
Continua il grande ciclo di articoli di Giovanni Mongini che esploreranno l'intero sistema solare, osservando gli astri attraverso due diverse lenti, quella della scienza e quella, un po' deformante, del cinema di fantascienza. E' il turno di meteore e asteroidi, con l'abitudine di cadere sulla Terra...
Le lacrime del cielo
"Dai tempi immemorabili la Terra è bombardata da misteriosi corpi astrali: frammenti dell'universo infinito attraversano la nostra atmosfera in un'invasione che non ha fine. Sono le meteore, le stelle cadenti tanto care ai cuori dei nostri poeti....Le meteore possono giungere in qualsiasi momento di qualsiasi giorno da pianeti appartenenti a costellazioni la cui luce morente è troppo lontana per poter essere vista da noi. Esse giungono dall'infinito, arcano segno di vita dalle illimitate vastità dello spazio. La loro natura è sconosciuta ed il loro segreto inesplorato. Esse giacciono inerti nella notte e aspettano... "
(La Meteora Infernale di John Sherwood - 1958)
Lacrime di fantasia
Il nostro sistema solare non è composto solamente di una stella, di pianeti e di satelliti ma, come in ogni parte dell'universo conosciuto, esso possiede anche degli altri corpi che vagano per lo spazio infinito seguendo rotte spesso dettate dalle forze gravitazionali che li imprigionano.
Così entrano o fanno parte del sistema solare le meteore, le comete e gli asteroidi.
Il cinema si è occupato spesso di questi eventi e sempre in modo catastrofico e pessimistico. Nel caso delle meteore esse costituivano un pericolo sia per gli audaci viaggiatori dello spazio, sia per i poveri terrestri che si vedevano piovere dal cielo terribili minacce aliene.
Nel 1930 il regista Abel Gance gira
La Fine del Mondo (
La Fin du Monde), storia di una cometa che sta per precipitare sulla Terra, lo sforzo di varie nazioni evita il cataclisma ed il mondo è in pace...e se qualcuno trova qualche addentellato tra questo film e
Deep Impact...beh, ha ragione.
Forse il più famoso film di catastrofe spaziale, anzi mondiale, è il premio Oscar per gli effetti speciali
Quando i Mondi si Scontrano (
When Worlds Collide - 1951) di
Rudolph Matè, prodotto da
George Pal: Una stella ed un pianeta, Bellus e Zyra, entrano nel nostro sistema solare; il pianeta sfiorerà la Terra ma la stella è in traiettoria di collisione con il nostro pianeta.
In tutta fretta i terrestri preparano un astronave per pochi superstiti allo scopo di emigrare su Zyra sul quale sembra possibile la vita. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Philip Wylie ed Edwin Balmer, oggi introvabile ed edito all'epoca dalle Edizioni Corso di Roma.
Nello stesso anno una spedizione su Marte viene minacciata da una pioggia di meteore nel film
Volo su Marte (
Volo a Marte -
Flight to Mars) di Lesley Selander, così come era già successo due anni prima, nel 1949, ad un'altra spedizione diretta verso la Luna ma in seguito deviata a sua volta sul pianeta rosso. Si tratta di
R.X.M. Destinazione Luna (
Rocketship XM - 1949) di Kurt Neumann.
Quindi tutto starebbe ad indicare come le vie dello spazio fossero più intasate di meteore di quanto lo sia di macchine New York nelle ore di punta. Questo è anche dimostrato dal fatto che allora si credeva poco alle possibilità di un volo nello spazio da parte dell'uomo e questo perchè, tra l'altro, si riteneva che l'astronauta non avrebbe retto allo stress di evitare le meteore in rotta di collisione...
Non ci credete? Allora date un occhiata a
Tobor (
Tobor - Tobor the Greath - 1951) di Lee Sholem, dove un robot viene costruito proprio per prendere il posto dell'uomo nei voli spaziali.
Viene creduta una meteora ma in realtà si tratta di un'astronave la breve apparizione fotografica che ci viene mostrata nel film
La Cosa da un Altro Mondo (
The Thing from another World) del 1951 e dovuto alla supposta regia di
Christian Nyby, in realtà un film di
Howard Hawks, così come ad un vero proprio mimetismo strategico alieno assistiamo grazie al film di
Byron Haskin del 1953
La Guerra dei Mondi (
The War of the Worlds) perché i marziani giungono sul nostro pianeta a bordo di astronavi cammuffate da meteore un po' come fanno gli alieni di
Val Guest nel suo film
I Vampiri dello Spazio (
Quatermass II - 1957) dato che anche qui delle piccole meteore sono in realtà delle astronavi di ridotte dimensioni dalle quali fuoriesce un parassita alieno capace di introdursi nel corpo umano e di guidarlo a suo piacimento.
E che dire di
Destinazione...Terra (
It Came from Outer Space - 1953)? Caduti per errore sì, ma a bordo di un'astronave che sembra una meteora, ecco arrivare degli alieni capace di prendere l'aspetto di chiunque. E' l'esordio al cinema di fantascienza di
Jack Arnold dove l'alieno non giunge con intenti minacciosi, ma con desiderio di pace e di conoscenza. Evento raro per la cinematografia dell'epoca...e dovuto alla penna di
Ray Bradbury per il suo racconto
La Meteora.
Ma le meteore possono essere importanti per altri motivi: grazie al loro rivestimento capace di resistere all'attrito nell'atmosfera, sarà possibile conquistare lo spazio. Ora bisogna scoprire di cosa è fatto questo rivestimento e per saperlo, bisogna andare a caccia di meteore nello spazio. E' ciò che avviene nel film del 1954
Gli Esploratori dell'Infinito (
Riders to the Stars) di
Richard Carlson, tratto da un romanzo di Curt Siodmak
Cacciatori di Meteore edito da Cosmo Ponzoni.
