
Non si tratta di imporre una visione "militante" della fantascienza, ma di sfruttarne fino in fondo le potenzialità.
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Gli atti del convegno sono reperibili presso CS-Coop Studi scrl
www.arpnet.it/cs
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Questi mi sembrano gli elementi di discussione più interessanti offerti dal convegno; spunti e riflessioni che ritornano nelle varie relazioni, richiamandosi e intrecciandosi in un confronto decisamente proficuo di tematiche - la scienza, il potere, la comunicazione, la percezione - e di stili e linguaggi, che solo per comodità di analisi possono essere separati ma che nella narrativa fantascientifica, come nelle nostre vite, sono indissolubilmente legati.
Che la meticcia e spuria di questi anni, scenario prestato ad altre narrazioni e ad altre forme artistiche, esercizio di avvistamento dei (nostri) confini, come ha affermato
Melania Gatto, sia ben viva non mi pare in discussione. La speranza, la promessa rinnovata, è che possa essere un luogo dove ricomporre la frattura artificiosa fra la cultura scientifica e quella umanistica e dove illuminare, con gli strumenti della scienza e della storia, la realtà complessa e contraddittoria fuori di noi e quella altrettanto complessa e contraddittoria che sta dentro ognuno di noi.
Lunga vita - contaminata, liminare e ludica - e prosperità alla fantascienza.
Fotografie di Andrea Ferrero, per gentile concessione.