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Mostri
Il governo li ha aiutati in ogni modo perchè la nave venisse su in fretta, perchè il momento della partenza venisse presto, e tutto il mondo vedrà il colosso levarsi più alto e sparire sulla sua colonna di fuoco. I tecnici-mostri sanno il fatto loro. Nelle caverne di Range Walley era adunato un cast di cervelli eccezionali. La nuova tremenda condizione - non sono più uomini e non sono bestie, ancora umano è il loro cervello e il loro cuore è lo stesso di prima - la nuova condizione ha accresciuto le loro facoltà, le virtù della mente e, fortuna per essi, anche quelle del cuore. Potrebbero, con la loro scienza, distruggere il mondo. I tecnici "normali" hanno visitato la nave e non ne hanno capito nulla. Ancora non sanno come farà e levarsi in volo. Uno ha detto: - Resterà ferma come l'Everest, perchè non ha nulla che possa muoverla. - Ma io so che la nave partirà. Sarà mossa forse dalla disperazione, ma si leverà, sulla sua colonna di fuoco, verso le stelle lontane. E so che subito dopo il grande strappo, lasciata la terra pesante che non è più la loro patria, lassù in alto, i Mostri si sentiranno più liberi, se non più felici. La gravità del nostro mondo, pesante di buone intenzioni mai realizzate, di promesse mai mantenute, di menzogne più dense del mercurio o del piombo, sarà finalmente sparita. Allora andranno in quella grande sala che è la loro chiesa. E' una sala immensa, nel cuore dell'astronave, una chiesa senza altare o figure di santi o immagini di dei. C'è un prete fra di loro, era il cappellano di Range Walley. Adesso ha un terzo occhio sulla fronte e le mani, invece che dita, hanno brevi tentacoli, decine e decine di tentacoli d'ogni colore. Il prete - lo so - irradierà dal suo volto, da quei suoi tre occhi luminosi e finalmente sereni, la divina potenza del Signore, e quei tentacoli alle mani, levati in aria a benedire, ne faranno uno spettacolo degno del luogo celeste, nell'astronave in mezzo alle stelle. I Mostri saranno intorno a lui, al prete dai tre occhi e dai tentacoli multicolori, con le loro forme diverse, chi simile ad un'immensa farfalla, chi a un granchio, chi a un cane dagli occhi miti, chi con le grandi e bonarie orecchie d'elefante. E ci saranno i mezzi-cavalli, simili ai centauri della leggenda, e donne dai capelli vivi, e per ogni capello una sottile vena di sangue verde, sangue cosmico, d'origine stellare. Da quella grande moltitudine inginocchiata nelle più differenti positure, nei più diversi atteggiamenti, si leverà, allora, l'antica preghiera dell'Uomo, quella che noi abbiamo dimenticato. Intanto la nave immensa, la nave dei mostri, si dilegua nei cieli con il suo carico d'anime divine e di corpi infernali. Adesso, rimasti soli quaggiù, dovremo sgozzarci fra di noi.
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