Nel film di Joseph Newmann, riveduto e corretto poi da Jack Arnold,
Cittadino dello Spazio (
This Island Earth), del 1955, peraltro tratto da un romanzo di R. F. Jones apparso su I Romanzi di Urania con lo stesso titolo, le meteore sono astronavi cammuffate usate dai alieni per bombardare un mondo lontano. Una guerra spaziale nella quale vengono coinvolti dei terrestri loro malgrado, ma il disco volante, che porta i due protagonisti sul lontano pianeta Metaluna, deve comunque evitare di misura una sorta di strana cometa.
Il film prodotto da
George Pal ma diretto da
Byron Haskin La Conquista dello Spazio (
Conquest of Space) ancora dello stesso anno, ci mostra degli audaci astronauti diretti verso il pianeta Marte i quali devono vedersela con un asteroide delle dimensioni di un pianeta. La collisione viene evitata, ma uno dei frammenti che lo seguiva colpisce ed uccide un'astronauta che si trovava all'esterno in attività extraveicolare. Il film è ancora oggi interessante non solo per la mirabile realizzazione tecnica ma anche perchè ci presenta il rosso pianeta quasi come è apparso poi nella realtà.
Nel 1958 una meteora cade sulla Terra e davanti agli occhi di un innoquo barbone si apre per liberare una sostanza gelatinosa e fagocitante. Questo è ciò che accade nel film di I.S. Yeaworth
Fluido Mortale (
The Blob) divenuto poi famosissimo grazie alla trasmissione
Blob di Enrico Ghezzi su Rai Tre. Per fermare la devastante minaccia non resta che congelarla e scaricarla poi tra i ghiacci polari. Il punto interrogativo posto sulla pellicola dopo la parola fine è annunciatore di un seguito che si verifica parecchi anni dopo, nel 1971, ed è curiosamente diretto da
Larry Hagman, ben più noto per aver interpretato il ruolo del malvagio J.R. in Dallas. S'intitola
Beware the Blob o
Son of Blob ed è inedito in Italia, mentre un remake del primo viene girato nel 1988 e s'intitola
Il Fluido che uccide (
The Blob) per la regia di Chuck Russell ma qui viene totalmente abbandonata la provenienza astrale della creatura gelatinosa per far posto ad un segretissimo e devastante esperimento governativo.
Ancora dello stesso anno, e cioè il 1958, ed ancora proveniente dallo spazio, è la minacciosa
Meteora Infernale diretta da John Sherwood su soggetto di
Jack Arnold. Quetsa volta il sasso celeste porta con se una maligna forma silicea, capace di crescere con l'acqua e di trasformare in pietra gli organismi viventi. Le torreggianti colonne di cristallo che crescono, cadono e ricrescono in una avanzata senza fine, verranno distrutte da massa d'acqua salata diretta su di loro facendo saltare una diga e deviando l'acqua su un letto salino.
Un'asteroide è in rotta di collisione verso la Terra e da essa, da tutti i paesi del mondo, partono centinaia di missili nucleari diretti verso il gigantesco corpo celeste e lo frantumano. Sembra la trama di
Meteor o di
Deep Impact o anche di
Armageddon ed invece si tratta di una dignitosissima pellicola italiana intitolata
La Morte viene dallo Spazio di Paolo Heusch, ancora del 1958.
Nel 1959 abbiamo
Il Primo Uomo nello Spazio (
First Man Into Space) di Robert Day e la sorte di questo coraggioso spintosi arditamente al di fuori dell'atmosfera terrestre, non è certo delle più favorevoli perchè viene colpito e ricoperto da pulviscolo meteorico che lo trasforma in un mostro assetato di sangue. Perirà dopo aver avvertito i suoi simili del pericoli insiti fuori dal nostro pianeta ma la corazza che lo ricopre servirà per proteggere altri audaci che seguiranno le sue orme.
Sempre nello stesso anno giunge dal pianeta Venere un meteorite contenente un piano d'invasione del pianeta Terra. I terrestri si allarmano e partono con una spedizione su Venere per scoprire che gli autoctoni si sono distrutti in una guerra nucleare. E' la trama del film polacco
Soiux 111: Terrore su Venere (
Der Schweigende Stern - 1959), conosciuto anche come
Il Pianeta Morto, dal romanzo di
Stanilsaw Lem da cui è stato tratto.
Esiste, nello spazio, un asteroide brulicante di esseri perfettamente simili agli umani, ma di dimensioni ridotte e che viaggia nel cosmo combattendo contro il malvagio popolo dei Solariti i quali vorrebbero dominare l'universo. Il malcapitato astronauta che vi capita incidentalmente sopra, in quanto la sua missione era proprio quella di trovare il misterioso corpo celeste che minacciava la navigazione spaziale, viene ridotto pure lui a dimensioni lillipuziane, ma riesce poi a tornare dai suoi simili pur lasciando sul piccolo asteriode un altrettanto piccolo, ma grande amore. Questo è il tema del film:
Il Pianeta Fantasma (
The Phantom Planet - 1961) di William Marshall e se la trama vi sembra ingenua date un'occhiata al solarite che appare nel film...non ci sono parole...
Breve, ma mortale apparizione di una meteora gigantesca nel film sovietico:
I Sette Navigatori dello Spazio (
Planeta Burg - 1962) di Pavel Klushantsev, in quanto distrugge una delle tre astronavi in orbita attorno a Venere costringendo così i terrestri a fare dei salti mortali per poter esplorare il pianeta.
A quanto pare dallo spazio non può provenire che minaccia e pericolo. Una fantastica e spettacolare pioggia di meteore acceca tutti coloro che l'hanno guardata e, in più, porta sulla Terra una creatura vegetale capace di muoversi e di uccidere. Liberamente tratto da un romanzo di
John Windham pubblicato in Italia per la prima volta con il titolo
L'Orrenda invasione ecco giungere sugli schermi
L'Invasione dei Mostri Verdi, rieditato poi come
Il Giorno dei Trifidi, traducendo letteralmente il titolo del romanzo da cui è stato tratto (
The Day of the Triffids - 1963); molto ingenua la soluzione dell'acqua di mare che distrugge le feroci creature. L'abulica regia è di Steve Sekely.
