
C'è un mondo
La schiacciò con pollice e indice, mandandola a esplodere sangue e roba verde smeraldo contro lo specchio. L'immagine che, con la prepotenza di un dejà-vù, gli apparve davanti
subito dopo, era quella di una ragazza mora, bellissima. Lo guardava e, le sottili sopracciglia alzate, gli diceva...
Senttti Robi, creddo che sia meglio cospfì per tuttie due°°òO?= rendiamoci una pausa, e jnmb32tr8 9gpwj°°òO£== ut34hgnròòi_$%/(||||||jK?__^§°çà°
Roberto premette la mano destra sulla tempia dolorante.
Lottò per bloccare l'immagine e darle un significato, ma poi gli sfuggì. E
(Valeria?) scomparve.
Riaprì gli occhi: un ricordo reale. Oppure era un fantasma, residuo di un sogno che aveva fatto... O qualche virus...
Si chinò per sputare nel lavandino.
Cristo, che fitta. Un file bello grosso che, quando era collegato, aveva gettato nel CESTINO, evidentemente. Doveva essere rimasto qualcosa in circolo nel suo cervello.
Sapendo che prima o poi sarebbe scomparso del tutto, spense la luce e andò in camera, infilandosi nel letto.
L'indomani, su Mondo 1, aveva un appuntamento di lavoro.
Tastò la tempia, che doleva ancora un po'.
Sì. Una giornata importante, domani, su VENDITA CAROTE.
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Si girò pesantemente da un lato, e le molle del letto cigolarono.
Roberto si addormentò e si ritrovò al buio.
Su una striscia di spiaggia nascosta, da dove si potevano vedere le luci dell'altra parte del lago.
La leggera brezza che gli spettinava un po' i capelli tagliati corti, inspirò gli odori dell'estate.
Poi si sentì tirare per la maglietta e allora si voltò e accarezzò il viso di Valeria, guardandola negli occhi, sorridendole mentre lei gli sorrideva...