
Normalmente però le sue dimensioni non sono sufficenti a farle raggiungere la superficie e quindi brucia e si consuma prima di arrivarvi come uno splendido piccolo fuoco d'artificio. Queste sono le meteore,
le lacrime del cielo, come declamava Giovanni Pascoli nella sua poesia
X Agosto.
Quindi la nostra atmosfera, fra le sue tante ed importante funzioni, prima fra tutte quella di farci respirare, possiede anche quella di proteggerci da questi proiettili cosa, per esempio, che non capita sulla Luna.
Basta osservarla anche ad occhio nudo, infatti, per vedere tutti i crateri che la ricoprono, buona parte dei quali sono stati lasciati da millenni d'impatti di meteore.
Come abbiamo già detto il nostro satellite è privo di atmosfera per cui le meteore non possono bruciare e consumarsi, ragion per cui atterrano, anzi si schiantano, contro di esso senza perdere nulla delle loro dimensioni iniziali.
Un'astronave lanciata nello spazio non correrebbe in raltà i pericoli che per anni gli schermi cinematografici ci hanno ammanito, questo perchè lo spazio non è così popolato di rocce vaganti e spesso le loro dimensioni sono molto più piccole di una capocchia di spillo.
Questi vagabondi del cielo hanno però colpito la Terra in epoche remote perchè l'ultimo grande meteorite, o forse cometa, di cui si ha notizia è quello caduto nel 1908 a
Tunguska, in Siberia. Esploso a circa otto chilometri d'altezza esso devastò un vasto tratto di foresta siberiana, oltre tremila metri quadri, per la precisione.
Il 30 Giugno del 1908 un oggetto, come abbiamo detto, esplose nel deserto cielo della Siberia, gli effetti di questa micidiale esplosione fecero più volte il giro del mondo causando fenomeni luminosi ovunque ed albe con dei colori fantastici dovute alle nubi di polvere sollevate nell'atmosfera terrestre.
I primi studi vennero compiuti solo alcuni anni dopo perchè il luogo del disastro era difficilmente raggiungibile e fu lo scienziato sovietico Leonid Kulik a compierli. Egli fece di questa ricerca lo scopo della sua vita ma morì giovane, deriso, boicottato ed osteggiato da colleghi e politici. E così molte furono le ipotesi che vennero accreditate sul misterioso evento siberiano. Lo scienziato e ricercatore sovietico
Alexander N.Kasantsev parlò persino di una astronave aliena disintegratasi nell'atmosfera terrestre, ma ci fu chi ipotizzò anche dell'incontro tra la Terra con un buco nero o con un frammento di antimateria.
A tutt'oggi la teoria più accreditata resta quella di una cometa o di un asteroide di oltre sessanta metri di diametro esplosa prima di giungere sulla superficie.
Quarantonovemila anni fa, un gigantesco bolide proveniente dalla fascia degli asteroidi, entrò in collisione con il nostro pianeta. La grande tinozza che resta ancora oggi a testimonianza dell'impatto è profonda 174 metri e lunga un chilometro e 265 metri ma il cratere vero e proprio ha una circonferenza di ben cinque chilometri. Oltre ad avervi girato le scene finale del film
Starman, esso serve ancora oggi come luogo di addestramento per gli astronauti.
Il suo nome è
Barringer Meteor Crater e si trova in Arizona.
Ma esiste un meteorite ben più famoso, il suo nome potrebbe essere
Genesi ed il suo luoco d'impatto si troverebbe al largo dell'America Centrale. Se ciò che si pensa è vero noi esistiamo grazie alla sua caduta sulla Terra.
Andiamo indietro nei secoli, a ben 65 milioni di anni fa quando, non solo l'uomo non c'era ancora, ma la Terra era dominata da grandi e piccoli rettili chiamati dinosauri. L'uomo, si sa, appartiene al genere dei mammiferi e, a quel tempo, non ve ne erano di grandi dimensioni, erano simili a piccoli tassi o ad esili scimmie e vivevano, per così dire, all'ombra dei dinosauri i quali, dominatori incontrastati della Terra, potevano superare anche i trenta metri d'altezza, ma cominciava a svilupparsi una razza di rettili, grande come un uomo e con un cervello più sviluppato di quello dei loro simili. In altre parole, forse, stava per avvenire un cambiamento il quale avrebbe potuto portare anche ad una razza di rettili intelligenti.