Nel 1964 gli uomini del futuro, che poi si riveleranno alieni a loro volta, gireranno lo spazio a bordo di astronavi dotate di un importantissimo dispositivo senza il quale non solo non è possibile arrivare
dove nessuno è mai giunto prima ma neppure subito dopo l'uscio di casa. Si tratta del
deviatore di meteore che è usato nel film di
Mario Bava:
Terrore nello Spazio il quale è poi tratto da un suggestivo racconto del bravo Renato Pestriniero:
Una notte di 21 Ore.
Per restare in tema di originalità abbiamo il dovere di citare che, sempre nello stesso anno, abbiamo creato noi un frammento di roccia, una nuova luna che vagherà nello spazio attorno al nostro pianeta. E' quanto accade nel film
Esperimento I.S. la Terra si Frantuma (
Crack in the world) di Andrew Marton mentre in
S.O.S. Naufragio nello Spazio (
Robinson Crusoe on Mars - 1962) ) di
Byron Haskin c'è il breve cameo di una meteora che costringe l'astronave terrestre in orbita attorno al pianeta ad abbassarsi verso la superficie di Marte così che i due astronauti sono costretti a sganciars e ad atterrare sul rosso pianeta. Uno solo si salverà iniziando la sua lotta per la sopravvivenza in mezzo a condizioni ostili e ad alieni misteriosi.
Spore e funghi nascoste su rocce e prelevate da degli astronauti invadono le stazioni spaziali di due films molto simili. Si tratta di:
Ammutinati (o
Ammutinamento)
nello spazio di Hugo Grimaldi (
Mutiny in Outer Space - 1965) e :
Il Fango Verde (Gamma Sango uchu Daisakusen o
The Green Slame - 1968) per la regia di Kinji Fukasaku.
Pianeti come organismi viventi e con poteri fagocitanti diretti minacciosi verso la Terra è il tema del film di
Antonio Margheriti (Anthony Dawson):
Il Pianeta Errante o
Missione Pianeta Errante, del 1965. In realtà il pianeta è uno solo, ma la minaccia è più che sufficente.
Cerca di coniugare con incerto successo la fantascienza con la spy - story il film di Gerd Oswald:
Agente H.A.R.M. (Agent for H.A.R.M. - 1966) in quanto ci parla della solita organizzazione criminale che vuole conquistare il mondo e fin qui nulla di nuovo sotto il Sole, ma l'elemento alieno della storia ci è dato da una rivoltella che spara dei proiettili contenenti una sostanza gelatinosa e fagocitante e poichè, stando alla sceneggiatura, la suddetta gelatina proviene da un meteorite caduto sulla Terra, eccoci quindi rientrati in argomento.
Un visitatore alieno giunge a noi dal suo pianeta tramite un trasmettitore di materia che cade sulla Terra come se fosse una normale meteora. Lo scopo dell'extraterrestre, proveniente dalla Luna di Giove, Ganimede, è quello di rapire fanciulle per portarle sul suo pianeta allo scopo di rimpinguare e rafforzare la sua razza che una spaventosa guerra nucleare ha deformato e decimato. Si tratta di:
Madra il Terrore di Londra (
The Night Caller - 1966) diretto da John Gilling. Il film è tratto da un romanzo uscito sulla collana Urania con il titolo
Un Pianeta Impossibile e ne è autore Frank Crisp.
Tratto da un romanzo di
H. P. Lovercraft:
Il Colore venuto dallo Spazio, ecco giungere sui nostri schermi, siamo sempre nel 1966,
La Morte dall'occhio di Cristallo (
Die Monster Die), diretto da Daniel Haller. Anche qui si parla di un misterioso meteorite il quale emette delle radiazioni ignote le quali inaridiscono il terreno intorno per poi investire ed uccidere anche lo scienziato che le sta studiando e che è interpretato da Boris Karloff.
Il riferimento alle radiazioni atomiche è voluto nella sceneggiatura.
Una avveniristica città sottomarina è al centro delle vicende narrate nel film
La Città degli Acquanauti (
City Beneath the Sea - 1970) per la regia di
Irwin Allen. La vicenda si dipana in molti modi diversi:. abbiamo un gigantesco asteroide che sta per arrivare proprio diritto sulla città, c'è da scoprire il colpevole di un precedente omicidio camuffato da incidente e che ha reso il comandante della base odiato dalla protagonista e, in ultimo e tanto per gradire, bisogna sventare un tentativo di furto d'oro custodito sempre nella fantascientifica città sottomarina, All'eroe della vicenda, e cioè il comandante, riesce tutto perfettamente.
Nel 1969 un preziosissimo asteroide viene deviato dalla sua orbita con lo scopo di farlo cadere sui possedimenti lunari del cattivo di turno, ma il suo piano viene ovviamente sventato dall'eroe della vicenda perchè l'asteroide cade sì, ma proprio in testa al malcapitato. E' ciò che accade in
Luna 02 (
Moon Zero Two) di
Roy Ward Backer.
Il tema di spore o virus portati sulla nostra terra da meteoriti vaganti viene affrontato, nel 1971, da
Robert Wise, regista non nuovo alla fantascienza e del quale ricordiamo l'immortale
Ultimatum alla Terra e, dopo questo film:
Andromeda (
Andromeda Strain), tornerà ancora alla Science Fiction con il primo dei films della serie basata sui personaggi creati da Gene Roddenberry e cioè
Star Trek il Film.
Un virus mutante portato dallo spazio da un satellite artificiale, uccide tutti gli abitanti di un piccolo paese. In una base segreta si studia la natura del microrganismo e del perchè un vecchio alcoolizzato ed un bambino appena nato ne siano gli unici superstiti, dopo aver quasi distrutto la segretissima base il virus muta e diventa praticamente innoquo.
