da Amazon UK
(esce l'8-10-2001; costo: £13.99)
Il cofanetto, invece, in una confezione anch'essa spettacolare con le seguenti caratteristiche:
Planet of the Apes Collection
6 dischi
Galleria fotografica
Link sul web
Gioco interattivo
Sito contenuto nel dvd
Documentario di due ore sulla serie con Roddy McDowall
Formato widescreen
Prenota da Amazon UK
(esce l'8-10-2001; costo: £33.99)
Insomma, tutti i crismi per diventare un oggetto di culto per i cinefili come sono stati il cofanetto di Alien e quello dedicato al cinema di Kubrick. (MS)
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Si era intorno al 1964 e un'idea potente per un film la stava cercando
Arthur P. Jacobs, un produttore che fino ad allora non aveva avuto grosse fortune, e il cui film più ambizioso,
Doctor Dolittle (1967,
Il favoloso dottor Dolittle - di Richard Fleischer con Rex Harrison e Samantha Eggar), di lì a qualche anno si sarebbe rivelato un vero e proprio flop al botteghino nonostante la presenza di una star come Harrison. Jacobs doveva essere un grande amante degli animali, perché dopo aver prodotto gli animali parlanti, stava cercando un soggetto su King Kong, senza però rifare King Kong, anche perché negli anni '60 quello del gorillone devastatore a spasso per New York era un soggetto già sfruttato fino all'osso. In quel periodo Jacobs era a Parigi e venne chiamato da un agente letterario che gli spiegò cos'aveva per le mani. Era un soggetto davvero interessante, ma sembrava davvero troppo difficile da raccontare su uno schermo. Jacobs si fece raccontare più dettagliatamente il romanzo di Boulle e ne fu entusiasta fin da subito. Inutile dire che non ebbe esitazioni e i diritti furono subito suoi.
Da allora seguirono quasi tre anni e mezzo nel limbo dello sviluppo. Il primo passo fu realizzare una solida riduzione cinematografica a partire dal romanzo. E chi, a quell'epoca, poteva garantire un prodotto di sicuro valore nel campo del cinema fantastico se non il creatore della più famosa serie TV fantastica dell'epoca? Così, in prima battuta, Jacobs affidò il romanzo di Boulle a
Rod Serling, l'ideatore di
Ai confini della realtà (
Twilight Zone) il quale, in un anno e mezzo, produsse oltre 30 bozze nella maggior parte delle quali le scimmie vivevano in un mondo moderno leggermente modificato rispetto a quello reale in modo da adattarsi alle caratteristiche e alle esigenze dei primati. Ma per Jacobs, che doveva sborsare i quattrini, era uno scenario troppo costoso e si rivolse a
Michael Wilson, il quale, sebbene non accreditato, aveva tra l'altro già lavorato proprio sulla sceneggiatura de
Il ponte sul fiume Kwai. Il suo compito era di fare una revisione al lavoro di Serling e abbassare il budget della pellicola a circa due milioni di dollari. Wilson si mise al lavoro e alla fine, la versione che venne filmata fu proprio la sua, sebbene con cambiamenti ulteriori apportati nel corso della produzione, compreso il finale. Ma a quello ci arriveremo dopo. Prima bisognava che Jacobs riuscisse a trovare uno studio disposto ad accogliere il suo progetto e, per far questo, una buona sceneggiatura non bastava. Ci voleva un regista e, soprattutto, una star.
Mosè tra le scimmie
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| Non vedo! Non sento! Non parlo! |
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Dietro la macchina da presa Jacobs "risparmiò", ingaggiando il poco conosciuto
Franklin J. Schaffner, regista esperto soprattutto in produzioni televisive, e quello che mise da parte lo investì in ciò che doveva fare realmente da traino al film. La stella indiscussa. Il protagonista carismatico e affascinante che tutti avrebbero voluto vedere, ancor prima di vedere il film.
La scelta cadde su
Charlton Heston che a quell'epoca era all'apice della carriera, con all'attivo titoli come
Il più grande spettacolo del mondo (1952),
I dieci comandamenti (1956),
Ben-Hur (1959) e
El Cid (1961), tanto per citarne alcuni. Il 5 giugno 1965, Jacobs chiamò Heston e lo convocò per fargli la sua proposta, che Heston trovò subito molto interessante, pur non avendo ancora letto niente. E quando due giorni più tardi, su un aereo per Chicago, Heston terminò di leggere la sceneggiatura e il romanzo, fu definitivamente convinto che si trattava di una "meravigliosa idea per un film" e diede subito il suo assenso: avrebbe accettato volentieri il ruolo di protagonista. Così, Jacobs aveva tutto quello che serviva: una sceneggiatura, un regista e una star. Poteva presentarsi alla 20th Century Fox, ma non era così facile e Jacobs non era un produttore sulla cresta dell'onda. Era però testardo ed entusiasta all'inverosimile e non si perse mai d'animo. Alla fine ci vollero altri 18 mesi, prima che Jacobs riuscisse a convincere
Richard Zanuck, capo dello studio, a prendere in considerazione la sua proposta. Zanuck lesse lo script e ne restò impressionato. Anche il nome della star era una garanzia indiscutibile. C'era solo un
ma... "Ma per le scimmie non potete mica usare scimmie vere, no?" disse Zanuck. "Ciò significa che le scimmie saranno attori truccati. E che cosa succede se la gente riderà al trucco? Non è mica una commedia, questa!"