di Vanni Mongini


Klaatu Barada Nikto

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CINEMA

Continua il grande ciclo di articoli di Giovanni Mongini che esploreranno l'intero sistema solare, osservando gli astri attraverso due diverse lenti, quella della scienza e quella, un po' deformante, del cinema di fantascienza. E' il turno di meteore e asteroidi, con l'abitudine di cadere sulla Terra...

Le lacrime del cielo

"Dai tempi immemorabili la Terra è bombardata da misteriosi corpi astrali: frammenti dell'universo infinito attraversano la nostra atmosfera in un'invasione che non ha fine. Sono le meteore, le stelle cadenti tanto care ai cuori dei nostri poeti....Le meteore possono giungere in qualsiasi momento di qualsiasi giorno da pianeti appartenenti a costellazioni la cui luce morente è troppo lontana per poter essere vista da noi. Esse giungono dall'infinito, arcano segno di vita dalle illimitate vastità dello spazio. La loro natura è sconosciuta ed il loro segreto inesplorato. Esse giacciono inerti nella notte e aspettano... "
(La Meteora Infernale di John Sherwood - 1958)

Lacrime di fantasia


Il nostro sistema solare non è composto solamente di una stella, di pianeti e di satelliti ma, come in ogni parte dell'universo conosciuto, esso possiede anche degli altri corpi che vagano per lo spazio infinito seguendo rotte spesso dettate dalle forze gravitazionali che li imprigionano.
Così entrano o fanno parte del sistema solare le meteore, le comete e gli asteroidi.
Il cinema si è occupato spesso di questi eventi e sempre in modo catastrofico e pessimistico. Nel caso delle meteore esse costituivano un pericolo sia per gli audaci viaggiatori dello spazio, sia per i poveri terrestri che si vedevano piovere dal cielo terribili minacce aliene.
Nel 1930 il regista Abel Gance gira La Fine del Mondo (La Fin du Monde), storia di una cometa che sta per precipitare sulla Terra, lo sforzo di varie nazioni evita il cataclisma ed il mondo è in pace...e se qualcuno trova qualche addentellato tra questo film e Deep Impact...beh, ha ragione.
Forse il più famoso film di catastrofe spaziale, anzi mondiale, è il premio Oscar per gli effetti speciali Quando i Mondi si Scontrano (When Worlds Collide - 1951) di Rudolph Matè, prodotto da George Pal: Una stella ed un pianeta, Bellus e Zyra, entrano nel nostro sistema solare; il pianeta sfiorerà la Terra ma la stella è in traiettoria di collisione con il nostro pianeta.
In tutta fretta i terrestri preparano un astronave per pochi superstiti allo scopo di emigrare su Zyra sul quale sembra possibile la vita. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Philip Wylie ed Edwin Balmer, oggi introvabile ed edito all'epoca dalle Edizioni Corso di Roma.


Nello stesso anno una spedizione su Marte viene minacciata da una pioggia di meteore nel film Volo su Marte (Volo a Marte - Flight to Mars) di Lesley Selander, così come era già successo due anni prima, nel 1949, ad un'altra spedizione diretta verso la Luna ma in seguito deviata a sua volta sul pianeta rosso. Si tratta di R.X.M. Destinazione Luna (Rocketship XM - 1949) di Kurt Neumann.
Quindi tutto starebbe ad indicare come le vie dello spazio fossero più intasate di meteore di quanto lo sia di macchine New York nelle ore di punta. Questo è anche dimostrato dal fatto che allora si credeva poco alle possibilità di un volo nello spazio da parte dell'uomo e questo perchè, tra l'altro, si riteneva che l'astronauta non avrebbe retto allo stress di evitare le meteore in rotta di collisione...
Non ci credete? Allora date un occhiata a Tobor (Tobor - Tobor the Greath - 1951) di Lee Sholem, dove un robot viene costruito proprio per prendere il posto dell'uomo nei voli spaziali.
Viene creduta una meteora ma in realtà si tratta di un'astronave la breve apparizione fotografica che ci viene mostrata nel film La Cosa da un Altro Mondo (The Thing from another World) del 1951 e dovuto alla supposta regia di Christian Nyby, in realtà un film di Howard Hawks, così come ad un vero proprio mimetismo strategico alieno assistiamo grazie al film di Byron Haskin del 1953 La Guerra dei Mondi (The War of the Worlds) perché i marziani giungono sul nostro pianeta a bordo di astronavi cammuffate da meteore un po' come fanno gli alieni di Val Guest nel suo film I Vampiri dello Spazio (Quatermass II - 1957) dato che anche qui delle piccole meteore sono in realtà delle astronavi di ridotte dimensioni dalle quali fuoriesce un parassita alieno capace di introdursi nel corpo umano e di guidarlo a suo piacimento.

Continua




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