Siamo ora nel 1978 e dobbiamo parlare di un film televisivo intitolato
Fuoco dal Cielo (
Fire in the Sky) di Jerry Jameson. Un astronomo cerca di avvisare la popolazione dell'arrivo sulla Terra di una gigantesca cometa in rotta di collisione con la città di Phoenix, nell'Arizoma. Il gigantesco bolide gli arriverà proprio addosso. Il film è stato premiato con l'Emmy per gli effetti speciali e per la musica.
Ancora dello stesso anno è
Le Sette Città D'Atlantide (
Warlords of Atlantis) di Kevin Connor dove gli atlantidei in questione che abitano in quella che oggi è la conosciutissima fossa delle Bermude, coperti e protetti da metri e metri d'acqua, sono in realtà dei marziani che combattono contro mostri delle profondità degli abissi e disprezzano gli umani. Per cui, quando una spedizione capita nelle loro mani, essi s'interessano solo ad uno studioso e vogliono condannare gli altri alla schiavitù, ma questi riescono a fuggire ed a raggiungere la superficie. Il film è molto liberamente tratto dai romanzi fantastici di
E.R.Burroughs.
Il Buco Nero (
The Black Hole - 1979) per la regia di Gary Nelson ha avuto la nomination per gli effetti speciali. Per l'aggiudicarsi la statuetta doveva vedersela con
Alien, il che poteva già considerarsi una lotta abbastanza ìmpari, ma, in più, fece una pessima riuscita proprio nella scena delle meteore che convorgeno assieme alla gigantesca astronave Cygnus, nel gigantesco buco nero che dà il titolo alla pellicola. Come sappiamo la storia è quella dello scienziato pazzoide partito con un'astronave per esplorare l'universo, dopo aver ucciso l'equipaggio ed averlo trasformato in automi, si è fermato con la sua nave spaziale davanti ad un gigantesco buco nero per studiarlo e, una volta completati gli studi, per passarvi attraverso allo scopo di sbucare..dove? Bene, mentre la grande nave precipita nella oscura voragine, una pioggia di meteore, trasparenti e
cartoonate la investe.
Nello stesso anno, ecco l'avanguarda delle future catastrofi cinematografiche che invaderanno gli schermi nel futuro prossimo venturo. Si tratta di
Meteor (Meteor), di Ronald Neame, il quale narra la storia di una cometa, anche questa mal fatta e trasparente, che urta un gigantesco asteroide situato nella grande fascia che sta tra Marte e Giove. Il grosso sasso, di nome Orfeo, è diretto verso la Terra, ma lo sforzo congiunto di missili americani e russi sventerà la minaccia. Storia molto simile, come si vede, al nostrano
La Morte viene dallo Spazio.
Il film ad episodi
Creepshow (
Creepshow - 1983) di
George A. Romero appartiene normalmente al genere dell'orrore se non fosse che uno dei suoi episodi:
La Malinconica Morte di Jordy, parla proprio di una meteora giunta dallo spazio e dalla quale escono delle spore misteriose e tenaci che ricoprono ogni oggetto ed ogni essere vivente, compreso l'incauto contadino, interpretato da
Stephen King, che si è avvicinato per primo al bolide. Questo episodio nelle sale cinematografiche dopo una prima, rapida uscita su Milano, è stato tagliato dalla distribuzione per ragioni di lunghezza, pur avendolo già doppiato, ma è stato accuratamente inserito nella versione in VHS grazie alla disponibilità di una copia scampata allo stupido taglio.
Fin dall'antichità si credeva che le comete portassero sventura, ma quella citata nel film:
La Notte della Cometa (
Night of the Comet - 1984) di Thom Eberhardt, supera ogni deleteria previsione.
Al suo passaggio gli esseri umani si disintegrano e quei pochi che sopravvivono diventano degli zombi. Altri superstiti, protetti al momento del passaggio, si mettono in testa di dominare la Terra e tocca ad un pugno di sopravvissuti tentare di sventare anche quest'ultimo pericolo.
Anche le comete più famose, come quella di Halley, nascondono all'interno un mistero. In questo caso, come ci narra il film del 1985
Space Vampires (
Lifeforce) di
Tobe Hooper, essa nasconde una gigantesca astronave aliena con all'interno dei corpi di uomini pipistrelli morti e tre creature, tra le quali una stupenda ragazza dall'aspetto perfettamente umano, chiuse in teche trasparenti e perfettamente addormentate.
Giunti sulla Terra i tre esseri scatenano una pericolissima epidemia e l'energia vitale delle vittime viene risucchiata nello spazio sulla grande astronave. Il protagonista si sacrifica uccidendo se stesso e la bella spaziale pur di salvare il già sconvolto pianeta.
Alieni portati da una meteora nel film di Douglas McKewon
The Deadly Spawn, voracissimi ed affamati tanto da aver bisogno anche di un seguito, datato 1986, ed intitolato
Return of the Alien's Deadly Spawn, sempre di Douglas McKewon
Nel 1991, con apparizione solamente in videocassetta, ecco arrivare il film
Non di questo Mondo (
Not of this World) di Jon Daniel Hess, il quale ci narra la storia di una scienziata il cui compito è quello di sovraintendere all'installazione di una potente centrale elettrica nel proprio paese natio. Ma una notte da un frammento meteorico caduto nei pressi, si sviluppa un essere mostruoso che si nutre di energia elettrica. la battaglia finale avverrà proprio all'interno della centrale.
Dopo essere ritornato prepotentemente alla ribalta nel 1984 con un remake del suo primo film, il buon vecchio drago giapponese ritorna in una serie di pellicole da noi uscite solo nel mercato home video. Tra queste ricordiamo
Godzilla contro Mothra (Gojira tai Mothra) per la regia di Takao Okawara e che vede il celeberrimo sauro alle prese con la farfalla gigante. Noi ci occupiamo di questo film solo marginalmente e per dire che l'ennesimo risveglio di Godzilla è dovuto, questa volta, ad un' invadente meteora la quale, inabissatasi nell'oceano, ha bruscamente ed inopportunamente disturbato il nostro fantastico eroe. Poi, sempre nello stesso anno, ecco giungere come al solito sul nostro povero e martoriato pianeta, un'ennesima meteora apportatrice di semi alieni dai quali nascono e si evolvono creature assatanate di sangue umano e vogliose di dominare il mondo come tante altre prima di loro. Questo è quanto accade in
Alla Radice del Male (Seedpeople) di Peter Manoogian.
