a cura di Giuseppe Iannozzi


AldissKubrickSpielberg Tre padri per un bambino robot

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CINEMA

Da Aldiss a Kubrick, da Kubrick a Spielberg: il piccolo robot bambino di A.I. è passato da una mano all'altra, attraverso tre punti di vista del tutto diversi, prima di arrivare sullo schermo con le fattezze di Haley Joel Osment.

A.I. è oggi una realtà: è impossibile dire come Kubrick avrebbe diretto il film se ne avesse avuto la possibilità, però Spielberg che gli era amico, forse, è riuscito a restituire in questa pellicola un po' dello spirito dell'artista scomparso. A.I. ha avuto una genesi a dir poco travagliata e per comprendere il film ormai prossimo ad esser proiettato anche in Italia, è quasi d'obbligo conoscere un po' della vita di Steven Spielberg e Stanley Kubrick, non dimenticando Brian W. Aldiss, autore del racconto Super Toys Last All Summer Long che ha ispirato la trama finale del film. Spielberg sembra che non abbia rinunciato ad introdurre nel film alcuni temi cari all'amico (artista) scomparso così come lui li aveva immaginati: la leggenda che già si aggira intorno alla realizzazione di A.I. vuole che Spielberg si sia avvalso di alcuni appunti lasciatigli da Kubrick, qualcosa come 800 pagine.

Brian W. Aldiss

Roberto Quaglia e Brian Aldiss
Roberto Quaglia e Brian Aldiss
Brian W. Aldiss nasce in Inghilterra nel 1925: ha servito nell'esercito, in Birmania e a Giava, esordendo nel panorama fantascientifico verso la metà degli anni 50; nel 1960 appare il romanzo ad episodi Galaxies Licke Grains of Sand; nel 1961 pubblica un romanzo satirico, The Primal Urge. Il lungo meriggio (The Long Afternoon of Earth) è forse il romanzo più conosciuto di Aldiss, un classico della SF edito in Italia nel 1974 da Fanucci. Il 1964 è l'anno di Greybeard che molti ritengono essere il capolavoro di Aldiss: si parla della sterilità dove l'impiego di armi biologiche ha fatto sì che la razza umana non riesca quasi più procreare e gli uomini sono tutti vecchi o quasi. Super Toys Last All Summer Long, uno dei migliori racconti di Aldiss, fu notato da Stanley Kubrick che se ne innamorò a tal punto che intendeva ricavarci un film, difatti ne acquistò i diritti di sfruttamento. Nel 1973 Aldiss pubblica Frankenstein Unbound e nel 1974 pubblica The Eighty Minute Hour: A Space Opera, un romanzo di fantascienza satirico, quasi swiftiano. Il 1980 non è un periodo bello, artisticamente parlando, per Aldiss nonostante la pubblicazione di Life in The West, che, tuttavia, molti ritengono essere un capolavoro. Per fortuna esce ben presto il ciclo di Helliconia: tre lunghi romanzi, nel 1982 Helliconia Spring, nel 1983 Helliconia Summer e nel 1985 Helliconia Winter, poi, nel 1991 esce Dracula Unbound, un romanzo minore, che tratta temi triti e ritriti circa il vampirismo e le sue molteplici sfumature; è del 1998 invece The Twinkling of an Eye, My life as an Englishman, una biografia interessante per quanti amano Brian W. Aldiss e vogliono saper della sua vita.
Super Toys Last All Summer Long è un un breve racconto del 1969 che Kubrick acquistò dopo aver finito di girare Barry Lindon...: è allora che è cominciata la nostra collaborazione... All'inizio è stato entusiasmante, poi abbiamo cominciato a divergere nella nostra versione del film. Kubrick mi ha chiesto di essere il meno possibile narrativo: Quello che ci serve - diceva -, sono cinque o sei spezzoni di una storia che sarà tenuta insieme da collegamenti arbitrari, visuali,... dimenticati la logica romanzesca. E passi. Ma poi mi ha regalato una bellissima edizione illustrata di Pinocchio, perché lui vedeva il bambino-androide del mio racconto come una sorta di meravigliosa marionetta. Voleva che nel film ci fosse anche la Fata Turchina, e quella, per me, è stata la fine. Ci siamo separati... Non era facile, è un raccontino di poche pagine! Ma lui rispose che sarebbe andato bene, poi gli avremmo costruito intorno il resto. Penso che volesse farne una nuova odissea nel futuro, doveva esserci una specie di distruzione della Terra, o grande catastrofe, e una fuga nello spazio. Il mio racconto era la premessa di tutto questo... Il tema dell'intelligenza, e più a fondo della coscienza, è sempre stato centrale nella science fiction, e ora sembra venuto il momento di affrontarlo da un nuovo punto di vista, perché la cibernetica e l'informatica ci hanno mostrato che una vera rivoluzione è a un passo da noi, spiega Aldiss.

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