Ma le meteore possono avere anche degli effetti benefici, come nel caso di
Meteorman (
The Meteor Man - 1993) di Robert Townsend. In questo caso il protagonista. colpito da un meteorite di smeraldo, acquisisce superpoteri e con questi cerca di aiutare i più deboli. Il problema è che se vola più in alto di un metro gli vengono le vertigini...
Tratto da una racconto di
Arthur C. Clarke,
Breaking Strain, è questo film del 1993 intitolato:
Intrappolati nello Spazio (
Trapped in Space) di Arthur Allan Seiderman, dove il fatto che un asteroide urti un'astronave è solo un pretesto per parlare della lotta per la sopravvivenza dei superstiti prima che aria e cibo si esauriscano.
Nel 1995 il disastro è avvenuto, la Terra è stata colpita da un meteorite gigantesco e ne è uscita sconvolta. L'acqua è diventata un bene prezioso ed il solito cattivo di turno ne ha il monopolio e se lo vuole pure tenere stretto: una audace fanciulla, che gira abitualmente a bordo di un carro armato, provvederà a rimettere le cose a posto. Il film si chiama
Tank Girl (Tank Girl) ed è stato girato da Rachel Talalai ed è tratto da una serie a fumetti di Jamie Hewlett e Alan Martin.
Anche il cinema giapponese vuole dire la sua più strettamente sull'argomento per cui, ancora nel 1995, esce il da noi inedito
Emergency! Living Dead a Tokyo Bay di Kazuo Komizu. Un meteorite cade nei pressi di Tokyo e sprigiona dei gas tossici che trasformano in zombie gli esseri umani ma non basta perchè un colonnello li usa come soldati con il perverso scopo di dominare il mondo.
Omonimo titolo con il film di
Mario Bava è questo
Terrore nello Spazio (
Within the Rock - 1996) di Gary J. Tunnicliffe, la cui trama, almeno inizialmente, è smaccatamente simile ad
Armageddon.
Un pianeta entra in rotta di collisione con la Terra e quindi viene mandata una squadra di minatori spaziali per scavare un tunnel e fare saltare il minaccioso bolide, ma durante gli scavi viene trovata una camera rivestita di platino e di misteriosi geroglifici alieni e, dentro di essa, anche un alieno che sembra fossilizzato. Solo che così non è. La creatura prende vita e comincia la sua strage presso gli uomini al lavoro sull'asteroide.
Sempre nel 1996 scopriamo l'esordio alla regia di Alberto Sciamma, apprezzato regista di clip musicali, con
La Lengua Asesina (
Killer Tongue) curioso film inedito in cui una giovane, dopo una rapina, si vede colpita da un meteorite che trasforma la sua lingua in una parte organica a se stante. Questa bella.. per modo di dire.. lingua compirà efferati delitti. Buonissimi effetti speciali di Bob Keen ed ottima interpretazione, anche se minore, di
Robert (Freddy Krueger)
Englund.
Siamo ora nel 1997 per occuparci del film TV
Cosmic Shock (
Cosmic Shock) di Brian Trenchard-Smith. Qui ci troviamo di fronte, ancora una volta, ad un asteroide che sta per collidere con il nostro pianeta. Visto che nessuno lo ascolta uno scienziato prende il controllo di una base missilistica per lanciare un ordigno atomico contro il pericoloso bolide. Le autorità, invece, vogliono rioccupare la base ed ucciderlo, ma la figlia cerca di scongiurare questo tragico finale.
La Terra è in pericolo (
Falling Fire - 1997) di G. Philip I. Norton è sempre la storia di un asteroide in rotta di collisione verso il nostro pianeta e del tentativo di un'astronave di fermarlo ma il film è costellato anche di altri problemi, come il Capitano della nave misteriosamente ucciso ed un gruppo di terroristi il quale vuole che il mondo venga distrutto.
Starship Troopers - Fanteria dello Spazio (
Starship Troopers - 1998) di
Paul Verhoeven viene da noi citato solo per il fatto che i malvagi ed apparentemente non intelligenti alieni usano degli asteroidi per bombardare il nostro pianeta. Il film è tratto dal romanzo di
Robert A. Heinlein Fanteria dello Spazio, pubblicato su Urania..
I due colossi sono senza alcun dubbio
Deep Impact (
Deep Impact - 1998) di Mimi Leder, che narra la storia di una cometa che è diretta inesorabilmente verso la Terra. Un'astronave ha il compito di distruggerla, ma ottiene solo il risultato di dividerla in due parti. Il mondo sembra condannato ad una nuova era glaciale se non fosse che l'astronave cade come un kamikaze sul più grosso dei due bolidi distruggendolo con le ultime quattro cariche esplosive che aveva...e lo spettacolare
Armageddon (
Armageddon - 1998) di
Michael Bay nel quale si trasporta, per lo stesso motivo, un gruppo di minatori su un grosso masso diretto verso la Terra. Essi hanno il compito di scavarvi un buco per metterci una testata nucleare. La Terra sarà salva solo grazie al fatto che uno degli astronauti resterà sulla cometa per farla esplodere al classico ultimo istante.
A seguito del successo di film come
Deep Impact ed
Armageddon ecco proliferare le piccole ed economiche imitazioni, films televisivi come
Meteorites! (
Meteorites! - 1998) di Chris Thomson dove si racconta di una piccola cittadina sottoposta ad un martellamento meteorico e dei tentativi di un ex artificiere di convincere la popolazione del pericolo imminente.
Altri esempi, in ordine sparso, sono costituiti da
Inferno (
Inferno - 1998) per la regia di Ian Barry. In questo caso si tratta di un enorme lingua di fuoco proveniente dal Sole che si è staccata dalla Terra e sta per investire il nostro pianeta. Fervono i preparativi per far fronte alla ustionante minaccia...
Poi abbiamo il film televisivo
Asteroid (
Asteroid - 1997 ) di Bradford May, dove la storia è sempre la solita. In questo caso il gigantesco sasso viene deviato dalla sua orbita da tre fasci laser lanciati dalla Terra, ma una pioggia di meteoriti martella ugualmente il nostro disgraziato pianeta.
Sempre, nel 1997 e sempre come film televisivo, abbiamo anche
Invasione Letale (Invasion) di Armand Mastroianni. Il pericolo proviene da una pioggia di meteore in grado di liberare un microrganismo alieno che domina l'ospire nel quale risiede. Anche questa volta i terrestri riusciranno a scamparla.
Il film è comunque in parte una scopiazzatura de:
I Vampiri dello Spazio di Val Guest.
Nel 1999 arriva, per il mercato dell'home video,
Judgement Day (
Judgement Day) di John Terlesky. Un gigantesco meteorite si scontra contro un asteroide ed i frammenti causati dall'impatto si dirigono verso la Terra. Uno di questi è grande 14 miglia: e' il piu' pericoloso ed i militari ricorrono ad uno scienziato inventore di un dispositivo esplosivo in grado di distruggere il minaccioso bolide. A complicare le cose ci si mette un paranoico leader religioso che rapisce lo scienziato e, per liberarlo, bisogna ricorrere all'astuzia di un galeotto che odia Thomas Payne, il santone, perche' e' direttamente responsabile della morte di sua moglie. Inizia la ricerca ma il tempo e' poco, il grande meteorite si avvicina sempre di piu'...
Non so se ne abbiamo dimenticati, non ci pare, ma in ogni caso anche se fosse il principio è sempre quello: far fare all'uomo la fine dei dinosauri i quali, non disponendo di navi spaziali, di testate nucleari e, diciamolo pure, di una fortuna della Madonna, potevano al massimo provare a prendere le meteore a codate ma questo riesce solo nella pubblicità e grazie ad una mazza da baseball...
Lacrime di realtà
Quante volte, osservando il cielo nelle calde notti d'estate o, meglio ancora, nelle nitide notti invernali, abbiamo scorto, quasi con la coda dell'occhio ed in un unico fuggevole attimo, una piccola stella solcare la volta celeste, un piccolo bagliore, un'esile scia che poi, rapidamente, scompariva nel buio della notte.
La Terra, nel suo giro attorno al Sole incontra, molto più spesso di quanto si possa credere, dei piccoli frammenti di roccia di roccia che vagano nello spazio senza una meta precisa: sono le
meteore.
Una meteora è, se la si vuol definire in maniera semplice, un pezzo di roccia le cui dimensioni sono estremamente variabili e che, ad un certo punto, nel suo vagabondare perenne nello spazio, incontra un pianeta, nella fattispecie la Terra. Essendo, per nostra fortuna, molto più piccola del nostro mondo, ne viene attratta per forza di gravità e precipita sul nostro pianeta.
A questo punto possono verificarsi due ipotesi: la meteora entra nell'atmosfera terrestre e comincia ad incendiarsi per il gran calore prodotto dall'attrito contro gli strati alti e sempre più densi dell'aria che circonda il nostro globo, ma entrata sfiorando solo gli strati esterni della cortina di nuvole e secondo un angolatura particolare, rimbalza allo stesso modo di un sasso lanciato nello stagno e si perde nuovamente nello spazio, oppure cade sulla superficie del nostro mondo. Se le sue dimensioni sono abbastanza grandi,oltre i trenta metri, il bolide non riesce a consumarsi del tutto e cade abbastanza spesso in mare perchè esso ricopre i due terzi del nostro pianeta, ma se giunge sulla terraferma provoca un cratere le cui dimensioni sono proporzionali a quelle della meteora stessa e, come una specie di bomba, può causare danni attorno al luogo di caduta.
Normalmente però le sue dimensioni non sono sufficenti a farle raggiungere la superficie e quindi brucia e si consuma prima di arrivarvi come uno splendido piccolo fuoco d'artificio. Queste sono le meteore,
le lacrime del cielo, come declamava Giovanni Pascoli nella sua poesia
X Agosto.
Quindi la nostra atmosfera, fra le sue tante ed importante funzioni, prima fra tutte quella di farci respirare, possiede anche quella di proteggerci da questi proiettili cosa, per esempio, che non capita sulla Luna.
Basta osservarla anche ad occhio nudo, infatti, per vedere tutti i crateri che la ricoprono, buona parte dei quali sono stati lasciati da millenni d'impatti di meteore.
Come abbiamo già detto il nostro satellite è privo di atmosfera per cui le meteore non possono bruciare e consumarsi, ragion per cui atterrano, anzi si schiantano, contro di esso senza perdere nulla delle loro dimensioni iniziali.
Un'astronave lanciata nello spazio non correrebbe in raltà i pericoli che per anni gli schermi cinematografici ci hanno ammanito, questo perchè lo spazio non è così popolato di rocce vaganti e spesso le loro dimensioni sono molto più piccole di una capocchia di spillo.
Questi vagabondi del cielo hanno però colpito la Terra in epoche remote perchè l'ultimo grande meteorite, o forse cometa, di cui si ha notizia è quello caduto nel 1908 a
Tunguska, in Siberia. Esploso a circa otto chilometri d'altezza esso devastò un vasto tratto di foresta siberiana, oltre tremila metri quadri, per la precisione.
Il 30 Giugno del 1908 un oggetto, come abbiamo detto, esplose nel deserto cielo della Siberia, gli effetti di questa micidiale esplosione fecero più volte il giro del mondo causando fenomeni luminosi ovunque ed albe con dei colori fantastici dovute alle nubi di polvere sollevate nell'atmosfera terrestre.
I primi studi vennero compiuti solo alcuni anni dopo perchè il luogo del disastro era difficilmente raggiungibile e fu lo scienziato sovietico Leonid Kulik a compierli. Egli fece di questa ricerca lo scopo della sua vita ma morì giovane, deriso, boicottato ed osteggiato da colleghi e politici. E così molte furono le ipotesi che vennero accreditate sul misterioso evento siberiano. Lo scienziato e ricercatore sovietico
Alexander N.Kasantsev parlò persino di una astronave aliena disintegratasi nell'atmosfera terrestre, ma ci fu chi ipotizzò anche dell'incontro tra la Terra con un buco nero o con un frammento di antimateria.
A tutt'oggi la teoria più accreditata resta quella di una cometa o di un asteroide di oltre sessanta metri di diametro esplosa prima di giungere sulla superficie.
Quarantonovemila anni fa, un gigantesco bolide proveniente dalla fascia degli asteroidi, entrò in collisione con il nostro pianeta. La grande tinozza che resta ancora oggi a testimonianza dell'impatto è profonda 174 metri e lunga un chilometro e 265 metri ma il cratere vero e proprio ha una circonferenza di ben cinque chilometri. Oltre ad avervi girato le scene finale del film
Starman, esso serve ancora oggi come luogo di addestramento per gli astronauti.
Il suo nome è
Barringer Meteor Crater e si trova in Arizona.
Ma esiste un meteorite ben più famoso, il suo nome potrebbe essere
Genesi ed il suo luoco d'impatto si troverebbe al largo dell'America Centrale. Se ciò che si pensa è vero noi esistiamo grazie alla sua caduta sulla Terra.
Andiamo indietro nei secoli, a ben 65 milioni di anni fa quando, non solo l'uomo non c'era ancora, ma la Terra era dominata da grandi e piccoli rettili chiamati dinosauri. L'uomo, si sa, appartiene al genere dei mammiferi e, a quel tempo, non ve ne erano di grandi dimensioni, erano simili a piccoli tassi o ad esili scimmie e vivevano, per così dire, all'ombra dei dinosauri i quali, dominatori incontrastati della Terra, potevano superare anche i trenta metri d'altezza, ma cominciava a svilupparsi una razza di rettili, grande come un uomo e con un cervello più sviluppato di quello dei loro simili. In altre parole, forse, stava per avvenire un cambiamento il quale avrebbe potuto portare anche ad una razza di rettili intelligenti.
Questo nessuno potrà mai saperlo con certezza, ma sappiamo che una notte di di 65 milioni di anni fa, un bagliore improvviso nascose le stelle, il cielo fu solcato da una luce accecante molto più forte di quella del Sole ed un rumore più possente di mille eruzioni vulcaniche solcò l'aria calda della notte. Poi ci fu un gigantesco boato e la terra cominciò a tremare. Una meteora, anzi un asteroide di circa duecento chilometri di diametro, aveva urtato la Terra distruggendo ogni cosa intorno, provocando terremoti e maremoti, ma, soprattutto, alzando un'enorme nuvola di polvere che oscurò il nostro pianeta per anni. La temperatura si abbassò ed i rettili, abituati ad un clima più caldo, cominciarono a morire.
La vegetazione, fonte di nutrimento per molti di questi animali, non sopravvisse e morì. Per quelli di loro che erano carnivori la sorte non fu diversa perchè furono anch'essi destinati a morire per mancanza di cibo. Sul nostro pianeta il buio era perenne, il vento spazzava refoli di neve che cadeva copiosa e senza sosta, l'aria era satura di polveri, il Sole nascosto dalle nubi eterne non poteva riscaldare un mondo che stava morendo.
Eppure una piccola specie sopravvisse, resistette al gelo, si nutrì delle carcasse dei rettili e su quanto poteva trovare nei pochi fili d'erba che tolleravano le basse temperature. I mammiferi stavano per ereditare la Terra grazie al loro sangue caldo ed alla loro capacità di adattamento e quando, anni dopo, il Sole riapparve dietro le nubi, essi erano già migliaia e furono i primi progenitori di quel bipede stupendo e pericoloso, intelligente e feroce che sarà l'uomo.
Una meteora, quindi, pur di notevolissime dimensioni, e per questo chiamata asteroide, è stata la probabile causa della vita animale sulla Terra così come essa si è sviluppata. Oggi si è giunti a studiare questi frammenti di meteoriti perchè, a parte le pietre lunari portate dagli astronauti, sono le uniche rocce che provengono da altri mondi e in uno di questi, proveniente da Marte, si sarebbero trovate tracce di piccoli organismi una volta viventi.
A differenza delle meteore, le
comete, possono offire uno spettacolo ancora più suggestivo. Esse sono composte di rocce e di ghiaccio e quando, nel loro vagare nello spazio, si avvicinano al Sole, passano dallo stato solido a quello gassoso assieme ad i gas che sono imprigionati nell'interno formando quella stupenda coda che può anche essere lunga milioni di chilometri. La cometa è quindi composta da una parte solida detta
nucleo, la quale è sempre rivolta verso il Sole e da una
coda di gas inerti e non pericolosi, estremamente rarefatti.
La culla delle comete, da dove esse nascono, si trova al di là del sistema solare e si chiama
Nube di Oort. La zona è cosparsa da frammenti di rocce e ghiaccio vaganti nello spazio. Ogni tanto l'attrazione solare ne cattura una che inizia così la sua corsa attraverso il sistema solare. Le comete si dividono in periodiche, come quella di Halley, che giunge sulla Terra ogni 76 anni da tempi immemorabili e non periodiche e che quindi non ritornano al loro appuntamento.
Al di là del sistema solare, dopo Plutone e Caronte, i quali sono ritenuti assieme ad Urano e Nettuno, un insieme di piccoli pianeti ghiacciati fusi assieme, ipotesi ritenuta valida data la composizione di questi ultimi tre mondi, ben diversa da quella degli altri pianeti del Sistema Solare, esiste una fascia che si trova ai bordi della Nube di Oort ed è chiamata
Cintura di Kuiper.
Nel Settembre del 1992 e nel Marzo del 1993 sono stati scoperti degli oggetti al di là di Plutone. Essi sono stati chiamati provvisoriamente Smiley e Karla ed hanno un diametro di circa 200 chilometri. La scoperta di altri quattro oggetti che si presumono essere delle stesse dimensioni, sono stati scoperti nel Settembre del 1993 e ciò pare confermare l'ipotesi della vera natura di Urano, Nettuno, Plutone ed il suo satellite Caronte: un ammasso di comete e non veri pianeti secondo la normale composizione che noi conosciamo e tipica degli altri mondi.
Gli oggetti scoperti fino ad ora sono le avanguardie della cintura di Kuiper la quale sarebbe una regione del Sistema Solare al di là di Plutone contenente all'incirca mille miliardi di comete ed è da questa regione in particolare dalla quale esse sembrano provenire.
La parte esterna della nube di Oort, un enorme guscio che contiene migliaia di miliardi di comete, ha questo nome dall'astronomo olandese Jan Oort ed avrebbe la forma di un enorme sferoide al cui centro si trova il Sole ed avrebbe le ragguardevoli dimensioni di 30.000 x 24.000 miliardi di chilometri o, se preferite, 3,2 x 2,5 anni luce.
Per sapere qualcosa di preciso sulla composizione delle comete noi possiamo basarci, almeno fino a questo momento, su quanto abbiamo appreso dalla
cometa di Halley, la quale fu l'unica ad essere fotografata e misurata da vicino dalla sonda Europea Giotto che, nel 1986, ebbe un incontro ravvicinato a seicento chilometri di distanza dal suo nucleo. Le fotografie riprese mostrarono una grossa
patata lunga diciassette chilometri e larga otto che lentamente, ma inersorabilmente si consuma ad ogni suo passaggio attorno al Sole.
Oltre alla cometa di Halley, ormai storica testimone della nascita della nostra civiltà sulla Terra e speriamo non della sua morte, esistono in questo secolo due altre comete famose. La prima fu la cosiddetta Shoemaker - Levy la quale fu frantumata dalla attrazione di Giove in ventun pezzi di varie dimensioni che precipitarono e furono inghiottite dalla densa atmosfera del pianeta e la Hale Boop che fu scoperta da due astrofili americani il 27 Luglio del 1995.
La
Hale Boop, transitata nei nostri cieli nella primavera del 1997 tornerà, grosso modo, tra 2386 anni...ne riparleremo al momento opportuno...
Poco dopo l'orbita di Marte, dei piccoli frammenti di roccia non riuscirono ad aggregarsi per formare un pianeta e di questo fu probabilmente colpevole il grande Giove, con la sua massa gravitazionale.
Per cui, tra il rosso Marte e lo striato Giove, abbiamo qualcosa come circa centomila pianetini di diametro
variabile fra i pochi metri e Cerere, il più grande, con i suoi mille chilometri e che fu scoperto nel 1801. Non si creda che questi asteroidi non rivestano un'importanza scientifica, tutt'altro, perchè non avendo subito processi di modificazione nel corso della storia del Sistema Solare, sono come dei fossili di ere lontane e che possono permetterci di verificare le nostre ipotesi sull'evoluzione del nostro piccolo universo.
Fino a questo momento noi conosciamo da vicino solo tre di questi asteroidi: Toutatis, un pezzo di roccia doppio perchè ha una specie di minisatellite che gli gira attorno, poi Gaspra ed Ida, i quali sono stati fotografati dalla sonda Galileo in viaggio verso il pianeta Giove nel 1991 e nel 1993. Le immagini che abbiamo ottenuto di Gaspra e Toutatis hanno rivelato, come d'altra parte era già stato ampiamente ipotezzato, che si tratta di
sassi di dimensioni irregolari e questo è dovuto al fatto che forze elettriche prendono il sopravvento su quelle gravitazionali, date le piccole dimensioni di questi mondi, e sono queste che generano una forma sferoidale. In ultimo bisogna anche considerare i continui impatti tra questi asteroidi fra loro. Il risultato di queste continue collisioni è il formarsi di oggetti più piccoli di solo qualche metro di diametro i quali partono per orbite assolutamente casuali e che possono trasformali in proiettili mortali il cui obbiettivo può essere anche il nostro pianeta.
La Terra, pur protetta dalla vastità dell'universo e dalla sua atmosfera, corre comunque dei rischi in mezzo a questo turbinìo di orbite, di forze tangenziali e di gravitazione. Un rischio ben diverso dallo spettacolo offerto dalle
stelle cadenti, asteroidi di piccole dimensioni che sfrecciano nell'atmosfera terrestre o sulla quale si disintegrano.
Le statistiche ci rivelano che ogni qualche migliaio di anni un asteroide di qualche centinaio di metri cade sul nostro pianeta, così come ogni qualche milioni di anni ne cade uno di qualche chilometro.
Se ciò avvenisse, ed il cinema ce lo ha mostrato ampiamente, essi potrebbero causare una nuova era glaciale con le conseguenze di portare all'estinzione la nostra specie. Ma le stesse statistiche e, soprattutto, i mezzi della attuale tecnologia giocano a nostro favore.
A differenza delle meteore e degli asteroidi le comete sono state paragonate come delle portatrici di vita.
Una delle ipotesi della nascita della vita sul nostro pianeta ci dice che le comete portano i semi della vita attraverso l'immenso spazio. Cadendo su mondi adatti ad ospitarla, a bordo di queste vaganti e spettacolari navi spaziali, la vita si rigenera e si moltiplica con il passare dei millenni in una forma quanto mai suggestiva di impollinazione stellare.
Noi non sappiamo se esiste vita nell'universo. Lo pensiamo ma non ne siamo sicuri, lo speriamo ma non ne abbiamo le prove ma, come si dice, se non ci fosse nessuno lassù...che inutile spreco di spazio!